Il mio blog preferito

sabato 30 marzo 2024

Auguri e uova per tutti


Felice Pasqua e Pasquetta a tutti quanti.
Possano le vostre uova essere del miglior cioccolato, e consolarvi almeno un po' del tempo lupesco che ci affligge.
Consoliamoci pensando che la pioggia fa bene ai fiori e promette ottima frutta per i mesi a venire.

domenica 17 marzo 2024

La sezione degli Ottoni

Ed ecco a voi Ottone III di Sassonia in tutta la sua gloria
Un tempo per me questa immagine era una pallida larva grigiolina: il manuale di storia medievale di Giorgio Cracco infatti si segnalava per accuratezza e abbondanza di dettagli, ma aveva pochissime immagini, tutte rigorosamente in bianco e nero (o meglio in grigio-su-grigio). Questione di soldi, immagino.
Ottone III era un personaggio che mi rimase molto impresso sin da allora: un giovane di grande cultura che prometteva grandi cose e che aveva perfino avviato una renovatio imperi che rimase però ferma dov'era perché il poverino morì a soli 22 anni.
Mi ha fatto piacere ritrovarlo nel manuale di storia adottato nella sezione dove quest'anno faccio la prima: di solito della casa di Sassonia si parla molto poco e quel poco riguarda solo Ottone I, quello che sconfisse gli ungari nella battaglia di Lechfeld e fondò un impero destinato ad accompagnarci fino alla fine della prima guerra mondiale.
E invece eccolo lì, il mio caro Ottone III, e stavolta sfolgorava di colori!
"Molto bene" ho detto "Questa è la posa tipica in cui vedrete gli imperatori per un bel po' di capitoli. Tanto vale analizzarla subito, visto che il manuale ce lo permette" e infatti la scintillante figura era circondata da grossi rettangoli di testo che spiegavano un sacco di cose, anche più del necessario.Voglio dire, è vero che le prime corone erano ghirlande di foglie, ma nel X secolo siamo abbastanza oltre quella fase. Ma insomma l'ho data da studiare ai primini e la volta dopo li ho interrogati.
Ed ecco che il primo alunno che chiamo esordisce dicendo "In questa immagine è rappresentato Ottone II sul trono...".
"Ottone II?" chiedo perplessa. E sì, nella didascalia dice proprio Ottone II.
Che caspita hanno combinato in quel manuale? O tempora, o mores, o indicibile cialtroneria degli editori...
Così vado in rete a cercare lumi, e trovo che sì, esiste anche un Ottone II in una immagine molto, molto simile a quella che ricordavo, e il libro ha ragione.
Faccio vedere entrambe le immagini sulla LIM, affiancate, e meno di un minuto dopo siam tutti lì che giochiamo a Trova le differenze.
"Ci sono i colori invertiti tra manto e drappo sullo sfondo".
"Rosso e verde. C'è qualche significato nel rosso e nel verde?".
"Penso proprio di sì, quando raffiguri un imperatore tutto ha un qualche significato".
"La posizione della mano è diversa".
"Ottone II ha intorno quattro ragazze, Ottone III quattro uomini".
"Due uomini di chiesa e due di spada". Non mi dispiacerebbe sapere chi sono e cosa ci fanno lì. Per quanto riguarda le quattro ragazze, il libro ci informa che rappresentano i quattro regni (o forse sarebbe meglio dire "le quattro regne"?) che formano l'impero: Germania, Gallia, Italia e Illiria.
"La capanna è piuttosto simile, invece".
"Ehm, credo che quel tipo di edifici all'aperto si chiamino edicole".
"Sembra piuttosto un gazebo".
"Lo escludo. Non c'erano gazebo, nel X secolo". O forse sì, ma li chiamavano con un altro nome.
"La passamaneria della veste di Ottone III ci ha le gemme, e non ha le stelline dorate"
"Cambia anche il colore del cuscino".
Cerca che ti cerca, scopro che invece le immagini di Ottone I a colori scarseggiano, però, volendo, ci sarebbe questa:
Non c'è il gazebo, ma in effetti non si vede se è all'aperto o al chiuso.
"Bene, ragazzi, tenete conto che a partire da questo momento e per molti, molti capitoli, gli imperatori li vedrete sempre raffigurati in questo modo, seduti in trono con lo scettro nella sinistra e una palla con la croce nella destra. Di solito però la faccia e la posizione cambiano, al contrario di quel che succede qui".
"E il vestito?".
"Di solito cambia anche il vestito" assicuro.
"Qui davvero non si sono sprecati".
"Però, certo, un po' di fantasia non avrebbe guastato".
"In effetti" convengo "siamo d'accordo che sono padre e figlio, va bene che la corona era la stessa, però tenere lo stesso drappeggio mi sembra eccessivo".
Fin quando Crucigero non trova la spiegazione: "Evidentemente nel medioevo c'era già il copia&incolla".
In effetti è difficile trovare un'altra spiegazione.
Eppure tutti continuano a pensare al medioevo come a un periodo buio e senza tecnologia, vai a capire perché.

