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domenica 21 giugno 2026

L'estate è arrivata


 Il solstizio d'estate è di tendenza una di quelle feste pagane sopravvissute all'arrivo del cristianesimo, anche se è estremamente vicina alla festa di san Giovanni con cui finisce per confondersi per il tipo di festeggiamento.

Fuochi all'aperto, molti fiori, festose danze fino all'alba ed è  una delle notti più magiche dell'anno.  
Non so se è proprio vero che i gatti la onorano bevendo tisane calde e ignoravo che anche i fantasmi la festeggiassero indossando coroncine di fiori, ma spero che sia comunque una gran bella notte per chiunque passi da qua 
(e anche per chi non ci passa, perché questo è un blog molto inclusivo).

martedì 6 gennaio 2026

L'Epifania, che le feste dell'insegnante si porta via

 
Spesso, in tempo di feste natalizie, dedico un post finale all'Epifania, di solito con una bella ragazza su una bella scopa che cavalca insieme a un bel gatto rigorosamente nero - si sa che la Befana è una figura con dei riflessi vagamente demoniaci e quindi un bel gatto nero ci sta d'incanto. Esiste anche una leggenda legata al gatto della Befana, immagino inventata in tempi recenti dove la regola è "un gatto va bene dappertutto, anche dentro le uova di Pasqua", ma naturalmente si tratta di un gatto buono. Quanto a me, quest'anno ho deciso di dare una sterzata alla tradizione e per l'Epifania posto un gatto nero senza Befana ma comunque molto carino - e poi c'è la scopa, e per le calze non so.
E' un gatto pensieroso, non so se perché stanco del lungo viaggio notturno o perché si prepara appunto al lungo e complesso viaggio di cui sopra. O forse sta pensando alla complessa situazione internazionale, che davvero si presta a lunghe e non necessariamente piacevoli riflessioni?
Sta di fatto che avevamo appena finito di digerire la lunga cena di Capodanno e i molti bicchieri di spumante con cui avevamo brindato al nuovo anno, che tutti speravamo tranquillo e pacifico, quando improvvisamente Qualcuno ha deciso di fare cose molto strane e inquietanti e tutti, gatti compresi, siamo rimasti invero assai perplessi. Io per prima, si capisce.
Tra tanti pensieri che potevo avere in merito, mi si è affacciato improvvisamente il dubbio: ma i miei alunni, cosa sanno del Venezuela?
Ben poco, probabilmente. Nella Terza che ho quest'anno non abbiamo alunni sudamericani, e nel programma degli ultimi anni l'America del Sud si limitava a un po' di chiacchiere su Brasile, Argentina e qualche volta Cile. Dubito molto che il mio libro dedicasse particolare attenzione al Venezuela, e comunque detto libro se ne sta tranquillo a riposare nell'armadietto a scuola. E certamente non sono stata io a soccorrere la loro presunta ignoranza, visto che del Venezuela a malapena so che esiste.
Ma credo che quest'anno in giornali e notiziari il Venezuela ricorrerà con una certa frequenza. Perché ignorarlo?
Così ho deciso di preparargli una lezioncina. Dopotutto, in più di un caso ho improvvisato lezioni su stati di cui non sapevo nulla, giusto perché me l'avevano chiesta. L'ho fatto sulla Giamaica, l'ho fatto per la Mongolia (uno stato carinissimo, la Mongolia), potevo ben farlo sul Venezuela, giusto? Basta prendere una carta geografica e spulciare un po' in rete, di solito chiedendo prima di tutto lumi a Wikipedia. Per la geografia Wikipedia mi è sempre stata di grande aiuto&conforto.
Stavolta no. Stavolta la voce Venezuela di Wikipedia si è rivelata un gran pasticcio.
Prima di tutto i dati sull'economia erano vecchi, ma soprattutto confusi. E' uno stato ricco, è uno stato in espansione economica, è uno stato... democratico?
Mancava ogni accenno alle ultime, disastrose elezioni che Maduro, con l'appoggio dell'esercito, aveva annullato stabilendo che aveva vinto lui. Mancava ogni accenno al premio Nobel della pace assegnato quest'anno a tale Maria Corina Machado, che da molti anni si batte per i diritti umani dei venezuelani e che adesso è in esilio volontario nonché oggetto di una voce di Wikipedia pure quella tutt'altro che chiara. Non viene spiegato nemmeno come era arrivato al potere Chavez e quanto a Maduro nemmeno lo nominano. L'attuale presidente risulta... Delcy Rodriguez, quello che aveva davvero vinto le elezioni che Maduro ha annullato. Una roba piuttosto strana.
Ho meditato di lasciar perdere il tutto. Poi mi sono detta che una lezione di geografia non riguarda solo la parte politica. Il Venezuela, come tutti gli stati di questo mondo, ha dei fiumi, dei monti, dei confini eccetera. Se ho incontrato dei problemi per la parte politica ed economica, perché non dirlo apertamente? Può essergli utile per capire che trovare le notizie non sempre è facile, e che le voci di Wikipedia possono essere infide come qualsiasi altra fonte.
E insomma ho preparato una lezioncina minimale dove si parla anche del misteriosissimo petrolio venezuelano che qualcuno proclama essere il top del petrolio e altri proclamano essere uno schifo di petrolio e altri ancora dicono che è un petrolio normalissimo ma pesante e va "tagliato", come il vino, con petroli più leggeri - lo so che sembra una storia di pazzi, ma in un mondo dove va tanto di moda parlare di paesi ricchi di preziosissime risorse e nessuno spiega mai che queste preziosissime risorse magari ci sono, ma vanno comunque trattate e lavorate e non è detto che sia sempre così facile, forse un accenno in merito posso provare a farlo. In fondo, il fatto che una insegnante mediamente preparata abbia difficoltà a infilare qualche notizia attendibile su uno stato che da qualche giorno è l'argomento base di gran parte delle conversazioni può essere in qualche modo una notizia non priva di una sua utilità - anche perché da tre giorni siamo pieni zeppi di persone che sul Venezuela, al contrario di me, sanno assolutamente tutto e spesso raccontano cose completamente diverse tra loro.

