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lunedì 7 luglio 2025

Tra color che son sospesi (Cronache di un provvedimento disciplinare gestito da imbranati)

Suspended in Gaffa di Kate Bush. 
C'entra il giusto col post, ma è una bella canzone.
Sul finire di Marzo venne infine deciso  che era tempo di punire Uranio: troppo e in troppi modi egli aveva peccato, e la scuola doveva prendere adeguati provvedimenti.
E no, non sono sicura di ricordare con precisione il motivo ufficiale del contendere - credo che ci fosse di mezzo l'uso assai improprio del cellulare - ma Uranio in quei sei-sette mesi di scuola aveva collezionato un tal portfolio di infrazioni al regolamento scolastico di ogni taglia e peso che tutti da tempo ci eravamo convinti che non c'era altro da fare che mandare il cosiddetto segnale*, e arrivati a quella convinzione ci siamo anche accorti, ahimé, che in effetti il provvedimento avrebbe dovuto scattare ben prima. Ma a St. Mary Mead siamo un po' tordi e questo si sa.
Tuttavia, per sospendere un alunno la strada è lunga e abbastanza in salita - com'è giusto che sia dal momento che si tratta di un provvedimento piuttosto grave. 
Il primo passo è consultare in via informale il Consiglio di Classe e il Dirigente Scolastico. Come ho già spiegato il Consiglio a quel punto brillava per unanimità e il Dirigente ha convenuto con noi che era senza dubbio tempo di intervenire.
La VicePreside ha parlato a lungo con la famiglia - più esattamente con la madre che è quella che tiene i contatti con la scuola; la quale madre si è cosparsa il capo di cenere e ha detto che sì, si rendeva conto.
Poi c'è stata l'elaborazione del Provvedimento. Sì, lo so, esistono ancora scuole che si limitano sobriamente a levarsi dai piedi per qualche giorno l'alunno sospeso e la classe può così tirare un sospiro di sollievo. Non noi: noi siamo una scuola inclusiva nonché un Istituto assai Comprensivo, e desideriamo tutelare il diritto dell'alunno all'apprendimento; perciò sospendiamo sempre con Obbligo di Frequenza, e così ci tocca stabilire un calendario parallelo dove la classe del Sospeso sta a farsi la vita sua, e il Sospeso fa delle lezioni individuali di carattere educativo - oppure didattico, nel caso specifico, perché Uranio durante quei sei-sette mesi era stato troppo impegnato a imperversare in lungo e in largo per pensare a questioni terrene quali seguire un po' le varie materie.
Ma anche così non ci basta, e allora in più cerchiamo di impegnare gli alunni sospesi in Lavori Socialmente Utili sul territorio - e per Uranio era stato stabilito di mandarlo alla cooperativa dell'Ape Laboriosa, vanto e fiore all'occhiello di St. Mary Mead. E tutto ciò richiedeva la disponibilità della cooperativa in questione e per giunta un protocollo particolare, e organizzare il tutto era perfino più impegnativo di preparare la scaletta per le lezioni individuali di cui sopra. Ma la VicePreside è sempre disposta a complicarsi la vita, e dunque il protocollo era infine stato avviato.
A questo punto c'era da convocare il Consiglio di Classe Straordinario, con tanto di Rappresentanti dei Genitori, sì come prevedeva la legge,  e naturalmente anche il Sospendituro e la sua famiglia perché venissero tutelato il sacro diritto dell'Autodifesa.
E tutto ciò venne fatto nei modi stabiliti dalla legge - o così credevamo. Ma su ciò fornirò ulteriori dettagli più avanti.
E venne alfine il giorno del Consiglio Straordinario, convocato sì come vuole la legge con cinque giorni di anticipo, e nel giorno stabilito eravamo tutti lì: prima il Consiglio in versione ristretta (ovvero solo gli insegnati e il Dirigente) e in quella sezione dei lavori venne stabilito che l'alunno sarebbe stato sospeso per ben due giorni. Viste le circostanze io, nota e implacabile orchessa, mi attentai a chiederne tre, ma il Dirigente stabilì che due bastavano. E noi tutti chinammo il capo e dicemmo sì, va bene anche due.
Poi entrarono le Rappresentanti - c'erano tutte e quattro, ascoltarono con grandissima attenzione, presero appunti e dissero sì, va bene e prendiamo atto, e non nascosero del tutto una certa qual soddisfazione perché un buon numero dei peccati di Uranio avevano variamente danneggiato anche i compagni.
E venne infine il momento di chiamare Uranio e sua madre perché entrassero. Ma non entrarono.
Non per partito preso o per cattiveria, ma perché di loro non c'era nemmeno l'ombra. Come potevano entrare e partecipare al Consiglio Straordinario se non c'erano?
Il Dirigente guardò perplesso la VicePreside e la VicePreside telefonò alla madre; la quale madre rispose che lei non sapeva nulla di alcuna convocazione e che era a lavorare nella Piana Lontana.
E qui devo appunto dare quei dettagli accennati più sopra.
Nella scuola media di St. Mary Mead ormai da tempo le comunicazioni ufficiali avvengono attraverso il nostro Grandioso Registro Elettronico, che però una non piccola fetta dei genitori non consulta o consulta a modo suo: in tanti per esempio non si occupano di leggere le varie note disciplinari o generiche, oppure... le leggono ma non mettono la spunta di presa visione perché non avevano capito che andava messa la spunta. E allora noi glielo spieghiamo, che andrebbe messa la spunta, e loro dicono che sì certamente e poi continuano a non metterla. Difficile stabilire coin sicurezza se ci sono o ci fanno.
La triste verità, sembra, è che gli sta fatica aprire il registro e leggere, e questo si vede molto chiaramente quando vengono mandate le circolari o le richieste di autorizzazione. Per la verità le autorizzazioni e alcune delle circolari vengono lette, decrittate e spedite dalle Rappresentanti, ma c'è anche un piccolo gruppetto che si guarda bene dal consultare la casella di posta che hanno indicato nel registro elettronico appunto per le comunicazioni, e dunque siamo al punto di prima.
Nel caso specifico la Convocazione per la famiglia era un atto privato di cui le Rappresentanti non sapevano niente ed era stato spedito direttamente a lei dalla segreteria della scuola; ma la madre, pur sapendo benissimo che c'era una sospensione nell'aria, non si era preoccupata di dare ogni tanto una scorsa alla casella in questione, e a  nessuno di noi - insegnanti, dirigenza e Segreteria - era venuto in mente di controllare che la mail fosse stata letta, anche solo con una semplice telefonata. Il che, ho scoperto dopo consultando una Addetta ai Lavori un tantino più scafata di me, è stata grave mancanza e trascuratezza da parte nostra, perché una convocazione ufficiale va controllato che sia stata ricevuta - in effetti, ho scoperto, molte scuole chiamano il genitore a ritirare questo tipo di convocazioni perché appunto firmi doverosa ricevuta. Non noi di St. Mary Mead, che siamo tutti anime davvero candide e AUPP**.
E insomma la madre, impegnandosi con tanta buona volontà, poteva quasi credibilmente sostenere che non era venuta perché non sapeva niente di niente della sospensione in agguato, mentre senza alcun dubbio noi della scuola di St. Mary Mead, senza impegnarci più di tanto, potevamo sostenere di essere assaissimo tordi e discretamente incapaci.
Le Rappresentanti si sono guardate più volte negli occhi poi una di loro ci ha accennato con bel garbo che, a dire il vero, loro non erano molto sorprese da quell'incidente, anche perché conoscevano Uranio e tutta la sua famiglia sin dall'inizio delle elementari. E tutto ciò offrì a tutti noi ampio motivo di riflessione, mentre il Dirigente era assai seccato, quasi che non avesse alcuna responsabilità delle procedure della scuola.
La seduta è dunque sciolta. 
Io e la VicePreside prendiamo subitosto un calendario per  stabilire la data della seconda parte del Consiglio Straordinario - il primo giorno dàbile, ovvero di lì a sette giorni. Una delle Rappresentanti mi chiede con garbo se  potrebbero, magari, nel secondo Consiglio Straordinario far partecipare solo una di loro, perché riprendere ferie dal lavoro potrebbe essere un problema...
Assicuro che sì, certamente: il Consiglio Straordinario prossimo verrà considerato la seconda parte di quello di oggi, dove loro han già partecipato, e una modesta rappresentanza sarà più che sufficiente. La seduta si scioglie, lasciandomi un senso di abbacchiatura piuttosto forte. In serata mi concedo un piccolo commento un po' informale sulla bacheca del Consiglio di Classe: non proprio un meme, ma comunque una delle mie vignette preferite di Snoopy:
Due giorni dopo la mail riparte, la madre di Uranio viene convocata in Segreteria per firmare, poi le viene fatta anche la telefonata di rinforzo caso mai la memoria non la soccorresse in modo adeguato. Proprio in quella mattina, guarda caso, Uranio (la cui salute è sempre stata assai precaria) viene colto da gran mal di testa cui si aggiunge una leggera febbre. Guarda un po' i casi della vita; d'altra parte in quei giorni c'è un gran rifrullo di influenza, e chi siamo noi insegnanti (tutti dottori, certo, ma non in medicina)per mettere in dubbio che la sua non sia una malattia delle più genuine? Se il ragazzo sta male non verrà, e questo è quanto.
Così al secondo Consiglio Straordinario (che è in realtà la seconda parte del primo) di nuovo non abbiamo il Gran Colpevole ma solo una madre che si mostra adeguatamente comprensiva - con noi, non con il figlio, e che cosa pensa davvero in cuor suo sono solo e soltanto affari suoi di cui non è tenuta in alcun modo a renderci conto.
E alfine il provvedimento di sospensione parte, nel più rigoroso rispetto delle procedure previste dalla legge, e la settimana dopo avverrà infine il Grande Evento.
Nel frattempo...
Nel frattempo una mattina arriva la mail di una delle Rappresentanti: loro non han detto nulla a nessuno della sospensione, ma hanno notato che in classe nessuno dei professori ne ha parlato. Ritenevano però giusto che la cosa venisse esternata e resa pubblica, anche per dimostrare ai ragazzi che certe azioni portano a determinate conseguenze...
Comprendo il loro stato d'animo, ma la cosa non mi convince molto. Così, prima di rispondere, mi rivolgo alla solita addetta ai lavori in cerca di lumi. A St. Mary Mead, come si sarà capito da tutto questo racconto, di sospensioni non ne facciamo molte e io non mi ero mai trovata negli ultimi anni a farne una nella classe che coordino. Non ricordo però nessuna proclamazione ufficiale in classe.
L'Addetta ai Lavori mi schiarisce in fretta le idee: la sospensione è un provvedimento preso verso un alunno, non verso la classe - e dunque se ci saranno ricadute didattiche positive ben vengano, ma non è previsto che la classe venga informata più di tanto - tanto più che all'emanazione del provvedimento hanno assistito le Rappresentanti, cui però non è stato minimamente imposto alcun vincolo di segretezza. Quindi, vedano loro se vogliono raccontare o no la cosa, e certo non le possiamo obbligare, ma la Pubblica Gogna in classe non è in alcun modo prevista - al di là della semplice e banale constatazione che, essendo St. Mary Mead un paese piccolo e ciarliero, tutti sanno tutto di tutti indipendentemente dal fatto che questo "tutto" sia stato raccontato ufficialmente o meno.
Trasmetto quindi tale accorta risposta alle Rappresentanti, evitando con cura di corredarla con le mie personali considerazioni sul livello di ciarlierità eventualmente raggiunto dal paesello di St. Mary Mead.
E la settimana seguente, finalmente, Uranio è stato sospeso con tutto il corredo di lezioni didattiche appositamente organizzate per lui e i due pomeriggi di lavoro supplementare per la Festa della Fratellanza che in quei giorni l'infaticabile Cooperativa dell'Ape Laboriosa ha contribuito ad organizzare.
Con un po' di pazienza, anche gli imbranati ce la possono fare.

