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venerdì 25 maggio 2012

Sull'ineffabile ipocrisia di taluni Collegi Docenti


Un tetto di zucchero e canditi può essere assai carino, oltre che dolce. Un tetto di spesa, invece, di dolce e di carino non ha proprio niente. Specie se non viene ritoccato dalla notte dei tempi.

E venne il Collegio Docenti sull'adozione dei libri per il prossimo anno. E si scoprì - sorpresa! - che le classi prime e terze non sforavano il tetto di spesa preventivato dal Ministero per l'acquisto dei libri, ma le classi seconde sì, anche perché per le seconde il tetto è molto più basso.
Per un Dirigente Scolastico è un banco di prova piuttosto interessante. So che il Preside Reggente che c'era l'anno scorso a St. Mary Mead aveva fatto scrivere, per le seconde che sforavano (cioè tutte), una formula del tipo "tetto non rispettato perché vincolato dall'adozione pregressa dei libri", che tradotto suona più o meno "Signori, qua nessuno si è dato alla pazza gioia scegliendo libri più cari: son gli stessi dell'anno scorso e la cifra che risulta è questa. Così è se vi pare".
Il Nuovo Preside che c'era tre anni fa invece adottò la tecnica del "mettere qualche libro tra i consigliati": cioè il libro era ufficialmente "consigliato" ma i genitori sapevano che dovevano comunque comprarlo. All'epoca la trovai una soluzione singolarmente cinica (ufficialmente il tetto di spesa è osservato, però le famiglie spendono lo stesso più soldi del dovuto in libri), ma anche foriera di rogne: perché qualora qualche genitore avesse deciso di non comprare i libri in questione, nessuno avrebbe potuto dirgli nulla né discriminare il figlio, che quel libro non lo aveva e che quindi non ci poteva studiare su, non avendolo. Non so se qualche genitore tentò l'esperimento perché l'anno dopo non ero più a St. Mary Mead; sospetto di no, perché i nostri genitori sono molto (troppo) pazienti.
A Hogsmeade invece la questione non era stata nemmeno sollevata, e d'altra parte l'anno prima le nuove adozioni erano state fatte con un criterio molto risparmioso (non tanto però da permetterci di rientrare nel tetto con le seconde, comunque). Approvammo le liste com'erano e amen, dopo un breve accenno nel verbale al fatto che gli acquisti per le seconde erano vincolati.

Ma veniamo a quest'anno, a St. Mary Mead e alla Nostra Preside, che ci fa osservare che le seconda sforano il tetto, anche se di poco, ed è un problema, perché dal Provveditorato hanno mandato a dire che assolutamente non si deve sforare*, e dà poscia l'avvio alla Manfrina dello Scaricabarile.
Non si potrebbe levare qualcosa e metterlo tra i Consigliati? Chessò, Religione?
No, Religione è ormai da tempo tra i "consigliati".
Oppure Fisica?
No, nessuno degli insegnanti di Fisica ha adottato libri.
Oppure Narrativa?
No, Narrativa è fuori dalla lista. In caso viene adottato durante l'anno.
Allora, forse... Antologia?
Qualcuno suggerisce di far acquistare l'Antologia in versione liquida, così i ragazzi possono stamparsi solo le parti su cui si lavora.
L'idea è in apparenza sensata ma comporta un certo ingrullimento da parte delle famiglie, che non sono obbligate ad avere un computer con relativa stampante né ad avercelo sempre ben funzionante. L'obiezione è sensata, anche se si alza il solito coro "Sì, ma questi ragazzi al computer ci passano la vita"; che in parte è vero, ma non per tutti, senza contare  che stampare dai siti degli editori non è sempre facilissimo e comunque se fossi un genitore io mi scoccerei, lo ammetto - senza contare che avvisare i agazzi che il giorno dopo portino le pagine tali e talaltre dell'Antologia... mah, non sempre e non con tutte le classi funzionerebbe, sospetto. E chi porterebbe le pagine sbagliate, chi le lascerebbe a casa, chi  proprio la sera prima la cartuccia era finita...
E qui qualcuno tira fuori un ovetto di Colombo: "Preside, quando insegnavo alla scuola di Monculi di Mezzo, l'Antologia era stata messa tra i consigliati però nel sito della scuola era spiegato chiaramente che era obbligatorio acquistarla".
Tramecolo: non solo viene suggerito un illecito (cioè "consigliare" un libro che in realtà è obbligatorio) ma viene anche proposto di dichiarare apertamente questo illecito facendolo passare per regola?
In pratica si tratterebbe di mandare una lista falsa al Provveditorato, mentre i genitori sforerebbero eccome il tetto di spesa, il tutto dichiarandolo pure ai quattro venti. A parte tutte le considerazioni etiche sul rispetto della legge che va a farsi benedire, mi sembra un modo singolarmente efficace per andare a caccia di grane: un genitore che avesse voglia di  scocciare potrebbe far passare diversi e notevoli guai alla scuola, mi sembra.
Tutti però sembrano trovarla un'idea valida, tanto che la cosa è regolarmente trascritta nel verbale.
Medito di sollevare obiezioni, poi lascio perdere: tutti sembrano così garrulamente convinti che sia una bella cosa dichiarare il falso in atto pubblico e aver cura di specificare su un sito altrettanto pubblico che  quel che è scritto nell'atto pubblico è un falso, che non ho cuore di parlare. Del resto, io ho una terza e di conseguenza ho preparato la lista per una prima, la mia lista rientra abbondantemente nel tetto spesa, e l'anno prossimo se sarò lì avrò una prima, o forse due. Insomma, non sono affari miei.

