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giovedì 10 ottobre 2019

Brexit Poll (nessuno si preoccupa mai di noi poveri insegnanti)

Ho pescato questa graziosa vignetta dal web circa due anni fa

Credendo di farmi un favore e non confidando troppo nella mia ritrovata forma fisica, la Preside Reggente ha deciso anche quest'anno di darmi un'orario ridotto: otto ore di Potenziamento da dedicare alla Biblioteca, quattro Geografie e una Storia, così se sparisco di nuovo non rischio di fare troppi danni e se invece starò bene nelle sue benevoli intenzioni godrò di un anno più riposante del solito, senza coordinamenti e senza una classe o due dove gestire materie così complesse e impegnative come Italiano, Storia e Geografia.
Le intenzioni erano buone, non lo metto in dubbio, ma...

All'inizio dell'anno mi sono così ritrovata quattro classi con Geografia, e due sono Seconde. E in Seconda, si sa, si fa l'Europa politica con particolare riguardo all'Unione Europea. E si dà il caso che l'Unione Europea da qualche anno stia passando un periodo piuttosto travagliato. Sì, ormai da qualche anno invero essa lo sta passando.
Finora Greta e un ripasso veloce dell'Europa fisica mi avevano salvato, ma alfine è arrivata la domanda tanto temuta, e non è arrivata solo dalle seconde.
Prof, ma l'Inghilterra è dentro o fuori dall'Unione Europea?
(Ah, saperlo, saperlo...)

La domanda è stata posta in vari modi e ha avuto varie risposte, con grande arrampicamento sugli specchi da parte mia, che anzi devo decidermi a comprare delle nuove ventose perché quelle che avevo si stanno ormai logorando.
Prof, è vero che la Gran Bretagna ha lasciato l'Europa?
Per nostra grande fortuna la Gran Bretagna non può lasciare l'Europa, sarebbe un vero cataclisma se lo facesse!
Risate e commenti sulla deriva dei continenti.
E immaginate cosa succederebbe se decidesse di andarsene l'Austria, con tutte le sue montagne al seguito!
Tuttavia più di tanto non si può tergiversare.
Invece è vero che da più di tre anni il Regno Unito sta cercando disperatamente di uscire dall'Unione Europea e nello stesso tempo di non uscirne.
Sguardi comprensibilmente perplessi. Ebbene sì, ragazzi, la verità è questa e io non posso cambiarla per far piacere a voi. D'altra parte non sono stata io a entrare in argomento.
Segue un vago racconto: c'è stato un referendum consultivo, poi hanno cominciato a trattare, e trattano e trattano... E c'è il problema dell'Irlanda del Nord...
Ne approfitto per spiegargli la complessa questione del Regno Unito, che è sempre spinosa quando arriva il momento: ci sono quattro regni su due isole, ognuna con la sua capitale e la capitale del Regno Unito nel suo complesso è Londra, che è anche la capitale dell'Inghilterra; in compenso anche l'isola Irlanda è divisa in due con due capitali. Ci sono sempre dei problemi quando arrivo a interrogare sul Regno Unito, figurarsi in queste classi dove tutti sono convinti che il nome della penisola italica sia Italia e confondono la Spagna con la penisola iberica.
Stasera comunque mi sono messa una mano sulla coscienza e mi sono fatta un ripassino generale della questione Brexit, che è parecchio incasinata. Chiaro che non posso spiegargliela nei dettagli o mi lanciano i pomodori e i torsoli di cavolo; ma qualcosa andrà pur spiegato, in particolare alle seconde, ora che lo spettro della Rivoluzione Inglese con tanto di regal decapitazione è stato evocato più volte quando Boris Johnson the Fox ha deciso di chiudere il parlamento per aggirare la legge che impedisce l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea senza apposito trattato. C'è il no-deal, c'è il backstop, c'è la grandissima troia della loro mamma... no, questa in classe non posso dirla, devo trovare una forbita metafora. Difficile trovarne però per un modo di dire dialettale e difficilissimo da tradurre.
In compenso la Povna mi ha suggerito una sintesi eccellente, e anche quella risale a poco dopo il referendum, come spiega nei commenti:

Come ho già scritto, la sola idea della Brexit mi spezza il cuore. Mai però avrei immaginato che da tal folle pensata della perfida Albione sarebbero derivate tante e sì varie complicanze, o che la Brexit avrebbe reso più difficoltoso il mio lavoro. Ma così va il mondo, e tutti questi politici persi nei loro demenziali giochetti di potere non pensano mai alla gente comune e ai loro problemi, è proprio vero. 
Mai nessuno per esempio che si preoccupi delle difficoltà che quotidianamente incontrano gli insegnanti quando devono, non dico giustificare o spiegare, ma semplicemente esporre certe questioni ai loro poveri alunni tenerelli e tredicenni, ancora inesperti del viver del mondo e che ti guardano con gli occhi radianti di innocenza. E tu devi pur dargli una risposta.
Invero, questo è un mondo crudele.

martedì 5 luglio 2016

Malvagia Inghilterra (tu perdi la guerra?)

