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mercoledì 4 marzo 2009

Genitori, vil razza d'annata

Com'è noto, i genitori sono una razza perversa: pretendono che non diciamo male dei loro figli, che lavoriamo a scuola, che lavoriamo nel modo che sembra più giusto a loro, che non rimproveriamo né traumatizziamo in alcun modo la loro reverenda prole, che scegliamo libri leggeri per non affaticarli, che organizziamo la scuola in funzione delle loro esigenze. Il tutto senza fargli sborsare un centesimo, si capisce.
Ma tutte queste perversioni scompaiono davanti alla più grande e più grave: addirittura, gli sciagurati, se li lasci scegliere tra più tempi-scuola, hanno l'ardire e l'impudenza di scegliere il tempo-scuola che più gli garba (e questo nonostante i due Ministri dell'Istruzione e financo il Presidente del Consiglio in carica gli abbiano spiegato a puntino quale tempo-scuola dovevano volere e scegliere) rendendo con ciò decisamente complesso conciliare il Nuovo Corso della scuola con l'unica cosa che interessa davvero a entrambi i Ministri, ovvero i tagli al personale.

Insomma, gli era stato detto e spiegato e ridetto che per le elementari dovevano volere il Maestro Unico, essere contenti del Maestro Unico e buttare via quella solenne scempiaggine dei Moduli, che tra l'altro costava un occhio della testa. E loro, testardi e irriconoscenti, non solo hanno quasi completamente schifato e schivato il Maestro Unico da 24 ore e quello Unico con Aiuti da 27 ore, ma addirittura si permettono di volere l'orario di Trenta Ore - quello da moduli, per l'appunto.
Per pararsi un po', al Ministero (dove non tutti sono completissimamente portati dalla piena) avevano studiato un modulino di iscrizione dove, più che scegliere, si potevano segnare i tempi scuola in ordine di preferenza. L'idea, mi è sembrato di capire, era di spiegare trionfanti "Ogni genitore ha avuto uno dei tempi scuola che ha dichiarato di preferire" e rifilare a quasi tutti il tempo di 24 ore, lasciano qualche scampolino di Tempo Pieno qua e là.
Si sono verificate alcune deviazioni: parte dei genitori, perfidamente istigati dal presidi* hanno incautamente segnato solo una scelta (presidi o non presidi, devo dire che io avrei fatto esattamente come loro). 
Altri presidi ancor più perfidi si sono spinti fino a NON usare il modulo "consigliato" dal Ministero (che non poteva "imporlo" perché ancora non si era degnato di partorire il regolamento applicativo della legge sul Maestro Unico, e quindi dal Regolamento non ancora approvato non poteva tirare fuori un modulo) ma se ne sono fatto uno in proprio.

Secondo certi Illustri Opinionisti i presidi si esponevano in tal modo a gravissimi rischi: davano ai genitori l'illusione di poter scegliere (illusione che era stata alquanto coltivata anche dal ministro Gelmini negli ultimi mesi, in verità) e i poveri genitori, una volta scoperto che i presidi li avevano crudelmente presi in giro, se la sarebbero rifatta con loro, con i perfidi presidi, e mai e poi mai con il ministro Gelmini, autore nominale della legge del Maestro Unico.
Chissà però se i genitori, che già hanno dimostrato tanta deplorevole autonomia di pensiero scegliendo quel che loro pareva meglio, non si dimostreranno ancor più ingrati decidendo di dare la colpa del ritorno del Maestro Unico a chi ha fatto la legge e non ai presidi. Può essere, perché è noto che l'ingratitudine umana non conosce confini.