* che è il modo con cui in didattichese chiamiamo la sospensione
** AUPP = Anche Un Po' Pirla

domenica 12 gennaio 2025

La tortuosissima saga dell'attorcigliata burocrazia scolastica - 2 - Il Gran Consiglio (orientativo)

Un povero micio sperso nell'albero di Natale. I suoi occhi perplessi e le sue orecchie allargate tradiscono la Grande Domanda "E mo' come esco da qui?"

Il Consiglio Orientativo per gli alunni della Terza media è una vecchia istituzione, tanto che c'era già cinquant'anni fa, quando le medie le facevo da alunna. Con me lo risolsero con la formula riservata a quelli bravi può frequentare qualsiasi tipo di scuola. Voleva dire, immagino, che potevo andare sia al classico che allo scientifico visto che scrivevo molto bene e con la matematica me la cavavo onorevolmente*; a nessuno venne in mente che avrei potuto trarre un qualche frutto da tecnici o professionali, riservati notoriamente alle scartine. 
Per quanto riguarda l'orientamento, ricordo che si risolse in un garbato appello della nostra insegnante di Lettere che ci ricordò che non esistevano solo i licei - un concetto certamente valido di per sé, ma la nostra era una scuola popolata per lo più da figli di laureati più che convinti che solo il liceo forma la mente, e soprattutto nessuno ci aveva mai detto alcunché su queste insulse scuole che non erano licei e perciò apparivano del tutto indegne della nostra bella presenza.
Immagino che oggi ci penserebbero un po' di più prima di mandarmi al classico a scatola chiusa - almeno, confido che mi avrebbero mi avrebbero per lo meno fatto qualche questionario e presentato un po' di scuole alternative, perché l'orientamento ormai viene affrontato piuttosto seriamente e lo spettro del Consiglio Orientativo incombe maestoso su tutta quella parte dell'anno scolastico della Terza che precede Natale.

