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lunedì 16 settembre 2019

Taglio del Nastro - La sganascevole e ridicolissima farsa del nuovo registro elettronico, aggiornamento

Primo giorno di scuola.
Prima ora del primo giorno di scuola dell'anno scolastico, nella prima classe che incontro.
Sulla cattedra, la fotocopia di un foglio di registro di classe, di quelli vecchi, cartacei.
"Oh, sarà per i nuovi arrivati che non hanno ancora la password" mi dico.
Sorrido. Saluto i ragazzi. Faccio l'appello. Uno dei nomi sul foglio appartiene a una ragazza che durante l'estate è emigrata verso altri lidi.
In compenso un povero ragazzino messicano, completamente ignorato dall'elenco, mi fa timidamente notare la sua esistenza in vita.
Lo aggiungo alla lista.
"Adesso proverò ad aprire il registro elettronico, così, giusto per passare il tempo".
Accendo il computer.
Mi chiede una password.
Scopro con orrore che ho dimenticato come funzionano le password delle classi.
Mi affaccio sulla porta e becco un collega che mi istruisce.
Metto la password. Il computer parte.
Avvio il registro elettronico.
Esso parte senza colpo ferire.
Il collegamento va come una scheggia - del resto ormai il comune di St. Mary Mead si è evoluto. Abbiamo la fibra, noi. Basta con queste connessioni all'acqua di rose!
Il registro elettronico mi chiede la password.
Inserisco la password.
Si apre la schermata... che mi dice "Nessun orario definito".
Faccio un sorriso a trentasette denti ai ragazzi, chiudo il registro elettronico e passo ad altro pensando in cuor mio molte cose.

Due ore dopo risbuco in Sala Insegnanti dove Matematica mi dice "Ho visto che il registro elettronico ancora non c'è. Secondo te potrei inserire il mio orario e firmare?"
"Mah, non so... dovrebbe farlo la Segreteria..."
"Nella scuola dov'ero l'anno scorso ognuno inseriva il suo orario, non lo faceva la Segreteria".
"Mah, se te la senti..." mormoro incerta.
"O pensi che rischio di far casino?"
"...non saprei..."
Matematica prova, ma non trova la griglia predisposta per inserire il suo orario.
"Forse è meglio se lascio perdere?"
"...forse sì..."

Resta aperta la domanda: Come mai, se l'orario è stato comunicato in tarda mattinata di Giovedì non è stato ancora inserito? Siamo nove classi, non è poi un procedimento così lungo.
Oppure:  perché non hanno caricato almeno l'orario vuoto onde permetterci di inserire il nostro proprio personale orario pirsonalmente di pirsona? Caricare un singolo orario di diciotto ore non è poi una fatica tale da stroncarci, per quanto i primi giorni di scuola siano un po' duri per tutti.
Ma soprattutto: se gli sta fatica inserirlo, che può anche essere ragionevole perché in questi giorni presumibilmente la Segreteria ce ne ha settecento da fare e altre settecento che aspettano scalpitando di essere fatte, perché non ci ha mandato a dire di toglierci le castagne dal fuoco da soli?
Mistero imperscrutabile, ma sarà forse il caso di chiederlo a chi di dovere per evitare l'ennesima figura di palta l'anno prossimo.

Ultimo aggiornamento: non posso inserire l'orario, in compenso ho scoperto che mi hanno sbagliato due classi su quattro.
L'anno scolastico è cominciato, evviva l'anno scolastico.

lunedì 1 settembre 2014

Taglio del nastro 2014 - ...e c'è perfino chi sostiene che gli insegnanti non fanno nulla!


