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mercoledì 17 novembre 2021

17 Novembre 2021: Giornata del Gatto Nero


 ...e con tutti questi verbali e compiti e quarantene e Piani Didattici Personalizzati e scemate varie, qua si rischia di perdere di vista le cose DAVVERO importanti!

Ordunque ringrazio catmatics (che ho conosciuto grazie alla sua ottima pagina su Facebook) di avermi ricordato questa bella ricorrenza e va detto a mio vanto che il menù pregiato che ho portato a casa alle gatte è stato scelto non tanto per festeggiare la loro festa, di cui mi ero completamente scordata, quanto per onorarle con buoni bocconi come ho cura di fare ogni giorno.

Auguri a tutte le pantere in miniatura che allietano i nostri occhi e i nostri cuori, e un piccolo rimando a un colto e raffinato post che ci spiega perché i gatti neri erano apprezzati dalle streghe.

(e come sempre, visto che questo è un blog altamente inclusivo, auguri anche ai gatti diversamente neri e anche ai diversamente gatti)

venerdì 20 agosto 2021

Catgirl - Valentina Manzetti


Questo post va considerato come una giunta alla Giornata Mondiale per la Valorizzazione del Gatto Nero: si tratta infatti della presentazione di un libro che è un inno, direi un'apoteosi, di Sua Grandiosa Meraviglità la Gatta Nera. Perché, se tutti i gatti neri indistintamente sono ricchi di fascino, bellezza, personalità magica e grandi poteri, ai miei occhi il Vero Gatto Nero è la Gatta Nera, che grazie alla sua natura femminile esprime al meglio le potenzialità magiche insite nella sua natura di Gatto Nero.

Il libro è approdato l'anno scorso alla scuola media di St. Mary Mead per il Premio Bancarellino - che non solo non ha vinto, ma dove nemmeno è arrivato tra i primi tre nonostante il primo posto fosse doppio. Visto che per il Bancarellino votano i ragazzi, a quel che mi risulta in perfetta libertà, la cosa potrebbe stare a significare che forse non è adattissimo per l'età 11-14 anni, vuoi per il ritmo troppo frenetico della prima parte, vuoi per la scrittura forse più adatta a una fascia di età leggermente superiore. D'altra parte la protagonista ha 11 anni - e, dobbiamo aggiungere, pensa e vive esattamente come una ragazzina di 11 anni, quindi la lettrice ideale dovrebbe essere appunto di quell'età. Sta di fatto che il libro conta un buon numero di recensioni assolutamente positive di lettrici di età decisamente superiore. Tutte gattare, si capisce - ma insomma, non è che le nuove generazioni schifino i gatti, o che le storie di gatti non interessano nessuno, in questi anni.

L'edizione è molto ben curata: sovraccoperta davvero deliziosa in stile anime, copertina interna più varie tavole a fumetti nel testo di Claudia Pescia dedicate all'universo delle Meow Meow Girls, titoli e impaginazione ottima.
Questa è la vera copertina del libro (quella sopra è la sovraccoperta):


Anche la trama è buona: la protagonista Giunia è una ragazza strana (e quale essere umano non lo è, in quell'età di passaggio?) che si sente emarginata, bullata e inadeguata (vedi sopra) ma che reagisce in modo molto vitale (quest'ultimo tratto è un po' più singolare, ma certo non molto insolito). 
Ha una bella gatta nera, Yoda, con un passato un po' tempestoso e che conduce una normale vita da gatta di casa. A un certo punto però Yoda diventa un'essera umana: una bellissima ragazza molto sinuosa. Corpo di ragazza, ma l'anima è rimasta da gatta. Anche i movimenti. Anche i gesti. Anche gli appetiti. E insomma il passaggio presenta i suoi bravi inconvenienti. 
Alla fine Yoda riuscirà a recuperare la sua natura umana, ma non senza aver vissuto insieme a Giunia e a tutto il suo gruppo di amici una serie di avventure che vanno ben al di là dei problemi di adattamento a un nuovo corpo e che includono anche terribili rischi, compreso quello della perdita dell'anima (e anche della vita, per alcuni).

