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giovedì 20 novembre 2014

Non aprite quella finestra (ma soprattutto richiudetela con garbino)

Magritte ha intitolato questo quadro "La condizione umana", e aveva le sue ragioni

Quando finalmente il registro elettronico sembrava avviato e il collegamento stabilizzato, ecco che sulla scuola media di St. Mary Mead è piombato all'improvviso il Cambio degli Infissi.

Esso cambio si era dimostrato più volte assai opportuno negli ultimi anni in più e più circostanze, ad esempio:
- Quando pioveva forte e l'acqua gocciava lietamente giù dalle finestre sui banchi degli alunni, dando vita a simpatici ruscelletti e costringendo i suddetti alunni a spostamenti improvvisi e tamponamenti d'emergenza con carta assorbente e spugne mendicate in tutta fretta ai custodi
- Quando una finestra su tre non si apriva, magari perché priva di maniglia (in quasi tutte le classi)
- Quando la porta non chiudeva bene (in tutte le classi e locali della scuola tutta)
- Quando la maniglia restava in mano all'alunno o insegnante di turno almeno una volta a settimana nonostante fosse stata riavvitata con cura la settimana precedente, o addirittura cambiata in toto il mese prima.
Inoltre gli infissi tutti della scuola contavano svariati decenni di vita ed erano ecologicamente assai dispersivi nonché del tutto privi di doppi vetri.

Siccome il comune di St. Mary Mead ha gran cura delle sue scuole* ha infine deciso di provvedere al Gran Cambio degli Infissi, che doveva avvenire questa estate.
Ma, vuoi perché l'estate quest'anno in Toscana è arrivata di Giovedì ma al Comune erano al telefono, vuoi per altri e non meglio chiariti motivi, d'estate non è stato cambiato alcun infisso e il tutto è avvenuto a cavallo tra Ottobre e Novembre, naturalmente iniziando in quella settimana finale di Ottobre in cui arriva un certo freddino ma il riscaldamento non c'è ancora.

La ditta ha assicurato che avrebbe fatto tutto in due settimane - una settimana per piano. Sarebbe dunque stato sufficiente sgombrare mezza scuola per volta.
Ora, la nostra è una scuoletta ben fornita di spazi: abbiamo una biblioteca (attualmente in fase di resurrezione) un aula multimediale (del tutto priva di multimedialità ma comunque abbastanza spaziosa) un aula informatica (quasi del tutto priva di computer funzionanti ma con due porte blindate), una segreteria (del tutto priva di segreteria), una presidenza (dove i presidi stazionano solo nelle tre settimane dell'esame), un aula di sostegno, un laboratorio artistico, un laboratorio musicale, uno linguistico  e pure uno scientifico. Spostare un gruppo di classi però non è così semplice, perché la segreteria non contiene segretarie ma fax, telefoni e fotocopiatrici, nel laboratorio di informatica ci stanno gli scheletri dei computer, nel laboratorio di artistica - pensa te lo strano caso - i tavoli sono attrezzati per fare attività collegate ad arte eccetera eccetera. Alla fine ci siamo arrangiati come abbiamo potuto, cioè male: per una settimana la (numerosa) prima cui faccio storia e geografia è stata disposta su due lunghe file tra scaffali stracolmi dei più vari attrezzi (però avevamo anche un lavandino dove lavare i pennelli, caso mai ci fosse capitato di avere dei pennelli da lavare), mentre la settimana seguente la Terza Casinista ha perduto quel po' di ritegno che per caso o per errore le era rimasto accampandosi in Biblioteca.
I ragazzi si sono divertiti moltissimo, in base al principio che qualsiasi variante della routine è da loro ben accetto; noi insegnanti invece non ci siamo divertiti affatto, in base al principio che qualsiasi variante della routine è da noi visto come il fumo negli occhi - senza contare che quando ti devi dare il cambio tra quattro livelli invece che  tra due il cambio rischia di arrivare mooolto più tardi (con grande godimento delle classi tutte che, ammettiamolo, se anche il docente dell'ora successiva non è proprio lì davanti alla porta quando suona la campanella, tutto sommato non si dispera).