Il 2026 è iniziato, evviva il 2026.

giovedì 1 gennaio 2026

E' arrivato il 2026

e confido che sarà assertivo, ragionevole e produttivo.
Senza botti e petardi e bombe e missili.
Ma soprattutto con meno stupidaggini del 2025


dove davvero abbiamo superato ogni limite.
Auguri a tutti!

mercoledì 31 dicembre 2025

In attesa del nuovo anno


Nella Grande Notte dell'Attesa,
cosa mai potrebbe essere più beneaugurante
di una bella coppia di alci
che brindano insieme?
Forse sono due sposi uniti da pochi mesi nel più sacro dei vincoli,
forse due amici di vecchia data
ma potrebbero benissimo essere due fratelli che si ritrovano dopo le lunghe cacce d'autunno.
In tutti i casi non solo gli unicorni portano felicità e speranze:
l'alce è una creatura saggia e solida, fedele accorta 
 sempre pronta a vedere il lato più positivo nelle circostanze.
Almeno, io ne sono profondamente convinta.
Felice brindisi a tutti!




mercoledì 24 dicembre 2025

Waiting for Santa

 

Nella notte più magica dell'anno 

auguri, felicità, benessere

e sopratutto pace

per tutti

venerdì 4 luglio 2025

4 Luglio - Indipendence Day

Un bel gattino patriottico festeggia il Quattro Luglio

Il 4 Luglio 1776, nella Convenzione di Philadelphia, venne letto e sottoscritto un documento  decisamente innovativo, noto come The unanimous  Declaration of the thirteen united States of  America ispirato ai più puri principi dell'illuminismo, in cui le tredici colonie inglesi in suolo americano dichiararono, appunto, la loro ferma intenzione a indipendentarsi dal regno di Inghilterra e di vivere d'ora in poi come meglio gli aggradiva.
Erano altri tempi: oggi la pubblica lettura di cotal documento sarebbe ripresa dalle emittenti televisive e trasmessa quasi in tempo reale a tutto il mondo, e nel giro di mezz'ora il sovrano inglese di turno e il capo del governo inglese sarebbero stati sollecitati da orde di giornalisti in cerca di reazioni e dichiarazioni di intenti. 
All'epoca però il mondo era diverso: non c'erano televisioni, né telefono né telegrafo e le notizie viaggiavano con tempi più lunghi. Immagino che passassero intere settimane prima che la notizia varcasse l'oceano e che da Londra cominciassero a riflettere su come reagire all'assai impertinente annuncio.
Tale documento dichiarava, con sobria e altera sicurezza:  
Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità; che per garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini governi che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qualvolta una qualsiasi forma di governo tende a negare questi fini, il popolo ha diritto di mutarla o abolirla e di istituire un nuovo governo fondato su tali principi e di organizzarne i poteri nella forma che sembri al popolo meglio atta a procurare la sua Sicurezza e la sua Felicità.
Entrava così nel linguaggio politico ufficiale un concetto nuovo: la felicità come diritto di tutti gli uomini, da perseguire in una ricerca individuale, anche cercando un governo che la favorisse e non più da aspettare come gentil concessione di un sovrano incaricato di governarli  da Dio in persona; e poi c'era il concetto dei diritti inalienabili, che anche quello era piuttosto innovativo.
Le idee dell'illuminismo per essere applicate in Europa, dove pure erano state faticosamente elaborate, dovettero prima varcare l'oceano. Le tredici ex-colonie (ex per volontà loro, non perché la cosiddetta madrepatria lo avesse benignamente concesso) si diedero una agenda politica del tutto innovativa e, con qualche inciampo e difficoltà, riuscirono a portare la nave in porto nel giro di qualche anno.
In Europa commemoriamo soprattutto il 14 Luglio di ventitré anni dopo, ma senza voler togliere niente all'eroico popolo parigino, e soprattutto alla bella e ardita  Mademoiselle Oscàr, l'attacco di malumore di una folla esasperata parla meno al mio cuore di un gruppo di gentiluomini che leggono un testo davvero rivoluzionario per l'epoca fondando uno stato diverso da tutti gli altri esistenti all'epoca senza chiedere il permesso a nessuno.,

Da allora molta acqua è passata sotto i ponti, e oggi la gloriosa Costituzione degli Stati Uniti d'America mostra vistose crepe, mentre gli USA stanno diventando, nemmeno molto lentamente, una democratura, col consenso di buona parte della popolazione.  Il tempo ci dirà se il processo si mostrerà irreversibile, almeno a tempi brevi, o se la prima repubblica moderna riuscirà a riprendersi la gloria passata. Nell'attesa, voglio commemorare un giorno che è stato davvero speciale nella storia.

mercoledì 1 gennaio 2025

Un sontuoso e spumeggiante 2025 a tutti!


La ricca e potente regalità del drago unita alla magica vitalità della fenice possa regalare a tutti voi un anno luminoso e felice, molto felice
 

martedì 31 dicembre 2024

Notte di san Silvestro (protettore dei gatti)

 

E' andata com'è andata,

andrà come andrà

ma intanto AUGURI a tutti

e che lo champagne scorra a fiumi!