Come funziona adesso la formulazione del Consiglio Orientativo?
Il Consiglio (di Classe) si riunisce, sfoglia la lista degli alunni e stabilisce quale scuola gli alunni in questione dovrebbero frequentare a parer loro. Naturalmente prima viene chiesto più volte agli alunni in questione dove vorrebbero andare e cosa vorrebbero fare, se n'è parlato con le famiglie - anzi non è raro che le famiglie in questione si consultino con gli insegnanti valutando in lungo e in largo la questione - e insomma, dietro c'è un certo lavoro di preparazione che è cominciato già in Seconda. Nel frattempo i ragazzi seguono il corso di orientamento, vanno a visitare scuole, si consultano tra loro e con fratelli e amici, discutono in famiglia eccetera. Ma alla fine il Consiglio si ritrova alle prese con la lista dei nomi e una gran serie di punti interrogativi in testa e i punti interrogativi vengono discussi con pazienza. E non voglio dire che sia complicato come eleggere il presidente della repubblica, ma insomma non è cosa che venga presa alla leggera. 
Ordunque il Consiglio, sennato o meno che sia, viene alfine formulato e a quel punto si tratta solo di consegnarlo alle famiglie che ne faranno quel che meglio credono - perché appunto di consiglio si tratta; e se è vero che ci sono sempre in ogni classe famiglie dure come le pigne verdi che rifiutano di ascoltare la voce della ragione e del buon senso, nella gran parte dei casi c'è sincera collaborazione con gli insegnanti, perché certo nessuna delle parti in causa desidera che l'uccellino, colomba, falchetto o aquilotto che sia condotto nel nido sbagliato o lasciato implume e indifeso in balìa degli animali da preda.

Quando ho cominciato a insegnare, sull'orlo del Duemila, il Consiglio Orientativo era una strisciolina di carta da compilare che veniva poi consegnata dal Coordinatore alle famiglie nel corso del Gran Ricevimento di Natale. Anzi, non di rado il Coordinatore disponeva di qualche gentil collega che compilava le striscioline per lui - insomma, il confezionamento materiale del Consiglio era di gran lunga la parte più semplice della faccenda.
A quei tempi, poverini noi, non avevamo ancora la gran fortuna di avere il registro elettronico Argo.

Adesso invece lo abbiamo. 
Non solo, abbiamo anche una nuova VicePreside, che è una perfetta incarnazione dello Spirito della Complicazione Butocratica. Costei ha arricchito il nostro lessico - per esempio abbiamo imparato che le recite o le mostre al termine dei vari laboratori non sono, appunto "recite" o "mostre", bensì "restituzioni"* - e cavare da lei una risposta semplice a una domanda semplice, del tipo "Vuoi un panino con il prosciutto?" "No" è probabilmente impossibile (va detto però che io ci sto provando da soli sei anni, anche perché prima costei lavorava altrove). A lei dobbiamo una fioritura di moduli piuttosto contorti e una lunga serie di comunicazioni, scritte o vocali ricche di periodi in sospeso e di oscuro significato. Non sono rari i casi in cui, verso il quarto inciso e la sesta subordinata ho letteralmente urlato in mezzo alla strada "Soggetto, predicato e complemento oggetto!" rovinandomi così la reputazione presso la popolazione indigena di St. Mary Mead, che dopo quasi vent'anni che insegno lì ormai sa benissimo chi sono e cosa faccio di mestiere.

Non tutte le complicanze dei moduli con cui noi e le famiglie degli alunni combattiamo tutti i giorni sono colpa sua, naturalmente: lo spirito della Brutale Semplificazione scorre assai debole nel corpo insegnanti, altrimenti non starei a fare questa serie di post. Tuttavia, nel caso del modulo del Consiglio Orientativo l'autrice è proprio lei. 
Ed ecco, in spregio ad ogni elementare norma di riserbo istituzionale, una fedele riproduzione del prezioso schema per il Consiglio Orientativo

ISTITUTO COMPRENSIVO di St. MARY MEAD

CONSIGLIO ORIENTATIVO

A.S. 2024/2025



Il Consiglio di classe tenuto conto di:


- strategie di apprendimento, abilità di studio e metodo di lavoro acquisiti

- attitudini e inclinazioni evidenziate

- interessi e motivazioni espressi

- competenze acquisite

- progressi di apprendimento e di sviluppo cognitivo e relazionale personale, evidenziati nel corso degli studi 

- attività di recupero e/o potenziamento in corso


ritiene che per l’alunno/a _____________________________________  della classe ___________ possano meglio rispondere alle esigenze personali di crescita, sviluppo e maturazione la tipologia di scuola sotto indicata: 


Difficile immaginare un modo più farraginoso di introdurre un consiglio orientativo: il malcapitato alunno di cui ci si ricorda di dire il nome solo dopo la lunga sbrodolata ha acquisito strategie di apprendimento, abilità di studio e metodo di lavoro  - e già qui ci sarebbe parecchio da discutere: ci siamo occupati di farlo lavorare? Cosa si intende esattamente per "lavoro", nell'ambito di una scuola media? Li abbiamo mandato a raccogliere le olive? (Sì, ogni tanto lo abbiamo fatto, ma dubito che in tutto il corpo docenti della nostra scuola ci sia qualcuno in grado di insegnare granché a riguardo: qualcuno di noi magari a Novembre va nel podere di famiglia a raccogliere olive per la spremitura con qualche parente, ma lo fa in modo assai amatoriale; stesso discorso vale per la coltivazione dell'orto della scuola e per le scaffalature dipinte nel laboratorio artigianale). 
Poi la creaturina ha anche acquisito "competenze", ma ci ricordiamo di dirlo solo due righe dopo.
Nel frattempo gli alunni, bontà loro, hanno anche espresso ed evidenziato attitudini, inclinazioni, interessi e motivazioni. Dal canto nostro, ci siamo anche occupati di recuperarli e potenziarli.
Si potrebbe dire in modo più elegante e meni ripetitivo?
Certo che si potrebbe, e anzi davvero si dovrebbe: che schifo di italiano dimostriamo di avergli insegnato, scrivendo in questo modo?
Ecco, il vero problema secondo me è proprio l'italiano, inteso come uso corretto della lingua: il Consiglio infatti, dopo tutto questo gran prendere atto... ritiene che per l'alunno POSSANO a meglio rispondere LA TIPOLOGIA di scuola sotto indicata.
La concordanza tra soggetto e verbo (ovvero: se il soggetto è singolare il verbo ha da essere al singolare, se il soggetto è al plurale altrettanto al plurale dovrà essere il verbo) viene di solito  insegnata già alle elementari, di sicuro alle medie lo ripetiamo... no, la VicePreside non insegna Lettere, ma ha ovviamente compiuto studi superiori se è arrivata in cattedra. Lo stesso vale per chiunque abbia visto o intravisto quello sciaguratissimo testo, e nella commissione dell'orientamento almeno una insegnante di Lettere c'è di sicuro.
D'accordo, l'errore di grammatica si può correggere in corsa, e così abbiamo fatto. Detto questo il documento è sgradevole, e anche quel nome nascosto all'interno di una frase così arzigogolata secondo me è un grosso errore di comunicazione.