Niente sveglia, un tranquillo caffè scorrendo la posta e la bacheca di Facebook, visitina alla stazione per fare l'abbonamento mensile e alle 10.20 eccomi alla scuola di St. Mary Mead pronta a dedicarmi per il consueto paio d'ore alla biblioteca. Entro in Sala Insegnanti e trovo tutti, comprese due sconosciute.
"Ah, Murasaki, allora ci sei!"
Li guardo un po' stranita "Ebbene sì, ci sono. Perché?".
"Ma ti aspettavamo per le nove".
"E perché avrei dovuto venire proprio alle nove"
"Perché l'aveva detto la Preside".
"E quando?".
"Al Collegio Docenti".
"Ma... sì?"
"Sì, alle nove" assicurano in parecchi.
"Oh... " a quanto pare sono in fallo, ma non riesco a sentirmi dispiaciuta "Sul sito però non c'era scritto. C'erano le riunioni per le elementari e le materne, ma per noi non era segnato niente. In effetti stamani speravo di trovare qualcuno per sapere se e quando..."
Niente circolare, niente avviso sul sito e nemmeno il verbale del Collegio Docenti.
"Ti abbiamo telefonato, ma non c'eri".
"Mi dispiace, probabilmente ero appena uscita. Cosa c'era da fare alle nove?".
"Niente".
"Niente?"
"Niente. Non sappiamo le classi, non sappiamo il calendario degli incontri e non possiamo nemmeno cominciare a fare l'orario non sapendo chi è assegnato a cosa. Abbiamo chiacchierato un po' tra noi".
"Ci avrebbero convocato alle nove per non fare niente?".
"Esatto. Però abbiamo la nuova insegnante di Matematica e sappiamo chi sarà l'insegnante di Inglese. Praticamente siamo al completo".
"Questo è bello".
Tutti ne convengono. 
"Ah, ci sono anche i desiderata da compilare".

Scrivo che desidero il Mercoledì come giorno libero e dieci ore con la Terza d'Ogni Scheletro Ingombra (che posso ragionevolmente presumere che mi toccherà). Poi accosto la nuova insegnante di Matematica, che sarà la mia fida collega nella Terza, e mi presento.
"Se pensi di volere qualche notizia sui ragazzi..."
"Ottima idea, ho appena finito con l'altra classe".
Ci ritiriamo in una stanza tranquilla e passo un oretta a raccontarle il più e il meno. Poi ci raggiunge la Marzapane e ci parla del nostro nuovo acquisto, che l'anno scorso è riuscito nella mirabile impresa di farsi bocciare all'esame di licenza media - insomma alla fine, e nonostante tutto, sono pure riuscita a impiegare il mio tempo in modo almeno vagamente costruttivo, nonostante l'ora e venti di ritardo.
Quando abbiamo finito torniamo in Sala Insegnanti, dove nel frattempo è arrivata la circolare col calendario da cui risulta che anche domani saremo lì (alle nove) a fare che cosa non si sa, visto che il Collegio con l'assegnazione delle classi ci sarà soltanto Giovedì.
Vabbe', mal che vada per me c'è sempre la Biblioteca, per passare il tempo.

Certo però che tutta questa frenetica attività è davvero spossante.


lunedì 2 settembre 2013

Taglio del nastro 2013 - Collegio di plesso

Carico di promesse come un set di lussuose confezioni regalo, 
l'anno scolastico si squaderna innanzi a noi 
(per le fregature c'è sempre tempo)

Il primo Collegio Docenti porta con sé una serie di piacevoli notizie.
- Riavrò entrambe le classi dell'anno scorso, ovvero la Prima d'Ogni Grazia Adorna (adesso Seconda) e la Seconda Effervescente (adesso Terza) con relativa LIM (promemoria: controllare subito l'accesso a Internet e iniziare subito a scassare le balle all'universo mondo per farlo attivare in modo stabile).
- NON avremo due giorni dedicati alla formazione sui curriculum. Sembra che più avanti un'apposita Commissione elaborerà la proposta di un apposito Qualcosa, spero nei giorni in cui avrò una grave influenza (promemoria: trovare un modo per farsela venire in quei giorni e accettare con riconoscenza qualsiasi certificato medico mi venga offerto).
- NON faremo la riunione per materie con i colleghi di Crifosso, anzi sembra che non faremo affatto riunioni per materie. Per svariati giorni staremo in sede alla Scuola Media di St. Mary Mead e penseremo a cosa fare durante l'anno a St. Mary Mead. Non sarà il massimo dell'originalità, come idea, ma è pur possibile che rivesta una qualche utilità.
- NON faccio parte della Commissione BES ( Halleluja!).
- Chi ha classi a Tempo Prolungato dovrebbe farsi venire in mente qualche idea per dei Laboratori, possibilmente da farsi nelle ore di Lettere, perché pare che i genitori inorridiscano all'idea delle loro creature sottoposte a 15 ore 15 di Lettere. Non che gli dia torto, intendiamoci, ma fino a quattro anni fa avevamo un simpatico e piuttosto ben organizzato sistema di laboratori a classi aperte (fatti non solo da Lettere) che, grazie a un'accorta opera del Nuovo Preside, è stato  abilmente smantellato, cosa che ha contribuito non poco a trasformare due sezioni su tre di Tempo Prolungato in sezioni a Tempo Normale. Recriminazioni a parte, quest'anno ho diverse ore in una classe a Tempo Prolungato, una bella LIM e la breve esperienza di un laboratorio di Storia in Terza a base di film, filmati e documentari, nonché la prof. Ghirlandai come collega di Italiano, oltre al tema del Labirinto, da infilarci dentro in qualche modo. Non dovrebbe essere difficile, in fondo per me anche il reparto di biancheria da casa di Coin è un labirinto, labirinti ne posso trovare ovunque.