giovedì 7 marzo 2024

Un imprevisto Comune (ovvero Quando gli Amici Diventano Nemici)

Il comune di St. Mary Mead sta esercitandosi con l'incantesimo di sparizione, a quel che sembra, e qua spariscono le aule da un giorno all'altro. 
Qualche giorno fa, tranquilli e fiduciosi, siamo andati con le tre Seconde al Comune di St. Mary Mead (che come tutti i comuni è responsabile della manutenzione degli edifici delle scuole dell'infanzia, elementari e medie presenti nel suo territorio) per incontrarci con un magistrato di alto rango adesso in pensione, che per due ore circa ci ha intrattenuto sull'importanza della nostra Costituzione e sulle Costituzioni in generale, rispondendo anche alle domande che i ragazzi gli hanno fatto sul suo lavoro e, ovviamente, sulla Costituzione italiana.
Sindaca e assessora dell'istruzione han fatto un breve discorsetto introduttivo spiegando come è importante che le istituzioni si incontrino e incontrino i fanciulli in fiore per parlargli delle istituzioni e soprattutto della Costituzione, e in verità sembravano piuttosto soddisfatte di tale incontro e si sono rivolti a noi con grande cortesia.
Però, gente mia, se non volevate fare l'incontro bastava dirlo, l'avremmo organizzato a scuola. Anche a noi fa piacere incontrare le istituzioni del territorio, ma se avete altro da fare potevate anche rifiutare accampando un  qualsivoglia pretesto. Non era necessario subire per poi vendicarsi come avete fatto.

La mattina dopo l'apparentemente felice incontro incrocio di nuovo l'assessora, venuta in visita alla scuola perché... non so il perché, magari se glielo chiedevo qualcosa si inventava.
Due ore dopo sono arrivati dei Tecnici dal Comune per Controlli Non Meglio Definiti. Ingenui e sprovveduti come siamo, li abbiamo accolti con bel garbo né il nostro cuore ha nutrito alcun sospetto nei loro confronti.
La mattina dopo però la scuola era in gran tumulto: infatti i Tecnici avevano stabilito che c'erano gravi falle e lacune nella sicurezza di un gruppo di aule in colonna, che hanno prontamente chiuso perché ivi andavano fatti lavori inderogabilmente improcrastinabili onde metterle tosto in sicurezza. Ai primi di Marzo.
Il problema è che alla media di St. Mary Mead, come in tutte le scuole del mondo, le aule durante l'anno scolastico ci servono. Molto banalmente, ci teniamo dentro vari gruppi di alunni e ci ingegniamo di impartirgli lezioni di vario tipo e materia.
Capita, in una scuola. Strano ma vero, però capita.