Ad ogni modo mettiamoci nei panni degli sventurati genitori: dopo un lungo periodo circonvoluto e che non hanno (si spera) degnato di uno sguardo, arriva finalmente 'sto cazzo di Consiglio Orientativo, che a Delfi per trasmettere il responso di Apollo la facevano meno lunga?
Ebbene no, almeno non subito. A meno che tuo figlio non sia stato ritenuto meritevole di fare un liceo.
Mi guarderò bene dal ripetere la tabella che inseriamo nel nostro modulo, anche perché sarebbe un vero spreco di spazio, e mi limiterò a una breve descrizione: essa comprende un elenco di tutte le possibili opzioni - no, non tutte le possibili opzioni per il singolo e specifico alunno, ma proprio per tutti gli scolari della Repubblica Italiana. 
Naturalmente per prima viene citata l'Istruzione Liceale, poi c'è quella tecnica, quella professionale e infine l'Istruzione e formazione professionale, ovvero i corsi triennali, e per quelli non è specificato niente, ché sia chiaro che si tratta di un generico ghetto dove i genitori pescheranno a casaccio. Insomma tutte le possibilità vengono presentate nel più tradizionale degli ordini gerarchici.
Ora, io figli non ne ho, non ho studiato psicologia e di marketing so davvero pochissimo; e tuttavia mi sorge il sospetto che per il genitore di turno non sia propriamente gratificante dover scorrere tutto l'elenco, lungo l'equivalente di tre paginate su carta, per scoprire infine che l'amata prole è relegata nel ghetto dopo tutti gli altri ordini possibili. Inoltre, non riesco proprio a immaginare che chi viene consigliato di far fare a suo figlio, poniamo, un rispettabile tecnico agricolo, sia poi così interessato a conoscere tutte le altre possibilità a disposizione che ormai, volente o nolente, ha imparato a conoscere nei tre mesi dedicati all'orientamento.
Il fortunato compilatore comunque deve pure lui scorrerle tutti gli ordini di istruzione, alla caccia della crocetta che gli indica cosa consigliamo e che magari può pure sfuggire a una prima lettura. Confesso comunque che l'anno scorso, oltre a correggere l'errore del verbo al plurale e dell'istituto al singolare ho allargato il carattere, messo il grassetto e pure un bel colore rosso che spicca in mezzo a tutta la trafila.

Una volta compilati i moduli poi il file va trasformato in un PDF, e il PDF va caricato sul registro Argo - il quale registro Argo ha un modo tutto suo e perversissimo di raccogliere i file, perché per ognuno va aperta una cartella, da inserire in una particolare area, con una serie di manovre non prive di una loro complessità, e infine condiviso nella classe, ma facendo attenzione che lo possano leggere solo i diretti interessati. Per una classe di una ventina di alunni se ne va una buona oretta.
E' mai possibile che non esista un sistema più rapido per trasmettere alle famiglie il frutto delle nostre fatiche orientative? Viene da pensare che sì, sia possibile.

Quest'anno comunque il Ministero dell'Istruzione (e del Merito) ha deciso di prendere in mano la situazione e di elaborare un proprio e personale modulo che valesse per tutte le scuole italiane. 
L'ho trovata una bella iniziativa perché, quand'anche il modulo fosse un vero cimitero di errori ortografici e sintattici, o costruito in modo da trasformare la ricerca del Consiglio Orientativo in una sorta di caccia al tesoro, in tutti i casi la colpa di tutto ciò sarebbe da imputare appunto al Ministero, e nessun disdoro ne verrebbe a noi poveri insegnanti né alla nostra specifica scuola.
Unico inconveniente: il modulo è arrivato quando i Consigli erano già stati pazientemente compilati e dunque il coordinatore di turno ha dovuto rifarli tutti, dal primo all'ultimo, seguendo lo schema del Ministero.
Non io, per mia buona sorte. E mi piacerebbe poter esprimere un giudizio e cenciare anche il modulo ministeriale ma Argo ha deciso che non posso vederlo, nemmeno a titolo di semplice curiosità, perché quest'anno non coordino una Terza.
Che ci sarebbe di male a vedere il modulo, anche se non devo compilarlo? Loro mica lo sanno che mi sono messa in  testa di coprire di insulti tutta la modulistica scolastica usando allo scopo il mio blog.
Ma, niente, non posso vederlo. Immagino che chiederò comunque in gran segreto a qualche collega di farmelo vedere: dopotutto, un modulo ministeriale non dovrebbe essere protetto dal segreto professionale.

il liceo linguistico ancora non esisteva, e dubito che mi ci sarei fatta onore, visto che mi arrangiavo con una certa difficoltà anche in inglese; di fatto non avevo alcun talento per le lingue, come si vide chiaramente quando affrontai il greco, e anche in latino non mi ero certo coperta di gloria.