Sì, certo, sul finire mezzo Collegio si è azzannato con l'altro mezzo sulla dolorosa e complessa questione del Sabato Libero. A quel punto la Nostra Preside ha fatto un bel sorriso ed è sgusciata via lasciandoci ad accapigliarci - anzi lasciandoli, perché per mia buona sorte il Sabato Libero non mi ha mai interessato, e quand'anche mi avesse interessato nessuno dei litiganti è addivenuto a qualcosa di concreto; tutti comunque si sono assai azzannati, oppure si sono dati ragione a vicenda per poi criticarsi ferocemente alle spalle.
Vabbe', era un Collegio Docenti, non una seduta di Meditazioni Edificanti.

Ah, mancano diversi insegnanti, e al Provveditorato di Firenze hanno appena avviato le nomine... per i ruoli della scuola materna.

L'Anno Scolastico è iniziato, evviva l'Anno Scolastico!

mercoledì 19 settembre 2012

Taglio del Nastro 2012 - E non sembra niente male



La mia Prima, al momento, sembra una rosa senza grosse spine - una rosa piacevolmente  vivace, per giunta. Erano ormai sei anni che non incignavo una prima e, con mia grande sorpresa, ho scoperto che la cosa mi diverte, forse perché questi non sono troppo bambini. Non si è ancora vista l'ombra di un genitore, e anche questa è una buona cosa. Sono vivaci, piuttosto curiosi e hanno fatto in lungo e in largo le regioni d'Italia, con mia grande gioia, così me le risparmierò. 
Per il momento ce ne stiamo a leggere fiabe (leggono piuttosto bene), a conversare del più e del meno e a preparare il lavoro per storia e geografia - un po' di riepilogo e di preliminari, cercando di capire cosa sanno. Sanno parecchie cose per essere una prima, mi è sembrato, e c'è perfino qualche speranza che il lavoro di italiano non si risolva in una stressante gimkana contro tonnellate di errori ortografici. Qualcuno è convinto di avere una scrittura orribile, ma onestamente ho visto di peggio (anche le maestre sembravano molto preoccupate per la loro scrittura). Qualcuno si è anche detto ammirato dalla mia pazienza e non aveva del tutto torto, ma era Sabato alla quinta ora, quando qualsiasi insegnante di prima media sa che di pazienza vi è assai d'uopo.

Ho anche una Seconda a tempo prolungato, cui faccio Storia e Geografia. E' una classe effervescente e molto ricca di interessi, di quelle che ti spolpano viva in mezz'ora e lasciano indietro solo qualche ossicino a biancheggiare al sole prima di accingersi a divorare l'insegnante dell'ora successiva. Diciamo che mostrano un vivace interesse alle materie letterarie, ecco.