Finalmente la tempesta è finita, la marea è girata e ognuno è tornato alla sua legittima classe.
"Allora, vi piace la porta nuova?" chiedo con un bel sorriso. A me piace moltissimo, perché è tutta di un bel legno dalla sfumatura rosata, mentre quelle porte-giocattolo di plastica verde con le maniglie-giocattolo bianche e nere che continuavano a cascarci in mano non mi avevano mai convinto molto.
"E' brutta!" si è alzata la lamentela unanime "E' di legno!".
Ingoio la mia ammirazione per la porta.
"E poi si chiude male!".
"Ma, veramente..."
Segue un lungo sipario in cui loro mi mostrano come si chiuda male, con relativo corredo di calci e spintoni che sono abituati a usare con le vecchie porte; mentre io gli mostro come con una leggera pressione esercitata sul punto giusto con dolce fermezza la porta si chiuda a meraviglia. Seguono esercitazioni e prove e dimostrazioni finché non mi sembra che siano in grado di aprire e chiudere quella disgraziata porta con la speranza di vederla almeno arrivare a Giugno. E no, non si tratta di giovani vandali in fase di allenamento, semplicemente hanno tredici anni. Alla loro età anch'io mi muovevo con la grazia e il garbo di un bufalo di malumore. Adesso, da adulta, mi viene spontaneo assecondare il movimento della porta finché non sento scattare la chiusura, ma un tempo non lo avrei fatto. 
Semplicemente, quella porta è stata concepita da adulti per essere usata da adulti.

"E poi hanno messo le luci al neon e il neon mi fa veire il mal di testa" si lamenta Blackie**.
Alzo gli occhi e guardo le solite (bruttissime) lampade al neon che ci illuminano da quando sono lì "Ma, veramente sono sempre state al neon..." spiego timidamente.
La classe insorge: no, prima non c'era nessun neon! Loro se lo ricordano bene, loro!
Finisco per cedere (scoprirò poi che, una volta tanto, è l'insegnante che ha ragione: belle o brutte che siano - e sono bruttarelle assai - sono sempre state luci al neon e nessuno ci ha messo mano).

Ma il vero punto debole del cambio degli infissi si rivelano, ahimé, proprio le finestre.
Esse sono basculanti, cioè si aprono verso l'alto. Peccato che così entri pochissima aria e che, qua a St. Mary Mead come su tutta la provincia fiorentina, passate le settimane di lavori sia tornato un gran caldo, coadiuvato in più dal riscaldamento acceso (e qui si potrebbe aprire l'eterna diatriba del perché mai con una temperatura esterna di 22 gradi sia necessario avere il riscaldamento acceso, in spregio al protocollo di Kyoto e a qualsiasi logica umana. Ma è una diatriba eterna quanto irrisolvibile, e quindi lascio perdere).
C'è poco da girarci intorno, la classe è un fornetto. 
Fortunatamente è l'ultima ora e posso svicolare.
Mi spiegheranno in seguito che le finestre si possono aprire anche completamente, ma solo con apposita chiave che è in mano ai custodi e che aprono su richiesta dell'insegnante, su cui ricadono tutte le responsabilità dell'insano atto. Perché, una volta aperte, sono invero abbastanza pericolose e quindi è stato deciso di aprirne solo una. Ma è difficile, anche per me che sono di un ottimismo ai limiti del demenziale, esimermi da pensare che a fine Maggio, quando lesseremo tutti, andrà corso un rischio più esteso.

Per nostra buona sorte, passato qualche giorno è calata la temperatura e adesso con le finestre aperte à la basculante si sta benissimo - e, per nostra buona sorte, Maggio è ancora lontano.

In realtà, come spesso avviene, il male ha trovato da solo la sua cura: per puro caso ho assistito a una chiacchierata tra la VicePreside e la tecnica della ditta, che ha spiegato che le finestre sono state evidentemente aperte e chiuse con scarso garbo e parecchie di loro già non funzionano più. O meglio, non funziona più la serratura. In pratica sono diventate comunissime finestre che si aprono e chiudono a seconda di come si ruota la maniglia, e non possono più essere bloccate dalla serratura.