** probabilmente il concetto di base dietro quest'insolito uso del vocabolo sta ad intendere che, dopo aver accumulato nuove competenze, abilità e percezioni nel corso delle attività didattiche, le RESTITUISCE agli sventurati genitori e parenti che verranno ad assistere al frutto delle loro fatiche; almeno, ho finito per farmi questa idea ma ho evitato con ogni cura di approfondire la questione con la diretta interessata, perché se si fa una domanda c'è sempre in agguato dietro l'angolo il pericolo di ricevere una risposta. Lunga e contorta.

giovedì 2 gennaio 2025

Haeretica - La tortuosissima saga dell'attorcigliata burocrazia scolastica - 1 - La via più breve tra due punti è l'arabesco

Richiesti di un parere sul proprio lavoro, se si interrogheranno cento insegnanti si avranno almeno ottanta risposte diverse*: chi loderà il gran piacere che gli viene dal rapporto con le giovani e fresche energie del futuro, chi deprecherà la mancanza di principi dei giovani d'oggi, chi lamenterà il problema delle strutture fatiscenti, chi deprecherà l'eccesso di uso delle cosiddette nuove tecnologie e chi criticherà la difficoltà di uso delle medesime, qualcuno si dispiacerà delle criticità dei rapporti con le famiglie, altri piangeranno sulla mancanza di fondi e così via; quasi tutti però alzeranno un gran lamento sull'eccesso di burocratizzazione della scuola.
È, questa, una lamentela fondata? 
Ritengo di poter affermare senza tema di smentita che lo è.
Ci sono dei colpevoli?
Ovviamente sì, ci sono: la scartoffia non esiste in natura. In natura abbiamo coppie monogame, unioni plurisessuali, partenogenesi, genitori che sopprimono la prole, partner che si sopprimono, animali metamorfici e tanti altri fenomeni strani e meravigliosi, ma non risulta attestato in alcun modo il caso di un modulo che si autogeneri o si autoproduca dal niente. La scartoffia esiste solo e soltanto qualora qualcuno la fabbrichi e ne imponga l'uso ad altri esseri. È una perversione prettamente umana, e per forza di cose nasce solo dopo l'invenzione della scrittura e della burocrazia, ovvero un ceto appositamente addestrato a gestire documentazione su carta, pergamena o argilla.
La scartoffia esiste perché gli esseri umani l'hanno inventata, e nemmeno il modulo più insignificante è nato di sua spontanea volontà senza intervento umano. Dietro ogni richiesta, presentazione, attestazione ci sono sempre uno o più esseri umani che si sono seduti da qualche parte a riflettere scervellandosi sul Gran Problema "Come posso complicare ancora un po' questa procedura?" - e quasi sempre trovano ispirazione grazie al benevolo intervento di una Forza Superiore che lo pervade o a un/una collega che premuros* lo soccorre.
E dunque passo alle scartoffie legate all'insegnamento - che a ben guardare sono tante, e che un tempo non c'erano. Non parlo di ieri o dell'anno scorso, ma di quando ero bambina. Ai genitori arrivava un voto, più o meno preventivato, un qualche tipo di giudizio a fine ciclo e una sobria comunicazione che attestava se l'alunno era stato promosso o bocciato. 
Bei tempi? 
Non ne sono molto sicura. Come ho già raccontato sono una figlia d'arte e a quanto mi è sembrato di capire non è che quando lei ha cominciato a insegnare si condividesse molto, né con i genitori né con i colleghi, tantomeno con gli alunni, e il Preside era un'entità piuttosto intrusiva. Il singolo insegnante poteva in cuor suo riflettere sull'essere umano X o Y che gli era stato dato in balìa, e magari anche parlarne con qualche collega con cui era particolarmente in armonia confrontandosi e cercando magari di sgusciare l'ostrica per cavarne fuori la saporita polpa, ma era un procedimento affidato soprattutto alla buona volontà del singolo - che non avendo molte occasioni per confrontarsi magari prendeva delle belle cantonate. Sì, vale anche per le elementari. E non è che siccome insegni tu sia automaticamente un genio della psicologia.
La cosiddetta burocrazia scolastica è nata negli anni 70 del secolo scorso, quando  i Decreti Delegati applicarono un principio non esplicitamente scritto ma tuttavia implicito nella Costituzione: la scuola  è libera, e libero è l'insegnamento ma gli alunni sono liberi cittadini e come tali vanno trattati. E dunque sia loro sia chi ne è responsabile (ovvero  i genitori) vanno tenuti al corrente del processo di apprendimento e domesticazione in corso. 
Ai docenti vengono dunque richieste poche ma essenziali cose:
- una programmazione che spieghi cosa l'insegnante si propone di fare nel corso dell'anno riguardo alla sua materia
- una relazione che illustri poi il cazzo che è effettivamente riuscit* a fare**
- un giudizio cumulativo compilato secondo una griglia che vale per tutta la scuola e che sintetizzi come procede il percorso di apprendimento e domesticazione di cui sopra, compilato a metà anno e a fine anno per ogni alunno dal Consiglio riunito al gran completo***; poi un voto per ogni alunno in ogni materia a metà e a fine anno più un voto per Educazione Civica, che è una materia trasversale. In caso di profitto non sufficiente si tratta di indicare cosa c'è che non va e cosa l'alunn* dovrebbe fare, e in caso di bocciatura c'è una formula un po' complessa da scrivere sul verbale dello scrutinio dove in sintesi viene precisato che il Consiglio ha provato a evitare l'increscioso passo ma non ci è riuscito.
Tutto qui?
No, non proprio: per l'eventuale alunno certificato ci sono un paio di riunioni supplementari alll'anno dove sono coinvolti anche i genitori e lo staff esterno che si occupa dell'alunno, più un piano individualizzato (di cui talvolta ma non sempre  si occupa soprattutto l'insegnante di Sostegno); e infine ci sono i PDP per gli alunni DSA, stranieri o che abbiano altro tipo di problemi, e detti PDP sono di numero e soprattutto di complessità di compilazione variabile.
In teoria si tratta quindi di una mole non eccessiva di documentazione che racchiude in sé sempre e comunque una certa dose di utilità. Non è insomma come scrivere 500 volte "non devo più raccontare bugie" scrivendolo col (proprio) sangue****.
E tuttavia queste scartoffie sono spesso e volentieri un vero inno all'assurdo e una perfetta esemplificazione del rendere il facile assai difficile attraverso l'inutile.
Tutto ciò tuttavia è da imputare non tanto alla cattiva sorte o alla perversità del Ministero dell'Istruzione (non sempre almeno) ma principalmente all'italico genio. Non scordiamoci che siamo l'unico paese (almeno spero) del globo che, invece di timbrare il biglietto prima di salire sul treno o quando è sul tram preferisce obliterare il titolo di viaggio
Che titolo e che viaggio? 
Mistero insondabile. 
Addirittura, siccome qualsiasi turista davanti alla richiesta di obliterare eccetera esplicitata nella sua lingua manderebbe, giustamente, tutti quanti a Fanculo, gli avvisi in lingua straniera (inglese sempre, talvolta anche francese, tedesco e spagnolo) invitano con grande sobrietà gli stranieri a timbrare il biglietto.
Ma noi siamo fatti così, dobbiamo obliterare il titolo di viaggio. E' una cosa che ci viene spontanea perché siamo un popolo dalla grande cultura e dall'eloquio raffinato, e riteniamo nostro preciso dovere quando affrontiamo un tema di una qualche serietà, complicare il facile rendendolo difficile attraverso l'inutile. Vidimiamo la scheda elettorale (invece di votare) obliteriamo il titolo di viaggio (invece di timbrare il biglietto) ed evinciamo questo e quello dal testo di una circolare; meglio ancora, pretendiamo che i genitori dei nostri alunni evincano*****; anche gli stranieri, anche i genitori che si sono fermati alla licenza elementare.
Tutto ciò presenta alcuni inconvenienti, e conto di illustrarli nei prossimi post della serie.

