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giovedì 30 giugno 2022

La nuova, innovativissima didattica DADA - 6 - Sulla condivisione di talune decisioni in Collegio Docenti

Dall'alto di questi palazzi, 40 secoli di didattica innovativa ci guardano

Ormai molti secoli fa, al Collegio Docenti del Comprensivo di St. Mary Mead e Crifosso venne votata la sperimentazione della didattica DADA per le medie di St. Mary Mead. All'apparenza fu un voto unanime anche se fatto un po' a tastoni, ma la mattina dopo qualcuno si lamentò perché "le elementari e le materne non si erano astenute".
"Ma in Collegio nessuno di noi ha trovato da ridire sulla proposta, ovviamente le elementari e le materne han pensato che fossimo tutti d'accordo. Perché avrebbero dovuto astenersi?" - risposi.
"Perché non era una cosa che li riguardava".
"Ma la legge prevede che votino anche loro".
"Ugualmente avrebbero dovuto astenersi".
"Magari, se non eri d'accordo, potevi votare contro" finii per osservare.
La risposta fu molto vaga e fumosa, con all'interno un rabbioso "avrebbero dovuto astenersi" perciò decisi di non infierire oltre, anche se in effetti mi ero già accorta che all'interno della nostra scuola c'era una fronda che della DADA non voleva saperne - che è un punto di vista più che legittimo, ma non capivo perché cotale fronda non si fosse espressa dal momento che il Collegio esiste appunto per discutere e dissentire, almeno in teoria. 
Come ho già avuto modo di raccontare la pandemia ha fatto strame di qualsivoglia velleità di didattica innovativa e a tutt'oggi alle medie di St. Mary Mead la nuova, innovativissima didattica DADA, ufficialmente inaugurata con una cerimonia in presenza di giornalisti, sindaco e quant'altro, si riduce al fatto che andiamo nei laboratori per le ore laboratoriali (come si è sempre fatto), abbiamo alcune simpatiche scritte sul muro inneggianti all'inclusività, al dialogo e alla storia come maestra di vita e, dopo un anno di traccheggio ai miei occhi del tutto incomprensibile, abbiamo degli armadietti per i ragazzi molto colorati che hanno sostituito quelli che già c'erano dalla notte dei tempi. La Preside Caramell non ha mai mancato comunque (anche all'ultimo Collegio) di ricordarci che essere DADA è uno stato stato d'animo e dunque noi siamo una scuola DADA in quanto interiormente siamo tutti insegnanti DADA, anche se continuiamo - e continueremo anche l'anno prossimo, a quel che ho capito - a starcene tappati nelle nostre aule salvo quando portiamo le classi in laboratorio. Oooohmmm.
Stabilito questo, al Collegio di fine anno dovevamo votare anche per la sperimentazione della DADA alle medie di Crifosso; sono rimasta sorpresa, perché fino a quel momento avevo sempre sentito dire che "No, a Crifosso no perché non hanno gli spazi necessari"; ma anche alcuni insegnanti delle medie di Crifosso hanno dato segni di vivo stupore e la prof. Senescenti ha chiesto come ciò sarebbe stato possibile. E' seguita una vivace descrizione di muri abbattuti, locali cambiati di destinazione eccetera di cui era evidente che la prof. Senescenti sentiva parlare per la prima volta - e non si tratta esattamente del tipo che fa le sue ore e torna a casa senza nemmeno salutare i colleghi, impicciandoci il meno possibile di ciò che succede intorno a lei. Proprio no.
La prof. Senescenti non ha sollevato obiezioni, ma considerati i precedenti e il modo tutto suo con cui la preside Caramell gestisce la condivisione delle decisioni dell'intero Istituto, ho ritenuto di far cosa opportuna astenendomi dalla votazione, così come diversi colleghi di St. Mary Mead e di elementari e materne. A sorpresa però sono anche arrivati una dozzina di voti contrari. La maggioranza di voti a favore comunque c'era, e dunque Crifosso avrà la sua nuova e innovativissima didattica DADA. La domanda che però non posso fare a meno di pormi è Fino a che punto la voleva?
Siccome anche quest'ultimo Collegio è stato fatto in remoto, nessuno di noi può sapere da parte di chi sono arrivati questi voti. Se, caso mai, fossero arrivati appunto dalle medie di Crifosso, sarebbero almeno la metà del corpo docenti. Ma in effetti, perché a elementari e materne avrebbero dovuto votare contro al fatto che le medie di Crifosso volevano organizzare in modo diverso dal solito (ma comunque rispettoso della legge) il proprio funzionamento interno? Al massimo potevano astenersene, all'insegna del "Fate icché vi pare, ma io non c'entro".
E dunque non so se a Crifosso volevano la DADA o no, anche perché non ho avuto occasione di parlarne con nessuno: alla fine del Collegio, come sempre da due anni e mezzo a questa parte, ho salutato, chiuso il programma e mi sono dedicata ai fatti miei.
Ma mentre mi dedicavo a questi fatti miei, mi frullavano in testa usa serie di considerazioni sugli inconvenienti degli organi collegiali in remoto - anche se, devo ammettere, a St. Mary Mead sono assolutamente l'unica che si pone certe questioni.

giovedì 2 luglio 2020

Svantaggi degli organi collegiali a distanza (tutti abbiamo i nostri segreti)

Nel film Lupin III, Green vs Red ci sono tantissimi Lupin (ma DAVVERO tantissimi).
E ogni tanto li inquadrano tutti insieme.
Il Collegio Docenti non è mai il massimo del divertimento, ma ha comunque una sua valenza sociale; ci disponiamo a gruppi, ci accatastiamo variamente e c'è sempre qualche nuova supplente o qualche collega di Crifosso da salutare, qualcuno che riemerge da lunga malattia o da maternità, qualcuno reduce dall'uscita all'estero con l'Erasmus, qualcuno che ti placca per raccontarti qualche nuovo scandalo locale o per proporti nuovo Pon (spuntano come funghi).
Inoltre tutti possiamo lamentarci tantissimo in coro, e niente rallieta un insegnante più che il lamentarsi tantissimo in coro.
A St. Mary Mead i collegi si svolgono nell'ingresso delle elementari e gli insegnanti, che sono più di 150, una volta esauriti i posti a sedere in platea si arrampicano sui loggioni e sulle balaustre o si appollaiano sulle scale, da dove fanno ciao ciao con la mano ai colleghi più in basso.

I collegi in rete sono tutt'altro. Siamo stati avvisati di entrare, salutare e poi staccare microfono e telecamera per non appesantire troppo la rete. Dopo un po' la schermata è piena di tanti piccoli rettangoli con al centro una iniziale. Tantissimi piccoli rettagoli, sempre di più, sempre più piccoli...
Tutto ciò mi risulta molto angosciante. La prima volta che mi ci sono trovata davanti ho provato qualcosa di molto simile alla paura. La sfilata dei rettangolini con l'iniziale per me è il simbolo dell'epidemia del coronavirus. Mi sono sentita schiacciata da una forza crudele e impassibile.
Vabbé, ognuno ci ha le sue paturnie personali.
Al Collegio Docenti comunque si vota.
Votare dal vivo da noi non è un gran problema: di solito chi è contro o si astiene (quattro gatti, a volte anche tre) alza la mano, si contano le mani e questo è quanto. Le votazioni riguardano normalmente questioni tutt'altro che conflittuali e scivolano via serene.
In rete va un po' peggio, anche perché il sistema ha diversi punti di perversione.
Appare il link sulla chat, e già ci vuole un po' di pazienza per beccarlo e cliccarlo perché la chat scorre parecchio.
Una volta che l'hai cliccato... appare una schermata che dice che quello non è il tuo account Google. E devi uscire dal tuo account ed entrare col nuovo account, quello scolastico.