Prima considerazione: "non è detto che siano stati i ragazzi a sforzare il meccanismo" assicura la tecnica. 
Per l'appunto, non è affatto detto. Perché i ragazzi non hanno mai toccato le chiavi delle finestre: dette finestre sono state sempre aperte dalle custodi (diventate per l'occasione custodi delle chiavi come Hagrid ad Hogwarts) e dette custodi sono ampiamente adulte e hanno da gran tempo passato la fase del bufalo di malumore: sono persone affidabili e garbate, e non credo che abbiano consapevolmente sforzato alcunché. E dunque com'è fatto questo sedicente meccanismo di sedicente sicurezza? Forse con l'anima di stracchino e l'esterno di mascarpone? Forse pensano, i signori e le signore della ditta, che le scuole siano abitate soltanto da esperti liutai, orefici di lungo corso e ricercatori farmacisti usi a maneggiare con ineffabile cura infinitesime particelle di prodotti? Forse si sono bevuti il cervello, detto e non concesso che ne abbiano mai avuto uno? Forse gli è stata soverchia fatica cercare una serratura che fosse nello stesso tempo efficace e robusta? Non può essere questione di prezzo, visto il costo complessivo dei lavori: una serratura affidabile è alla portata di parecchie tasche, non importa essere un Rockfeller per assicurarsene qualcuna. Perché mai, non appena si tratta di scuole, le cose devono essere necessariamente fatte a cazzo?***

Seconda considerazione:
"Mi raccomando, non diciamolo ai ragazzi" si è raccomandata la VicePreside. 
E perché mai dovremmo dirglielo? Perché dovremmo tediarli con informazioni inutili, visto che lo scopriranno ben presto da soli, detto e non concesso che non l'abbiano già scoperto?
E' ragionevole credere che esista un qualche meccanismo della scuola che frequentano di cui i ragazzi non siano ben più padroni degli adulti?
Mapperpiacere!

*che nonostante quel che possa trasparire dai miei racconti se la passano meglio della media nazionale, tanto che nella classifica dei comuni italiani St. Mary Mead ha riportato un assai lusinghiero piazzamento nei primi cento anche in virtù della qualità delle sue scuole.
**Blackie da un qualche tempo si lamenta parecchio, va detto.
***senza offesa per il cazzo, è soltanto un modo di dire.

giovedì 30 settembre 2010

Taglio del Nastro 2010 - Registro alto o registro basso?


Si sa che, per colpa dei tagli ai finanziamenti, molte scuole sono ormai a corto financo di carta igienica. Non è il caso di Hogsmeade, dove il Comune provvede generosamente elargendoci abbondanza sia di carta da fotocopie che di carta igienica - davvero utile, quest'ultima, perché presenta anche molti possibili utilizzi al di là di quelli più consueti.

L'anno scorso i registri personali sono arrivati più di un mese dopo l'inizio delle lezioni, e trovai la cosa davvero scomoda. Certo, uno "si appunta tutto sull'agenda", ma l'agenda, per sua stessa definizione, non è un registro e quindi i dati non possono essere disposti in ordine più di tanto. Ripescarli da lì fu davvero arduo, tanto più che lavoravo su nove classi*.
Fu un caso insolito, perché di solito i registri a inizio di anno ci sono, e al massimo succede di vederli arrivare con un giorno o due di ritardo - sto parlando di quelli personali, dove gli insegnanti segnano i voti, perché quelli di classe, che si tengono sulla cattedra per le lezioni, gli assenti e via dicendo li ho sempre visti in cattedra sin dal primo giorno - sempre, sempre, sempre.
Ad ogni modo, dove si verifica un caso insolito se ne possono verificare anche due; così, dopo la presa di servizio, al momento di congedarmi dalla Preside ho chiesto con un bel sorriso "I registri personali ci sono già? Magari potrei iniziare subito a compilarli, visto che domattina entro in classe".
La Preside è vistosamente cascata dalle nuvole, ma siccome non è sua abitudine lasciare una domanda senza risposta ha chiamato in Segreteria. Dove è saltato fuori che non solo dei registri personali non era stata fatta richiesta, ma che latitavano alquanto anche quelli di classe. Così a sua volta lei mi ha fatto un bel sorriso e mi ha detto che sì, sarebbero arrivati presto - questione di giorni.
Del resto è sempre questione di giorni: anche la durata dell'Impero Romano si può misurare in giorni; anche quella dell'Impero Cinese, e pure quella dell'Impero di Vega. Metti un giorno dopo l'altro, in fila, e ottieni la lunghezza di tempo necessaria.