Grazie a un intreccio davvero ben calibrato il romanzo riesce a includere praticamente tutti i generi letterari più diffusi (salvo forse quello spionistico): si tratta prima di tutto di una Storia di Animali, ma anche di un romanzo di formazione. Le Meow Meow Girls forniscono l'elemento fantascientifico (ragazze-gatte che si battono contro un'orda di alieni invasori), e l'intreccio di base è fantasy con decise virate verso l'horror. Tuttavia la base, la vera base, è il chicken, ovvero la letteratura da pollastrelle; e infatti la protagonista - una ragazza di notevole intelligenza e capacità - riesce a gestire in modo davvero inutilmente frenetico e schizzato le sue disavventure, ponendosi una marea di problemi inutili e impelagandosi in un mare di scuse e di bugie che riescono solo a complicare la situazione in modo esasperante; e infatti  per i primi due terzi della lettura, pur ammirando senza riserve l'intreccio e la perfetta descrizione dello sfondo - i professori, i compagni di classe, il concorso, la serie delle Meow Meow Girls, la descrizione del mondo felino di Yoda - mi ci sono esasperata parecchio, ho sbuffato, scosso la testa e quasi accantonato l'idea di presentarlo per il Venerdì del Libro deprecando che una così bella storia venisse scritta in quel modo irritante. 
Ma giunto ai due terzi improvvisamente il romanzo vira e diventa ottimo, lasciando uno squisito retrogusto. Le tessere si compongono, gatta e umana cominciano a interagire col ritmo giusto, la lettrice (io) la smette di essere in ansia per i tempi sbagliati e legge, semplicemente, godendosi la vicenda riga per riga.

Lo sfondo, dicevo. 
E' davvero ben costruito: c'è uno stupendo uso del cellulare (un po' troppo esasperato, forse. Sono d'accordo che in classe alcuni lo usano in barba ai regolamenti, ma chi lo fa con troppa nonchalance di solito viene beccato e impara se non altro a muoversi con maggior cautela). Poi l'universo delle Meow Meow Girls, un po' Twinks, un po' Sailormoon, un po' tante altre cose. Si tratta di una multiserie televisiva (inventata dall'autrice) di grandissimo successo tra gli adolescenti ambosessi che racconta di un gruppo di ragazze-gatte che si battono con valore contro invasori alieni e che nel contempo affrontano tutti gli impicci della consueta vita di adolescenti, e che ha alle spalle un corpus assai complesso composto da libri, fumetti, libri a fumetti, videogiochi eccetera, tutte cose che alcuni appassionati ignorano e che altri raccolgono a caro prezzo con grandissimo spirito filologico; e dunque c'è l'esperta che conosce i prequel, i sequel, ovviamente tutte le serie a memoria e soprattutto le infinitesime varianti tra fumetti, telefilm, videogiochi eccetera e il fan più ruspante che si limita a conoscere le serie televisive e al massimo un videogioco o due.
Il Concorso - il Grandissimo concorso a premi dove ovviamente il premio è partecipare a un episodio, si svolge in diretta in orari ben precisi (a volte anche scolastici) e solo le prime risposte esatte arrivate passano al turno successivo.
Gli adulti - una raccolta di adulti piuttosto eccentrici e che includono al loro interno una squadra di professori molto, molto credibili e alcuni con risvolti davvero imprevedibili.
I gatti - anche loro, tutti molto credibili e ben delineati.
E c'è anche una storia d'amore fatta piuttosto bene anche se senza grandi concessioni all'aspetto più zuccherino dell'amore - un aspetto che evita scene che mal si accordano col resto della vicenda.
Molto di buono si potrebbe dire anche del gruppo di adolescenti (una delle quali rivela risvolti davvero sorprendenti, sul finale) e dei loro rapporti interni assai ben descritti.

Una lettura imprescindibile per chi ama i gatti e anche per chi apprezza le storie fantasy. E, naturalmente, del tutto consigliata a chi apprezza la chicken literature.
E, sospetto, un'autrice da tenere d'occhio.

Con questo post partecipo anche questa settimana al Venerdì del Libro (detto e non concesso che esista ancora) di Homemademamma, e auguro una felice fine d'Agosto con ottime letture a chiunque passi di qua.

martedì 17 agosto 2021

17 Agosto 2021 - Giornata Mondiale della Valorizzazione del Gatto Nero


In questa bella giornata di Agosto in tutto il mondo ci si preoccupa di valorizzare e apprezzare quella splendida creatura che va sotto la definizione di "gatto nero" e che è tanto bella quanto affascinante e misteriosa.
Valorizzare un gatto nero è una cosa abbastanza assurda - un po' come impreziosire l'oro o scaldare il sole;
ma la mia buona sorte mi ha elargito da qualche anno la compagnia di ben due gatte nere, la cui bellezza non teme rivali e che mi hanno sempre gratificato di un profondo affetto che scalda i miei inverni e illumina le mie estati.
A loro e a tutti i gatti neri un augurio speciale

* (che del resto onoro e riverisco ogni giorno dell'anno, così come faccio con tutti i gatti di ogni colore)

domenica 4 aprile 2021

Buona Pasqua con coniglio

"Madonna del coniglio" non è una bestemmia un po' annacquata, bensì un bel quadro di Tiziano