* è una statistica generale: qualora si interrogassero cento insegnanti di lettere i pareri si alzerebbero di numero, secondo una forbice che va dai 130 ai 150 pareri tutti diversissimi tra loro. Se invece si provassero a sondare cento insegnanti di Matematica otterremmo un numero di opinioni che oscilla tra le cinquanta e le sessanta.
** entrambi i documenti sono stati mirabilmente sintetizzati da una amica e collega, il primo nella formula "si farà icché si póle" e il secondo in "e s'é fatto icché s'è potuto", entrambe formule assai mirabili per sobrietà, senso della misura e sincerità.
*** Durante il quale Consiglio quasi inevitabilmente salta fuori che l'alunn* è una specie di Giano bifronte: angelico, pestifero, dolce, razionale, ragionevole, capriccioso, lamentoso, brillante o disperatamente stupido a seconda del momento, della materia e della compagnia che si ritrova intorno, per tacere degli sbalzi di umore tipici della crescita.
**** Cfr. Harry Potter e l'Ordine della Fenice.
***** ed essi devono evincere, mai eperdere; questo perché siamo una scuola positiva ed evitiamo di sottolineare sconfitte o perdite.

lunedì 20 febbraio 2023

Di quanto sia godurioso e semplice fare l'appello con il registro Argo (giuro di dire la verità, tutta la verità, soltanto la verità)

Carlo Cioni "S'i' fossi Argonauta Argo"
Un tempo esisteva il Registro Scolastico Su Carta; che per carità, si bagnava con la pioggia e si sporcava col gelato e cose del genere, ma aveva anche i suoi bei tratti positivi.
Messer docente entrava in classe alla prima ora, salutava gli alunni, afferrava la prima penna o pennarello che gli passava tra le mani, non importa di che colore, chiedeva distratto "Chi manca oggi?" e poi "Qualcuno deve giustificare?" e nel giro di mezzo minuto il registro del giorno era bell'e che fatto.
Poi è arrivato Sua Maestà il Registro Elettronico, che Dio l'abbia in gloria.
E l'appello si è trasformato in una sezione distaccata dell'Ufficio Complicazione Cose Semplici.

All'inizio, a dire il vero, non era così drammatico: si apriva la schermata dell'Appello, si scorreva la lista e si crocettavano gli assenti e si cliccava sulla casella dei giustificandi che effettivamente ti portavano una giustificazione. Nessuno, per quel che ricordo, ci ha fatto su i capelli bianchi.
Un pochino più complicato era chi entrava in ritardo o usciva in anticipo, perché dovevi aprire una schermata a parte ma soprattutto, per le uscite anticipate, c'era la malefica casella da giustificare, che era spuntata di default.
La cosa non ha molto senso, a ben guardare: o l'alunno è minorenne, e in quel caso non si può farlo uscire dalla scuola se non arriva a prenderlo qualcuno maggiorenne e autorizzato a prelevarlo, e dunque è giustificato se esce; oppure l'alunno è ormai maggiorenne e quindi si giustifica da solo. Noncurante di ciò, la casella esiste ed è spuntata di defult, quindi va tolta la spunta. E non sempre l'insegnante se lo ricorda MA quand'anche la ricordasse, sui computer della nostra scuola la casella non compare se non ricorrendo a una particolare manovra perché lo schermo non contiene tutta la schermata.
Tutto ciò rende complicato assai controllare le giustificazioni perché si svolge perennemente la stessa scena:
"Childerico, hai la giustificazione?"
"No" risponde perplesso Childerico "ma in effetti io non..."
"E' andato via a mezzogiorno" spiega il compagno più sveglio "E' venuto suo padre a prenderlo per portarlo dal dentista".
La classe conferma, Childerico ricorda e conferma pure lui. Posso capirlo, povera creatura: due o tre giorni fa è uscito prima da scuola per andare dal dentista ma non gli sembrava chissà quale avvenimento da restargli impresso più di tanto.
A questo punto l'insegnante di turno ben volentieri accetterebbe di cancellare la giustifica MA spesso non può farlo perché in quell'ora non era in classe e appare il malefico avviso "Ora non firmata!". 
Childerico dunque dovrà avvisare l'insegnante che era in classe quel giorno eccetera. Eccheppalle.
Tuttavia questo è ancora il meno. Anche sorvolando sulla deplorevole tendenza di Argo a dirti che l'ora non è firmata quando invece l'hai firmata, eccome, e devi riprovarci un paio di volte.
Un anno fa Argo infatti ha deciso di rendere il più possibile complicato il momento dell'appello, che in casi particolari può richiedere anche una ventina di minuti per essere gestito.
Andiamo per ordine e presentiamo i vari casi.
Childerico è assente.
L'insegnante deve aprire una apposita schermata, pomposamente definita Aggiungi evento multiplo.
Già l'idea che una semplice assenza sia addirittura un Evento fa abbastanza ridere. Si immaginano i giornali e i TG che aprono Childerico oggi è assente! Cosa sarà mai successo? Ascoltiamo le interviste dei suoi vicini. Con i vicini che poi raccontano "Bravo ragazzo, educato. Salutava sempre. Non so perché oggi è assente. Magari ha il raffreddore?".
Comunque due giorni dopo Childerico ritorna a scuola, munito di regolare giustificazione. E l'insegnante va a cliccare la G che sta per "deve giustificare". 
Si apre tosto una schermata a colonne: data (dell'assenza), stato (dove un rettangolino scarlatto avvisa DEVE GIUSTIFICARE e infine la descrizione dell'evento, che reca scritto "assenza".
Va bene, è un po' ridondante, ma insomma. 
Si clicca sul rettangolino scarlatto e compare un elegante ovale verde prato con dento scritto Giustifica.
In qualsiasi universo dabile la procedura finirebbe lì. Ma no, Argo prosegue inserendo l'avviso: Sarà giustificato 1 evento senza indicare una motivazione. Vuoi procedere?
Perché, in alto, c'è pure un rettangolo che dovrebbe contenere la Motivazione.
Personalmente non lo riempio mai - il ragazzo è minorenne, la famiglia ha firmato, noi dobbiamo comunque riprendercelo e dunque la motivazione secondo me non è affar mio né di Argo. In effetti da sempre, davanti a quel rettangolino, ogni volta mi prudono le mani e devo reprimere l'istinto a scrivere Ma saranno cazzi suoi? Senza contare che a volte i genitori, sobriamente, scrivono "indisposizione" oppure il buon vecchio "motivi familiari" ma non è raro che si dilunghino spiegando che il malcapitato aveva diarrea, vomito e mal di stomaco a causa di una indigestione* oppure crampi mestruali o addirittura era molto stanco e quindi l'ho tenuto a casa* e mi sembra che almeno una volta qualcuno abbia perfinoi spiegato che erano andati a prendere il nonno all'areoporto. Tutte motivazioni valide, per carità, ma che personalmente ritengo che rientrino nella buona, cara e vecchia categoria degli "affari suoi". Insomma, che fine ha fatto la normativa sulla privacy? I dati sulle malattie che affliggono noi insegnanti vengono (giustamente!) custodite dalla segreteria con grande segretezza e io devo andare a spiattellare ai quattro venti che uno dei miei alunni ha la diarrea? Davvero non mi sembra cosa. E insomma, ognuno ci ha le sue seghe mentali, io ci ho questa, che i fatti personali dei miei alunni li racconto davvero il meno possibile in giro. Che poi, il genitore ha pieni poteri di giustificare l'assenza anche se il ragazzo, semplicemente, non ci aveva voglia di andare a scuola. La legge glielo consente, sissignori.
Per i cultori della materia aggiungo che la farraginosa proceduta che ho descritto si è in realtà un po' accorciata nell'ultimo mese, perché prima c'erano ben due avvisi sul fatto che si procedeva a giustificare un malcapitato che era tornato a scuola, e inserire una motivazione non semplificava affatto le cose (una volta, per esperimento, ho messo la motivazione scrivendo "E' tornato" nella vana speranza che la procedura con la motivazione si accorciasse un po'. E no, non si accorciava).
Torniamo allo sventurato insegnante che prima di tutto deve aprire il riquadro degli eventi (un tempo, addirittura, definiti "straordinari", poi anche questa follia è stata tolta) e cliccare dall'elenco chi è assente. Poi giustifica - mediante la snella procedura testé descritta - chi è rientrato a scuola munito di regolare giustificazione, e infine si dedica a un nuovo riquadro di eventi per segnalare chi esce una o due ore prima. E, gente mia, non è da crederci quanti minuti riesca a mangiarsi l'appello, specie nei giorni in cui la classe all'ultima ora non ha insegnanti e dunque le famiglie vengono a prenderli prima del previsto, in particolar modo se  il collegamento fa i capricci (che di solito coincidono con il giorno in cui hai particolarmente fretta di cominciare).
Com'è noto a tutti, la pandemia ha lasciato un forte strascico di disagio psicologico. Anche nei programmatori di Argo, temo.