In classe c'è una LIM, per quanto non collegata a Internet. Il fatto si presenta invero piuttosto misterioso: il collegamento arriva alla mia aula dell'anno scorso, dove la LIM è doverosamente in rete,  prosegue fino a metà corridoio e lì si blocca. Stiamo cercando di venire a capo della questione, ma finora il Comune si è limitato a blandirci con dolci parolette e non ha fatto un accidente per rimediare. 
Praticamente appena entrata gli ho promesso che avremmo fatto il possibile e l'impossibile per entrare in rete in tempi brevi, a costo di andare in comune con un bazooka.
Qualcuno ha suggerito che potevamo provare con le chiavette: una chiavetta costava nove euro al mese, loro erano più di venti e non sarebbe venuta una gran cifra.
"E poi vuoi mettere, rispetto a tutti quei soldi che spenderemmo per il bazooka" ha aggiunto un altro.
Credo che li amerò follemente, anche se mi lasceranno a biancheggiare al sole.

lunedì 12 settembre 2011

Taglio del Nastro 2011 - Back To the Native


Dopo due anni di esilio a Hogsmeade (uno dei quali pure volontario) St. Mary Mead si era trasformata ai miei occhi in una sorta di Terra Promessa, le cui cupole dorate scintillavano nei miei ricordi quando la sera sospiravo accanto al fuoco del bivacco, imbacuccata nel mio mantello da pellegrina.
Poi, chiaramente, uno ci ritorna e scopre che non sono proprio tutte rose e fiori. E' vero, la Cleptomane non c'è più, avendo chiesto il pensionamento anticipato dopo che il Preside in Transito ha mostrato l'assurda pretesa di vederla lavorare. Non c'è più nemmeno la Collega Urlante di Matematica - e ciò è davvero gradito, dal momento che sarebbe stata la mia collega di matematica. E non nego che entrare in un'aula a misura di essere umano, che ospita comodamente i suoi 16 alunni mi abbia assai racconfortato, e che avere sin dal primo giorno sia i registri di classe che quelli personali sia una gran comodità.
Tuttavia qualche inconveniente c'è.
Un orario demenziale, ad esempio. Passo quindici ore con la Terza... su quattro giorni, e senza nemmeno una prima ora. Ho una prima ora di Approfondimento, in compenso, che è utile quanto è utile una bicicletta per un pesce.
Si sono scusati. Mi hanno spiegato che è venuto un orario piuttosto buono per tutti tranne che per me. Ci hanno provato e riprovato in tutti i modi, ma il sistema non ne vuol sapere.
Evvabbè.
Poi c'è la LIM, la grandiosa LIM di prima classe, con collegamento a banda larga, bella, fascinosa e facile da usare, al cui confronto quella di Hogsmeade era un carretto.
E che stamani non si è accesa. O meglio, si è accesa ma non prendeva il segnale dal computer.
E naturalmente l'addetto non c'era.

Si sa, all'inizio dell'anno ci vuol pazienza.

giovedì 30 settembre 2010

Taglio del Nastro 2010 - Registro alto o registro basso?


Si sa che, per colpa dei tagli ai finanziamenti, molte scuole sono ormai a corto financo di carta igienica. Non è il caso di Hogsmeade, dove il Comune provvede generosamente elargendoci abbondanza sia di carta da fotocopie che di carta igienica - davvero utile, quest'ultima, perché presenta anche molti possibili utilizzi al di là di quelli più consueti.

L'anno scorso i registri personali sono arrivati più di un mese dopo l'inizio delle lezioni, e trovai la cosa davvero scomoda. Certo, uno "si appunta tutto sull'agenda", ma l'agenda, per sua stessa definizione, non è un registro e quindi i dati non possono essere disposti in ordine più di tanto. Ripescarli da lì fu davvero arduo, tanto più che lavoravo su nove classi*.
Fu un caso insolito, perché di solito i registri a inizio di anno ci sono, e al massimo succede di vederli arrivare con un giorno o due di ritardo - sto parlando di quelli personali, dove gli insegnanti segnano i voti, perché quelli di classe, che si tengono sulla cattedra per le lezioni, gli assenti e via dicendo li ho sempre visti in cattedra sin dal primo giorno - sempre, sempre, sempre.
Ad ogni modo, dove si verifica un caso insolito se ne possono verificare anche due; così, dopo la presa di servizio, al momento di congedarmi dalla Preside ho chiesto con un bel sorriso "I registri personali ci sono già? Magari potrei iniziare subito a compilarli, visto che domattina entro in classe".
La Preside è vistosamente cascata dalle nuvole, ma siccome non è sua abitudine lasciare una domanda senza risposta ha chiamato in Segreteria. Dove è saltato fuori che non solo dei registri personali non era stata fatta richiesta, ma che latitavano alquanto anche quelli di classe. Così a sua volta lei mi ha fatto un bel sorriso e mi ha detto che sì, sarebbero arrivati presto - questione di giorni.
Del resto è sempre questione di giorni: anche la durata dell'Impero Romano si può misurare in giorni; anche quella dell'Impero Cinese, e pure quella dell'Impero di Vega. Metti un giorno dopo l'altro, in fila, e ottieni la lunghezza di tempo necessaria.