Pasqua inclusiva, quest'anno: 
per i lettori cattolici praticanti c'è una bella Madonna, 
per tutti gli altri  un grazioso coniglietto pasquale. 
Mancano tutti i protagonisti principali della Pasqua, 
ovvero le uova, Gesù, la colomba e l'agnello, 
ma alla fine una madre e un coniglio sono pur sempre simboli di fertilità e forse, visto che sullo sfondo 
c'è un pastore, abbiamo anche qualche agnello.
Insomma, c'è qualcosina per tutti e ci si deve contentare: 
mi sembra un buon simbolo per la Pasqua di quest'anno, 
dove possiamo almeno andare a trovare qualche amico o parente, uscire a fare una passeggiata, comprarci 
anche qualcosa che non sia soltanto cibo o medicine, 
e i praticanti possono almeno andare a messa 
anche se in via del tutto eccezionale 
quest'anno Gesù è risorto alle dieci di sera 
(che poi sono le nove, considerando l'ora legale).
Auguri a tutti e portiamo pazienza, di più non si può fare.

venerdì 1 gennaio 2021

Buon 2021 a tutti!



Un bell'unicorno azzurro 
di buon auspicio per tutti,
con l'augurio 
per me di godermi un anno
scialbo, banale e ordinario 
e per chi legge
di avere l'anno più adatto
alle sue inclinazioni

martedì 17 novembre 2020

17 Novembre 2020 - Festa del Gatto Nero

Auguri a tutti i bellissimi gatti neri che allietano le nostre case e i nostri giardini, ai loro adorabili cuccioli e ai loro umani di riferimento.

E auguri a tutti noi, perché possiamo conservarci in perfetta salute e mantenere un adeguato livello di benessere economico onde poter continuare a provvedere loro nel migliore dei modi, servendoli e riverendoli com'è nostro dovere e occupandoci adeguatamente anche di quelli che invece che in una bella casa con un bel giardino stanno in condizioni più precarie... no, "fragili", oggi si usa dire "fragili". Augurissimi ai gatti neri fragili e agli umani che, per colpa della loro fragilità, non possono avere intorno a sé tutti i gatti neri che desidererebbero.

Ricordando sempre che il bellissimo gatto nero è anche un incomparabile portafortuna che con la sua semplice presenza apporta armonia, benessere e felicità nelle case in cui si degna di abitare. 

E auguri anche ai pipistrelli, già che ci siamo, e possa il loro letargo essere tranquillo e fertile. 
 

lunedì 17 agosto 2020

17 Agosto 2020 - Giornata della Valorizzazione del Gatto Nero

Ordunque è cosa nota che il Gatto Nero è bello tra i belli, splendido fra gli splendidi, fonte di gioia per chiunque abbia la fortuna di averci a che fare e anche portatore di buoni auspici e buona sorte per chi lo ama. 
Dunque cosa possiamo fare, noi comuni mortali, per valorizzarlo, visto che il suo valore è evidente a chiunque abbia occhi per vedere e capacità di intendere?
Semplicemente seguire la nostra natura, portata spontaneamente al bene, e adorarlo.
Amare e rispettare i gatti neri è cosa buona e giusta. Essi sono un dono che ci è stato dato. Se è vero che il soriano, come ci ricorda un bel proverbio indiano, ci è stato donato per consentirci di accarezzare la tigre senza rischi per la nostra incolumitò, altrettanto possiamo dire per il gatto nero, che ci permette di giocare senza rischi con quello splendido animale che è la pantera, e di servirla e riverirla com'è giusto.
Così come, in modo spesso piuttosto involontario, talvolta noi umani nutriamo le pantere, di buon grado è giusto che nutriamo queste belle pantere mignon, con poca spesa e assai minor incomodo.

Sempre ricordando che il gatto nero è una dolce e piacevole compagnia, ma è anche assai affettuoso, empatico e gentile e ci dà affetto, compagnia e un grande sostegno morale.
E dunque auguri e felicità a tutti i gatti neri e ai loro umani - e, come sempre, auguri anche a tutti i gatti diversamente neri e ai diversamente gatti che ci sono di sostegno e di aiuto in questo impervio cammino che è la vita.

lunedì 17 febbraio 2020

17 Febbraio - Festa Nazionale del Gatto (prima le feste italiane!)


La Festa del Gatto del 17 Febbraio è una tradizione tutta italiana, e anche piuttosto recente. Tuttavia ha attecchito bene e i gatti in Italia sono sempre più festeggiati in questa data, soprattutto nelle varie associazioni dove spesso sono offerte colazioni, pranzi e merende allo scopo di raccogliere fondi. Anche molti Comuni e biblioteche però hanno cominciato a fare la loro parte con mostre, conferenze e raduni vari per parlare di gatti.
E anch'io, sulla mia modesta paginetta web, in questa occasione amo parlare di gatti.