* giuro, e ho le prove per dimostrarlo

domenica 22 gennaio 2023

E per concludere, solo un ultimo piccolo modulo sulle gite e le uscite...


All'inizio dell'anno ognuno di noi insegnanti si è preparato il suo piccolo carico di uscite e progetti per le varie classi, più le gite di un giorno e perfino - oh, miracolo miracoloso! - perfino una gita di ben tre giorni per le Terze. Insomma, la solita roba. Il tutto con una certa cautela perché, anche se apparentemente tutto stava avviandosi verso la normalità, vai a sapere.
Personalmente ho preparato un paio di gitarelle a Firenze, dove andare in treno, una visita all'acquedotto di Firenze per le prime, una per la diga di Bilancino e la solita uscita per le seconde al Museo Stibbert. Tutta roba ordinaria e abbastanza collaudata, ma per il museo e l'acquedotto e la diga ci serve il pullmann.
Dopo abbiamo preparato la lista di tutto ciò, unita ai vari progetti, divisi per classi, e li abbiamo segnati nel verbale del Consiglio di Classe, poi nella programmazione delle singole classi, poi in una apposita lista, sì come ci era stato richiesto dalla Segreteria.
Infine abbiamo anche preparato una piccola lista per la Segreteria dove le gite erano divise secondo il mezzo di trasporto (treno o pullmann, perché purtroppo il teletrasporto ancora non lo abbiamo anche se per le uscite farebbe davvero comodo), indicando quanti alunni e quanti insegnanti avrebbero partecipato a ciascuna gita, qualche volta anche con i nomi degli insegnanti accompagnatori, ma con date molto approssimative, del tipo in primavera, marzo-aprile e roba del genere.

Qualche giorno fa arriva una circolare che chiede di indicare le uscite e le gite previste, con le date precise e di compilare tre lunghissimi moduli, di quelli che chiedono anche se gli alunni sono stati partiriti con parto ordinario o cesareo e il numero di scarpe degli accompagnatori, entro lo scorso Venerdì.
Era naturalmente la settimana dei prescrutinio e tutti eravamo discretamente immersi fino al collo nelle più varie tematiche.
Dopo ponderata riflessione ho stabilito che dopo aver compilato per tre volte la lista delle uscite, ritenevo che il tutto fosse sufficiente, anche perché non avevo nulla di nuovo da aggiungere perché ancora non avevo contattato né il museo Stibbert né l'acquedotto di Firenze per fissare la data, né del resto le mie ancora precarie condizioni di salute mi spingevano a tal passo.
Così ho lasciato i moduli dove stavano e mi sono limitata a rispedire lo schemino, che ho avuto cura di spedire Venerdì dopo le otto di sera, convinta in tal modo che la questione sarebbe stata riaffrontata dopo il fine settimana.

Era troppo sperare, e infatti la mattina dopo, mentre l'aurora faceva ancora fatica a mostrare un piccolo cenno di vita, ho trovato la risposta:

mi scusi ma dovrebbe mettere delle date e dirmi se richiede lo scuolabus o il pullman privato.
In tal caso dovrebbe compilare la modulistica che le allego. Grazie e un cordiale saluto

Ho contato fino a dieci, fin ito di bere il caffè e sono infine riuscita a partorire una risposta almeno vagamente civile, che se non altro non iniziata con la parola "Vaffanculo".

Le date non sono state ancora fissate. Ho segnato solo le gite per cui richiedo il pullman.
Su queste gite ho già riempito una serie di prospetti e schede.

Sette minuti dopo arriva la risposta.

Mi scusi nel  piano gite a volte non vengono definite date ed orari...oppure se si richiede lo scuolabus o pullman privato...questi dati sono indispensabili ai fini delle richieste da fare al Comune e per i preventivi da richiedere alle ditte.
Grazie e buon sabato

E va bene, apprezziamo se non altro la dedizione al lavoro. Ma è proprio sicuro che proprio stamani vadano fissate delle gite da fare ad Aprile?
Provo di nuovo a spiegarmi, ma con scarsa fiducia.