A quanto sembra dunque i Grandiosi Lavori fatti nel secondo anno di pandemia allo scopo di dotare la nostra scuoletta di un magnifico cappotto antisismico, in un gran rutilare di trapanature e smartellamenti (senza contare i corridoi allagati e l'acqua che ruscellava sulle pareti ogni volta che il cielo ci elargiva una pioggia appena un po' sostenuta), erano stati eseguiti in  maniera non del tutto ottimale; altrimenti non si spiega come mai un edificio che, per carità, non si è mai distinto per soverchia bellezza ma alla fine svolgeva piuttosto onorevolmente la sua funzione si sia rivelato all'improvviso così fallace e pericolante.
Da un giorno all'altro tre aule, il laboratorio di musica e pure l'aula di sostegno si sono trovati impossibilitati a svolgere il loro compito; e siccome tenere i ragazzi all'aperto non ci sembrava cosa, ad ogni ora torme di scolari vagano per la scuola infrattandosi nelle aule rimaste libere, secondo un piano improvvisato sul momento; e la prima domanda che numerosi colleghi si pongono ogni mattina è "Dove devo andare, e quando, ma soprattutto quale parte della  mia attrezzatura devo portarmi dietro?". 
Il problema è stato particolarmente acuto per gli insegnanti di Sostegno, che fino a qualche giorno fa disponevano di una enorme aula attrezzata con le più strane carabattole*, e che in mancanza di meglio han trasbordato parte delle carabattole in questione nell'Aula Magna; e siccome anche gli altri insegnanti hanno adottato lo stesso espediente, l'Aula Magna si è trasformata in una sorta di capannone di quelli usati per raccogliere di tutto accatastandolo senza criterio.
Anche le aule che al momento non sono state toccate dai lavori soffrono dello stesso problema, perché le ore vuote in cui l'insegnante se ne stava tranquillo a organizzarsi in  pace la sua programmazione sono adesso invase dai colleghi che si sono visti deprivati della loro aula. E dunque per lo più migrano, o meglio migravano, nella Sala Professori. Dove...

I lavori al momento non toccano la mia aula e questo, oltre ad essere una gran fortuna per la scuola tutta perché lasciata a me stessa so che vagherei nel più inconcludente dei modi settimana dopo settimana, in barba a tutti gli schemi e le tabelle orarie di questo mondo, per quanto accurate possano essere. 
In cuor mio mi sento molto fortunata a sapere ancora senza incerezze dove devo andare a far lezione. 
E tuttavia...

E tuttavia questa settimana il Comune, non parendogli di aver fatto abbastanza per destabilizzarci, ha avuto una nuova e ancor più brillante idea,  decidendo di porre rimedio a un piccolo inconveniente che da circa due anni provocava varie gore di umidità in Sala Insegnanti; per rimediare a cotale inconveniente, che per due anni non sembrava aver scosso nessuno laggiù al Comune, è stato dunque ritenuto indispensabile e improcrastinabile ricorrere a nuovi lavori di smuramento. Non era davvero possibile aspettare Luglio, quando la scuola sarebbe stata vuota. Proprio no, tesssoro.
La Sala Insegnanti è, o per meglio dire era una stanza grande e con un certo confort domestico dato da un forno a microonde, una macchinetta da caffè, grandi tavoli, due scrivanie, due armadietti, una grossa scaffalatura a vetri, due scaffalature aperte, una cassettiera e tanta e tanta altra roba che eravamo abituati a dare per scontata, compresa una quantità sbalorditiva di piante e piantine assai rigogliose che le nostre solerti custodi trattano come figlie spostandole ora al sole, ora all'ombra oppure all'aperto, a seconda di come richiesto dalle varie condizioni metereologiche.
Adesso quel gradevole e accogliente locale è pure quello una malinconica collezione di roba ammucchiata malamente per far posto agli operai, che sono arrivati, portandosi al seguito secchi di vernice e materiali vari e un bel paio di pontili, che hanno montato...
...per poi smontarli un'ora dopo borbottando qualcosa di vago sul fatto che, probabilmente, a Pasqua.
Nessuno ha fatto domande perché tutti temiamo assai di ricevere risposte, ma tutti abbiamo pensato la stessa cosa, e cioè che le vacanze scolastiche di Pasqua contano solo tre giorni in più del normale ponte di Pasqua - in cui si suppone che anche gli operai festeggeranno in famiglia, e dunque il tempo a disposizione con la scuola chiusa si riduce a tre giorni...
...o meglio si sarebbe ridotto a tre giorni. Ma tutto ciò non conta più perché stamani i pontili sono ricomparsi e stavolta sono stati anche usati, e mezzo soffitto della stanza è ormai atterrato in falde sul pavimento. Le piantine, vivaddio, sono state messe in salvo. Almeno loro, poverine.
Messi alle strette, gli operai hanno detto che "dovrebbero terminare tutto entro Giugno", e non è una risposta che ci abbia molto confortato.
Non paghi di ciò, alcuni degli operai han deciso di dare alcuni ritocchi anche all'ingresso, dove la Mostra del Libro (che però tende ad essere ormai la Mostra del Libro Impolverato) brilla nella sua bella evidenza su sei grossi tavoli. Fortuna che i ragazzi non si formalizzano, e sfortuna che io, che sorveglio la Mostra come un falco, mi formalizzi invece, e parecchio.