In Sala Professori mi hanno dato qualche particolare aggiuntivo: per esempio che era cambiata la Segretaria, e che Segreteria Didattica e Segreteria Amministrativa non si parlavano più - e, soprattutto, che la spiegazione era stata "non abbiamo ordinato i registri perché nessuno ce li ha chiesti" - che sono quelle risposte davanti alle quali è difficile trovare la forza di ribattere.

E così siamo entrati in classe per il Gran Taglio del Nastro senza registro personale e senza alcun registro di classe sulla cattedra - e chi non c'è passato non può immaginare che senso di vuoto possa dare la mancanza di un registro di classe - nemmeno la possibilità di fare l'appello se la classe è nuova (beh, magari tutti gli altri se ne sono fregati. Io, lo ammetto senza remore, l'ho trovato frustrante al massimo grado).

A metà mattinata comunque sono arrivati dei registri alternativi: constavano di un elenco di alunni della classe su foglio A4 spillato su un foglio a quadretti protocollo. Da qualche parte mi pare ci fosse pure un timbro della scuola. Il foglio protocollo era di quel pallido colore grigiastro tipico della carta riciclata - nobilissima istituzione, la carta riciclata, soprattutto quando non viene sbiancata troppo (la sbiancatura della carta è procedimento assai tossico, come ognun sa); ma quel foglio protocollo vagamente grigiolino era così deprimente che... vabbe', certo se fosse stato bianco non cambiava nulla: la situazione era deprimente e tale sarebbe restata, anche davanti a un foglio protocollo a quadretti di un bianco abbagliante.
Durante l'intervallo ho preso un righello, diviso per colonne il foglio, annotato le date, gli assenti, i libri di Lettere da portare per il giorno dopo...

Quel registro in carta igienica riciclata, per dieci giorni, è stato il nostro Registro di Classe.
Nel frattempo abbiamo avuto il primo Collegio dei Docenti dove la Preside ci ha spiegato con dovizia di dettagli e di argomenti l'importanza di tenere sempre i registri personali in ordine e ben aggiornati, elargendoci anche gran copia di consigli in materia.

A modo suo è anche una brava donna, e comunque in materia di Presidi ho visto di peggio. Però, secondo me, le manca il senso del ridicolo.
Manca spesso ai Presidi, ho notato.

*grazie alla brillante trovata della Maristella sull'Approfondimento, per la quale la ricorderò nelle mie preghiere ora e per sempre amen.

martedì 15 settembre 2009

Taglio del Nastro 2009 - Anno nuovo, scuola nuova.