Non è facile capire perché i due attuali Ministri dell'Istruzione si sono ficcati in questo pasticcio, a meno che non c'entrino in qualche modo le elezioni europee prossime venture.
Vedremo comunque come se la caveranno con questa specie di Bomba Boomerang
(canzone di Pietro Pelù che ho sempre apprezzato e che mi affretto a linkare)

*così raccontano Autorevoli Opinionisti e Postatori Professionisti di forum e newsgroup. Ignoro se dispongano di prove di tale Perfida Istigazione

venerdì 20 febbraio 2009

Incognite di primavera (il trasferimento che non sai)



Dove il fattore X non è quel qualcosainpiù che dovrebbe portare i cantanti al successo, e che in queste settimane dà vita all'omonimo reality, ma il ben più inquietante fattore X che aleggia in ogni scuola in questa stagione, ovvero "Sarò ancora qui l'anno prossimo?".
A St. Mary Mead siamo tutti molto, molto perplessi sulla nostra sorte futura, e va detto che su di noi pesano tutte le incognite possibili&immaginabili.
Punto primo, siamo una scuola di paese circondata da paeselli e con un gruppo di scuole medie più o meno raggiungibili nelle vicinanze. Si tratta prima di tutto di capire se da Borgonuovo e da Villa Antiqua arriveranno tutti i ragazzi disponibili, solo una parte o niente del tutto, oppure se i genitori preferiranno la scuola di Badia a Monte o di Colle al Piano come è già successo rispettivamente due, quattro e sette anni fa. A seconda di questo avremo due o tre prime, e adesso che il numero minimo si è alzato si dovrebbe, si potrebbe, potrebbe capitare... insomma, boh.
Poi siamo una scuola a tempo prolungato. Ci lasceranno il tempo prolungato? Lo lasceranno a tutte le sezioni? Lo lasceranno solo a chi lo ha già cominciato? I genitori chiederanno il tempo prolungato?
Ah, saperlo, saperlo.
Come funziona il nuovo orario per Lettere? E per Matematica? E per Tecnologia? Ci lasceranno la sperimentazione di Informatica?
E chi lo sa.
Ci assegneranno l'organico sulla base di quello di diritto o di quello di fatto?
Si accettano scommesse.
Abbiamo poi il solito gruppetto di figure di cui ogni scuola dispone, ovvero:

- l'Insoddisfatta/o, che ogni anno ci spiega che si è assolutamente rotta/o le scatole, che qui proprio non si può, che c'è un limite a tutto e quest'anno ha veramente deciso di chiedere il Trasferimento alle Superiori - salvo poi non chiederlo, ogni anno accampando un motivo diverso (mai uno che stia in piedi, tra l'altro).
(Attenzione: questa tipologia di collega, dopo anni in cui ha preso i moduli per chiedere il passaggio, e magari li ha pure compilati, improvvisamente un anno li consegna davvero, i moduli, magari stavolta senza dirlo a nessuno - ma non puoi sapere in quale anno questo succederà, perché spesso non lo sa nemmeno lei).

- L'Indecisa/o, che fa la stessa identica trafila ogni anno per la pensione. Nel suo caso però c'è un anno in cui DOVRA' comunque andare in pensione perché la Natura ha fatto il suo corso.

- Il Pacco Sorpresa, che in silenzio, senza dire nulla a nessuno, chiede e ottiene il trasferimento e nessuno se lo aspettava.

- Il/La Ciarliero/a, che ogni anno ti spiega con dovizia di dettagli di come X chiederà il ricongiungimento familiare, Y ha fatto domanda per questa scuola e Z si trasferirà in altra provincia con tutta la famiglia (ma non è detto che X abbia una famiglia a cui ricongiungersi, che Y abbia effettivamente fatto domanda e tanto meno che Z intenda spostarsi di un solo metro da dove abita al momento. Non è nemmeno detto che costoro abbiano sia pur lontanamente accennato a tali possibilità).

- Il/la Supplente Annuale che giura e spergiura di come l'anno prossimo è fermamente decisa a tornare lì perché "non può lasciare i ragazzi, ci si è tanto affezionato/a", o che viceversa garantisce che piuttosto che tornare lì va a insegnare in piena Terra di Mordor. L'anno dopo scopri che hanno fatto esattamente il contrario di quanto proclamato a gran voce.

- L'Incognito/a, di cui tutti ignorano financo l'esistenza e che proprio quell'anno, per motivi di cui nessuno sa nulla e che magari sono maturati a sorpresa nel giro di poche settimane, decide di chiedere il trasferimento proprio nella tua scuola, magari con un passaggio di ruolo.