Non so come funziona per i molti altri (una buona cinquantina di persone) che proclamano di avere problemi con link e votazioni in rete. Ma la nostra piattaforma è GoogleSuite e, comprensibilmente, tanti di noi hanno anche un account Google personale.
Io ho qualcosa di più: un account col quale ormai da anni racconto le brache della mia scuola. Non desidero minimamente renderlo pubblico e mi sono sempre comportata a scuola come se esso non esistesse. L'indirizzo mail che uso per la scuola non è quello Google (quello, per intendersi, che fa bella mostra di sé in testa a questo blog).
Mi ero accostata alla piattaforma con molta perplessità & inquietudine: come avrei potuto tenere separati gli account e preservare il mio preziosissimo anonimato? 
Benissimo, scoprii. Il sistema ignorava serenamente la mia vita privata su Google. Non c'è mai stato l'ombra di un problema. Nessuno può collegare le mie attività didattiche al resto della mia vasta vita di rete - cioè, volendo probabilmente è possibile, ma si dve partire dall'idea di cercare tracce della mia vita di rete attraverso la piattaforma, e sapere cosa si sta cercando, e lavorare con una certa competenza. Dal momento che là dentro nessuno ha mai sentito parlare di Murasaki (nemmeno come illustre scrittrice, sospetto) e che tutti hanno grandissima abbondanza di cazzi didattici loro a cui badare, è abbastanza improbabile che qualcuno decida di indagare se caso mai ho una seconda vita sotto ingannevoli e giapponesi spoglie.
E quindi, priva di ogni diffidenza, ho cliccato il link per approvare la tabella o griglia di turno (una roba molto rispettabile cui non c'era motivo di opporsi)... e mi sono ritrovata improvvisamente in veste di Murasaki.
Ho chiuso tutto precipitosamente "Il link non mi funziona" ho dichiarato, insieme a molti altri.
"Probabilmente qualcuno di voi ha l'altro account Google aperto. Dovete chiuderlo".
Io a chiudere l'account personale non ci pensavo nemmeno di striscio: l'ultima volta che ci sono uscita ho passato un buon mesetto senza poterci rientrare, perché non si fidavano di me che non gli avevo mai dato il mio cellulare. E mi è pure successo di peggio, quando sono rientrata da un lungo soggiorno all'ospedale dove avevo navigato solo col tablet, perché Lassù qualcuno sosteneva che c'era un intruso che tentava di rientrare da un dispositivo diverso dal mio solito (il dispositivo diverso era il mio computer, che comprensibilmente per tre mesi era rimasto spento a casa a raccattare polvere).
"Anzi, chiudete tutti gli account prima del Collegio" suggerisce qualche bella anima.
Eseguo mentalmente il gesto dell'ombrello ma resto chiusa in un dignitoso silenzio.

Siamo davvero in parecchi, ad avere problemi. Ignoro se gli altri abbiano effettivamente problemi, oppure se gestiscano qualche attività disdicevole tipo un commercio clandestino di droga o una cellula terrorista. 
O forse cinquanta di noi tengono un ciarliero blog scolastico sotto un nom de plume?
Non so, mi sembra improbabile. Ma vai a sapere.
"Va bene, se non vi funziona il link votate in chat".
E tutti abbiamo votato in chat.

Ma nel profondo del mio cuoricino cova il dubbio - non tanto sulle improbabili attività illecite dei miei colleghi, quanto sulle capacità di chi ha impostato il programmino che genera i link-da-votazioni.
Se la piattaforma finora non si è nemmen sognata di confondere gli account e impicciarsi della nostra vita privata, come mai il problema è sorto solo e soltanto al momento delle votazioni, durante una riunione fatta sotto l'account scolastico in una applicazione che solo e soltanto a fini scolastici avevo usato? Com'è che Google, dopo avermi permesso di fare e disfare a mio piacimento con quell'account scopre improvvisamente che nel mio computer c'è un altro dei suoi account?
Non sarà che Qualcuno si è dimenticato di guardare bene le impostazioni?
(chiaramente non ho potuto domandarlo, perché la mia versione ufficiale era che "Il link non si apriva" ed ero e sono assolutamente risoluta a non sfiorare nemmeno da lontano la questione dei miei account veri o presunti, perché "a me il link non funzionava", punto e basta. E che ci potevo fare, se il link rifiutava di funzionare?)
Il dubbio però rimane.
Si accettano ipotesi, caso mai qualcuno ne avesse.

sabato 10 giugno 2017

You spin me right round, baby, right round

No, non parlerò di questa bella canzone nonostante il titolo del post.
Però almeno il video lo metto.

Di ritorno dalla gita, la Seconda Amichevole riportò in classe gran copia di simpatiche rotelle girevoli, variamente colorate:
Trattasi di un simpatico aggeggio che tieni sulla punta di un dito e fai girare:  basta un colpetto e lui gira a lungo, a lungo, a lungo.
"E' un anti-stress" spiegarono davanti al mio sguardo incuriosito. 
Ne presi uno, lo provai e lo trovai fascinosissimo. Lo girai, lo girai, lo girai; poi un barlume di coscienza professionale che riuscì infine a farsi sentire mi spinse a renderlo al legittimo proprietario, ma mentre i ragazzi li facevano girare la tentazione di impossessarmene restava forte; davvero molto forte.
Scoprii nel giro di pochi giorni che l'aggeggio doveva essere facilmente reperibile, perché in tutte le classi ne circolavano quantità immani. Decisi anche di comprarmene uno, alla prima occasione dabile; ma, come tutti gli insegnanti, nelle ultime settimane di scuola non ho avuto molto tempo da dedicare allo shopping. 
Nel frattempo però ho scoperto che ne esistono di tantissimi tipi e colori, comprese varianti argentate, dorate e metallizzate.
Quella dorata mi affascinava particolarmente. E mi faceva venire in mente qualcosa: più esattamente la svastica.
No, niente a che vedere con i nazisti, anche se in Europa ormai la prima cosa che viene in mente alla parola "svastica" purtroppo è il nazismo. Ma il simbolo è molto antico, di origine indiana e si riferisce ai raggi del sole. E' un simbolo di energia vitale e di buon augurio. I raggi del sole che ruotano. 
Niente di strano che sia un anti-stress, o che rilassi.
Un piccolo viaggio in rete mi ha mostrato come l'oggetto stia letteralmente invadendo il mondo (e questo in effetti potrebbe giustificare l'associazione con i nazisti); pare che alcune scuole l'abbiano addirittura vietato perché "distrae gli alunni". Non la scuola di St. Mary Mead, proclamo con fierezza: da noi non si perde tempo con questi insulsi divieti.
Dal momento che gli alunni sono perfettamente in grado di distrarsi anche senza alcun tipo di gadget, e che lo spinner fidget è piacevolmente silenzioso, non vedo il problema. Inoltre, una piccola pausa con quell'aggeggio potrebbe addirittura favorirla, la concentrazione, o innescarne una di tipo più diverso e proficuo. Dopo tutto, stiamo parlando della ruota del sole, non di un pur rispettabile pupazzetto o pallina.
Ho anche scoperto che esistono versioni che richiamano più direttamente la Ruota del Sole:
ma credo che resterò fedele alla versione a tre raggi.

Siccome sono una brava insegnante, e dunque amantissima delle seghe mentali, mi sono posta un po' di problemi etici per quando finalmente possiederò anch'io il mio o i miei spinner: quando usarlo?
Non a lezione, naturalmente: non sarebbe etico e potrebbe distrarre i ragazzi. Certamente non durante le interrogazioni degli esami, perché potrei dar loro l'impressione di non essere adeguatamente concentrata su quel che dicono.
Ma ai vari organi collegiali? Consigli di classe, scrutini, pause stampe, riunioni, collegi, corsi di formazione?
Oh sì, tessoro, ai collegi docenti in particolare mi sembra addirittura perfetto.
E già alla plenaria dell'esame conto di spinnare quanto meglio riuscirò. 
Anzi, quasi non vedo l'ora che ci sia, la plenaria.

giovedì 30 giugno 2016

Il paese è piccolo e la gente mormora (Ultimo Collegio dell'anno)


E' cosa nota che tutti gli insegnanti delle medie, davanti alle loro prime, scuotono la testa e dicono vagamente schifati "Ma cosa avete fatto, alle elementari?".
Cioè, non proprio tutti. Ad esempio, gli insegnanti di un Istituto Comprensivo imparano a trattenere prudenti nel cuore molte parole, seguendo l'illustre precedente di Penelope, e per esternare appieno il loro pensiero aspettano solitamente di essere in Sala Insegnanti, circondati esclusivamente da colleghi che possano convenire con loro scuotendo tristemente la testa e aggiungendo accorati "E ogni anno è peggio. Io davvero non so dove andremo a finire, di questo passo".