Taglio del nastro al chiar di luna, con sveglia alle sei per prendere il treno della prima ora.
Nuovo treno, nuova scuola e nuove classi: il primo round sarà con la mia futura classe, ma dopo mi aspettano due di questi misteriori Approfondimenti sui quali, dopo avermi fumosamente introdotto fumosi progetti, nessuno ha più dato spiegazioni di sorta; né io ne chiederò ad alcuno, dopo aver dichiarato in lungo e in largo ai colleghi di Lettere la mia più totale disponibilità a fare qualsiasi cosa su loro richiesta, incluso dare il cencio per terra.
Il primo giorno di scuola metto sempre il vestito buono - stavolta un rutilante abito di seta con fantasia e colori vagamente ispirati alle ruote di pavone completato da giacca di seta cangiante.
Certamente qui non sono l'unica, e certamente questa non è una scuola dove la sciatteria degli insegnanti trasmette ai ragazzi messaggi di disinteresse e menefreghismo: stanno tutti tirati a quattro spilli, scintillanti e firmati da capo a pié. Non è inconsueto, nelle scuole di provincia.
Niente registri, e il boccone di tre classi nuove in un sol giorno mi ha spinto a interrompere la consueta routine che mi porta a entrare in classe senza borsa ma con libri e registri in una splendida (e un po' logora) tracolla decorata con un bel gatto. Stamani non ho libri, non ho registri... mi limito a portare le fotocopie del discorso di Obama agli studenti in una custodia azzurra.
"Si sa niente dei registri?" si informa qualcuno.
"Quelli di classe sono arrivati. Gli altri saranno ordinati in giornata".
Ci dichiariamo tutti commossi per avere almeno di che firmare e segnare le assenze.
Una decana avvicina il nostro gruppo degli incarichi annuali "Siete emozionate all'idea di incontrare i ragazzi?" ci chiede. Non è una domanda ironica.
Sì, rispondo in assoluta sincerità. Preferisco sorvolare sul fatto che la mia emozione dominante è la paura - ma apprezzo di sentire tradurre in parole quel che serpeggia nella Sala Professori.
E' una bella sala, larga e spaziosa, con molta luce. Vorrei soltanto che la bacheca non avesse una foto in primo piano di Brunetta (che, insomma, comunque abbia fatto carriera, non l'ha fatta con la bellezza o il fascino personale) e la scritta "Lui ti sorveglia!".
Passa la Preside, anche lei infiocchettata, a salutarci. La arpiono per una questione di fotocopie. Mi promette che avrò tutte le fotocopie che mi servono, e ciò mi racconforta molto (sono sempre affamatissima di fotocopie).

La prima ora se ne va in convenevoli con la mia classe principale - una classe invero piuttosto effervescente dove sarà opportuno rivedere al più presto la disposizione dei posti. Gli chiedo di consegnarmi i compiti delle vacanze. Mi guardano con dolorosa sorpresa: ma li vuole proprio?
Lascio scivolare con garbo che sono tendenzialmente contraria ai compiti delle vacanze, ma naturalmente laddove siano stati dati vanno corretti, se no che senso ha farli? E poi così vedrò come lavorano...
Arriva qualche libretto, con qualche vaga scusa "Sa, non ho fatto proprio tutto...". Prometto garbatamente di sorvolare.
La seconda ora scivola serenamente con una terza deliziosa che assai malvolentieri consegno alla sua legittima insegnante di Lettere. Il discorso di Obama ci ha tenuto buona compagnia, insieme a qualche excursus sulla conquista dei diritti dei neri negli USA.
Il discorso di Obama è bello e si presta bene a farsi leggere in classe, ma due volte in una mattina mi sembra troppo. Così esorto i ragazzi di prima (un po' frastornati dopo l'emozionante debutto) a tirare fuori carta e penna, chiudere gli occhi lasciando andare i pensieri e scrivermi il primo ricordo che gli viene in mente. Tutto andrebbe bene se non entrassero prima la custode con una circolare e poi la Preside a salutare la classe.
Diciamo che non ne viene fuori quell'esercizio rilassante e un po' catartico che avevo inteso farne, comunque i ricordi arrivano. Mi sdilinquisco davanti al foglio del ragazzo marocchino, che ha una quadrettatura particolarissima (provo a informarmi dove l'ha comprato ma, ahimé, l'ha proprio comprato in Marocco). Peccato che il caro ragazzo quella quadrettatura particolare la riempia con una scrittura microscopica, ma pazienza.
Scoprirò poi a casa che metà classe parla di scuadre, scuali e perfino di squola.
Credo che il prossimo approfondimento con loro sarà sul c/q. Non è un intervento invasivo, e alla titolare può solo far comodo.