Questa volta intendo soffermarmi sul gatto di tipo più comune, ovvero il soriano. Ognuno di noi ne conosce a pacchi, e sono tutti bellissimi. Questo nella foto è il feles comunissimus, e pur intonandosi a qualsiasi arredamento moderno, antico o in stile, trovo che stia molto bene anche all'aperto e, naturalmente, in una casa in legno. Sui pavimenti in legno in particolare rende molto bene, come so per esperienza diretta.
Non so se è una vera razza - la quantità di razze di gatti certificate che esistono al mondo non cessa mai di stupirmi e ho smesso da un pezzo di cercare di memorizzarle, anche perché la stragrande maggioranza della popolazione micesca non è di razza pura. Di fatto parlare di "razze" di gatti mi sembra un po' assurdo perché si somigliano davvero molto tra loro e sono sicura che il loro DNA ha ben poche variazioni. 
Lo stesso avviene per le varie specie di felini, tutti molto simili tra loro salvo che per le dimensioni, e tutti molto compatibili sessualmente. Per quel che ho capito, due felini di specie diversa un po' intraprendenti e amanti dell'esotico che si incontrano casualmente e si trovano simpatici possono accoppiarsi e riprodursi senza problemi, se non intervengono macroscopiche differenze di stazza.
Il gatto soriano viene chiamato anche "europeo", "tabby" e "tigrato": la sua caratteristica più appariscente infatti è una tigratura più o meno vistosa. Questo, per esempio, è del tipo grigio-nero:

ma sono soriani anche quelli a tigratura rossa. Piuttosto rari, purtroppo, ma famosi per essere tutti particolarmente affettuosi. Diffido delle generalizzazioni sui gatti, ma devo confermare che tutti i gatti rossi che ho incrociato nella mia vita erano decisamente scivolosi, e molti di loro potevano tranquillamente fregiarsi del titolo di gatti-sciarpa.
I gatti soriani sono detti anche "tigrati" per le caratteristiche strisce sul muso e la truccatura egiziana intorno agli occhi, ma a quel che sembra non vengono affatto dall'Egitto bensì dalla Soria, che è un nome antico per indicare la Siria.
Questa tigratura, che forma una specie di M sulla fronte, viene fatta risalire a una leggenda religiosa che esiste in una doppia versione, cristiana e musulmana. Nel primo caso nella stalla di Betlemme c'era anche una micia incinta, che partorì insieme alla Madonna e che, dopo aver allattato i suoi gattini, si avvicinò a Gesù per scaldarlo (indubbiamente un pensiero molto carino da parte della gatta, anche se viene da pensare che il clima palestinese non fosse così gelido da costringere una brava gatta a trascurare i suoi piccoli);  la Madonna, commossa da tanta gentilezza, la ringraziò imprimendole sulla fronte la tigratura. M sta per Madonna, ed evidentemente la Signora in questione sapeva già che in Europa sarebbe stata conosciuta soprattutto con tal nome, che significa appunto "Signora".
Nella variante islamica invece un coraggioso gatto salvò la vita di Maometto uccidendo un serpente che stava per attaccarlo e così fu ringraziato dal Profeta - che per l'occasione rispolverò evidentemente le sue conoscenze sull'alfabeto latino, consapevole del fatto che i discendenti del coraggioso micio in Europa sarebbero stati assai numerosi.
È noto che il gatto è un prode cacciatore (anche di serpenti) e le gatte sono spesso molto sensibili alle esigenze dei figli altrui, allattando anche animali di specie diversa dalla propria, oltre che gattini orfani; dunque entrambe le leggende hanno quasi sicuramente una forte base di verità.


Ho avuto in casa tre bellissime gatte soriane: Clodia, Clorinda e Artemis, e tutte e tre si segnalavano per una deliziosa pancia color albicocca a colore uniforme. Non ho loro foto in formato digitale, e allora chiudo con un omaggio al compianto Esserino e al bellissimo Balena, qui ritratti ancora cuccioli con i loro fratellini:

Davvero uno splendido mazzo di gattini tigrati, tanto angelici nel sonno quanto pestiferi da svegli.
Gli auguri però sono per tutti i gatti, anche per quelli diversamente tigrati, e naturalmente si estendono anche ai loro umani.

martedì 1 gennaio 2019

È arrivato!