Non tutti e non sempre, però.
"Murasaki" mi ha chiesto un giorno la prof. Therral "Sei stata tu a dire ai genitori delle prime che alle elementari non gli hanno insegnato niente e che le prime di quest'anno sono un disastro?".
Ho sgranato gli occhioni "Non mi esprimerei mai così" ho assicurato "E comunque quest'anno non ho avuto nemmeno occasione di pensarlo: queste onorate mura han visto ben di peggio delle prime dell'attuale mandata".
"Allora deve averlo detto la Nuova Arrivata" ha stabilito la prof. Therral "Mi informerò meglio".
Non capivo questa gran necessità di informarsi meglio, ma è noto che in queste polemiche  la prof. Therral pascola assai volentieri. In questo caso ha pascolato con ottimi risultati, perché ha ricostruito l'intera vicenda, che stasera ci ha scodellato durante il tragitto di ritorno dal Collegio Docenti di fine anno.
Atto primo: la signora Banderas, madre di una primina di St. Mary Mead usa a prendere voti piuittiosto alti a Italiano, va a lamentarsi con la prof. Nuova Arrivata perché sua figlia quest'anno prende voti molto più bassi dell'anno scorso, quando era in quinta.
La Nuova Arrivata le spiega (a lei e forse anche ad altri genitori, non ho capito bene) che i ragazzi non sanno nulla, non sono stati preparati  alle elementari - dove, appunto, non gli hanno insegnato nulla - che si vede benissimo che non sono abituati a scrivere e che ben altri risultati ottengono i ragazzi della Frazioncina, dove le maestre hanno ben operato e gli hanno fatto fare un tema a settimana.
E tutto ciò potrebbe benissimo servire per il capitolo Come NON rivolgersi a un genitore in un ipotetico manuale per gli insegnanti delle medie, non fosse che per il fatto che tutte le fucine di Zandru non riuscirebbero a riparare un uovo rotto e che sul latte versato non si piange ma, in caso, si lecca (come ci insegnano i gatti) e che insomma tornare indietro non si può e dunque tanto vale guardare avanti - e, soprattutto, perché siamo in un paese piccolo, dove i genitori sono assai inclini alla mormorazione e gli insegnanti di ogni ordine e grado pure.

Atto secondo: quanto alla signora Banderas, più che mormorare strilla come una banshee, e infatti nel breve tempo di un sospiro eccola lì, dall' Insegnante Elementale, responsabile di tanto orrore didattico e che al momento ha in cura il suo secondogenito. 
Non solo le spiattella tutto quel che le è stato detto, ma le ordina - ora che le sono stati infine disvelati i suoi limiti - a provvedere quanto prima a cambiare metodo di lavoro, onde non fare ulteriori danni.
Elementale è tutto sommato una donna di gentil temperamento, ma alla fine si trova costretta ad esortare la signora Banderas a darsi una calmata e a levarsi dalla testa che la programmazione della classe spetti a lei. Dopo una notte insonne però chiama la prof. Therral (funzione strumentale della Continuità, ovvero punto di raccordo tra elementari e medie, ufficialmente in cerca di chiarimenti, in realtà per lamentarsi moltissimo dell'accaduto (e come darle torto?).

Atto terzo: in data odierna, al Collegio Docenti di fine anno (un insolito Collegio Docenti dove, complice la presenza della Preside Reggente che sembra consapevole che un Collegio Docenti è un posto dove non è fuor di luogo che gli insegnanti parlino) stavano venendo fuori un po' di scheletri dall'armadio, di vari pesi e misure. La maestra Elementale ha profittato dell'occasione per prendere la parola e deprecare accoratamente che gli insegnanti delle medie offendessero con i genitori le insegnanti delle elementari.
Gran parte del gruppo delle medie di St. Mary Mead si è guardato assai sorpreso. Chi, come, dove, quando, noi?  
E perché non dare anche noi il nostro contributo alla Gran Parata degli Scheletri?

Così la prof. Casini si è alzata e a sua volta ha deprecato il fatto che non venisse permesso agli insegnanti delle medie di dire la propria opinione, perché quando la dicevano essa opinione non era tenuta in alcun conto e anzi maltrattata, vilipesa e calpestata (il che tra l'altro è abbastanza vero).
E' seguita un accesa discussione che, sono lieta di dire, è rimasta confinata a loro due e a Maestra Tina che cercava di placare le acque.


La Preside Reggente ha lasciato andare avanti per un po' le cose, piuttosto divertita; poi ha tagliato corto spiegando l'importanza del confronto tra insegnanti dei vari ordini di scuola e del trovarsi insieme per parlare, ed è passata al punto successivo dell'ordine del giorno. Il gruppo delle elementari comunque mormorava alquanto (né era del tutto privo di motivi per farlo).
Quanto alla Nuova Arrivata, sono sicura che non avesse la minima idea che l'affaire fosse partito da lei - o almeno, ha continuato a chiacchierare con Spagnolo dei fatti loro senza degnare della minima attenzione le due contendenti; e probabilmente anche lei non aveva tutti i torti perché, conoscendo la signora Banderas, vera artista nell'arte di trasformare un topolino in una montagna dell'Himalaya, ritengo più che probabile che costei abbia generosamente ritoccato le osservazioni che la Nuova Arrivata può aver fatto in merito al lavoro delle insegnanti elementari e ci abbia anche messo parecchio del suo.

La storia è talmente comune che potrei essermela inventata con materiali di riciclo: genitori come la signora Banderas si trovano a tutti gli usci di tutte le scuole e anche altrove (e sono sempre una disperazione, dovunque passino) e da sempre gli insegnanti di ogni ordine e grado sparlano dei colleghi con grande libertà, oltre a calcare assai la mano nelle loro critiche nel vano tentativo di convincere i genitori che qualche problema con la materia X o Y c'è e andrebbe affrontato con prontezza, perseveranza e una certa dose di studio da parte della loro prole.
Quanto a Maestra Elementale non ho elementi per farmi un opinione specifica; ma anch'io ho alcuni suoi alunni nel carnet, e non ci ho trovato niente di aberrante. Immagino si impegni a fare onestamente il suo lavoro, come quasi tutti alla scuola di St. Mary Mead.

In conclusione, adesso abbiamo un ennesimo attrito tra scuole elementari e scuole medie, che era davvero l'ultima cosa che ci serviva. Che sia venuto alla luce è probabilmente un bene, ma dubito molto che agli occhi di Elementale la Nuova arrivata sia l'unica colpevole ed anzi darei per certo che ai suoi occhi tutto il gruppo che ha insegnato Lettere alle prime sia responsabile della sua denigrazione, me compresa
D'altra parte io posso stare attenta a quel che dico, ma contro persone come la signora Banderas non basta custodire nel cuore la parola, e l'unica efficace modo per impedirle di fare danni sarebbe annegarla in una cisterna o simili - cosa che, però, rischierebbe di provocare altri e anche più gravi problemi (ma forse no, se ci procuriamo un buon alibi).

martedì 1 luglio 2014

Manuale del Perfetto Insegnante - Sugli insegnanti che chiacchierano


Una premessa è indispensabile, prima di affrontare sì delicato argomento: non stiamo qui questionando sull'insegnante che, dalla cattedra, parla del più e del meno con la sua classe a fini più o meno strettamente didattici nell'orario di servizio - ad esempio allo scopo di instaurare un clima amichevole con gli alunni, o di introdurre una tematica di attualità: costui o costei stanno solo facendo il loro lavoro. 
Né si intende per "insegnante che chiacchiera" colui o colei che, nelle ore buche, ciarla liberamente con colleghi, custodi o chiunque altro sia a tiro, vuoi dei fatti suoi, vuoi di politica, moda, scienze o qualsivoglia altro soggetto - perché ognuno ha pieno dritto di occupare come più gli piace il suo tempo libero.
Stiamo qui parlando invece di quegli insegnanti che, durante gli organi collegiali o l'esame di stato, indulgono con i colleghi a loquacissime considerazioni sulle più varie tematiche, quasi sempre senza curarsi di moderare il tono della voce e creando con ciò un cospicuo rumore di sottofondo (nonché un altrettanto cospicua irritazione all'alunno sotto esame, alla cui mente torneranno in modo del tutto spontaneo le infinite volte in cui è stato richiamato con la speciosa motivazione che lui, l'alunno, chiacchierava - mentre invece stava solo scambiando a bassa voce col compagno di banco alcune imprescindibili constatazioni che non gli impedivano in alcun modo di seguire il filo della lezione).