L'attuale ministro dell'Istruzione Tremonti e la sua prestanome Gelmini hanno particolarmente contribuito a sviluppare ognuno di questi X Factor, incluse le scelte dei genitori che a volte risultano davvero curiose (ricordo una conversazione in treno dove qualcuno spiegava a qualcun altro che suo nipote era anche più piccolino della sua età, ma siccome si partiva con la Riforma Moratti e non si sapeva cosa sarebbe successo avevano deciso di fargli fare l'anticipo, e ne parlava come di una decisione logicissima, del tipo che "siccome è inverno tiro fuori le coperte dall'armadio e faccio scorta di legno per il caminetto").
Per giunta circola la voce che "tutte le scuole perderanno posti", anche se non riesco bene a capire come facciano a calcolarlo visto che il Ministero ondeggia e beccheggia su dove fare questi tagli e ogni mattina fa partire un treno diverso.

Risulta comunque chiaro, in questa giostra di variabili impazzite, che quel che serve davvero quest'anno a un'insegnante non è tanto il fattore X (ben più utile a cantanti e musicisti) bensì il fattore C (sì, quello dove la C sta per "fortuna"), in cui ahimé non siamo certo usi a primeggiare. 
Anzi volendo il nostro motto potrebbe essere l'incipit della Frottola di Marchetto Cara, che appunto grazie a X Factor (e al pregevole gruppo dei Bastard Sons of Dioniso che l'hanno riarrangiata) conosce in questi giorni una meritata notorietà:



ch'ella è falsa mercanzia
solo attendo a dare via
quella poca che m'avanza.
  Io non compro più speranza
  ch'ella è falsa mercanzia.

Cara un tempo la comprai,
  or la vendo a buon mercato
  e consiglio ben che mai
  non ne compri un sventurato
  ma più presto nel suo stato
  ne rimanga con costanza
 
El sperare è come el sogno
che per più riesce in nulla
el sperare è il bisogno
de chi al vento si trastulla,
el sperar sovente annulla
chi continua la sua danza

Io non compro più speranza
ch'ella è falsa mercanzia.

(qui sotto, per chi preferisse, una versione un po' più tradizionale)

sabato 13 dicembre 2008

Alla faccia del Minotauro



Quel che segue è un coraggioso quanto modesto tentativo di riepilogare la situazione invero un po' confusa in cui si trova al momento la scuola di ogni ordine e grado. Dubito di venire a capo di qualcosa, ma visto che il tempo è mio posso sprecarne quanto ne voglio, e al momento il Minotauro è a letto con un'aspirina per il mal di testa, proprio nella stanza al centro del labirinto, mentre Escher lavora a una revisione complessiva della struttura.
E dunque:

In principio erano i torsoli di cavolo. La classe insegnante non godeva di gran reputazione ormai da tempo, ma con l'arrivo dell'ultimo governo già ad inizio estate si aprì la caccia alle streghe. I soliti editorialisti del Corriere della Sera (Panebianco, Giavazzi e via dicendo), persone che della scuola sapevano solo qualcosa per sentito dire e che, appunto, dicevano quel che gli veniva richiesto di dire, cominciarono a spiegare che la scuola di ogni ordine e grado in Italia faceva schifo, pena, ribrezzo e pietà, soprattutto per colpa dell'inadeguatezza del corpo docente.
Avevamo già avuto una serie di categorie responsabili di tutti i mali d'Italia (le ultime erano state politici, preti pedofili, romeni e rom), e gli insegnanti ai aggiunsero alla lista conoscendo così il loro momento di gloria e oscurando temporaneamente le altre, e meno male, perché di preti pedofili e di rom pervertiti non se ne poteva veramente più; ma del resto era noto a tutti che gli insegnanti erano una vil razza dannata che faceva senso financo al cassonetto della raccolta indifferenziata.
Si passa quindi a parlare di reclutamento docenti: i vecchi metodi chiaramente non andavano bene (bastava vedere che stuolo di pantegane erano serviti a reclutare), qualcuno ritira fuori la chiamata diretta del dirigente scolastico, la Aprea presenta un disegno di legge a riguardo, si parla di un farraginoso progetto di conferma biennale degli incarichi... e improvvisamente la SISS viene abolita, dopo otto anni che "questo è l'ultimo ciclo". Sì, proprio la SISS, il glorioso vivaio di una nuova Razza Eletta di Insegnanti. Si scopre che non va bene. Capirete che a quel punto uno smette anche di preoccuparsi del disegno di legge Aprea perché gli entra il sospetto che Aprea, da sempre angelo tutelare delle SISS, nei nuovi equilibri non conti più molto.
Arriva Agosto e, dopo un po' di chiacchiere senza costrutto su grembiulini e divise scolastiche, Bossi prima e Tremonti poi cominciano a invocare il Maestro Unico, che nel giro di due settimane viene istituito con un decreto legge che avrebbe dovuto in teoria occuparsi di grembiulini e di chiamate dirette del Dirigente ma che a sorpresa rimette invece in vigore i voti a elementari e medie.
Cominciano a circolare voci e tabelle fantasma (mai confermate, mai smentite) su un cambiamento dei quadri orari delle superiori e sull'accorpamento delle classi di concorso; quest'ultimo in particolare si porta dietro una ridda di voci incontrollabili e incontrollate: aboliranno Tecnologia, no, la farà Matematica, al contrario, sarà Tecnologia a fare Matematica, mentre Geografia farà anche Diritto Amministrativo e Giardinaggio, Inglese diminuisce, sparisce la seconda lingua, la seconda lingua avrà più ore di Inglese, toglieranno Latino allo scientifico, toglieranno Artistica e Musica dalle medie, toglieranno Matematica allo scientifico, toglieranno Inglese dal linguistico, Italiano dal liceo classico e Informatica dai tecnici...
In mezzo a quest'immane casino l'anno scolastico inizia. Salgono le proteste. I newsgroup e i forum sulla scuola sono invasi da una serie di Postatori, diciamo così, Professionisti e fortemente simpatizzanti con il governo in carica, che invitano a salutare il Nuovo che Avanza e diffondono una serie di voci su:
- l'inutilità delle compresenze alle elementari, che servono solo a far fumare insieme tre maestre per volta
- l'inutilità delle compresenze in generale
- l'inutilità delle mense, messe lì solo perché i genitori vedono la scuola come un parcheggio
- l'inutilità dei precari, che sono lì solo per ostinazione personale e non perché la scuola li recluta anno dopo anno
- l'incompetenza e la totale ignoranza degli insegnanti tutti
- l'inutilità di tecnologia, latino, informatica, storia, matematica, inglese e via dicendo
- l'inutilità dei tempo pieno
- l'inutilità del fare sciopero
- l'inutilità di un referendum sulla legge Gelmini per abolire il maestro unico
- l'inutilità del PD (che con le proteste contro la Gelmini c'entra ben poco)
- l'inutilità dei moduli, nati al solo scopo di collocare personale in eccedenza
- le Gravi Colpe del 68 (di cui ormai ricorre il quarantennio)
e via farneticando.
Questi Professionisti continuano poi a parlare dei nuovi quadri orari di elementari, medie e superiori e dell'accorpamento delle classi di concorso assicurando che i regolamenti attuativi sono pronti, prontissimi, ormai fatti e limati - ma nessuno ne riesce a vedere nemmeno l'ombra, ci sono solo le tabelle non confermate e non smentite.
Contemporaneamente si vocifera di un blocco dei trasferimenti, subito smentito dai Postatori Professionisti (ma non dal Ministero) e mai confermato da alcuno. I latinisti insorgono, gli insegnanti di matematica insorgono, i maestri insorgono... e dopo un po' insorgono anche genitori e studenti.
Il governo spiega (e i Postatori Professionisti spiegano) che la protesta non esiste, che la protesta è figlia del Comunismo e del Sessantotto, che la protesta contro la Riforma Gelmini è responsabile financo dell'effetto serra, che la protesta è montata ad arte dalla sinistra; quanto alla sinistra, completamente spiazzata, borbotta qualche mezza frase cercano di capire quel che succede (senza peraltro riuscirci).
Nondimeno, tutti continuano a protestare.
Nel frattempo i fantomatici regolamenti attuativi sono sempre più pronti a comparire da un giorno all'altro e le Regioni vengono minacciate di commissariamento se non improvvisano in fretta e furia un bel piano di tagli (col risultato che cominciano a protestare pure loro).
Nelle scuole si avvia il complesso rituale dell'Orientamento, dove gli istituti superiori presentano ai ragazzi delle medie la loro Offerta Formativa spiegando che, per quanto ne sanno loro, non è ancora cambiato nulla, e dove le scuole medie e le scuole elementari presentano a loro volta ai genitori la loro Offerta Formativa spiegando a loro volta che, a quanto ne sanno, non è ancora cambiato nulla. I genitori sono di malumore, gli insegnanti pure. Gli studenti invece colgono l'attimo e si danno con grande impegno ad occupare le scuole. Alcuni si lamentano perché così facendo gli studenti si mostrano scioperati e nullafacenti, mentre ai loro tempi sì che ai giovani piaceva studiare e farsi il culo sui libri, invece di perdere il tempo con certe stupidaggini.
La Commissione Cultura dichiara che il piano Gelmini va bene, purché se ne rifaccia una buona parte.
Altri vari organi e commissioni dichiarano che il piano Gelmini fa schifo a meno che non ne venga rifatta gran parte.
I sindacati protestano, per lo più a frasi fatte.
La Litizzetto percula il ministro Gelmini con notevole abilità. Ruini, inspiegabilmente, tace (che è sicuramente una cosa insolita).
Svariate associazioni cattoliche si mostrano molto di malumore, e non solo perché i contributi alle scuole paritarie sembrano scomparsi (ad un certo punto i contributi riappaiono, ma le associazioni cattoliche continuano a dare segni di malumore).
Confindustria è favorevole alla Riforma Gelmini ma ha idee ben precise su come vanno strutturati i piani di studio delle superiori - non è dato sapere quali siano, ma pare che non vadano bene, forse perché non si conciliano con i tagli.
Tremonti smette di intervenire perché nel frattempo una crisi di dimensioni epocali ha travolto l'economia mondiale e lui è costretto a concentrarsi sul suo dicastero - intendo dire, sul suo dicastero più importante, lasciando al ministro Gelmini il compito di occuparsi del MIUR, alias Ministero Istruzione, Università e Ricerca.
Vengono rimandate le iscrizioni, per permettere ai decreti attuativi di uscire.
Vengono rimandati i decreti attuativi (che però sono pronti, prontissimi).
Viene spiegato che il Maestro Unico ci sarà solo su richiesta.
Viene spiegato che ormai c'è solo il Maestro Unico, e le eventuali ore in più (comprese quelle del tempo pieno) sono lì per decorazione.
Non viene spiegato assolutamente nulla per le medie se non che la riduzione dell'orario fa sì che da 29 ore si passi a 30 (ma non si sa quale sarà la trentesima ora). Nondimeno gli insegnanti delle medie sono perplessi, né più né meno di tutti i loro colleghi di ogni ordine e grado.