Però in cuor mio la trovo una vicenda molto, molto italiana, e a modo suo molto istruttiva. 
Educazione alla legalità, sissignori. E al rispetto delle regole.
Eccerto.

* cioè hanno dato la solita generica indicazione di tutti gli anni, presumo. Del resto non avrebbe avuto molto senso scrivere in circolare "Questi sono i tetti di spesa per l'acquisto dei libri, ma potete anche fregarvene perché tanto noi si fa la circolare giusto per perdere  un po' di tempo e farlo perdere anche a voi che la  leggete".

mercoledì 21 luglio 2010

Mi TAR che per adesso...

Il titolo del post fa riferimento ad una bella canzone dei Bastard Sons of Dioniso.
L'immagine invece ci mostra una delle sedute del Consiglio dei Ministri in cui ci si è occupati
con attenzione e puntiglio della Grandiosa Riforma delle Scuole Superiori di Secondo Grado.

Una delle più fastidiose abitudini della Maristella nazionale è sempre stata quella di emanare disposizioni tramite circolari o avvisi amatoriali pubblicati sul sito del Ministero dell'Istruzione e solo dopo, con comodo, se proprio non c'era di meglio da fare e non davano nulla di buono in televisione, ricordarsi di chiedere agli addetti del Ministero di preparare una qualsivoglia leggina sugli argomenti trattati nelle circolari e negli avvisi informali di cui sopra (nemmeno sempre, peraltro: siamo ancora qui che aspettiamo qualcosa sulla mitica "Cittadinanza e Costituzione", materia di recente istituzione ma che non ha ore a lei dedicate né indicazioni ministeriali sui contenuti ma solo un buon numero di dichiarazioni in libertà alla stampa e in TV).
A far le cose in questo modo è chiaro che ogni tanto si finisce per inciampare, soprattutto se quello che proponi nella circolare comporta una ristrutturazione dell'organico in gran parte delle scuole del regno. Succede così che la legge sulla Riforma delle Scuole Superiori, o meglio sui Tagli di Cattedre alle Scuole Superiori, sia stata approvata solo in tempi molto recenti e quando erano già state fatte le iscrizioni alle Scuole Superiori di cui sopra.
I diretti interessati, che si sono dovuti iscrivere a tastoni, non hanno granché gradito e, piuttosto seccati da cotal modo di procedere hanno fatto ricorso al TAR in merito (per una sintesi della vicenda vedere qui); il ricorso è stato infine discusso nei giorni scorsi.
Ieri è arrivata la sentenza, o meglio, le varie sentenze. Che dicono (sembra, dice, pare, si sussurra, si vocifera) che la Riforma ormai ce la teniamo, anche se effettivamente al MIUR sono stati piuttosto cialtroni nella procedura, che per quanto riguarda le iscrizioni chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato, MA che cotale riforma riguarda solo le prime, mentre le cosiddette "classi intermedie" non subiranno riduzioni di orario - o meglio, passa la palla per la decisione al Consiglio Nazionale per la Pubblica Istruzione che ci farà sapere, con comodo.