Spesso, invero,  una consistente parte del tempo didattico è speso dal docente nel riprendere Tizio e Caio e Sempronio che parlano disinvoltamente dei fatti loro da un capo all'altro della classe ignorando bellamente l'argomento trattato dal docente, con grave nocumento della loro futura preparazione nella materia e grave incomodo della classe tutta, che deve sforzarsi di filtrare la voce dell'insegnante attraverso il chiacchiericcio di fondo; ed è noto come tale deplorevole comportamento, oltre che dannoso sul piano dell'apprendimento didattico, venga sovente interpretato da parte del docente come grave mancanza di rispetto nei suoi confronti e nei confronti del Ruolo Istituzionale da lui ricorperto. Cotale interpretazione dei fatti è però, nella maggior parte dei casi, destituita di ogni fondamento, in quanto l'allievo in quelle circostanze è solitamente ignaro di creare disturbo - talvolta, in verità, sembra ignaro anche della presenza del docente in cattedra, ed è dunque vieppiù improbabile che ponga tra i suoi scopi primari quello di mancare di riguardo a qualcuno della cui esistenza in vita si è semplicemente scordato.

Per gli adulti, naturalmente, è diverso. 
Costoro, gli adulti, sono sempre consapevoli di quel che fanno e delle persone che hanno intorno, e con gli anni e l'esperienza hanno imparato a dominare e gestire i loro istinti e soprattutto il loro comportamento. Non saranno certo degli adulti, quelli che chiacchierano a vento in vela del tutto ignari di quanto avviene intorno a loro. Giusto?
E dunque:quali mai docenti potrebbero, trovandosi in gruppo o in assemblea o addirittura in sede d'esame, mancare sì gravemente di riguardo verso i colleghi, il Dirigente Scolastico o addirittura i propri alunni e sprofondare nel vizio della Chiacchiera Incurante?

Risposta: tutti.
(Con l'unica eccezione di te che stai leggendo, naturalmente).

Qualsiasi insegnante lo confermerà: i Consigli di Classe somigliano spesso ad un meeting di oche intente a squaqquaraqquare variamente, i Collegi Docenti paiono assai simili ad un adunata pre-migratoria di anatre, in quella rumorosissima fase ante decollo in cui viene deciso l'ordine della formazione di volo; e quanto agli esami... ahimé, gli esami, che dire degli esami?
Ma no, nessuno ci obbliga a parlare degli esami. E dunque non ne parleremo. Si sa che qualsiasi docente, quando si stanno svolgendo gli esami, siede sempre composto e in dignitoso silenzio, e ancor più naturalmente lo farà il Presidente della Commissione d'Esame. Potranno forse talvolta esserci deplorevoli eccezioni, ma nessuno ci obbliga a parlarne e dunque non ne parleremo.

Tuttavia qualsiasi insegnante ammetterà apertamente che esiste un problema con i meeting di oche e i raduni di anatre, e in occasione dei suddetti meeting e raduni di volatili spesso gran parte dei docenti di cui sopra si duole di cotal comportamento da parte dei suoi colleghi, non cessando né di ammonirli a fare silenzio né di deplorare ad alta voce il fatto che dei rispettabili insegnanti siano del tutto incapaci di sedere a  congresso in silenzio - davvero peggio che i bambini piccini.

Le teorie tese a spiegare sì curioso fenomeno abbondano: v'è chi sostiene che nel fondo del cuore di ogni docente dorma tuttora un fanciullino di pascoliana memoria, ovvero un ragazzino sempre pronto a chiacchierare con il compagno di banco, in particolar modo quando il numero e la disposizione dei presenti gli garantisce un certo anonimato; altri reputano invece che il docente sia talmente uso a non essere ascoltato dagli alunni da essersi col tempo convinto di non avere in alcun modo un timbro di voce tale da creare disturbo; secondo alcuni, infine, la gran parte dei docenti perde sin dai primi anni di insegnamento l'abitudine all'ascolto e dunque non fa gran caso al fatto che altri stanno parlando in modo pertinente all'argomento della riunione. A tal proposito è stato anzi spesso notato come i docenti più giovani e dotati di minor pratica di insegnamento sono anche quelli che più facilmente tendono a tacere quando gli altri parlano in queste riunioni, e talvolta sembrano addirittura ascoltare coloro che stanno parlando dal banco centrale (che facciano bene o male operando in tal senso, resta da vedere).

Fondate o meno che siano queste teorie, resta indubbio che ogni insegnante, in cattedra o fuori, mostri una fortissima tendenza a zittire anche in malo modo chi intorno a lui sta chiacchierando - da qui i ripetuti inviti rivolti ai colleghi perché facciano infine silenzio, inviti che sortiscono usualmente l'unico scopo di indispettire chi stava parlando e trova assai deplorevole essere ammonito in siffatto modo, quasi fosse un ragazzetto importuno e non un adulto in grado di discernere quando parlare e quando tacere, e di stressare quella ridotta fetta di persone rimasta in silenzio non già perché non avesse nulla di pertinente da dire sull'argomento della riunione, ma solo perché i residui di un educazione di stampo antiquato lo portano a non parlare se non quando arriva il suo turno, in base alle regole che vincolano l'assemblea.

Ma qual è infine la tecnica in grado di tenere zitta un assemblea o gruppo di anatre starnazzanti insegnanti? 
La stessa, in verità, che regola tutte le assemblee o gruppi di discussione del mondo, di qualsivoglia categoria od ordine professionale, ovvero quella basata sulla pratica individuale in cui ogni partecipante all'assemblea si preoccupa di mantenere zitta una e soltanto una persona, ovvero sé stesso, e segue con pazienza gli interventi degli altri presenti, che senza dubbio non racchiudono in sé nemmeno un quarto dell'intelligenza e della logica che promana da ciascuno dei suoi interventi, ma che infine sono pronunciati da persone che hanno pur diritto a parlare all'interno dell'assemblea visto che ne fanno parte a tutti gli effetti. Qualora i componenti del gruppo o dell'assemblea non decidano di attenersi a questa regola, tale regola non è applicabile dall'esterno se non con l'utilizzo di armi da fuoco di grosso calidro, o almeno di un randello nocchieruto ben maneggiato da mani esperte.

(Per quel che riguarda l'indecoroso comportamento degli alunni, sempre tesi ad una perenne e invasiva chiacchiera, ebbene, è risaputo che i giovani d'oggi sono indisciplinati e non più abituati, per colpa di genitori troppo amichevoli, a mostrare il dovuto rispetto verso chi sta sopra di loro nella scala gerarchica. E' giusto quindi, da parte dei docenti rimproverarli aspramente e sanzionarli anche ripetutamente per tale loro sconsiderato e irrispettoso atteggiamento).

mercoledì 28 maggio 2014

Libri d'oro e tetti (di spesa) di piombo

Libri scolastici d'oro? Il peso è quello, il prezzo corrisponde, il contenuto non sempre è all'altezza.