Nel mio piano credo di averli indicati.
Ad ogni modo: per queste uscite mi serve un qualche tipo di mezzo di trasporto perché con i treni non ci arriviamo, e sono tutte uscite che rientrano nell'orario scolastico, quindi partenza poco dopo le 8.00 e rientro entro le 14.00. Le date ancora non le ho, in quanto devo ancora contattare gli enti. Diciamo che ho aspettato per vedere come andavano la pandemia e l'inverno. Ho sempre aspettato l'anno nuovo per decidere le date delle uscite di primavera.
In tutti i casi le date non ci sono. Naturalmente appena le avrò ve le farò conoscere.

Rileggo per controllare se sono stata chiara. Il problema è che a me sembrava di essere sempre  stata chiara, ma boh.
Con mia grande sorpresa invece sembra che abbia trovato la chiave magica.
Tre minuti dopo arriva la risposta.

Ah va bene allora tutto ok

Leggo il messaggio con vivo sbalordimento. Cioè, dopo avere insistito tre volte stabilisci che ti va bene fare con quel che ti ho dato? Che era quanto avevo già scritto nei precedenti tre prospetti che ti ho inviato?
Invero, il mondo delle segreterie di scuola è strano, e la quantità di scartoffie che ci vengono richieste è piuttosto ridondante. Ma non solo a scuola, in effetti.
Credo che sia qualcosa che noi italiani abbiamo nel sangue: suvvia, un altro moduletto dove ci fornisci di nuovo le stesse informazioni che ci hai dato già tre volte. Coraggio, ancora uno. Giuro che non te ne chiediamo altri, dopo. Almeno fino alla prossima volta.

Comunque, ho iniziato il Sabato mattina di umore piacevolmente fiammeggiante 

mercoledì 26 ottobre 2022

"E gli insegnanti di Lettere sono i peggio di tutti!"

In autunno, nel boschetto, gli scoiattoli raccolgono ghiande e gli insegnanti progettano

Tanto per cambiare, in Sala Insegnanti ci si lamenta.
Stavolta tocca alla prof. Chantelle, che quest'anno per sua sventura sta coordinando l'assemblaggio di tutti i progetti (pardon, tutti le "iniziative di ampliamento curricolare") delle medie di St. Mary Mead e Crifosso che van pagati con il Fondo d'Istituto
In teoria non dovrebbe trattarsi di un lavoro complicato: basta andare nella piattaforma di Google dove, in apposito drive, giace una cartelletta che accoglie le suddette iniziative di arricchimento curriculari. Ogni insegnante depone le sue, sì come un bravo coniglietto pasquale che porta le sue uova, ed ecco fatto.
Certo, c'è da riempire un modulo per ogni singolo progetto; e, come ogni modulo di quelli che circolano a scuola, ti chiede delle cose strane. 
Prima di tutto devi specificare a quale area di appartenenza nell'ambito delle attività di arricchimento afferisce la tua iniziativa di arricchimento curricolare. Per la cronaca, le possibili aree di appartenenza sono tre: Recupero, Potenziamento e valorizzazione delle eccellenze più il buon vecchio altro (specificare) che tante volte ha salvato tutti noi qualsiasi lavoro facciamo, e che va usato quando si fa  qualcosa che è rivolto a tutti gli alunni (ovvero quasi sempre).
Va poi indicato il campo/i di esperienza o nucleo/i tematico/i di cui il progetto si occupa e pure gli obiettivi delle Indicazioni Nazionali 2012 che si perseguono con il progetto in questione e, in apposito campo a parte, anche eventuali altri obiettivi*. Infine compare un misericordioso campo di testo libero dove spiegare in che consiste il progetto, e lì si parla finalmente dell'orticello di piante esotiche, del censimento nel bosco, del corso di teatro eccetera. Segue poi qualche ragionevole dato sugli insegnanti coinvolti, il numero di ore e i soldi che servono. Fine.
Quanto a me, da quando insegno ho compilato solo e soltanto il progetto per la Mostra del Libro, che è piuttosto semplice e ormai, dopo averlo fatto sette volte, lo potrei compilare anche in sogno; e dunque, quando venti giorni fa è apparsa la circolare che ci esortava con assai congruo anticipo a compilare i moduli per poi metterli nella cartella del Drive mi sono detta con solerzia "ah sì, domani lo faccio".

Ma torniamo alla prof. Chantelle che si lamenta. "Tutto il pomeriggio al telefono, una cosa da incubo. Alla fine l'ho spento perché magari dopo cena uno vorrebbe anche dormire".
"E chi era che ti chiamava?" mi informo incuriosita, pensando alla solita fila di genitori/responsabili di questo e di quello/operatori sociali eccetera che tanto spesso ci onorano di fitti colloqui telefonici su questioni del tutto infinitesimali.
"Insegnanti!" ruggisce la prof. Chantelle "Che naturalmente all'ultimo momento si sono finalmente decisi a fare il progetto che potevano tranquillamente fare nelle settimane scorse, e che non erano buoni nemmeno a scrivere il loro nome nel modulo. E quelli di lettere sono i peggio di tutti!".
Senza dubbio, convengo in cuor mio: invero noi insegnanti di Lettere siamo singolarmente capaci di perderci in una goccia d'acqua, ché già il bicchiere è di troppo grande vastità perché riusciamo anche solo a sperare di venirne a capo.
Tuttavia quel che mi perplime è altro.
"E dimmi, quando scadrebbe la presentazione dei progetti?"
"Ieri. Cioè, oggi, perché tra un'ora mando la cartella al responsabile".
"Oh... Scusa, sai dove posso trovare il modulo da compilare? Ti mando subito il mio".
Trovare il modulo è stata di gran lunga la parte più complicata della faccenda. O meglio, non tanto trovarlo quanto aprirlo in modo da poterci scrivere.
Compilato in circa sette minuti il modulo (dove, tra gli obbiettivi "altri" faccio scivolare anche un "Domesticare gli alunni all'approccio con i libri" perché, gente mia, a cosa altro serve organizzare una Mostra del Libro a scuola?) spedisco il tutto a Chantelle.
Il subject della mail, naturalmente è un doveroso Gli insegnanti di Lettere sono i peggio di tutti!".
Perché quel che è giusto è giusto, e io sono una Vera Insegnante di Lettere fin nelle midolla.
(Ma poi nella risposta Chantelle assicura che mi perdona).

* che poi, da quando esiste la scuola, gli obbiettivi sono sempre gli stessi tre: tenere buoni i ragazzi, farli divertire e cercare di insegnargli qualcosa di nuovo, anche solo su sé stessi e le loro capacità.