Accogliamo con ardore draghesco il nuovo anno del Maiale (o, secondo l'oroscopo giapponese, del Cinghiale) portatore di soldi, prosperità e soddisfazioni economiche. Siccome la salute, il Buonismo e la stabilità politica sono senz'altro valori importanti dovrebbe essercene per tutti.
Auguri!


sabato 17 novembre 2018

17 Novembre 2018 - Festa del Gatto Nero (dopo tanto fascismo, un po' di nero elegante ci sta bene)


Per quel che riguarda i gatti neri, e soprattutto le gatte nere, ritengo di essere una autorità, e di sicuro ho molta esperienza: a parte la simpatica Alfonsina, intrepida cacciatrice di pipistrelli e, ahimé, caduta quando contava appena sette anni di vita dal tetto della mansarda presumibilmente proprio mentre cercava di prenderne uno, e la regale Sybilla, adottata da mia madre quando scoprì di aver dato involontaria ospitalità a sua madre e alle sue sorelline* al momento ben due gatte nere ornano casa mia con la loro bella presenza: Ninphadora, che ormai va sui quattordici anni, e la vivacissima Astrifiammante che non ne ha ancora quattro. Non per questo sono convinta di avere particolari competenze sulla specifica psicologia delle gatte nere, perché ognuna di queste gatte era ed è assai diversa per temperamento dalle altre. L'unico tratto comune che hanno mostrato è la tendenza a venire da noi in veste di trovatelle mendicanti - in pratica, ci hanno scelto.
Alfonsina (che originariamente era stata chiamata Alfonso el Sabio, in onore di un re castigliano del XIII secolo, dato che ci era stato assicurato che era un maschio) arrivò in casa mia perché la bella Clodia aveva fatto solo un gattino e aveva molto latte; così andai dal veterinario sotto casa e chiesi se serviva una balia, e serviva. Quando la piccola (all'epoca davvero piccola: pochi giorni di vita) arrivò aveva una certa sindrome abbandonica, ma si riprese bene. Era una grande cacciatrice, molto amante dei pipistrelli (per nostra fortuna né sul tetto della mansarda né nel giardino vivevano topi), che ci portava sempre a casa come trofeo e che noi cercavamo di sottrarle, con alterne fortune - imparai un sacco di cose sull'anatomia dei pipistrelli, in quegli anni. Ed era chiaramente una gatta magica. Si era molto legata al ragazzo che in quegli anni abitava con noi, e morì pochi giorni dopo la sua morte - non sono mai riuscita a credere che fosse un caso. Ci mise una eternità per sviluppare, per poi sfornarci due nidiate di gattini, alcuni neri e alcuni d'argento, di una bellezza favolosa e che davamo via senza nemmeno doverci scomodare a offrirli - ci bastava mostrarli a qualche scelta persona che subito cadeva in deliquio e ci supplicava per pietà che gliene dessimo almeno uno.
Una gattina magica, di taglia mignon, madre terribilmente ansiosa e stressante. Ottima cacciatrice, come ho detto, ma non molto intelligente; assai affettuosa però.

Anche Sybille era una gatta magica (ma quale gatto non lo è?), di carattere conciliante ma non troppo espansiva. Era estremamente la gatta di mia madre e sparì di casa poco tempo dopo la sua morte. Non abbiamo mai saputo cosa le fosse successo - una cosa non rarissima con i gatti, che scompaiano senza lasciare tracce, ma il fatto che sia successo dopo la morte di mia madre mi ha sempre dato da pensare.

Trovai Ninphadora che mi aspettava nel minuscolo giardino del condominio dove abitavo all'epoca, rientrando da quell'ordalia che sono le convocazioni per le supplenze annuali. Anche quell'anno a me non era toccato niente, ma stavolta si erano fermati pochissime posizioni prima di me - il che voleva dire che sarei stata chiamata ben presto per le supplenze brevi. 
Era una gattina molto minuta, molto affamata (ma non denutrita) e molto affettuosa e giocherellona. Salì al quinto piano con me e iniziammo la nostra felice convivenza.
E' una gatta vivace, un po' ombrosa e molto intelligente, e ho spesso sospettato che oltre all'italiano capisca anche l'inglese. Con l'arrivo del tablet le ho anche fatto diverse foto:
Da brava gatta-strega ama molto i draghi, naturalmente - anche quelli imbottiti dell'Ikea:
Mi ha sempre amato di un affetto profondo ma non prepotente e siamo legate da una sintonia che non ho mai sperimentato con nessun altro gatto. E' anche lei una brava cacciatrice, ma cacciava solo in campagna dai miei: con grande gentilezza mi ha sempre risparmiato la sfilata di topi morti, pipistrelli agonizzanti e lucertole scodate. Il suo posto preferito è tra i due guanciali nel letto dove dormo. Va abbastanza d'accordo con Astrifiammante, ma la loro è una pacifica convivenza, più che una vera sorellanza; in compenso la lascia sempre mangiare per prima.