Dopo infinite discussioni e riflessioni ed esami di coscienza, e dopo aver spostato, rispostato e infrattato  immani pile di libri, alfine gli insegnanti di St. Mary Mead hanno scelto e compilato le liste di libri adottati; e - sorpresa! - tutte le seconde e due terze su tre hanno sforato il famigerato tetto di spesa, ovvero la cifra complessiva che il Ministero dell'Istruzione ci ha dato come limite massimo che non pole assolutissimamente venir superato.
Quello del tetto di spesa è un tormentone che ormai da molti anni accompagna l'adozione dei libri nel Collegio Docenti, e non tanto perché gli insegnanti, in preda a deplorevoli manie di grandezza, amino circondarsi di libri preziosi, stampati su pergamena porpora, scritti in inchiostro d'oro e rilegati in pelle di raro unicorno verde, quanto perché 
1) molti libri vanno comprati ogni anno essendo divisi in vari volumi a seconda delle classi 
2)tali libri costano cari già di partenza 
e soprattutto, perché
3) le case editrici, cui del tetto di spesa davvero non potrebbe fregar di meno, ogni anno ritoccano i prezzi, e non verso il basso.
Se da una parte ha certo un senso, da parte del Ministero, controllare che i poveri genitori non vengano soverchiamente gravati da spese librarie eccessive, specie in un momento così delicato sul piano economico e soprattutto lavorativo*, d'altra parte tale rispettabile finalità sarebbe certo assai più facilmente conseguita se venissero imposti dei limiti che obbligassero in qualche modo gli editori a darsi una calmata - o se comunque il Ministero facesse qualcosa per rendere possibile il rispetto del tetto di spesa, al di là del sedersi in trono sul suo stellato soglio dicendo sdegnoso "Comando, posso e voglio".

A suo tempo parecchi Collegi avevano adottato una soluzione decisamente "all'italiana" mettendo nella salvifica casella "consigliato" prima il libro di religione, poi l'antologia di italiano. "Consigliato" in questo caso voleva dire (e alcune scuole tra cui la nostra avevano pure cura di scriverlo apertamente sul sito dell'Istituto) "obbligatorio". Con questo astuto espediente si ottenevano molti scopi in contemporanea: si andava platealmente in culo alla legge cui in apparenza si ottemperava, si prendevano in giro nel più aperto e scorretto dei modi i genitori e infine ci si esponeva a tutte le conseguenze legali di una aperta infrazione, perché qualsiasi genitore avesse chiesto che il libro consigliato non venisse adoperato per le lezioni avrebbe dovuto essere accontentato onde evitare grane di ogni tipo e, sempre per evitare grane, sarebbe stato assai opportuno procedere con mano assai leggera in caso di  sanzioni disciplinari o insufficienze indirizzate alla loro prole. Come ognuno può vedere, insomma, si trattava di una soluzione davvero vantaggiosa per la scuola.
Questo astuto espediente aveva inoltre fatto sì che il problema del tetto di speso, che ogni anno riemergeva in Aprile, venisse poi accantonato il giorno dopo il Collegio di Maggio per riaffiorare nuovamente, l'Aprile successivo, senza che nel frattempo alcun essere vivente avesse provato a sottoporre il problema a chi di dovere, ovvero editori e Ministero.

Forse perché qualche centinaio o migliaio di genitori aveva effettivamente protestato, oppure perché scaricare il problema sugli insegnanti era molto più comodo che provare a ragionare con gli editori, l'anno scorso, nella legge 128 del 28 Novembre su varie questioni scolastiche venne fatto scivolare un passo che diceva i testi consigliati possono essere indicati dal collegio dei docenti solo se hanno carattere di apprendimento o monografico, e tale passo è stato garbatamente ripreso dalla Circolare del MIUR del 9 Aprile dove in più è stato ribadito, a scanso di equivoci, che i libri di testo non rientrano tra i testi consigliati. L'usato giochetto non era dunque più replicabile, con mio grande divertimento.
Come l'anno scorso, ho risolto il problema per la mia classe mettendo in pratica  un vecchio sogno e cioè non adottando il volume principale dell'antologia di italiano**. Visti i prezzi assurdi che hanno le antologie, questa semplice mossa aveva riportato come per incanto il tetto di spesa sotto i limiti dovuti***. Fatto questo, e compilate di mio pugno le relazioni dei libri adottati invece di inserire quelle stampate dall'editore, in base al principio "Se adotto un libro, saprò pur scrivere una decina di righe sui motivi per cui lo adotto, giusto?", mi sono comprata un grosso pacco di pop corn virtuale e mi sono virtualmente accomodata in prima fila per vedere cosa si sarebbe inventata la Nostra Preside per rimediare alla situazione.
Ma sono rimasta piuttosto delusa perché, il giorno prima del Collegio, è arrivata la VicePreside con le disposizioni dall'alto: se mettevamo il libro di Religione e quello di Geometria nei consigliati, tutto sarebbe andato a posto.
Sono rimasta interdetta. "E la circolare del Ministero?".
Mi è stato spiegato che in realtà il secondo volume di Geometria è un approfondimento**** perché si compra in seconda ma si usa soprattutto in terza, e che Religione non è una materia come le altre perché è facoltativa.
Il primo punto mi è sembrato una cazzata pura e semplice, dato che poi viene il momento in cui il secondo volume di geometria viene adoperato, e non certo solo per approfondimenti; quanto a Religione, posso anche essere d'accordo a titolo personale, ma al momento non c'è nessuna garanzia che il Ministero condivida codesto mio personale parere. 

Arriva il Gran Giorno del Collegio Unitario, inizio alle cinque del pomeriggio perché fino alle quattro e mezza le maestre erano ancora in classe sul pezzo.
La Nostra Preside ci spiega che è stanca e vuole finire alle sei e mezzo.
Per carità, se uno è stanco è stanco, ma, a parte che non siamo stati noi a chiederle di prendersi la reggenza del Grande Liceo di Città, saremmo tutti più inclini alla comprensione umana se allo scorso collegio unitario la suddetta Preside non avesse fatto un abominevole piazzata a chi ha osato andare via prima delle sette per prendere il treno (onde arrivare a casa sua, a Monculi di Sotto, prima delle dieci di sera) lamentando la scarsa professionalità di cotali docenti. In effetti non è del tutto chiaro, ai nostri polemici occhi, perché essere stanchi alle sei e trenta del pomeriggio quando casa tua è a cinquanta metri sia professionale, mentre essere stanchi alle sette e col treno ancora da prendere non lo sia; ma questi son dettagli - e del resto è cosa nota che quando la Nostra Preside ha i nervi (il che succede soprattutto quando qualcuno nell'arco della giornata la ha contraddetta o le ha sottoposto una grana imprevista) la piazzata la deve fare, e anche bella lunga, a costo di demolire l'immagine sorridente e zuccherosa da lei costruita con gran cura e alla quale tiene moltissimo. 

Le liste dei libri delle elementari vengono illustrate nei dettagli e le nuove adozioni sono motivate in lungo e in largo dalle maestre. Nel frattempo, con rapido brusio e scambio di gesti, noi delle medie ci spartiamo le motivazioni delle numerose nuove adozioni: tu dici geografia per tutti, io parlo di scienze, eccetera.
Quando arriva il nostro turno però si sta facendo tardi (cioè: sono le sei, niente di che per un collegio iniziato alle cinque). La Nostra Preside ci spiega che, sopra una certa cifra, il sistema informatico si rifiuta semplicemente di accettare la lista dei libri e quindi una soluzione va trovata. La sento anche lamentarsi perché da Crifosso (dove sono tanto ganzi, come non cessano di ricordarci) non hanno mandato le liste dei libri se non all'ultimo minuto e quindi non c'è stato tempo per accordarsi (su quale libro di disciplina mettere tra i Consigliati).
La VicePreside esprime la sua curiosa teoria sul fatto che Geometria 2 sia un approfondimento e il libro di Religione in realtà non serva. L'insegnante fondamentalista di Religione di St. Mary Mead protesta con una certa vivacità, lamentando fra l'altro il fatto di non essere stato minimamente consultato. Nessuno se lo fila, con suo grande (e non del tutto ingiustificato) sdegno misto ad irritazione. Gli insegnanti di matematica invece appoggiano la teoria che considera come approfondimento il secondo volume di Geometria.
Stavolta c'è una votazione (negli anni precedenti non avevo avuto il bene di vederne traccia). Mi astengo da quella legata al libro di Geometria (...se ai docenti va bene così...) e voto contro l'inserimento dei libri di Religione tra i consigliati, ma siccome la stragrande maggioranza approva entrambi gli inserimenti, la cosa non viene notata né tanto né poco.
Delle nostre nuove adozioni non si parla affatto (ormai è tardi) e nemmeno delle "adozioni in corsa", cioè quel paio di libri che abbiamo cambiato tra prima e seconda e tra seconda e terza.
Qualcuno prende il microfono e fa un discorsetto sul costo e l'enormità (in senso fisico) di taluni libri. Perché la nostra scuola non prende posizione, da sola o in compagnia, riguardo al fatto che i libri sono costosi e inutilmente pesanti e che quasi nessun editore ha cercato di proporre libri più snelli e modulabili?
La Nostra Preside risponde che no, questo è compito degli insegnanti che devono parlare con i rappresentanti - come se la singola conversazione tra il singolo rappresentante (che fa il suo lavoro, cioè presentare i libri che gli editori gli danno da presentare) e il singolo insegnante potesse portare a qualcosa.
Il Collegio si chiude.

