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lunedì 27 marzo 2017

I lettori e Severus Piton, detto Mocciosus (Severus Snape AKA Snivellus)

Parlando di Severus Piton, occorre innanzitutto ammettere che l'interpretazione che ne ha dato il compianto Alan Rickman ha molto contribuito alla  sua popolarità, insieme alla decisione unanime di tutti i registi di fargli lavare regolarmente i capelli.
Questo personaggio oscuro ed enigmatico, che nei libri è di un antipatia mortale, sullo schermo riesce a tirarsela con sufficiente classe da mostrare qualcosa di assai simile al fascino. Sia il lettore che lo spettatore sono comunque costretti a cambiare idea su di lui una gran quantità di volte, soprattutto in merito alla questione principale, ovvero "Sta o non sta dalla parte di Voldemort?" ma anche riguardo alla relativamente secondaria domanda "È o non è una carogna perfetta, completa, totale e assoluta?".
Per molti entrambe le domande si sono risolte in un fiume di lacrime davanti al celebrissimo dialogo tra lui e Silente "Dopo tutto questo tempo?" "Sempre". 
Quanto a me, che pure sono rimasta spiazzata come tutti da buona parte dei ricordi di Piton, sull'argomento avevo preso una posizione definitiva sul finire dell'Ordine della Fenice, e niente nel sesto volume me  l'aveva fatta cambiare.
Ma analizziamo il percorso di noi poveri lettori, ignobilmente beffeggiati e turlupinati infinite volte dalla bifidissima Rowling.
Nel primo volume, La pietra filosofale, Piton viene presentato come il tipico professore odioso: arrogante, irritante, parzialissimo, scorretto, arbitrario... prende in antipatia Harry a prima vista e questo è quanto, ma è decisamente offensivo anche con Hermione e con Neville Longbottom (di cui pure conosce le tristi vicende familiari) ponendo gran cura ad ogni lezione nel gettarlo nel panico più totale. Tutto miele e zucchero candito con i suoi Serpeverdini, maltratta senza alcun ritegno i Grifondoro: questo perché somiglia a suo  padre, quello perché è emotivo, quella perché vuol sempre rispondere, quell'altro perché è impertinente o respira al momento sbagliato... insomma, due palle micidiali. Qualsiasi lettore, passata pagina 150, è dispostissimo a dargli la colpa financo  dell'effetto serra o dello scoppio della guerra nei Balcani, e figurarsi quando tutte le circostanze sembrano indicarlo colpevole di tentato furto di pietra filosofale.
Ma no, erano tutte apparenze mendaci: Piton aveva da tempo individuato il vero colpevole, e addirittura aveva profuso le sue energie per salvare Harry e non ci era riuscito per colpa di un improvvido intervento di Hermione. Quanto al fatto che detesti Harry, Silente non lo nega, ma ne offre una spiegazione abbastanza contorta da finire per risultare credibile: colpa del padre di Harry, nientemeno, che a suo tempo gli salvò la vita...
Alla fine del primo libro insomma Piton risulta magari antipatico, ma passibile di diventare Buono, come succede talvolta a certi cattivi in certi libri per ragazzi.
Il lettore se ne fa una ragione.
Nel secondo volume, La Camera dei Segreti, Piton continua a mostrarsi assai antipatico con Harry (e con tutti i Grifondoro) ma non sembra mostrare segni di soverchia malvagità - è solo la solita carogna. Il lettore non se ne occupa più di tanto.
E veniamo così al terzo libro, Il Prigioniero di Azkaban, dove per buona parte dell'anno Piton è la solita carogna anche se a tratti il lettore molto osservante potrebbe notare qualcosa di strano, fra lui e Lupin - ma sono questioni tra adulti, chissenefrega?
Le cose cambiano bruscamente nel finale, quando l'abominevole Piton, in nome di vecchi screzi di gioventù, sembra trovare normalissimo rimandare in prigione un innocente e in libertà un pluriomicida. Per quanto alla  fine tutto si risolva abbastanza bene (ma senza l'intervento di quell'inqualificabile Serpeverde si sarebbe risolto assai meglio) alla fine del romanzo il lettore ha risolutamente infilato Piton nella colonna degli Stronzi Al di Là di Ogni Possibile Redenzione.
Arriviamo così al quarto libro, Il Calice di Fuoco, dove Piton è poco più di una comparsa: molti dispettucci (e qualche minaccia) a Harry, ma anche diverse cattiverie sparse ad altri Grifondoro, più uno scontro con Moody perso senza appello, tra le ole e il plauso esultante dei lettori. Forza Moody, tu sì che sei un ganzo! Manda quella serpaccia unta a mordere la polvere come gli spetta!
Senonché nel Gran Finale, quando dall'Avversaspecchio si vedono arrivare i tre professori che porteranno in salvo Harry, ecco che costoro sono Silente (potevamo mai dubitarne?), McGonagall (si capisce!)... e Piton. Il quale Piton più avanti viene convinto da Silente a stringere la mano a Sirius Black, dopo essere stato perfino sospettato ad un certo punto di essere stato un Mangiamorte.
Silente si fida di Piton, e Silente ha sempre ragione, giusto?
E tuttavia il romanzo ci ha appena dimostrato che Silente è capacissimo di prendere delle grandiose cantonate.
Ed eccoci all'Ordine della Fenice, dove Piton compare relativamente poco ma si mostra talmente odioso è insopportabile con Sirius Black (e con Harry) che al lettore dispiace infinitamente non potergli dare fuoco dalla parte dove prende meglio.
E tuttavia. Proprio nell'Ordine della Fenice. Sul finale. 
Quando la perfida Umbridge pretende da Piton del Veritaserum per inquisire Harry. E Harry si accorge improvvisamente che a Hogwarts è rimasto qualcuno dell'Ordine della Fenice che poteva aiutarlo a salvare Sirius, da lui creduto in quel momento torturato da Voldemort.
Ma come fare a fargli capire di che si tratta, senza spiegarlo anche alla Umbridge?
Harry tenta con una specie di messaggio cifrato: "Ha preso Felpato!" urlò "Ha portato Felpato dov'è nascosta!". Non osò parlare più chiaro davanti alla Umbridge.
La Umbridge naturalmente gli fa un sacco di domande, mentre Piton lo prende in giro perché dice cose senza senso. E tuttavia.
Appena uscito dalla stanza Piton si affretta a contattare l'Ordine, spiega cos'è successo, Silente fa due chiacchiere con Kreacher e fra tutti organizzano la spedizione di salvataggio al Ministero - che non comprende Piton.
Se Piton stesse lavorando davvero per Voldemort non avrebbe avuto motivo di contattare l'Ordine: Harry è chiaramente intenzionato ad andare al Ministero, dove la trappola aspetta solo lui per scattare. Piton però non ne facilita la fuga: lo lascia relativamente al sicuro nelle mani della Umbridge - che è l'unica ad aver ascoltato il messaggio cifrato di Harry, ma non ci ha capito nulla. Non ci sono testimoni. Se per un caso disgraziato saltassero fuori Piton potrebbe perfino sostenere di non aver capito cosa cercava di dirgli Harry. Oppure potrebbe aiutare Harry a scappare verso la trappola che Voldie gli ha preparato (ma senza mai parlargliene, vuoi per un fondo di diffidenza, vuoi per il gran piacere che prova a condurre in gran segreto i suoi segreti piani).
Invece interviene, contatta l'Ordine e solo grazie a questo il piano di Voldemort fallisce.
E allora: Piton potrà essere antipatico quanto un mal di denti nel giorno delle nozze e anche di più, ma non è più un Mangiamorte e la fiducia che Silente ha in lui è ben riposta.
Forte di questa serena consapevolezza, affrontai il sesto libro - dove ogni parola e azione di Piton è passibile di non meno di tre o quattro diverse interpretazioni, fin quando il Nostro non provvede a sopprimere Silente ignorando la sua ultima supplica, il leggendario "Please, Severus...". Lo uccide davanti a numerosi testimoni, e naturalmente poi deve scappare.