Astrifiammante è l'ultima arrivata, scelta al gattile. O meglio, è stata lei a scegliere me, perché appena mi vide si sdiede nel modo più totale.
"E' un gatto davvero molto affettuoso" osservai "Si vede che vuole essere adottato".
"Ma, veramente è la prima volta che fa così con qualcuno" osservò il volontario perplesso. Non so perché, ma mi venne presentata come maschio, e scoprii che era femmina solo al momento di firmare il modulo per l'adozione, quando me la portarono a casa.
E' una gattina minuta, dai grandi occhi perennemente spalancati con stupore sul mondo misterioso e una singolare capacità di ficcarsi nei guai. Per esempio, quando chiudo una finestra controllo sempre se c'è un gatto sul davanzale. Ciò nonostante...
(Si prega di notare l'aria estremamente rimproverosa: come puoi abbandonarmi così al freddo e al gelo? E in effetti quel giorno era abbastanza freddino; ciò nonostante nelle stanze usa cambiare l'aria ogni tanto, almeno per pochi minuti).
E' anche una perfetta gatta acrobata e ogni tanto combina i suoi bravi disastri. In effetti credo sia l'unico gatto con cui mi sia ritrovata ad alzare la voce per rimproverarla - finendo poi per sentirmi assai in colpa perché è anche una gatta sensibilissima, anche se i sensi di colpa le risultano naturalmente del tutto sconosciuti.
(sembra posizionata in alto, vero? Lo è. Quella libreria è alta sui due metri. Ma Astri è una brava acrobata).

Oggi è la giornata internazionale dedicata alla valorizzazione dei gatti neri. A tutti loro faccio gli auguri, alle gatte nere che vivono con me ho scottato del buon pesce (cosa che in verità faccio abbastanza di frequente, indipendentemente dal calendario e dalle sue ricorrenze) ma non per questo voglio negare gli auguri a quei gatti che neri non sono. Il nero è un colore molto elegante e che sfina, ma essere neri non è condizione indispensabile per un gatto per essere molto elegante e raffinato.
Anche se comunque aiuta.

*madre e sorelline furono naturalmente date in adozione a famiglie integerrime e assai amanti dei gatti

venerdì 17 novembre 2017

17 Novembre 2017 - Festa del Gatto Nero


Quest'anno la tradizionale Festa del Gatto Nero ricorre addirittura di Venerdì, attirandosi quindi gli influssi più negativi (e perciò positivi, secondo la legge degli opposti) che mai festa o ricorrenza possa attirare.
Che il gatto nero in realtà non porti affatto sfortuna è teoria abbastanza vecchia, anzi scontata per chiunque abbia il piacere di condividere la sua vita con una di queste magiche creature; ma non c'è un motivo scientificamente attestato per credere che porti più o meno fortuna di un qualsiasi soriano: dopotutto la principale caratteristica che ha un gatto nero è di essere un gatto, ma è una caratteristica abbastanza comune tra i gatti di ogni tipo, stazza e colore.
Tuttavia gli inglesi hanno addirittura stabilito che un gatto nero porta fortuna - volendo, una superstizione pure questa, ma che come tutte le superstizioni positive, non fa danno a nessuno e fa piacere credere, oltre a produrre simpatiche cartoline di auguri
E dunque auguri a tutti i gatti, neri e diversamente neri e anche diversamente gatti e auguri anche a chi passa per di qua, ché la fortuna fa sempre comodo.
Ma soprattutto una raccomandazione:
se un gatto nero vi attraversa la strada,
COCCOLATELO!