E l'anno prossimo saremo di nuovo e da capo.

*Ovvero quando molti dei genitori in questione ci han le pezze al culo avendo, uno o entrambi, perso il lavoro o ritrovandosi costretti a contentarsi in mancanza di meglio di lavori scarsamente remunerativi (= "da fame")
**Perché non l'ho mai fatto prima? Perché solo da un paio di anni posso ragionevolmente contare su una certa continuità didattica. Non adottare l'antologia per una prima dove con grande probabilità non avrei insegnato sarebbe stato assai scortese da parte mia, visto che la maggior parte degli insegnanti di Lettere con l'antologia ci lavora assai, e a quel che sembra anche con buoni risultati. Di solito confermavo l'antologia già adottata, se proprio non faceva schifo, oppure mi consultavo con i colleghi per farmene indicare qualcuna particolarmente apprezzata in quella scuola.
***Con i genitori l'anno scorso concordai a parte l'acquisto della raccolta dei racconti di fantasmi curata di Dahl  (restando comunque sotto il tetto previsto) e con l'aiuto di un po' di fotoopie l'anno è stato poi sbarcato assai onorevolmente.
****ah sì?

lunedì 2 settembre 2013

Taglio del nastro 2013 - Collegio di plesso

Carico di promesse come un set di lussuose confezioni regalo, 
l'anno scolastico si squaderna innanzi a noi 
(per le fregature c'è sempre tempo)

Il primo Collegio Docenti porta con sé una serie di piacevoli notizie.
- Riavrò entrambe le classi dell'anno scorso, ovvero la Prima d'Ogni Grazia Adorna (adesso Seconda) e la Seconda Effervescente (adesso Terza) con relativa LIM (promemoria: controllare subito l'accesso a Internet e iniziare subito a scassare le balle all'universo mondo per farlo attivare in modo stabile).
- NON avremo due giorni dedicati alla formazione sui curriculum. Sembra che più avanti un'apposita Commissione elaborerà la proposta di un apposito Qualcosa, spero nei giorni in cui avrò una grave influenza (promemoria: trovare un modo per farsela venire in quei giorni e accettare con riconoscenza qualsiasi certificato medico mi venga offerto).
- NON faremo la riunione per materie con i colleghi di Crifosso, anzi sembra che non faremo affatto riunioni per materie. Per svariati giorni staremo in sede alla Scuola Media di St. Mary Mead e penseremo a cosa fare durante l'anno a St. Mary Mead. Non sarà il massimo dell'originalità, come idea, ma è pur possibile che rivesta una qualche utilità.
- NON faccio parte della Commissione BES ( Halleluja!).
- Chi ha classi a Tempo Prolungato dovrebbe farsi venire in mente qualche idea per dei Laboratori, possibilmente da farsi nelle ore di Lettere, perché pare che i genitori inorridiscano all'idea delle loro creature sottoposte a 15 ore 15 di Lettere. Non che gli dia torto, intendiamoci, ma fino a quattro anni fa avevamo un simpatico e piuttosto ben organizzato sistema di laboratori a classi aperte (fatti non solo da Lettere) che, grazie a un'accorta opera del Nuovo Preside, è stato  abilmente smantellato, cosa che ha contribuito non poco a trasformare due sezioni su tre di Tempo Prolungato in sezioni a Tempo Normale. Recriminazioni a parte, quest'anno ho diverse ore in una classe a Tempo Prolungato, una bella LIM e la breve esperienza di un laboratorio di Storia in Terza a base di film, filmati e documentari, nonché la prof. Ghirlandai come collega di Italiano, oltre al tema del Labirinto, da infilarci dentro in qualche modo. Non dovrebbe essere difficile, in fondo per me anche il reparto di biancheria da casa di Coin è un labirinto, labirinti ne posso trovare ovunque.

Sì, certo, sul finire mezzo Collegio si è azzannato con l'altro mezzo sulla dolorosa e complessa questione del Sabato Libero. A quel punto la Nostra Preside ha fatto un bel sorriso ed è sgusciata via lasciandoci ad accapigliarci - anzi lasciandoli, perché per mia buona sorte il Sabato Libero non mi ha mai interessato, e quand'anche mi avesse interessato nessuno dei litiganti è addivenuto a qualcosa di concreto; tutti comunque si sono assai azzannati, oppure si sono dati ragione a vicenda per poi criticarsi ferocemente alle spalle.
Vabbe', era un Collegio Docenti, non una seduta di Meditazioni Edificanti.

Ah, mancano diversi insegnanti, e al Provveditorato di Firenze hanno appena avviato le nomine... per i ruoli della scuola materna.

L'Anno Scolastico è iniziato, evviva l'Anno Scolastico!

venerdì 25 maggio 2012

Sull'ineffabile ipocrisia di taluni Collegi Docenti


Un tetto di zucchero e canditi può essere assai carino, oltre che dolce. Un tetto di spesa, invece, di dolce e di carino non ha proprio niente. Specie se non viene ritoccato dalla notte dei tempi.

E venne il Collegio Docenti sull'adozione dei libri per il prossimo anno. E si scoprì - sorpresa! - che le classi prime e terze non sforavano il tetto di spesa preventivato dal Ministero per l'acquisto dei libri, ma le classi seconde sì, anche perché per le seconde il tetto è molto più basso.
Per un Dirigente Scolastico è un banco di prova piuttosto interessante. So che il Preside Reggente che c'era l'anno scorso a St. Mary Mead aveva fatto scrivere, per le seconde che sforavano (cioè tutte), una formula del tipo "tetto non rispettato perché vincolato dall'adozione pregressa dei libri", che tradotto suona più o meno "Signori, qua nessuno si è dato alla pazza gioia scegliendo libri più cari: son gli stessi dell'anno scorso e la cifra che risulta è questa. Così è se vi pare".
Il Nuovo Preside che c'era tre anni fa invece adottò la tecnica del "mettere qualche libro tra i consigliati": cioè il libro era ufficialmente "consigliato" ma i genitori sapevano che dovevano comunque comprarlo. All'epoca la trovai una soluzione singolarmente cinica (ufficialmente il tetto di spesa è osservato, però le famiglie spendono lo stesso più soldi del dovuto in libri), ma anche foriera di rogne: perché qualora qualche genitore avesse deciso di non comprare i libri in questione, nessuno avrebbe potuto dirgli nulla né discriminare il figlio, che quel libro non lo aveva e che quindi non ci poteva studiare su, non avendolo. Non so se qualche genitore tentò l'esperimento perché l'anno dopo non ero più a St. Mary Mead; sospetto di no, perché i nostri genitori sono molto (troppo) pazienti.
A Hogsmeade invece la questione non era stata nemmeno sollevata, e d'altra parte l'anno prima le nuove adozioni erano state fatte con un criterio molto risparmioso (non tanto però da permetterci di rientrare nel tetto con le seconde, comunque). Approvammo le liste com'erano e amen, dopo un breve accenno nel verbale al fatto che gli acquisti per le seconde erano vincolati.