venerdì 27 dicembre 2024

Natale a St. Mary Mead 1 - Complottando con le custodi


Due anni fa, mentre ero in una di quelle lussuose erboristerie-profumerie e dispensatrici di aromi in cui si sono trasformate le un tempo scialbe farmacie, cercando un po' di regalini-toppa per amici e parenti, intravidi una graziosa confezioncella che conteneva tre raffinati tubetti di crema per mani impreziosite da tre raffinate profumazioni. Il pensiero mi corse alle Tre Custodi di St. Mary Mead.
Ci sono cose che quasi nessuno dice sulla scuola - per esempio che la qualità del servizio è strettamente legata alla qualità dei custodi, prima di tutto come esseri umani: ogni giorno anche nella più paciosa delle scuolette di provincia si producono non meno di trenta emergenze di misura ed entità del tutto imprevedibili, e i primi ad affrontarle sono appunto i custodi. La loro importanza è vieppiù testimoniata dalla banale constatazione che  pochi custodi che fanno sciopero riescono a bloccare facilmente una scuola semplicemente non andando ad aprire il portone.
A St. Mary Mead le custodi delle medie sono ormai da anni un terzetto mirabilmente assortito che moltiplica pani e pesci, divide le acque e le riunisce, striglia i funzionari del comune non di rado conseguendo lusinghieri risultati, placa gli inquieti, racconforta gli afflitti, soccorre i feriti, veste gli ignudi e insomma rientra nella celebre formula il possibile lo stiamo  già facendo, per l'impossibile c'è da aspettare un po' di tempo ma facciamo anche quello, e per miracoli ci stiamo attrezzando.
Insomma mi dissi  "e perché no?" mi feci confezionare un bel pacchettino sbrilluccicoso e l'ultimo giorno di scuola passai nel loro gabbiotto e lasciai il minuscolo regalino condito con qualche paroletta gentile. 
Fui ringraziata molto al di là di quel che il simbolico gesto richiedeva e per tutto l'anno scolastico fui oggetto di un trattamento davvero lusinghiero - ancora più lusinghiero del solito, intendo, perché sempre e comunque le tre signore erano caratterizzate da una notevole gentilezza a chiunque si rivolgessero, preside, insegnante o alunno che fosse (un po' meno con i funzionari del Comune,specie alla quinta chiamata che non aveva portato frutti).
L'anno scorso quindi mi attrezzai meglio e alla Profumeria Inglese provvidi tre pacchetti separati e un pochino più impegnativi, ma davvero niente di che. Dimostrarono vieppiù sorpresa e perfino una certa dose di confusione dicendomi che però loro non mi avevano preparato nulla. Le rimbrottai con bel garbo spiegando che un regalino di quel tipo si fa per il piacere di farlo, non per averne in cambio qualcosa e in cuor mio cominciai a pensare che forse la faccenda si stava spingendo troppo in là, nemmeno le avessi omaggiate con bracciali d'oro e perle.
La faccenda, in effetti, non era affatto finita perché al ritorno a scuola dopo le vacanze di Natale fui omaggiata a mia volta di una mantellina molto leggera a scacchi bianchi e neri - un dono che si rivelò molto pratico, soprattutto quando in Aprile il riscaldamento fu spento e la pioggia imperversava: piumini e soprabiti sono ingombranti ma una mantellina leggera bianca e nera non crea intralcio alcuno e, va anche aggiunto, sta bene su qualsiasi colore.
Ma veniamo al terzo e ultimo atto: dieci giorni prima delle vacanze le custodi mi chiamano, che venga da loro in gran segreto durante una delle mie ore buche perché hanno una cosa da darmi ma non vogliono farlo davanti a tutti perché altrimenti le chiacchiere sarebbero arrivate fino in cielo. 
Naturalmente proprio appena sono scesa - nel momento che avevo accuratamente scelto come quello potenzialmente più tranquillo ovvero un buon quarto d'ora dopo la fine dell'intervallo, a lezioni ormai ben avviate - non meno di cinque o sei inderogabili questioni si sono affollate intorno alle malcapitate: alunni malandati che chiedevano di telefonare a casa o provarsi la febbre, fotocopie inderogabili eccetera. Alla fine siamo sgusciate con fare furtivo nel cosiddetto Ambulatorio, che contiene sì una barella e una vetrinetta per i medicinali ma anche un bel frigo e una dispensa oltre al secondo forno a microonde della scuola.
"Sentite, se mi avete portato fin qui per cercare di associarmi alll'attentato per far esplodere il ponte di St. Mary Mead, ci tengo ad avvisarmi che disapprovo per principio ogni forma di lotta armata" ho preferito avvisarle.
"Peccato, prof, ci speravamo tanto".
In realtà si sono limitata a consegnarmi una busta rossa precisando che "se non andava bene potevo cambiarlo, ma comunque era una cosa che andava consegnato un po' prima di Natale".
Il ragionamento era molto sensato: infatti un maglione rosso scarlatto con sopra una sagoma di pelo bianco a forma di gatto (con tanto di corna da renna di strass rosso) che sconfina in un albero di Natale con tanto di lucine colorate è senz'altro una roba che si può portare soltanto, a voler stare molto larghi, dal primo Dicembre al 7 Gennaio e dunque, consegnandomelo l'ultimo giorno di scuola, mi avrebbero tagliato fuori da una buona metà di questa ristretta forbice.
Molto commossa ho ringraziato e tosto ho infilato il regalo - che in verità si è rivelato molto utile stante che quella mattina a scuola faceva un gran freddo perché quasi tutti i termosifoni erano spenti, in spregio al fatto che le colline e dietro ancora i monti che circondavano la valle ove la nostra scuoletta fa bella mostra di sé erano innevate - evento decisamente insolito nel nostro microclima. 
Il maglione mi andava come un guanto ed era anche piuttosto caldo.
Sin dal primo giorno il maglione ha raccolto vasti consensi da chiunque lo vedesse, commessi del supermercato inclusi; del resto è molto natalizio, è allegro, ma soprattutto è assolutamente demenziale in ogni suo dettaglio: dove mai si è visto un gatto bianco a forma di albero di Natale con cornette rosse da renna e ornato di lumini colorati che dorme beatamente?
Da nessuna parte, si spera, e forse è meglio non indagare su cosa avevano fumato e bevuto gli stilisti di Piazza Italia che han confezionato quella roba del tutto priva di gusto che porto con tanta soddisfazione e che fa tanto squittire di entusiasmo chiunque lo veda.
E d'altra parte una roba simile, se non la regalavano a me, a chi avrebbero potuto darla? Mi sembra di vedere la scena "Sono qui a Piazza Italia, c'è una roba che secondo me sta chiamando a gran voce la prof. Murasaki. Vi mando la foto, ditemi cosa ne pensate" "Non c'è dubbio che questo è il regalo giusto, prendilo subito e domani ti daremo la nostra quota".
Caso mai qualcuno si stesse domandando se la spilla a forma di albero di Natale che sta tra le corna rosse di renna fosse inclusa nel pezzo no, quella è una mia aggiunta personale. Trovo che dia un tocco di classe a tutto l'insieme, e poi si intona bene con gli orecchini a forma di palline di Natale che uso in questi giorni.

martedì 24 dicembre 2024

La notte dei desideri


 Visto che i due nuovi gatti rendono quantomeno arrischiata per me l'idea di imbastire un albero di Natale, quest'anno cerco di compensare immaginando una bella slitta gattata, con Santa Klaus in versione Freya (la dea dell'amore che viaggiava in un carro trainato da gatti, e come facesse a convincerli non è chiaro ma dopotutto era una dea di grande potenza, quindi chissà).
Buon Natale a tutti quelli che passano di qua, e anche a chi ha di meglio da fare. Possano le vostre calze essere riempite di doni fino a strabordare, e possa la nostra cena essere squisita come spetta ad una bella cena da Vigilia.
Auguri e felicità a tutti!

lunedì 19 agosto 2024

Con Valditara tu potrai / i musulmani fustigar (parte seconda: lo strano caso della scuola di Pioltello)

Com'è noto i Saraceni un tempo erano detti anche Mori
(da Kimono Cats on Cups)