giovedì 17 agosto 2017

17 Agosto 2017 - Giornata della valorizzazione del Gatto Nero

Si racconta che i gatti neri siano a tutt'oggi discriminati perché   qualcuno ritiene che portino sfortuna e perciò sono meno facilmente adottati - il che sarebbe molto stupido.
Tuttavia esiste anche un pregiudizio favorevole (inglese, pare) che sostiene che i gatti neri portino fortuna, più una teoria più restrittiva che sostiene che sì, portano fortuna ma solo alla famiglia che li adotta.
Entrambe queste superstizioni rovesciate contengono un fondo di verità, perché avere in casa uno o più gatti è comunque una fortuna, e dunque anche avere un gatto nero (o due gatte nere, com'è il mio caso).
Esistono anche persone che prediligono i gatti neri (con tanto di apposite pagine su Facebook) - ma si tratta di solito di persone che amano i gatti in generale e che di tendenza hanno anche un gatto nero oppure hanno solo un gatto nero perché è capitato così - un gatto infatti, sia nero o di qualsiasi altro colore, di solito non è per caso e arriva perché l'ha deciso lui.
Tuttavia i gatti neri corrono rischi che non tutti i gatti corrono: il primo sono le messe nere (ma potrebbe trattarsi per lo più di leggende metropolitane) e il secondo è dato dai pellicciai, perché pare che abbiano il pelo eccezionalmente morbido e folto; non a caso uno dei soprannomi di Ninphadora (datole da mia madre) è "Black Diamond", che è un tipo particolarmente pregiato di visone nero.
La prospettiva di trasformarsi in cappa o stola è comunque piuttosto inquietante per il micetto di turno:
...ma si spera che anche questa sia, almeno in buona parte, una leggenda metropolitana.
Un gatto nero è comunque un perfetto complemento d'arredo, e rallegra e devasta piacevolmente la casa come qualsiasi altro gatto, e averlo intorno è sempre una grande gioia.
Tuttavia qua nessuno vuol discriminare nessuno, e anche nella giornata della Valorizzazione del Gatto Nero ci tengo a valorizzare anche altri gatti.
Per esempio i gatti rossi, come Fuffy, un gattino che Eva raccolse nove anni fa, vagabondo e affamato:
che ben presto si racconfortò
e finì a casa di amici, dove è diventato un magnifico gattone rosso
Auguri dunque a tutti i gatti, anche a quelli diversamente neri, e buona giornata a chiunque passi da qua.

domenica 1 gennaio 2017

sabato 31 dicembre 2016

Aspettando il 2017



Felice notte del passaggio
mentre il drago di buon augurio 
 raccoglie la polvere e le lacrime
e illumina le tenebre 
aprendo la strada 
a quel che verrà.

giovedì 17 novembre 2016

17 Novembre 2016 - Festa del Gatto Nero


Ma i gatti neri sono cattivi?
Un po', qualche volta. Forse.
Ma hanno sempre l'aria così dolce, anche quando hanno appena vomitato sul migliore tappeto di casa o ti hanno lasciato una lucertola nel letto.
Insomma, sono gatti.
E meritano dunque di essere amati incondizionatamente, come tutti i gatti.
Ma forse anche più di tutti i gatti.
Perché sono gatti, ma sono anche neri.
Auguri!
con la gentile collaborazione di Acquaforte
E ricordate sempre che ogni resistenza è inutile: se un gatto vi vuole, VI AVRA'!

mercoledì 17 agosto 2016

17 Agosto 2016 - Giornata della valorizzazione del Gatto Nero (ma non solo dei gatti, e non solo di quelli neri)

Com'è noto, qualsiasi persona provvista di un minimo di logica sa che un gatto nero non porta con sé alcun influsso malefico, ma solo il piacere che ogni bel micio è in grado di elargire.
E infatti nessun micio si sognerebbe mai di discriminare un gatto nero in quanto nero, come ben dimostrano queste foto, fornite per gentile concessione da Acquaforte:

La deliziosa, piccola gattina quasinera chiamata Magò è stata accolta con amichevole ospitalità dal più grande gatto quasibianco Benjamin, già ospitato su questo blog qualche tempo fa.
I due ci offrono una piacevole e affettuosa simmetria molto miciosa e non priva di possibili raffronti con la classica raffigurazione yin-yang:
Un altro esempio di simmetria miciosa bianco-nero ci è offerto da Eva*, che mi ha inviato la foto di due gatti (o gatte?) della sua amica Chiara:  (osservate il delicato gioco di rimandi tra cravatte, mascherine eccetera):
I gatti sono consapevoli che esiste una sola razza, quella felina, indipendentemente dal colore e dalla taglia, e non si perdono in assurde discriminazioni.
Nella speranza che l'umanità prenda esempio da loro, dedico ai gatti neri e diversamente neri (o anche diversamente gatti) una bella canzone che giocava appunto sulla simmetria dei colori, estesa financo ai cantanti:

* (in questi giorni in lutto stretto per la dipartita del bel Fred, stroncato da infausta malattia e che, pur non essendo affatto nero, era un gatto molto bello e ricco di pregi)

venerdì 1 gennaio 2016

Auguri per un prezioso e scintillante 2016

Questo bel drago lo trovate qui

Il prezioso e imprevedibile 2016 è finalmente arrivato, e sarà un anno ricco e luminoso.
Auguri a tutti e possano le vostre barbe... cioè, volevo dire, i vostri capelli... sia le barbe che i capelli non smettere mai di crescere...
insomma, auguri!