"La situazione si sta evolvendo, in modo necessariamente favorevole alle nostre truppe" ho spiegato entrando in Seconda. E visto che mi guardavano con aria molto stupita non sapendo niente della resa del Giappone alla fine della Seconda Guerra Mondiale (non siamo ancora arrivati nemmeno alla guerra dei Trent'Anni) gli ho raccontato tutta la storia del discorso dell'imperatore via radio ai suoi sudditi, cominciando col lancio delle due bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki fino alla raccomandazione dell'imperatore a trattare in modo amichevole i nemici collaborando con loro. L'ho sempre trovata una storia molto bella e istruttiva, anche perché si chiude con quello che, considerando le possibili alternative, è a tutti gli effetti un lieto fine. Raccontandola mi sono rasserenata e i ragazzi hanno ascoltato con curiosità e interesse perché per loro era tutta roba nuova. 
E pazienza per i calcinacci in Sala Insegnanti, dopotutto a questo mondo c'è ben di peggio.

* dal momento che ogni alunno sostenuto funziona a modo suo, e dunque necessita di sue specifiche carabattole necessarie per sostenerlo 

domenica 3 marzo 2024

Two monster is better than one (maybe)

L'immagine del poster della mostra del libro di St. Mary Mead di quest'anno.
Ufficialmente la Mostra del Libro ogni anno segue una routine ormai ben consolidata e organizzarla è cosa rapida e semplice - o almeno così ho scritto, forse in preda ai fumi dell'alcool, nel progetto di quest'anno, per indicare che non chiedevo la retribuzione per le ore dell'organizzazione.
Nella realtà però salta sempre fuori qualche intralcio all'ultimo momento (tranne nel 2020, dove in effetti tutto filò liscio, salvo che poi la mostra non si fece perché le scuole stavano chiudendo. Ma questi son dettagli).
Quest'anno scodellare i poster è stato invero assai complicato perché avevo deciso di provare con una nuova tipografia - che in effetti ha fatto un lavoro eccellente.
Avuti i poster sono andata prima di tutto a consegnarne come sempre uno alle scuole elementari. Lì mi faccio fare anche un po' di stampe in formato A3 da appendere nelle aule con l'unica fotocopiatrice a colori del Comprensivo - veramente ne è stata promessa una anche a noi, da più di un anno, ma non se n'è vista ancora traccia.
Consegno il poster a Maestra Tina che come sempre mi fa i complimenti per lo squisito gusto con cui è stata scelta l'immagine, ci consultiamo con i custodi (che come sempre mi fanno i complimenti per lo squisito gusto eccetera) per decidere dove appenderlo; in Segreteria, dopo avermi fatto come sempre  i complimenti per lo squisito gusto eccetera, mi producono le fotocopie a colori- Infine incrocio il Preside che si congratula con me per lo squisito gusto eccetera e io, dopo aver risposto con il mio tono più modesto ai complimenti di tutti, munita di una gran coda da pavone a ruota fissa nonostante tutte le mie pretese di modestia e minimalismo, vado verso le classi quarte e quinte per consegnare anche a loro i miniposter da mettere in classe. E' infatti consuetudine che, in nome della continuità, le classi quarte e quinte vengano in visita di cortesia al grande evento: i bambini pascolano assai, squittiscono molto e di solito prenotano gran copia di libri che solleticano la loro curiosità, e tutto ciò mi rallieta assai, non soltanto perché fa lievitare l'incasso ma soprattutto perché vedere gruppi di fanciulletti che pascolano gioiosi tra i libri mi piace assai, così come mi piace vedere un gatto che si crogiola al sole o un gruppo di farfalle intorno a un cespuglio in fiore che impollinano furiosamente: sono begli spettacoli di benessere che rallietano il cuore.