Stamani, dopo il "ritiro della riforma Gelmini" (che non si è mai capito in cosa consistesse) e la dichiarazione che ormai alle elementari c'è solo il maestro unico, i siti dedicati alla scuola offrivano interessanti riflessioni: qualcuno sosteneva che non era affatto vero che la Riforma Gelmini era stata sconfitta, era solo andata a rifarsi il trucco; altri che i cambiamenti che tale Riforma avrebbe subito (cambiamenti rispetto a che?) erano dovuti non all'opposizione comunista e sessantottina, bensì all'opposizione che cotale riforma avrebbe incontrato anche tra i sostenitori dell'attuale governo. Altri ancora dichiaravano di ritenere il rinvio della riforma delle superiori un'abile finta: infatti, dirottando l'attenzione sulle superiori, di cui in realtà non aveva intenzione di occuparsi, la Gelmini era riuscita a fare il colpo che meditava alle elementari. Qualcuno inoltre si domandava, caso mai i tagli per quest'anno non fossero riusciti a partire (e a questo punto farli partire non sembra una cosa semplicissima) che ne sarebbe stato della Finanziaria e dell'Italico Bilancio.
Da brava italiana io amo molto la dietrologia, e sono pronta a vedere ovunque oscuri complotti; e tuttora sono convinta che la Caccia al'Insegnante Fanullone avviata all'inizio dell'estate fosse il preludio di un'abile manovra volta a sforbiciare la scuola senza pietà rendendo "la gente" del tutto incurante delle proteste dei docenti. Ma mi sembra chiaro, a questo punto, che la protesta dei genitori e delle Regioni non era stata messa in conto dal governo, così come ci si è rifiutati di considerare i tempi piuttosto lunghi che ogni legge sulla scuola richiede per entrare in vigore (dovuti principalmente al fatto che la Scuola, essendo un organismo piuttosto grosso, non può avere particolari doti di agilità quando si muove); soprattutto, si è partiti con la stravagante idea di riformare qualcosa di cui, per partito preso, ci si rifiutava di cercar di capire il funzionamento. Questo, secondo me, è stato il vero ostacolo e questa è la secca principale in cui la barca rischia di incagliarsi qualora, per avventura, riuscisse in qualche modo a partire.