venerdì 12 settembre 2008

Taglio del Nastro 2008 - Sono il coordinatore e porto corona






Comunque non c'è motivo di non prendere quel che di buono passa il convento, e dunque sono il Coordinatore e porto corona. E stamani ho fatto il mio trionfale ingresso in classe.
Beh, trionfale... si sono alzati in piedi e mi hanno salutato.
"Si aspettava un'accoglienza migliore, professoressa? ha chiesto uno.
"Ma no, mi basta vedermi risparmiate le uova" ho tubato in risposta.
Il nuovo arrivato, un Ripetente piuttosto spaesato che ripete perché è stato deciso, in accordo con la famiglia "di non mandarlo alle superiori sennò lo sbranano" segue la scena un po' stranito.
Mi sono informata se l'estate era passata bene (bastava guardarli: l'hanno passata mooolto bene) e loro si sono informati su come l'avevo passata io.
Ho chiesto se c'erano domande, e ho passato la prima ora a spiegargli che fine avevano fatto i vari colleghi, come funzionava l'esame di terza e, all'incirca, come non sapessi ancora come sarebbe funzionata la faccenda dei voti. Ho comunque assicurato che, al momento di correggere la prima prova, un'ispirazione me la sarei fatta venire in qualche modo.
La Vera Grande Domanda sull'esame di terza, da sempre, è "se facciamo scena muta al colloquio ci segate?".
Ho risposto che anche se l'orale avesse fatto pena, tutt'al più avremmo abbassato la valutazione, ma chi aveva lavorato nei tre anni sarebbe comunque passato, precisando poi che non avevo mai avuto notizia di qualcuno che avesse davvero fatto scena muta all'orale, perché anche nei casi di panico più nero l'istinto di sopravvivenza interveniva in soccorso. Ho aggiunto che, caso mai, il problema era esserci ammessi, all'esame, guardando fisso e senza infingimenti verso il banco dei del Teppista e del Santerellino, che hanno abbassato lo sguardo pudicamente.
Poi ho fatto una piccola ristrutturazione dei posti, separando il Teppista e Santarellino, che da sempre si amano follemente e approfittano della minima possibilità per stare insieme, e che da sempre vengono divisi implacabilmente perché, quando sono accanto di banco, smettono completamente di seguire qualsiasi cosa avvenga in classe. Per lo stesso motivo ho separato le Tre Grazie e ridistribuito i gruppi, avendo cura di piazzare in un banco a tre lo sperduto Nuovo Arrivato - che a quel che mi hanno detto resterà sperduto sempre e comunque, ma visto che quella è una classe accogliente tanto vale provare a innestare qualche meccanica di avvicinamento.
NON ho separato un'altra coppia di fanciulle che pure loro si amano alla follia, ma che in qualche modo la lezione riescono a seguirla anche quando sono vicine. Almeno, l'anno scorso ci riuscivano, poi vedremo.
La Cerbiatta (la bella della classe, dalle lunghissime gambe e dagli occhi languidi) esibiva per la prima volta una maglietta un po' corta, che rivelava qualche centimetro di epidermide quando si muoveva. Invece quello che secondo me è il Bello della classe (ovvero il Teppista) ha adottato un taglio di capelli che lo imbruttisce in modo singolare. Ho evitato con cura di commentare sia l'una cosa che l'altra, ma spero che il Bello cambi al più presto parrucchiere.

Gli ho anticipato che quest'anno il programma sarebbe stato lugubre, lugubre e ancora lugubre: crisi energetica, emergenze ambientali, guerre mondiali, disparità economiche nel mondo, carestie, bombe atomiche, lavoro minorile... Anche la narrativa sarebbe stata lugubre. Anche i film che avrebbero visto. Anche a scienze...
"No, a scienze c'è la riproduzione" è intervenuta una ragazza.
Sì, ho ammesso a malincuore, la riproduzione non sarebbe stata lugubre. Se la tenessero stretta, perché era un argomento isolato. Anche il programma di matematica non sarebbe stato particolarmente lugubre.
Loro, comunque, sembravano piuttosto allegri nonostante le mie funebri anticipazioni. E del resto, un programma come quello di terza media si può sopportare solo con l'aiuto dell'inestinguibile vitalità dei tredici anni.