In questo secondo post della miniserie dedicata al mio amato ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara (qui c'è il primo) andrò a raccontare di come costui abbia deciso di intervenire contro lo strapotere della religione islamica nel nostro patrio suolo e, già che c'era, anche contro l'autonomia delle scuole.
Inizierò con la prima di due precisazioni, entrambe indispensabili per seguire la vicenda in tutte le sue implicazioni, e parlerò per prima cosa di messer Ramadan, causa involontaria e assai pretestuosa di tutta la vicenda.
Si tratta di una festa religiosa assai importante per il calendario islamico e dura 29 o 30 giorni, a seconda dell'anno, in un periodo scelto in base alle fasi lunari. Come tutte le feste del ciclo lunare (ad esempio la nostra Pasqua, collegata alla Quaresima e al Carnevale) è una festa mobile. Al contrario però della Pasqua cristiana, che è inserita in una forbice di tempo tra Marzo e Aprile e lì rimane sempre, il Ramadan può cadere in qualsiasi periodo dell'anno perché l'anno musulmano è più corto di una decina di giorni rispetto all'anno solare.
Durante il periodo del Ramadan chi lo osserva non può mangiare né bere durante l'arco della giornata e solo dal tramonto in poi si può rifocillare. Si tratta quindi di un periodo piuttosto debilitante sul piano fisico e sono previste una gran quantità di esenzioni per chi è in età di crescita, malato, anziano eccetera. La fine di questo periodo penitenziale prevede una grande festa che coinvolge tutti i fedeli, compresi quelli che il Ramadan non l'hanno potuto fare.
Tutto ciò non dovrebbe riguardare in alcun modo le scuole, almeno fino alla terza media compresa, perché bambini e giovinetti fanno parte delle categorie esentate dall'obbligo del digiuno diurno. In realtà qualche strascico arriva anche a noi perché abbiamo sempre qualche caso di ragazzini entusiasti che cercano comunque di praticarlo, il che gli complica abbastanza la vita soprattutto al momento degli allenamenti sportivi. Per quanto ne so, comunque, dopo qualche giorno i più lasciano perdere (con grande sollievo degli allenatori e, suppongo, anche delle famiglie).

La seconda premessa riguarda il calendario dell'anno scolastico in Italia, che è deciso in massima parte dalle Regioni; ogni scuola però ha un gruppetto di giorni di vacanza supplementari da distribuire come meglio crede e che di solito usa per consentire ponti o allungarne la durata, anticipare le vacanze di Natale, prolungare quelle di Pasqua eccetera, ma niente impedisce di piazzare per esempio un paio di giorni dopo la chiusa del quadrimestre, oppure per la Festa della Donna o qualsiasi altro giorno, o anche di piazzare i giorni tutti insieme per consentire a chi vuole di andare a farsi una settimana bianca senza perdere troppe lezioni. Roba così, piuttosto concreta.  
Il Collegio Docenti, in Maggio, vota la proposta di collocazione dei giorni di vacanza per l'anno successivo, con relative motivazioni didattiche, poi la palla passa al Consiglio d'Istituto (che di solito conferma senza batter ciglio) e infine il calendario viene pubblicato con apposita circolare. Il tutto avviene alla luce del sole e nel più pieno rispetto delle leggi di dio e degli uomini.

E veniamo infine al Grande Scandalo di Pioltello, che tanto starnazzìo ha causato e tante piume e penne ha fatto volare.
L'anno scorso l'Istituto Comprensivo* Iqbal Masih di Pioltello, piccolo comune dell'hinterland milanese che ha una discreta fetta di alunni di origine straniera, ha deciso di collocare uno di questi giorni in data 10 Aprile, in occasione della festa di fine Ramadan di quest'anno, quando buona parte della suddetta utenza di origine straniera se ne restava a casa con la famiglia a festeggiare. Tale sennato provvedimento puntava ad evitare di ritrovarsi le classi mezze vuote, che per gli insegnanti è sempre una gran scocciatura perché non sai mai bene cosa far fare a chi c'è. Del resto è anche possibile che in quell'occasione restasse a casa anche buona parte dell'utenza che con la religione islamica non aveva niente a che fare, perché "tanto a scuola in quel giorno non si faceva niente di che". Chiunque insegni, e anche parecchie persone che a insegnare non ci pensano nemmeno ma non sono state deprivate del buon senso da una genetica sfavorevole, converrà che si trattava di una buona idea - una sensatissima applicazione del motto chi schivare non può la propria noja /l'accetti di buon grado: un giorno di vacanza fa sempre piacere a tutti, ovunque sia collocato, né venivano lesi i diritti di alcuno.
Qualcuno** però deve aver pensato che quello era un eccellente pretesto per riproporre per l'ennesima volta il tema, carissimo alla Lega, dell'islamizzazione forzata imposta dagli immigrati a danno della religione cristiana, caposaldo dell'italica identità, ad uno stato debole e incapace di difendersi, e insomma quest'anno, stabilito che il tema di fantomatiche famiglie musulmane che cercavano di vietare il prosciutto a mensa a tutti gli alunni ormai appariva un po' logoro, il Qualcuno in questione ha mandato una segnalazione in proposito al ministro Valditara, che appunto della Lega fa parte, e che è stato ben lieto di cogliere al balzo la ghiotta possibilità di deprecare la deriva buonista della scuola verso gli immigrati.
Il grave caso è stato portato all'onore della stampa verso la metà di Marzo. Per primo è intervenuto il Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture*** che ne ha parlato come di una scelta inaccettabile, contro i valori, l'identità e le tradizioni del nostro paese perché non è questo il modello di Italia e di Europa che vogliamo. Scopriamo così che i giorni di vacanza a disposizione del Consiglio di Istituto di una qualsivoglia scuola italiana devono essere accettati anche dal Ministro dei Trasporti, che evidentemente ha un dicastero dalle competenze assai vaste.
Il Ministro dell'Istruzione e del Merito****, invece di suggerire al Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture di farsi una bella teglia di cavoli suoi invece di provare a intervenire nelle legittime scelte delle scuole, ha chiesto agli uffici competenti del ministero di verificare le motivazioni di carattere didattico che hanno portato a deliberare la deroga al calendario scolastico regionale e la loro compatibilità con l'ordinamento perché le scuole non possono stabilire nuove festività in modo diretto o indiretto ed era dunque suo dovere far rispettare la legge, la legalità, le regole (che forse gli sarebbe più facile far rispettare se ne avesse una idea almeno approssimativa), e a questo scopo ha stabilito di ordinare una ispezione alla scuola per controllare che tutto fosse in regola - che considerata l'assoluta inesistenza del problema, personalmente ho trovato una di quelle robe da lavare col sangue (molto sangue, aggiungo).
Tosto si sono scatenati gli opinionisti, in un rutilare di scioccherie degne davvero di miglior causa. Havvi chi ha stabilito solennemente che la cosa era molto grave perché le scuole non potevano istituire feste di loro iniziativa (che è senza dubbio vero, ma nessuno aveva istituito proprio niente), altri han proclamato che le scuole non dovevano avere una percentuale di stranieri troppo alta al loro interno, e non si capiva bene se  le scuole in questione dovevano provvedere a sopprimere gli stranieri in sovrappiù o accantonarli in qualche scatolone (a parte il dettaglio che buona parte di quegli "stranieri" erano nati o almeno cresciuti in Italia e quindi sono stranieri per modo di dire) e qualche volpe ha perfino rispolverato l'idea di una legge che metteva un tetto al numero di stranieri che potevano essere accettati in una classe - insomma, il solito ciarpame che circola sempre in questi casi.