Il tutto nella fiduciosa attesa dei Decreti Attuativi (che sono ormai pronti).

mercoledì 12 novembre 2008

Voti a rendere


Sulla spinosa questione dei voti il nostro ineffabile Ministero ci ha lasciato del tutto sprovvisti di indicazioni. Il nostro quasi altrettanto ineffabile Nuovo Preside pure: al collegio di Settembre disse che non conveniva mettere voti perché dal Ministero non erano arrivate comunicazioni; al collegio successivo, un mese dopo, accennò vagamente un "i voti mi sa che dovrete metterli, perché qui non mandano a dir niente".
Quando qualcuno provò a suggerire una commissione per individuare qualche linea guida, borbottò che magari sì, poteva essere un'idea. Di fatto in quella scuola abbiamo commissioni sulle cose più strane, ma la commissione sul passaggio dai giudizi ai voti decimali non è mai nata. 
Abbiamo iniziato l'anno scolastico all'insegna della più totale anarchia, chi con i voti, chi con i giudizi, chi con entrambi e chi rimandando il momento di segnare le valutazioni (io ero e sono tuttora tra quelli che segnano voti e giudizi).
Nel frattempo il decreto è diventato legge a tutti gli effetti, regolamenti applicativi non se ne sono visti e l'unica certezza è che nelle schede del quadrimestre dovremo mettere i voti.
Un paio di settimane fa abbiamo ricevuto una lettera dal Coordinamento Provinciale dei Poli di Aggregazione Funzionale (ebbene sì, si viene a sapere che c'è pure quello) che aveva per oggetto Suggerimenti riguardo la valutazione numerica degli alunni e che ci comunicava come, "sollecitati dalle perplessitò espresse da molti docenti" avevano pensato di elaborare delle linee guida a livello provinciale onde evitare che ogni insegnante andasse per i cazzi suoi (si esprimeva in modo più forbito, ma il concetto era quello), fermo restando che ogni scuola poteva pur sempre fare a modo suo.
Insomma, ci hanno mandato una tabella di conversione. Ne ho fatto una fotocopia ingrandita e l'ho incollata al tavolo centrale della Sala Professori. Non dico di essere d'accordo in tutto e per tutto con quel che c'è scritto, ma finalmente qualcuno ci ha dato uno straccio di criterio, meglio tardi che mai.
Anche noi non andiamo sotto il 4. Il 6 equivale al Sufficiente, il Buono va dal 6 al 7, il Distinto va dal 7 all'8 e l'Ottimo dal 9 al 10, ricordando comunque che "il voto espresso in pagella non è solo il risultato della media aritmetica delle votazioni riportate nelle prove di verifica".