Ma veniamo a quest'anno, a St. Mary Mead e alla Nostra Preside, che ci fa osservare che le seconda sforano il tetto, anche se di poco, ed è un problema, perché dal Provveditorato hanno mandato a dire che assolutamente non si deve sforare*, e dà poscia l'avvio alla Manfrina dello Scaricabarile.
Non si potrebbe levare qualcosa e metterlo tra i Consigliati? Chessò, Religione?
No, Religione è ormai da tempo tra i "consigliati".
Oppure Fisica?
No, nessuno degli insegnanti di Fisica ha adottato libri.
Oppure Narrativa?
No, Narrativa è fuori dalla lista. In caso viene adottato durante l'anno.
Allora, forse... Antologia?
Qualcuno suggerisce di far acquistare l'Antologia in versione liquida, così i ragazzi possono stamparsi solo le parti su cui si lavora.
L'idea è in apparenza sensata ma comporta un certo ingrullimento da parte delle famiglie, che non sono obbligate ad avere un computer con relativa stampante né ad avercelo sempre ben funzionante. L'obiezione è sensata, anche se si alza il solito coro "Sì, ma questi ragazzi al computer ci passano la vita"; che in parte è vero, ma non per tutti, senza contare  che stampare dai siti degli editori non è sempre facilissimo e comunque se fossi un genitore io mi scoccerei, lo ammetto - senza contare che avvisare i agazzi che il giorno dopo portino le pagine tali e talaltre dell'Antologia... mah, non sempre e non con tutte le classi funzionerebbe, sospetto. E chi porterebbe le pagine sbagliate, chi le lascerebbe a casa, chi  proprio la sera prima la cartuccia era finita...
E qui qualcuno tira fuori un ovetto di Colombo: "Preside, quando insegnavo alla scuola di Monculi di Mezzo, l'Antologia era stata messa tra i consigliati però nel sito della scuola era spiegato chiaramente che era obbligatorio acquistarla".
Tramecolo: non solo viene suggerito un illecito (cioè "consigliare" un libro che in realtà è obbligatorio) ma viene anche proposto di dichiarare apertamente questo illecito facendolo passare per regola?
In pratica si tratterebbe di mandare una lista falsa al Provveditorato, mentre i genitori sforerebbero eccome il tetto di spesa, il tutto dichiarandolo pure ai quattro venti. A parte tutte le considerazioni etiche sul rispetto della legge che va a farsi benedire, mi sembra un modo singolarmente efficace per andare a caccia di grane: un genitore che avesse voglia di  scocciare potrebbe far passare diversi e notevoli guai alla scuola, mi sembra.
Tutti però sembrano trovarla un'idea valida, tanto che la cosa è regolarmente trascritta nel verbale.
Medito di sollevare obiezioni, poi lascio perdere: tutti sembrano così garrulamente convinti che sia una bella cosa dichiarare il falso in atto pubblico e aver cura di specificare su un sito altrettanto pubblico che  quel che è scritto nell'atto pubblico è un falso, che non ho cuore di parlare. Del resto, io ho una terza e di conseguenza ho preparato la lista per una prima, la mia lista rientra abbondantemente nel tetto spesa, e l'anno prossimo se sarò lì avrò una prima, o forse due. Insomma, non sono affari miei.

Però in cuor mio la trovo una vicenda molto, molto italiana, e a modo suo molto istruttiva. 
Educazione alla legalità, sissignori. E al rispetto delle regole.
Eccerto.

* cioè hanno dato la solita generica indicazione di tutti gli anni, presumo. Del resto non avrebbe avuto molto senso scrivere in circolare "Questi sono i tetti di spesa per l'acquisto dei libri, ma potete anche fregarvene perché tanto noi si fa la circolare giusto per perdere  un po' di tempo e farlo perdere anche a voi che la  leggete".

domenica 10 maggio 2009

Collegio dei Docenti - Anche questa è da contar


In questa versione dell'Italiana Lindoro è interpretato da Maxim Mironov

Fino all'anno scorso i Collegi dei Docenti della nostra scuola erano una cerimonia rituale, un po' imbalsamata ma rassicurante. Il preside ci faceva un po' di complimenti, riferiva su varie questioni, ci porgeva una serie di mozioni e regolamenti accuratamente confezionati in modo da risultarci assolutamente accettabili e noi votavamo quasi automaticamente. Poi le RSU si alzavano per reclamare su una serie di questioni che a noi di St. Mary Mead sembravano assolutamente di lana caprina, sempre le stesse, qualcuno faceva un po' di domande, raramente c'erano discussioni. Alle spalle c'era un discreto lavoro preparatorio, e l'immane quantità di rappresentanti di plesso detti comunemente vicepresidi (una dozzina a dir poco) faceva da filtro tra insegnanti e preside.
Col Nuovo Preside tutto è cambiato: di lavoro preparatorio nemmeno l'ombra,  le mozioni presentate spesso appaiono di un'idiozia sorprendente e l'unica forma di contraddittorio che costui sembra conoscere è la piazzata. Di conseguenza i collegi sono diventati molto più pittoreschi e per ognuno di loro vale il commento di Lindoro nell'Italiana in Algeri Se mai torno ai miei paesi, anche questa è da contar.
Vengo dunque a contare il Collegio dei Docenti di Aprile, ovvero quello dell'adozione dei libri.
E' una cerimonia che ho visto svolgere in vari modi: dal "Problemi con l'adozione dei libri? No? Li approviamo? Bene, approvati" del preside precedente, all'elenco dei singoli libri di ogni singola sezione con lettura delle relazioni per le nuove adozioni, con tante possibili vie di mezzo. 
Il Nuovo Preside ha adottato una formula particolarmente estesa.
Inizia con un cappelletto introduttivo sui criteri per le gite d'istruzione (utilissimo ad Aprile, quando ogni singola sortita è stata da tempo organizzata e molte già sono state portate a compimento): non devono essere troppo costose sennò per le famiglie è un problema, non se ne devono fare troppe perché se no i ragazzi non stanno mai in classe e poi non tutti possono fare tutto, per esempio chi fa gli scambi con l'estero. Nessuno ha aperto bocca, in base al principio che i pazzi non vanno mai contraddetti, ma sarebbe stato interessante farsi spiegare le modalità con cui NON portare qualche alunno a vedere gli Uffizi dal momento che si è già fatto lo scambio con la Spagna e soprattutto come arginare la reazione dei genitori - perché anche il più savio e accomodante di costoro, qualora il caso di presentasse, avrebbe probabilmente una reazione sopra le righe.
Poi è iniziata la cerimonia dell'adozione dei libri, plesso per plesso e classe per classe. I coordinatori delle tre prime del primo plesso si sono schierate sulla pedana ed è stata loro consegnata la lista stampata dalla segreteria.  Il primo coordinatore della prima classe (tutta la scuola ne comprende una quarantina) legge titolo e autori del primo libro, ovvero la grammatica.
Interviene il Nuovo Preside: come mai le grammatiche della prima A e della prima B hanno due codici differenti, pur essendo degli stessi autori?
Attimo di sconcerto collettivo. Sulla platea aleggia la domanda "Ecchissenefrega?".
Una delle coordinatrici spiega perplessa che si tratta di due diverse edizioni: una riunisce in un solo volume grammatica e analisi logica e del periodo, nell'altra sono separati.
Il Nuovo Preside si informa sulle motivazioni che hanno spinto a questa scelta diversificata.
"Preside, non sono nuove adozioni, sono conferme" prova a tamponare una delle coordinatrici.
Il Nuovo Preside insiste per conoscere "le motivazioni". Spiega che per un ragazzo ripetente che passa da una sezione all'altra questo comporta un aggravio di spesa, e che i libri dovrebbero essere uguali nelle varie sezioni.
Il pubblico, consapevole che siamo al primo libro della prima classe della prima sezione del primo plesso, comincia a rumoreggiare. Il Nuovo Preside spara la sua bordata preferita "Se è necessario, staremo qui fino a mezzanotte!". Il pubblico abbocca come un unico branco di carpe e ammutolisce spaventato. In realtà il Nuovo Preside è abituato a sparare tutte le sue cartucce all'inizio (per esempio allo scrutinio della prima classe) per poi tirare via tutto il resto, ma sembra che dopo sette mesi l'abbia capito solo io; a quanto pare, sono un genio e non me n'ero mai accorta.
Dal palco, una coordinatrice prova a spiegare che in un caso c'è il vantaggio di avere sempre la grammatica a portata di mano anche quando si fa analisi logica o del periodo, mentre nel secondo caso i ragazzi portano a scuola un solo libro per volta e quindi hanno lo zaino più leggero (più esattamente, considerando gli zaini attuali, un po' meno pesante).
Il Nuovo Preside non ha capito.
Il concetto viene rispiegato.
Il Nuovo Preside lo ripete ma così facendo dimostra di non averlo ancora capito.
Il VicePreside prova a rispiegarglielo con termini più semplici, soffermandosi su ogni passaggio.
Il Nuovo Preside ripete il tutto, e stavolta sembra che abbia capito.
Il pubblico sospira di sollievo. 
Illusi!
Il Nuovo Preside continua a starnazzare. A quanto pare è convinto che tra questi due criteri ne vada scelto uno onde arrivare ad un'adozione unificata.
A questo punto sono distratta dai commenti intorno a me (ai quali contribuisco con la frase di Lindoro che posso cantare tranquillamente perché si perde nell'alto brusio) e quando torno a seguire la scena sembra che gli sforzi congiunti dei tre coordinatori e del VicePreside abbiano sortito l'effetto di far accettare al Nuovo Preside il doppio standard dell'adozione.
Si passa ad Antologia; dove, si sarebbe portati a credere, non c'è materia per contendere dal momento che le tre prime del plesso hanno scelto la stessa edizione dello stesso libro.
E invece no: si alza un insegnante e domanda come mai è stata scelta quell'antologia e non un'altra delle stesse autrici che costa qualche euro in meno e che è migliore perché...
Il perché non riesco a sentirlo perché il "brusio" ha ormai raggiunto lo stadio del "casino". Sento però un gruppetto di colleghe inviperite che commentano che non si capisce con che coraggio Colui vada a rompere le scatole a chi lavora, proprio lui che non fa nulla di nulla - dal che intuisco che Colui non è molto popolare nel suo plesso (e ci credo, se fa spesso di queste sortite).
Dopo un'intensa discussione nelle prime file tra Colui, il Nuovo Preside, le tre sventurate coordinatrici e il VicePreside che cerca di mediare, alla fine passa anche l'Antologia.
Tocca a Narrativa. Due delle insegnanti non l'hanno scelta e il Nuovo Preside domanda perché. Un'incauta risponde che dall'anno prossimo le ore di Lettere passano a nove e non c 'è tempo per fare narrativa.
Il Nuovo Preside si lancia in una filippica dove sostiene che sono diminuite le ore ma non i programmi, e che lui accetta solo motivazioni didattiche. Ci spiega che in un collegio si deve parlare solo di motivazioni didattiche. Spiega anche altre cose ma non riesco a sentirlo. Ignoro come vada a finire perché sono troppo assorta dal mirabile prodigio che ho appena visto, ovvero avere visto mettere in discussione financo la scelta di un libro che non era stato scelto.
Dopo quest'ultima alzata, il resto della lista passa senza problemi, comprese le nuove adozioni.