giovedì 31 dicembre 2015

Aspettando il 2016


Niente di meglio di una fenice per varcare con la sua guida la misteriosa e affascinante frontiera del Nuovo Anno.
Auguri a tutti!

lunedì 23 novembre 2015

Lunedì Film - Ladyhawke (Film per le medie)


Uscito nel 1985 per la regia di Richard Donner, Ladyhawke gode tuttora di ottima reputazione e conserva intatto il suo fascino anche agli occhi dei giovanissimi ("Ma non sembra un film vecchio" ha commentato un alunno quando ha saputo la data di produzione). 
I ragazzi che lo guardano oggi godono anzi di un vantaggio rispetto agli spettatori che l'hanno visto in sala a suo tempo: non conoscono la storia.
La quale storia racconta di due amanti sventurati, costretti da una maledizione a vivere in sembianze semiumane: lui è un lupo di notte, lei un falco di giorno. Di giorno lui è un cavaliere che gira col suo falco al braccio (bellissimo falco, tra l'altro)



e di notte è un lupo che veglia sul riposo della sua dama, ma i due non possono mai stare insieme in forma umana e solo per un brevissimo istante riescono a intravedersi, all'alba e al tramonto, senza nemmeno potersi sfiorare. All'epoca ricordo benissimo che non c'era recensione che non segnalasse questo snodo essenziale della trama nelle prime cinque righe, ma nel film la cosa si scopre lentamente, un pezzetto per volta, e solo oltre la metà la vicenda viene narrata completamente. Di tendenza non sono contraria agli  spoiler, ma mi sono accorta che guardare il film senza sapere già in partenza cos'hanno di particolare quel falco e quel lupo permette di apprezzare meglio l'insieme.

Siamo in Francia, una Francia girata completamente in Italia (in zona L'Aquila, tanto per restare in tema ornitologico, e non è un caso che la città dove si svolgono sia la scena iniziale che quella finale si chiami Aguillon), tra luoghi e personaggi inventati, in un qualche punto del XIII secolo; più che un fantasy o una fiaba, Ladyhawke è la trasposizione cinematografica di un romanzo cavalleresco che solo per un curioso disguido della sorte non è mai stato scritto e che Chretien de Troyes non avrebbe disdegnato - anche se non so quanto la bella colonna sonora, scritta da Andrew Powell in perfetto Alan Parson style ed eseguita con i sintetizzatori, lo avrebbe davvero convinto (e tuttavia, anche se non è molto filologica, ci accompagna molto bene al film).
Per il resto i costumi, gli usi e le circostanze sono storicamente assai fedeli, anche se la vicenda non è tra le più realistiche. Nessuno però, quando scriveva letteratura cavalleresca, si interessava minimamente di essere realistico e dunque va bene così.

La vicenda è filtrata attraverso il protagonista apparente, un giovanissimo ladro assai abile nelle fughe che incontriamo appunto durante una prodigiosa fuga attraverso le fogne con cui riesce a scampare un esecuzione capitale, e mentre fugge incrocia un cavaliere solitario, che gira seguito sempre dal suo fedele falco. 




Un pezzo per volta riuscirà a ricostruire la vicenda, a salvare il falco quando viene ferito e a trovare il modo per sciogliere la maledizione. Il cavaliere saprà poi come far vendetta del torto che gli è stato fatto e proteggere la sua signora.



Il film è avventuroso, ricco di azione e finisce bene. Il protagonista apparente è  simpatico e costituisce un buon contrappunto ai due protagonisti effettivi, molto belli e solenni e di nobile animo e dalle assai drammatiche vicende. Navarre è un cavaliere indimenticabile, Isabeau è una perfetta e bellissima dama di nobilissimo animo e di indomito coraggio, falco e lupo recitano benissimo, i paesaggi italiani pure, il Cattivo ha una sua perfida grandezza e le numerose guardie che esistono solo per essere malmenate dai protagonisti svolgono egregiamente la loro funzione. La scena degli amanti che si ritrovano è commovente ma non troppo lunga per una giovane scolaresca. Non c'è l'ombra di una scena inadeguata al contesto scolastico e le frequenti trasformazioni dei due amanti non ne alterano mai la perfetta dignità (anche questo un tratto molto tipico della letteratura cavalleresca). 
Perfetto sia per una prima verso la fine dell'anno che per una seconda agli inizi, e anche l'insegnante lo rivede sempre volentieri.
Durata: leggermente inferiore alle due ore.