Ho cominciato a dare i voti.
Non dico di non riuscirci, ma nemmeno di trovarmici a mio agio. Con i giudizi è sempre stato diverso - la sera del terzo giorno della prima supplenza ero a correggere verifiche di italiano e le valutazioni arrivavano da sole alla fine della correzione. Immagino fossero valide, perché quando le trascrissi sul registro scoprii che erano molto simili a quelle che assegnava la titolare.
Comunque adesso do i voti. I ragazzi seguono questo processo di trasformazione con molto interesse e al momento del verdetto dopo le interrogazioni nella classe cala un silenzio pieno di curiosità - più di quello che calava negli anni scorsi, intendo.
Per loro ha ancora il fascino del giocattolino nuovo ma io, ogni volta che scrivo un numero su quel registro, vorrei avere tra le mani Tremonti per strozzarlo con le sue medesime budella.
Nel corso di questa navigazione a vista ho tratto grande conforto da due preziosi amici che non ho dovuto cambiare in quanto perfettamente compatibili con i voti (ricordo di avere preso parecchi degli uni e degli altri al liceo): il più e l'impreparato (NP, in registrese).
Esiste anche il meno, naturalmente, ma non l'ho mai usato molto.
A cosa equivalgono non è del tutto chiaro nemmeno a me, ma sono entrambi utili compagni di viaggio. L'NP sostituisce validamente qualsiasi due, tre e meno due.
"Come si rimedia un NP?" chiede ogni tanto qualcuno. "Si dimostra di conoscere il programma" rispondo con una punta di minaccia nella voce. In realtà non si rimedia: avere qualche NP sul registro vuol dire essere tagliati fuori da qualsiasi valutazione sopra il Buono da Confermare.
Il + è un'entità ancor più indefinita e perciò ancora più utile: serve per segnalare che i più menci hanno fatto bene gli esercizi, o che tutta la classe ha mostrato di avere ben compreso la differenza tra attivo e passivo, che Hermione Granger ha fatto un bell'intervento a geografia o che l'Imbranato è subentrato al compagno che si è arenato sulle secche della presa di Roma, completando l'interrogazione al posto suo. 
Il meno di solito indica che il malcapitato non ha fatto gli esercizi per casa o che ha sparato un'irragionevole quantità di sciocchezze sull'uso dei pronomi personali o simili.
Non ho ancora fisicamente scritto un 4: i due NS dei ragazzi che hanno tirato un po' troppo al risparmio nei diari del mese erano corredati da una frase minacciosa del tipo "Non ho voglia di scrivere certi numeri, comunque è proprio quello che pensi" ; dunque al momento il voto più basso è un cinquemmezzo,  il più alto un novemeno.
Ritengo altamente improbabile, al momento, di ritrovarmi a scrivere un 10.

giovedì 30 ottobre 2008

I fiumi di Babilonia


There we sat down
When we remember Sion


Sì, lo so: dovrei strapparmi i capelli e stracciarmi le vesti e gemere e ululare perché un gruppo di parlamentari incompetenti e nemmeno scelti da noi elettori ha votato una stupida legge sul ritorno al Maestro Unico, progettata da un paio di persone che non sanno niente della scuola ma vivono e lavorano improvvisando (come mai nemmeno il più scalcinato degli insegnanti potrebbe permettersi di fare) - e portare il lutto per la scuola pubblica e tutto questo genere di cose.

Ma non sono nell'animo giusto per farlo, e soprattutto lo trovo prematuro: mancano i decreti applicativi, manca di sapere cosa faranno le Regioni, ci aspetta un bel referendum dietro l'angolo... c'è ancora parecchia tela da tessere, e chi ha più filo la tesserà.  Io intanto vado a comprarmi un arcolaio e riascolto una vecchia e bella canzone dei Boney M il cui testo (un salmo) ricorda la pazienza e la fermezza, due virtù che il popolo ebraico ha imparato a sviluppare nel corso dei secoli. Anche l'ottimo video richiama questi valori, applicandoli ai popoli africani.

domenica 21 settembre 2008

Scuola e politica (post qualunquista sul qualunquismo)

Il mio animo al momento è piuttosto irritato



Sospese dunque da qualche giorno le accorate rimembranze dei bei tempi del maestro unico e i canti di lode del grembiulino nonché i peana del Voto di Condotta, grande risolutore di ogni problema disciplinare (ma che stupidi a non averci pensato prima, tutti quanti), il disgraziato comparto scuola conosce un breve attimo di requie dopo un mese e passa di polverone mediatico. Ne approfitto per ricordarmi alcuni dati di fatto, e scriverli - così quando il polverone si rialzerà potrò tornare qui, rileggerli e racconfortarmi constatando che non sono io che ricordo male, ma è dall'esterno che raccontano grandi quantità di balle.