Le insegnanti mi accolgono di buon grado, mi fanno appendere il miniposter e promettono visite. MA mentre mi avvio soddisfatta verso l'uscita incrocio una maestra con l'aria assai rimproverosa.
Dunque facciamo la Mostra del Libro?
Ebbene sì, facciamo la Mostra del Libro, ammetto perplessa. Non è una gran novità: salvo negli anni della pandemia abbiamo sempre fatto la Mostra del Libro, ormai da tempo immemorabile*.
Ma lei è la responsabile delle biblioteche dell'Istituto e non lo sapeva.
Mi astengo dal dire che non è una cosa necessariamente collegata alle biblioteche dell'Istituto** e aspetto di capire dove vuole andare a parare.
"Volevamo farne una anche noi" mi spiega sempre più rimproverosa.
"Ottima idea, qui a St. Mary Mead non c'è una libreria e per i ragazzi è bene avere due possibilità..."
"Se ce lo dicevi subito ci organizzavamo per farla nello stesso momento".
Tiro un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo e spiego "Ma no, è molto meglio farle separate, tutto insieme si rischia di cannibalizzare l'utenza..."
"Ma se comprano i libri da voi non li comprano dopo alla nostra Mostra!".
"Al contrario, se fate la mostra a Maggio avranno già letto i libri acquistati ora e saranno pronti a comprarne altri, anzi potrete dargli dei consigli per le vacanze..."
Specie se sono rimasti soddisfatti da quel che hanno scelto, aggiungo in cuor mio. Ma se han scelto tra un buon numero di possibilità, è probabile che siano riusciti a contentarsi, e non è che i genitori di St. Mary Mead siano particolarmente taccagni sotto questo aspetto. 
Tra l'altro, stando a quel che ci dicono le indagini di mercato, in Italia ai bambini piace leggere. E' durante l'adolescenza che li perdiamo.
E' evidente però che il mio ragionamento non la convince; ancora più evidente è che è soprattutto offesa per il mio atto di lesa maestà. Che poi, ripensandoci, se io non le ho detto che avevamo intenzione di fare la Mostra del Libro per metterci d'accordo sulla data, nemmeno lei ne ha parlato a noi. E siamo ormai a Marzo.
E ripensandoci vieppiù, qualche anno fa fu fatta una doppia Mostra del Libro, loro a Dicembre, noi a Marzo, e nessuno ci trovò niente di strano ma ognuno se la fece per conto suo. Che mi sembra pure giusto perché elementari e medie hanno gusti completamente diversi.
"Quindi non siamo obbligati a venire in visita" conclude la Maestra Rancorosa.
"Naturalmente nessuno è obbligato a fare proprio niente" confermo, vagamente esasperata. 
In effetti l'idea di portare le elementari in gita turistica alla Mostra del Libro delle medie era venuta a Maestra Tina qualche anno fa, quando passò da noi per puro caso e apprezzò la squadernata di libri che c'erano. Nei primi anni non era venuto in mente a nessuno di farlo.

Ho ripreso i miei manifesti mignon a colori e sono tornata alla scuola media immersa nelle più varie riflessioni ma con un fondo di depressione in cuore. 
La gente è complicata, e le maestre del nostro Comprensivo lo sono in modo tutto particolare: sempre pronte a offendersi per le cose più strane, ma anche piuttosto miopi secondo me.
E, sempre secondo me, non hanno un rapporto molto buono con i libri. La Maestra Rancorosa, per lo meno.

* a scuola il tempo immemorabile va intorno ai dieci anni, dopo si passa direttamente alle ere geologiche.
** e nemmeno sapevo che c'era una responsabile delle biblioteche di istituto. Anche perché ohni tanto la tolgono, e se la rimettono dovrebbero almeno segnalarci che c'è.