I docenti della scuola Iqbal Masih non sono rimasti a farsi crescere l'erba sotto i piedi e hanno scritto lettere di protesta e rilasciato dichiarazioni ai giornali e alle televisioni eccetera chiedendo tra l'altro un aiuto al Presidente della Repubblica***** - che non si è fatto pregare più di tanto per intervenire e pochi giorni dopo ha mandato una lettera alla scuola esprimendo "vicinanza e calore" e tutto questo genere di cose.
L'implacabile ispezione aveva rilevato irregolarità nella formulazione della delibera con cui era stato stabilito il giorno di vacanza - qualcosa, immagino, a quel punto dovevano pur trovare, a costo di rivoltare la scuola come un calzino. La delibera è stata corretta, immagino con l'aggiunta di un paio di virgole e la riformulazione di una frase, e il giorno di vacanza confermato perché, onestamente, non c'era proprio modo di impedirlo con la legislazione attualmente in vigore. L'ineffabile ministro dell'Istruzione e del Merito si era detto soddisfatto perché erano state corrette le irregolarità della delibera e così si potevano chiudere le polemiche da lui definite velleitarie e pretestuose (ma va'?) - e anche lui, immagino, a quel punto qualcosa doveva pur dire, anche se forse un dignitoso silenzio poteva essere una scelta non priva di valore dopo tutte le sciocchezze dette in precedenza.
Come sempre in queste occasioni la Chiesa ha seguito la vicenda con garbo e discrezione, commentandola con savie parole atte a placare gli animi e osservando per inciso che i musulmani festeggiavano volentieri Pasqua e Natale godendosi le apposite vacanze e dunque non c'era niente di male se le scuole tenevano conto anche delle loro feste; il problema però era che gli animi non avevano alcun desiderio di farsi placare, e dunque le polemiche sono continuate per qualche settimana, anche grazie ad interventi piuttosto improvvidi del ministro ed hanno anzi conosciuto un tentativo di ripresa assai drammaticheggiato quando durante il ponte mancato del 1 maggio, dove alcuni ritenevano che sarebbe stato più opportuno collocare il giorno di vacanza, il tasso di assenze degli alunni è stato piuttosto alto (cosa piuttosto normale, in effetti).
Quanto al ministro, qualche giorno dopo ha lanciato una nuova crociata contro lo studio dei dinosauri a scuola che non ha però riscontrato lo stesso successo, forse perché non risulta da alcuna fonte a noi nota che i dinosauri in questione fossero musulmani.
La Lega ha dunque conseguito il suo scopo, che era chiaramente quello di lamentarsi sempre e comunque dell'esistenza dei musulmani in Italia, lamentela da portarsi avanti sempre e comunque a costo di sputare sulle leggi italiane e sulle scuole italiane che le applicano ma ciò nonostante e alla faccia loro la legge sull'autonomia delle scuole è stata rispettata.

La scuola è usa a queste tempeste da bicchier d'acqua che la scuotono con una certa regolarità e che si placano dopo qualche settimana. Io però sono rimasta molto irritata nel vedere così calpesta e derisa l'autonomia dei singoli istituti per i capricci di un paio di ministri intemperanti.

* chiamasi Istituto Comprensivo un curioso agglomerato di scuole dell'infanzia, elementari e medie che da qualche anno va molto di moda. Anche qui, tutta roba normata da apposite leggi.
** qualcuno della Lega, viene da sospettare
*** cosa c'entrano i trasporti con le vacanze votate dal Consiglio di Istituto della scuola di Pioltello? Non molto, sembrerebbe. Tuttavia il Ministro dei Trasporti dell'attuale governo ama molto avviare crociate contro lo strapotere islamico.
**** che, guarda un po' le coincidenze, è anche lui della Lega.
***** il quale presidente aveva conferito poco tempo prima una onorificenza ad una di queste insegnanti per l'impegno mostrato durante la pandemia

Da sempre il cognome del ministro mi richiama questa bella canzone da Notre Dame de Paris

sabato 17 agosto 2024

17 Agosto 2024 - Giornata Mondiale della Valorizzazione del Gatto Nero

Cosa c'è di più bello di un gatto nero?
Due gatte nere, per esempio.
Eccole qui, in una bella foto del 2015.
Quella più piccola (che da allora è cresciuta parecchio) è Arisu, che sarebbe la versione giapponese del nome di Alice. Per inciso, è anche la protagonista di Proteggi la mia terra. Una gattina vivace, molto affettuosa ma piuttosto apprensiva. Quando la raccolsero al gattile era una trovatella incidentata e probabilmente molto traumatizzata, che non si è mai azzardata a uscire di casa. Adesso è una bella gattona nera che nell'ultimo anno è diventata sempre più simile a Ninphadora
Ninphadora è quella che dorme arrotolata dentro il drago dell'IKEA. Amava molto trasformarsi in una pozzanghera nera con gli occhi dorati ed era un carattere molto solare e avventuroso. Per più di venti anni è stata una specie di sorella adottiva. Usciva molto volentieri, ma non si è mai allontanata molto da casa, dove anche nella bella stagione rientrava almeno un paio di volte al giorno. Ha mantenuto una bella forma aggraziata, una notevole agilità e un bel dinamismo fino all'ultimo giorno. La veterinaria, dove l'avevo portata per il regolare tagliando che spetta ai gatti quando passano una certa età, mi aveva detto che in autunno sarebbe stato bene iniziare una terapia di sostegno per il cuore. Ma non c'è stato un altro autunno per lei: un giorno si è addormentata.
E' stata la mia amica per tanti anni e non si può davvero dire che abbia avuto una morte precoce. Questo mi ha dato un certo conforto, ma la scomparsa di un gatto che ti è stato vicino per tanti anni è un colpo particolarmente duro.
Entrambe hanno sempre avuto un pelo fittissimo e vellutato e la tendenza a dormire con me sul letto.
Una mi aspetta sul ponte dell'Arcobaleno, l'altra confido che mi starà vicina ancora per molti anni.
A loro dedico questo post per la Giornata Mondiale per la Valorizzazione del Gatto Nero.