Nel newsgroup all'epoca eravamo tutti ampiamente adulti, soprattutto al momento della lettura del libro in inglese - e i motivi per cui eravamo quasi tutti convinti della sua non colpevolezza erano motivi da adulti: perché non aveva senso disvelare un colpevole alla fine del sesto libro e non del settimo; perché non era possibile che l'abile Rowling dopo averci tenuto sulla corda per tanti volumi chiudesse dicendo "Ebbene sì, come vedete è proprio uno stronzo"; perché analizzando la scena della morte di Silente si poteva intuire che Silente avrebbe potuto salvarsi (tanto per cominciare, non paralizzando Harry); perché forse Silente era ormai molto malato, e allora anche quella strana storia del Voto Infrangibile... E io tirai fuori il motivo più strampalato di tutti: perché nessuno aveva dubbi sul fatto che Piton fosse colpevole. Ancor più curiosa comunque fu la teoria dell'unico colpevolista, che sosteneva che la Rowling lo avesse fatto sembrare colpevole perché tutti pensassimo che era innocente, e invece alla fine sarebbe risultato colpevole davvero (e tutti dovemmo convenire che era una teoria non priva di un certo fascino).
Com'è noto, nel settimo volume nessuno dei personaggi dubita che Piton sia dalla parte di Voldemort, finché nelle ultime pagine non ci viene svelata la sua complessa storia; tuttavia sappiamo che Hogwarts lo accetta come preside, aprendogli l'accesso alla Presidenza, e che dopo la sua morte, come Sirius, anche lui sarà riabilitato.
Resta il fatto che, salutando suo figlio nell'ultima pagina dell'ultimo libro, Harry gli dice che Piton era stato probabilmente l'uomo più coraggioso che lui avesse conosciuto - ma non che gli era simpatico.
(Coincidenze? Io non credo proprio).