1) Non esiste nessuna riforma Gelmini, per nessun ordine e grado di scuola. Esistono alcuni provvedimenti presi a cazzo di cane* dall'attuale governo, in un decreto legge malamente abborracciato, senza la minima preoccupazione per le conseguenze che potranno avere a livello organizzativo. Detti provvedimenti sono:
- l'introduzione di una nuova materia, Educazione Civica o come si chiama - che al momento non si sa chi dovrebbe svolgere, in quali ore, secondo quali programmi etc. etc.
- i giudizi trasformati in voti nelle scuole elementari e medie, senza uno straccio di spiegazione sul come trasformarli, il tutto perché il ministro dell'economia Tremonti aveva difficoltà a orientarsi in una scala di cinque valutazioni e trovava più rassicuranti i numeri
- il voto in condotta, che almeno non dà problemi sul come usarlo ma che lascia le cose tali e quali, in quanto ai consigli di classe non è mai mancata la possibilità di sanzionare il comportamento negativo degli alunni, mentre sono spesso mancati Dirigenti Scolastici disposti a fare alcunché in materia che non fosse esortare i docenti alla comprensione, alla dolcezza e all'amore universale.

2) Al momento il ritorno al maestro unico è una dichiarazione d'intenti e nulla più.

3) Il ritorno al maestro unico non porterà a vistose riduzioni di organico.

4) Il taglio dell'orario scolastico porterà a riduzioni dell'organico e soprattutto... a una riduzione dell'orario scolastico.

5) I tagli all'organico dei docenti porteranno a una riduzione del tempo pieno, volere o volare.

6) I tagli agli ATA porteranno a problemi organizzativi e gestionali di tutti i tipi.

7) L'aumento degli allievi per classe porterà a una notevole diminuzione della sicurezza e ad un notevole disagio per chi in quelle classi ci deve lavorare (primi fra tutti, gli alunni).

8) Il ministro Gelmini è semplicemente un prestanome. Al momento l'attuale Ministro dell'Istruzione è Tremonti. L'unica cosa che i due hanno in comune è una totale ignoranza di tutto quel che riguarda il comparto scuola e un totale disinteresse ad informarsi sull'argomento.

9) Non esiste alcun complotto per smantellare la scuola pubblica. L'attuale governo, come quello del quinquennio 2001-2006, non desidera smantellare la scuola pubblica per qualche Oscuro Disegno afferente al complotto demoplutogiudaicomassonico; semplicemente la trovano una roba un po' inutile, e dunque se si deve ridurre la spesa pubblica conviene ridurre le cose inutili, ovvero l'istruzione. Se avessero più soldi a disposizione non la toccherebbero.

10) Anche se parla di meritocrazia, l'attuale governo non ha la minima cognizione di cosa effettivamente sia la meritocrazia. E come potrebbe, considerando che nessuno dei ministri è lì per meriti inerenti al suo dicastero?

11) I sindacati non di categoria hanno da tempo perso ogni interesse per la scuola (detto e non concesso che l'abbiano mai avuto) e ne capiscono e la conoscono né più né meno dei due attuali ministri dell'istruzione. Siccome nella scuola lavoriamo in tanti, e dunque le nostre potenziali tessere sono molte, non se la sentono di dirci di no quando ci iscriviamo, ma in cuor loro sono convinti che siamo un mucchio di privilegiati assunti per questioni clientelari, e che il nostro è un lavoro che chiunque saprebbe fare. Non ne conoscono i veri vantaggi né i veri inconvenienti, e tanto meno gli interessa conoscerli. I loro addetti al reparto scuola parlano a frasi fatte, e di conseguenza, appena si esce dal seminario precari - disoccupazione - famigliesullastrada - aumenti di stipendio - rinnovicontrattuali - aumentodelleorelavorative non sanno cosa rispondere, né al governo né al cosiddetto Uomo Della Strada.

*con molte scuse ai cani, so che i loro apparati riproduttivi funzionano benissimo, al contrario dei DL dell'attuale governo; è solo un modo di dire gratuito e politicamente scorretto.