Altro cappelletto del Nuovo Preside sul fatto che le nostre sono solo proposte, che non sappiamo se insegneremo nelle classi per cui abbiamo scelto i libri e che i nuovi insegnanti quando arriveranno potrebbero cambiare tutto. A questo proposito dobbiamo avvisare a Settembre i genitori che non comprino i libri, perché i nuovi insegnanti potrebbero cambiarli. 
Non mi è molto chiaro come faccio ad avvisare di alcunché dei genitori di una classe che non è ancora la mia e anzi al momento nemmeno esiste (detto e tutt'altro che concesso che l'anno prossimo sia ancora lì). Forse con un comunicato radio? O con dei manifesti agli angoli delle strade? Comunque mi guardo bene dal fare domande e rifletto sui gravi danni che l'alcoolismo può arrecare.

Arrivano le seconde che - sorpresa! - hanno sforato il tetto della spesa.
E' noto che le classi seconde sono destinate fatalmente a sforare il tetto della spesa, che è ridicolmente basso, senza poterci fare niente perché hanno solo libri da confermare; o meglio, è noto a chiunque lavori nella scuola tranne al nostro Nuovo Preside - che comincia a tuonare, ululare e berciare come raramente si vede fare financo nel derby Milan-Juventus. Lui non approva la lista, nossignori, lui NON-LA-AP-PRO-VA. Perché dal Provveditorato gli hanno mandato a dire che.
Dopo lunghe trattative, in cui gli viene spiegato che la lista non è fuori dal tetto perché gli insegnanti si sono divertiti a scegliere solo libri stampati in oro su pergamena color porpora, riprende la lista e la osserva.
"Per esempio: Religione. E' così indispensabile il libro di Religione?".
Mi aspetto una risposta di quelle che levano il pelo (di solito gli insegnanti di religione sono piuttosto capaci di difendersi);  e invece Religione sgrana gli occhioni come un coniglio ipnotizzato dal serpente e dice che sì, lei il libro lo vorrebbe, le serve, ma non sa... "Che devo fare?" chiede ai colleghi torcendosi le mani "Consigliatemi voi".
Un temporaneo attacco di voltastomaco mi impedisce di seguire quel che viene dopo. Per quanto mi riguarda non ho mai trovato proprio niente di indispensabile in Religione, tanto che da studente mi sono fatta esonerare; tuttavia immagino che se qualcuno adotta un libro, in teoria non lo fa col solo ed esclusivo scopo di far spendere un po' di soldi in più alle famiglie.
Mi informano comunque che il libro di religione è stato cassato.
Però non basta ancora.
Il Nuovo Preside continua a dire che lui la lista non la approva.
Nessuno gli risponde "Cazzi tuoi!".
Lunghi consulti. Viene messo il libro di scienze tra i "Consigliati", ottenendo in questo modo il massimo dell'ipocrisia - il tetto non viene rispettato perché il libro di scienze andrà pure acquistato, ma le pregiate terga del Nuovo Preside sono salve.
Bollo e fischio peggio di una pentola a pressione. Sono a un passo dal ruggito. Esprimo apertamente il mio parere sulla vicenda. Siccome sono in quattordicesima fila la cosa viene agevolmente coperta dal rumore di fondo. In seguito mi raccontano che la manfrina era stata tentata anche con Musica, ma che Musica non ha battuto ciglio e si è tenuta il suo libro, vivaddio.
In un frastuono crescente, dove tutti si raccontano ad alta voce i fatti propri, le terze del primo plesso passano lisce e senza obiezioni. Il Nuovo Preside continua ad invocare il silenzio ma nessuno se lo fila. Del resto, è noto che se la classe ha deciso che gli stai sull'anima non ti sta a sentire, punto e basta.

Secondo plesso. Noi future (tagli ministeriali permettendo) coordinatrici delle future prime ci sistemiamo sulla pedana. 
Sono assolutamente decisa a fare a brandelli il Nuovo Preside alla prima pur tenue obiezione. 
Il VicePreside lo sa benissimo e cerca a gesti di invitarmi alla calma. 
A gesti gli rispondo che neanche a pensarci. 
Grande invenzione, la mimica.
Ad ogni modo le batterie del Nuovo Preside sono ormai completamente scariche e non mi viene offerto il minimo appiglio. Scivolano via come acqua di fonte le mie tre nuove adozioni, le brevi relazioni di adozione scritte di mio pugno e financo la mia gelida affermazione "non ho adottato alcun libro di narrativa".
Siamo ormai in fase calante: i rimanenti plessi passano senza colpo ferire e forse è stata anche inutile la fatica dei coordinatori delle seconde che hanno piazzato vari libri tra i "consigliati" per non sforare il tetto.
Dopo sole quattro ore il Collegio è terminato.
Torniamo a casa un tantinello irritati e con un discreto mal di testa.