giovedì 8 agosto 2024

8 Agosto - Giornata Mondiale del Gatto

Il piccolo Oleksandr mentre affronta coraggiosamente un drago dell'Ikea.
Il 2023 è stato un anno piuttosto pesante sul piano felino: ai primi di Gennaio ci ha lasciato la bella Azzurra, per un problema di cuore e a fine Ottobre l'amatissima Ninphadora ha mancato di qualche settimana il suo ventunesimo compleanno. A pochi giorni di distanza ci ha lasciato anche la tricolore Fiammetta, penultima eredità paterna.
L'inverno e la primavera sono passati avvolti nella cupa atmosfera del lutto. 
La mia dotazione felina comprendeva ormai solo una gatta anziana e ormai piuttosto malridotta (Griselda, altra eredità paterna) e la vivace ma paurosissima Astrifiammante - che tra l'altro non erano mai andate molto d'accordo tra loro. In cuor mio è cresciuta con l'andar dei mesi la disponibilità ad accogliere qualche nuovo amicio, ma non ho chiesto in giro perché so che i gatti arrivano quando devono arrivare.
Poco prima della fine della scuola Peggy mi ha informato che una delle sue gatte si era riprodotta, e magari mi avrebbe fatto piacere un piccolo rimpiazzo?*
Ho accettato prontamente, chiedendo però che il micetto avesse compiuto le dieci settimane di rigore e fosse svezzato.
Nessuna difficoltà: la famiglia di Peggy lavorava per una splendida villa storica e la cucciolata era cresciuta un po' in casa e un po' fuori, libera a suo piacere. Dopo aver distribuito tanti gattini agli alunni di mia madre, riceverne uno da una mia alunna, e per giunta una alunna della mia amatissima Terza Sfigata mi sembrava un giusto contrappasso. Peggy mi ha mandato un catalogo fotografico e ho scelto il bianco-e-grigio perché erano secoli che non avevo più un gatto grigio, o più esattamente una gatta grigia.
Questo però non era una gatta: era un maschio.
In cinquant'anni di vita gattara, per una strana serie di circostanze ho sempre avuto solo e soltanto gatte femmine. Non è stata una scelta, e si capisce che non ho niente contro i gatti maschi. In realtà fu proprio un gatto maschio, dei vicini, che mi convertì al culto di San Gatto - un bel gattone soriano che mise incinta la mia prima gatta e che era simpaticissimo. Purtroppo sparì dopo la stagione degli amori e non vide mai i suoi graziosissimi figli. I vicini lo rimpiansero a lungo, noi anche.

E così a metà Luglio è arrivato questo grazioso scricciolo, che promette di diventare molto alto e molto lungo e che in effetti già dopo tre settimane è quasi raddoppiato in lunghezza. Le due gatte han fatto un po' di scene, ma neanche tanto: con i cuccioli non ci si azzuffa, e in realtà han cominciato a giocarci.
Passati i primi giorni di ambientazione casalinga ho cominciato a portarmelo dietro quando la mattina vado a prendere il caffè in giardino, così può esplorare in sicurezza il suo futuro territorio e fare conoscenza con gli altri gatti del condominio, che vengono a cercarlo, si sdraiano in mezzo al prato ostentando di ignorarlo e lo guardano scocciati quando lui comincia a rincorrergli la coda. 
Più avanti uscirà da solo, ma ancora mi sembra troppo piccolo per mandarlo alla ventura.
C'era da trovargli un nome. naturalmente. All'inizio ho pensato di chiamarlo Aleksej, poi mi sono detta che forse, viste le circostanze e l'aria intrepida, un nome ucraino sarebbe stato più adatto, e così già quando è arrivato avevo quasi deciso di chiamarlo Oleksandr. Il nome è diventato definitivo quasi subito perché non ho mai visto un gatto che fosse più Oleksandr di lui.
In più è un gatto incredibilmente sciarposo, che ama spalmarsi con singolare grazia per dormire nei posti più impensati.
Buona Giornata Mondiale del Gatto a tutti i gatti del mondo, e come sempre non dimentichiamo di festeggiare anche i diversamente gatti, che abbianio due o quattro zampe.

* ebbene sì, la classe sapeva che ero a corto di gatti. Un casuale accenno di una collega aveva scatenato un interrogatorio in piena regola e sono venuti a farmi le condoglianze perfino alunni di classi che non avevo.

sabato 30 marzo 2024

Auguri e uova per tutti


Felice Pasqua e Pasquetta a tutti quanti.
Possano le vostre uova essere del miglior cioccolato, e consolarvi almeno un po' del tempo lupesco che ci affligge.
Consoliamoci pensando che la pioggia fa bene ai fiori e promette ottima frutta per i mesi a venire.

sabato 17 febbraio 2024

17 Febbraio - Giornata Nazionale del Gatto 2024


Per festeggiare doverosamente la Giornata Nazionale del Gatto, che è una festa tutta italiana, ho pensato di soffermarmi sul ricco rapporto che lega ormai da tempo gatti e libri. Sospetto di averne già parlato almeno una volta, ma l'argomento è così vasto che qualcosa di nuovo da dire si trova sempre, e ancor più facilmente si trovano nuove immagini sul tema.
Quella che apre il post in realtà è la copertina di un libro. Non lo conosco e non saprei nemmeno come procurarmelo, ma ho lasciato i dati perché chi vuole possa cercarlo.
E già che ci sono potrei osservare che da qualche tempo, nella vastissima letteratura dedicata ai gatti, i titoli di gatti che salvano i libri, amano i libri e quant'altro ormai sono piuttosto abbondanti e anche in Italia ormai è facile trovarne, anche di produzione indigena.
Il tema affrontato da questo libro è, presumibilmente, quello del gatto che adorna di sua bella presenza una libreria. Non è difficile trovarne anche in Real Life e chiunque gestisca una libreria e abbia la buona sorte di ritrovarsi un gatto amichevole e di carattere ospitale è ben lieto di lasciarlo vagare per il negozio, perché i clienti apprezzano. Di solito il micio, che probabilmente ha a disposizione nel suo alloggio poltrone, divani e tappeti in quantità, ama sdraiarsi su qualche pila di libri, con gran sollucchero dell'aspirante cliente che, anche se ha a disposizione un folto gruppo di gatti a casa e in giardino, è ben lieto di trovarne uno anche quando va a comprarsi qualcosa da leggere o da regalare ad amici e parenti - magari di argomento gattoso.
Per esempio:
Ricordo con particolare piacere una fumetteria che ospitava due amabili gatti soriani che si lasciavano liberamente coccolare da chiunque passasse da lì e che in tal modo finivano spesso per fidelizzare i clienti, aumentando con ciò gli introiti della libreria in questione e dunque anche il suo benessere. 
Ad un certo punto uno dei due gattoni scomparve e molti clienti si informavano regolarmente dal libraio affranto se era stato ritrovato o si avevano sue notizie. Quando il gatto venne infine ritrovato (il poverino era rimasto chiuso in una cantina per svariati giorni ed era stato ritrovato assai smagrito) i clienti si unirono al tripudio degli umani e si congratularono col micio coccolandolo vieppiù.
Molti altri negozi sono adornati da questi amabili felini - nei negozi specializzati in articoli per animali sono quasi un must e svolgono una piacevole azione di marketing; ma ce ne sono anche nei negozi di mobili, dove collaudano divani e materassi, nei negozi di ferramenta e via dicendo. Ricordo un adorabile persiano che amava dormire nella vetrina di un antiquario e veniva regolarmente omaggiato da chi passava per strada.
Ma torniamo ai gatti e al loro rapporto con i libri.
E' noto che i gatti lasciano impronte nel nostro cuore, ma non è raro che lascino segni della loro presenza anche sui nostri libri, e molti gattari si ritrovano ogni tanto libri malconci, perché anche i gatti sono lettori e a volte i libri li divorano, o almeno mordono con gran gusto:
I gatti sarebbero assai a loro agio anche in biblioteca. Purtroppo, per varie ragioni (piuttosto insulse, secondo me) è molto raro trovarne liberi di girare tra gli scaffali, se si tratta di biblioteche pubbliche.
Fa eccezione Bruno il Bibliotecario, un gatto che che ci diletta su Facebook con le sue avventure nella gestione della biblioteca pubblica di Rocca Vibrissa. Qui c'è il santino che ha dedicato a San Valentino, data in cui si festeggia anche san Bruno della Pazienza, patrono di tutti gli infaticabili e pazientissimi bibliotecari cui tanto siamo debitori noi lettori:
Ben diversa è la situazione nelle biblioteche di casa: lì infatti i mici possono stare in assoluta libertà.
Non tutti possiedono una biblioteca così affascinante, ma i gatti sono disposti a collaborare anche con collezioni più modeste, che adornano sempre con la loro adorabile pucciosità (io comunque tengo anche qualche cuscino negli scaffali più bassi).
E' infatti noto a tutti noi che una casa senza libri e gatti è soltanto un domicilio:
Auguri a tutti i gatti, a  tutti i libri e, 
naturalmente, anche a chiunque passi di qua.