La pagina Facebook di Feudalesimo e Libertà offre come sempre un commentario politico assai valido

Sono passati dodici giorni da quando il popolo del Regno Unito ha risposto "Volentieri, grazie" alla domanda "Volete voi levarvi di culo dall'Unione Europea?" e non mi sono ancora riavuta.
Il fatto che non si siano riavuti nemmeno gli altri, compresi i sudditi di Sua Maestà Elisabetta II, non mi è di alcun conforto.
Di tendenza, quando la gente è contenta finisco per essere contenta anch'io. Un popolo in festa e dei politici che annegano nello champagne al grido di "Finalmente fuori!" mi sarebbe stato di conforto e avrebbe almeno in parte aiutato a lenire l'orrendo trauma di svegliarmi in una Unione Europea di cui il Regno Unito non fa più parte. 
Che, più che un trauma, per me è una tragedia.
I miei scrittori preferiti sono inglesi, buona parte dei miei musicisti preferiti sono inglesi, la mia casa ideale è un cottage inglese e quasi tutti i miei film e telefilm preferiti sono inglesi. Anche i miei draghi preferiti, ora che ci penso.
Gli inglesi hanno inventato la costituzione e la democrazia occidentale* e  tutte le contraddizioni relative. 
Inutile che mi vengano a spiegare che nell'Unione Europea il Regno Unito se l'è sempre tirata in maniera ignobile, e che è stato più di impiccio che altro eccetera perché, sia vero o meno (e non è poi così vero) non me ne frega niente. Sono una storica, o almeno ho delle pretese del tutto autoreferenziali in tal senso** e per me la Perfida Albione è Europa, punto e basta. Anche quando gniaula che da loro ci sono troppi immigrati, quasi che non avesse nessunissima responsabilità dei pasticci mediorientali, delle guerre in Africa e dei terroristi arroccati in Iraq e in Pakistan (e vogliamo parlare del Bangladesh? No, non vogliamo parlarne. Neanche di striscio).

Insomma, io soffro orribilmente, ma potrei guardare con occhio comprensivo i festeggiamenti altrui. Ma qua non festeggia quasi nessuno.
Non le borse, che sono andate a picco - ma poi si son riprese, almeno in parte, perché si sa, la vita continua e le borse digeriscono tutto***, meglio degli struzzi. 
Non l'ineffabile Cameron, che ha indetto il referendum di suo libero genio, convinto di vincerlo e non voglio dire altro sull'argomento ma secondo me non si è mostrato molto accorto.
Non la Scozia, che aveva infine rinunciato a separarsi dall'Inghilterra perché voleva restare nell'Unione Europea e che adesso sta ricominciando a considerare la possibilità di staccarsi dall'Inghilterra per ritornare appena possibile nell'Unione Europea. 
Non le giovani generazioni, in larga maggioranza europeiste - che però non si sono scomodate ad andare a votare se non in piccola parte.
Non quelli che hanno votato contro ma adesso assicurano di essersi pentiti.
Non hanno festeggiato granché nemmeno quelli che in teoria avrebbero vinto visto che sostenevano di volersi staccare dall'Unione Europea, anzi si stanno defilando. Boris Johnson ha deciso di non candidarsi per le elezioni politiche prossime venture senza dare spiegazioni, Farage ha improvvisamente avvertito la necessità di dedicare più tempo alla sua famiglia. 
Qualcuno straparla perfino di un nuovo referendum, altri sostengono che era un referendum solo consultivo e ci vuole la ratifica del parlamento (certo che sì, ma il voto è stato piuttosto chiaro, cosa vuoi che ratifichi il parlamento? "Avete votato così ma noi ce ne freghiamo"?) che non si capisce se si degnerà di ratificare prima dell'autunno o prima di Natale e non è chiaro nemmeno nell'autunno o nel Natale di quale anno.
Dall'Unione Europea mandano a dire che non possono iniziare le procedure per l'uscita del Regno Unito se prima il Regno Unito non fa uno straccetto di richiesta, anche su carta libera, e dal Regno Unito rispondono che non c'è fretta.
E stan lì a cazzeggiare, senza ratificare alcunché in parlamento e sembrano me quando devo fissare l'appuntamento col dentista: la prossima settimana no perché c'è il Collegio Docenti, quella dopo voglio andare a fare shopping, quella dopo ancora devo pensare ai regali di Natale...

Molte, davvero molte, sono le cose che apprezzo dell'Inghilterra ma al momento non ho una grande considerazione della loro attuale classe politica, che anzi mi sembra perfino messa peggio della nostra.

*no, non vi azzardate a parlarmi della Grecia. La città-stato era una cosa completamente diversa. E poi i greci erano maschilisti (anche se scrivevano piuttosto bene)
**e a tal proposito mi sovviene che nella mia supplica per il bonus ho dimenticato di scrivere "le mie lezioni di storia sono ganzissime nonchè assai aggiornate e molto attente alla storiografia più recente"
***quelle italiane con più difficoltà, d'accordo, ma sembra che ci abbiamo anche qualche problemino supplementare, soprattutto con le banche

...e adesso viene il bello?