La notizia è filtrata stanotte, e oggi è il 21 Luglio. L'anno scolastico si avvia tra un paio di mesi e tutta la struttura del MIUR era già in netto ritardo sulle procedure - voglio dire, in ritardo anche sul ritardo cronico che da sempre caratterizza l'avvio dell'anno scolastico. Naturalmente la Maristella ricorrerà al Consiglio di Stato che comunque, quand'anche le desse ragione (ma non è affatto detto che lo faccia) non lo farà in settimana e si farà aspettare per un po' .

Va da sé che dal MIUR e dalla Presidenza del Consiglio ci spiegheranno con dovizia di dettagli e di argomenti che è tutta colpa del bieco complotto demoplutogiudaicomassonico montato dalle sinistre e che è ora di finirla con tutti questi lacci e lacciuoli che ostacolano continuamente l'azione del governo, che si sa che le trafile legislative stanno lì per bellezza e non per essere prese sul serio ed è una vera vergogna intralciare un così brillante esecutivo con cavilli e quisquilie invece di badare alla bellezza dei principi che informano le loro leggi.
Sta di fatto che adesso il governo ha una grana in più, che era l'ultima cosa che gli serviva, e che la Maristella sarà ahimé costretta a dedicare qualche fuggevole pensiero anche alla gestione del suo ministero e non soltanto alla Fondazione Liberamente.
Inoltre è anche possibile che Qualcuno, lassù in alto, si domandi seriamente se davvero sarebbe una buona idea nominarla Coordinatore Unico del Partito Delle Libertà, perché se costei gestisse il PDL con la stessa cura che sta dedicando al Ministero dell'Istruzione, beh, allora l'attuale opposizione, accusata in questo periodo di non mostrarsi eccessivamente attiva e solerte, potrà ben giustificarsi dicendo che è inutile intervenire in aiuto del sole in Agosto in Sicilia, della nebbia in Ottobre nella pianura padana o del turismo a Roma nel periodo pasquale.

domenica 26 ottobre 2008

Il concetto di legalità


Ho assegnato il solito, consueto tema sulle nuove tecnologie che quasi ogni terza si vede regolarmente infliggere da una decina di anni a questa parte (e che tra l'altro ha per me una funzione di aggiornamento).
Mi hanno raccontato di tutte le belle cose che fanno con i loro cellulari nuovi e con i loro computer - a questo proposito citandomi eMule.
Quando ho riportato i temi li ho commentati, come sempre - e gli ho spiegato, tra l'altro, che scaricare materiale da eMule è illegale e soggetto anche a multe piuttosto pesanti; per cui io ero tenuta a rimproverarli ed esortarli a non farlo mai più, e loro erano tenuti a non scrivermelo mai più su un tema perché non avevo nessuna intenzione di essere loro complice.
Mi hanno guardato con gli occhi sgranati.
Come sarebbe "illegale"?
Illegale, sissignori. Viola le leggi sul diritto d'autore.
Si sono mostrati vieppiù perplessi.
Non vengono da contesti sociali deprivati. Le loro famiglie, per quel che mi è dato vedere e sapere, predicano e praticano il rispetto delle leggi e delle regole e si comportano da integerrimi cittadini e lavoratori.
Il che non gli impedisce di scaricare film, telefilm e musica da eMule e insegnare ai figli come farlo e trovarlo cosa buona e giusta.
Sarebbe interessante capire per quale strano motivo in Italia tutti sono sostanzialmente d'accordo sul fatto che uscire da un negozio con dei DVD in tasca senza averli pagati è un reato, nonché un comportamento disdicevole di cui non sta bene parlare nel tema a scuola, mentre scaricare lo stesso identico contenuto dei DVD senza pagare niente a chi l'ha progettato è invece un comportamento socialmente accettabile.