sabato 6 gennaio 2024

La Befana con la coda


 Quella posta dalla bella micia qui ritratta in versione Befana è una domanda antica, e tutti noi ce la  siamo posta, talvolta con grandissimo malumore, ma non abbiamo mai trovato una risposta valida.
Quest'anno tuttavia la Befana è stata un po' meno avida del solito, e di feste ne ha lasciata una: una piccola Domenica di comporto che si rivelerà molto preziosa per tutti noi insegnanti che avevamo grandi progetti lavorativi per queste vacanze ma che poi ci siamo lasciate distrarre da feste, panforti, pandori e tacchini ripieni, dai libri che ci hanno e che si siamo regalati, dalle serate con parenti e amici e via dicendo, e che a conti fatti abbiamo ancora tantissime cose da fare e probabilmente non le faremo tutte nemmeno domani.
Auguri a tutti i colleghi pigri come me e a chiunque passi o non passi da qui.
E a tutti i gatti, naturalmente.

lunedì 1 gennaio 2024

Felice 2024!

Nina Ustinoff

 Per l'anno nuovo auguro a tutti tanta felicità,
unita all'intelligenza della volpe,
alla prudenza del serpente
e alla semplicità e dolcezza della colomba 
- tutte qualità assai utili 
per il conseguimento della felicità.

E a proposito di colombe,
ecco una bella colomba della pace in versione natalizia
E il serpente?
Niente serpenti quest'anno. 
Ma a Febbraio arriva l'anno del Drago di Legno Verde,
magari è disponibile a dare una mano...

domenica 31 dicembre 2023

Il 2023 sta finendo...


 E' ormai tempo di spalmare tartine.
Il fagiano alla Marengo sta dorando in pentola,
il soffritto per le lenticchie sta dorando pure lui,
i ravioli riposano in attesa di finire in pentola,
la padrona di casa stappa la prima bottiglia per le gentili amiche che sono venute ad aiutare (ma soprattutto a spettegolare), 
per fortuna il dolce lo portano gli ospiti.
C'è la tavola da sgomberare per apparecchiare a dovere.
Dove sono finite le perle dorate?
I piatti rossi sono asciutti?
Mettiamo due calici o tre?
Le solite Grandi Domande.
Intanto brindiamo.
Felice ultima notte dell'anno a tutti!


martedì 26 dicembre 2023

Il Natale si addice ai re (e agli imperatori, anche)

In questo autenticissimo & assai filologico dipinto dell'epoca si illustra una festa 
molto importante per re Artù: il Natale.
Da notare come all'epoca non vigesse la sfida tra pandoro e panettone perché i cavalieri della Tavola Rotonda prediligevano già allora il tipico dolce di Natale inglese.

Il 25 Dicembre è la data in cui ogni buon medievista festeggia gioioso l'anniversario dell'incoronazione di Carlo Magno a imperatore, avvenuta in quel di Roma e che ha dato il via alle incoronazioni imperiali come siamo abituati a immaginarle.
Se pure è teoricamente possibile che in quella cerimonia ci fosse una parte di improvvisazione - ed è noto che Eginardo, biografo di Carlo e a lui contemporaneo, racconta che il suddetto Carlo non ne sapeva niente e anzi rimase piuttosto contrariato - tutto fa pensare che dietro all'avvenimento ci fosse una certa organizzazione.
Prima di tutto la data: si sa che la data di Natale è stata scelta a tavolino perché niente nei racconti evangelici stabilisce un mese e un giorno precisi per la nascita di Gesù. Ai tempi di Carlo però già da molto tempo vigeva la consuetudine di commemorare la Nascita per eccellenza della chiesa cattolica appunto il 25 Dicembre. Ma cosa c'entrava con l'incoronazione a imperatore?
Si potrebbe rispondere che era una data importante e una festa fissa, che tutti gli anni cadeva lo stesso giorno; e poi che Gesù è sempre stato il Re per eccellenza per i cristiani - in fondo glielo scrissero anche sulla croce, che era un re: INRI, Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum. Esiste anche una festa, per Cristo Re - il 25 Novembre, ed è una festa che chiude l'anno liturgico, ma è una roba decisamente posteriore.
Quindi, una data facile da ricordare e che non creava problemi.
"Lo sapete? Adesso abbiamo di nuovo un imperatore, come ai tempi dei romani".
"No, non ne sapevo nulla. Quando l'hanno incoronato?"
"Il 7 Febbraio... o era il 9? Era una domenica, immagino. Oppure è stato il 15 di Marzo?".
Molto meglio il 25 Dicembre, in effetti.
Il 25 Dicembre, che è Natale, si ricorda bene: e infatti non manco mai di spiegare ai miei alunni che Carlo Magno era una persona gentile di animo perché scelse una data tonda e un giorno molto facile da tenere a mente per qualsiasi studente. Evviva Carlo Magno.
Casualmente, in quei giorni Carlo re dei Franchi si trovava a Roma. D'accordo, era una persona che viaggiava volentieri, ma guarda caso in quei giorni era proprio a Roma, ovvero una città che poteva facilmente fornire un papa per le cerimonie importanti, e per tutta una serie di interessanti circostanze storiche quel papa era molto disponibile a fare un favore al sovrano franco.
E, tu guarda i casi della vita, mentre recitava la messa questo papa si trovò una corona a portata di mano. Da lì a farsi venire l'idea di incoronare Carlo imperatore mentre era inginocchiato a pregare il passo fu breve.
Insomma, d'accordo le coincidenze, ma secondo me la scena fu un pochino preparata.
Ad ogni modo Carlo Magno è personaggio storico di notevole rinomanza e l'incoronazione di Carlo Magno a imperatore è un fatto storico e nessuno dubita che sia stato incoronato imperatore, per caso o a sommo studio. E' un argomento molto studiato, e rientra senz'altro tra gli avvenimenti storici.
Abbiamo però un altro re, molto medievale e con tratti storici molto meno definiti di Carlo Magno (che pure ci ha le sue belle zone d'ombra) e che mostra anche lui un legame  molto forte con il Natale: re Artù.
So che molti storici ritengono possibile che Artù abbia un fondo storico e lo hanno infilato tra la fine del V e l'inizio del VI secolo. Non ho la minima opinione in merito** ma è certo che a partire dall'XI secolo re Artù venne sottoposto ad un notevole lifting e fece una trionfale entrata nella letteratura medievale. Guarda caso nello stesso periodo anche un Carlo Magno pure lui assai liftato entra nella letteratura, con un ciclo di chanson de geste legato alle crociate. La mia personale teoria, che vale quel che vale esattamente come quella degli altri studiosi perché in questi casi si scrive parecchio sull'acqua, è che qualche inglese si lesse qualcuna di queste chanson e si disse "Perché non facciamo lo stesso anche noi con uno dei nostri re?".
La moda, si sa, spesso parte dalla Francia per tradizione molto antica e non di rado l'Inghilterra si accodava; tanto per fare un esempio, quando i Franchi cominciarono a raccontare che anche loro, come i romani, discendevano dai Troiani, i Britanni stabilirono che anche loro discendevano da un troiano, tal Brutus. Allo stesso modo, sospetto, decisero che anche loro dovevano avere un re ganzo come Carlo Magno - con la differenza che re Artù ha sempre potuto contare su leggende molto più suggestive. A queste leggende sospetto che i francesi abbiano a volte attinto. C'è per esempio la storia dell'incesto con la sorella: Artù ebbe una breve liason con una fanciulla che poi risultò sua sorella, e che partorì un bambino di cui l'onnipresente Merlino annunciò che una volta cresciuto avrebbe ucciso suo padre. Sembra anzi che Artù abbia cercato di sopprimerlo organizzando una specie di strage degli innocenti nel corso della quale morirono diversi bambini ma naturalmente non il bambino destinato un giorno ad uccidere suo padre (finisce sempre così, quando spari nel mucchio invece di lavorare con criterio.
A sorpresa, si diffuse anche l'improbabile storia di un amore incestuoso di Carlo Magno con sua sorella Berta, che avrebbe prodotto Rolando (che peraltro ad ammazzare suo padre non pensò mai nemmeno per sbaglio). Di fatto però non abbiamo notizie di sorelle di Carlo Magno, e tanto meno di incesti del medesimo, fino appunto al ciclo delle chanson de geste. Intendiamoci, magari qualche sorella c'era e nessuno può escludere che il re dei franchi abbia avuto una storia con una di loro - semplicemente, gli storici contemporanei di questa Berta non dicono niente di niente, nemmeno per sbaglio.

Carlo Magno può contare su una traccia storica molto più attendibile di Artù - in pratica, sul fatto che sia esistito non ci sono dubbi - ed è nato, molto banalmente, da un rispettabile matrimonio in cui la madre, per quanto ne sappiamo, lo concepì in legittimo amplesso con il suo legittimo consorte. E fu incoronato a Roma da un papa.
Artù nacque, con l'aiuto di Merlino, da un amore extraconiugale dove però la sposa era del tutto ignara di star tradendo il marito, e il suo concepimento richiese un discreto lavoro a base di incantesimi. Ma quello fu solo l'inizio di una serie di storie dichiaratamente basate sulla magia. Alla corte di re Artù non succede mai niente di normale.
E dunque il legame di Artù con Natale è decisamente più leggendario di quello di Carlo Magno, che alla fine si limitò a scegliere quella data per farsi incoronare imperatore.
Artù invece, cresciuto in incognito per ordine di Merlino (non fosse mai che si sapesse in giro che c'era un erede legittimo al trono e la successione era assicurata) si ritrova la mattina di Capodanno a cercare una spada per portarla al suo fratello adottivo, che senza spada non può partecipare al torneo organizzato per quel giorno. E la trova: una spada infissa in una roccia (oppure in una incudine, secondo altre versioni) e apparsa nel cortile di una delle più importanti chiese di Londra la mattina di Natale. Com'è noto, una scritta sulla spada avvisava che chi fosse riuscito ad estrarla sarebbe diventato di diritto re d'Inghilterra.
E fu così che Artù diventò re d'Inghilterra, anche se non è affatto chiaro in che periodo sia successa quella storia - certo non all'inizio del VI secolo, quando i baroni di corte scarseggiavano e anche i cavalieri in armatura non davano grande mostra di sé.
Il legame tra Artù e Natale comunque continua anche in altre storie, quando la corte di Camelot si riunisce e compare qualche essere magico che avvia regolarmente qualche avventura. Succede più spesso a Pentecoste, ma capita anche a Natale.
E dunque Natale è la festa regale per eccellenza, soprattutto nel medio evo.

Ci sono molte teorie su come nasce l'epica. Quando ero bambina andava di moda spiegare che la letteratura epica era la voce collettiva dei popoli che romanzavano fatti realmente avvenuti. In cuor mio ho sempre pensato che nascesse a tavolino, quando per motivi di propaganda si decideva di costruire qualche storia che desse lustro a un popolo e soprattutto a qualche re, e a questo scopo si spulciava talvolta nelle antiche carte o si inventava di sana pianta qualche vicenda atta allo scopo, e l'inventore o il narratore non erano un generico popolo ma persone con nome e cognome che di solito avevano cura di restare nell'ombra.
Ma vai a sapere.

si tratta comunque di una roba recente, istituita da Pio XI nel 1922
** quando avrò letto i quattro volumi che i Millenni di Einaudi ha dedicato alla letteratura arturiana ne saprò di sicuro molto di più, ed è assai probabile che darò fuoco al presente post o quanto meno che lo ritoccherò pesantemente. In attesa di quel giorno faccio con il niente che so sull'Artù storico, sulla cui esistenza al momento nutro caterve di dubbi.