In Sala Professori mi hanno dato qualche particolare aggiuntivo: per esempio che era cambiata la Segretaria, e che Segreteria Didattica e Segreteria Amministrativa non si parlavano più - e, soprattutto, che la spiegazione era stata "non abbiamo ordinato i registri perché nessuno ce li ha chiesti" - che sono quelle risposte davanti alle quali è difficile trovare la forza di ribattere.

E così siamo entrati in classe per il Gran Taglio del Nastro senza registro personale e senza alcun registro di classe sulla cattedra - e chi non c'è passato non può immaginare che senso di vuoto possa dare la mancanza di un registro di classe - nemmeno la possibilità di fare l'appello se la classe è nuova (beh, magari tutti gli altri se ne sono fregati. Io, lo ammetto senza remore, l'ho trovato frustrante al massimo grado).

A metà mattinata comunque sono arrivati dei registri alternativi: constavano di un elenco di alunni della classe su foglio A4 spillato su un foglio a quadretti protocollo. Da qualche parte mi pare ci fosse pure un timbro della scuola. Il foglio protocollo era di quel pallido colore grigiastro tipico della carta riciclata - nobilissima istituzione, la carta riciclata, soprattutto quando non viene sbiancata troppo (la sbiancatura della carta è procedimento assai tossico, come ognun sa); ma quel foglio protocollo vagamente grigiolino era così deprimente che... vabbe', certo se fosse stato bianco non cambiava nulla: la situazione era deprimente e tale sarebbe restata, anche davanti a un foglio protocollo a quadretti di un bianco abbagliante.
Durante l'intervallo ho preso un righello, diviso per colonne il foglio, annotato le date, gli assenti, i libri di Lettere da portare per il giorno dopo...

Quel registro in carta igienica riciclata, per dieci giorni, è stato il nostro Registro di Classe.
Nel frattempo abbiamo avuto il primo Collegio dei Docenti dove la Preside ci ha spiegato con dovizia di dettagli e di argomenti l'importanza di tenere sempre i registri personali in ordine e ben aggiornati, elargendoci anche gran copia di consigli in materia.

A modo suo è anche una brava donna, e comunque in materia di Presidi ho visto di peggio. Però, secondo me, le manca il senso del ridicolo.
Manca spesso ai Presidi, ho notato.

*grazie alla brillante trovata della Maristella sull'Approfondimento, per la quale la ricorderò nelle mie preghiere ora e per sempre amen.

venerdì 10 settembre 2010

Il futuro è un'ipotesi


Una delle più fastidiose abitudini della Maristella nazionale è sempre stata quella di comunicare attraverso le interviste le Sue decisioni e solo dopo, con comodo, se proprio non c'era di meglio da fare e non davano nulla di buono in televisione, ricordarsi di chiedere agli addetti del Ministero di preparare una qualsivoglia leggina sugli argomenti trattati nelle interviste di cui sopra*.

Oggi la nostra amata Ministro ha fatto una conferenza stampa a palazzo Chigi parlando del nuovo sistema di reclutamento degli insegnanti. Sì, quello il cui disegno di legge è inchiodato in commissione da un paio d'anni ma che ha fatto coraggiosamente capolino il 22 Giugno per un'audizione in Senato. Quello che non è ancora arrivato in aula. Quello che si conosce a grandi linee, solo per sentito dire.
Proprio lui.

Il Ministro ha informato i giornalisti che la formazione a livello universitario partirà con l'anno 2011/2012 ma il tirocinio formativo, ovvero... ovvero non si sa cosa sia il tirocinio formativo, se non che è "parte centrale della nuova formazione", cotale tirocinio formativo comincerà già con quest'anno accademico "per accelerare i tempi del nuovo percorso formativo (per i soli laureati)". Non solo, questo tirocinio rappresenta lo strumento "per passare dal semplice sapere al 'sapere insegnare'" e per i docenti della secondaria è aggiuntivo al percorso universitario.

Ora, io di tirocinio non me ne intendo granché: quando ho fatto la SSIS insegnavo già da qualche anno e quindi mi hanno fatto fare un numero di ore simboliche, per giunta nella classe di abilitazione dove non mi interessava lavorare, e quindi dal tirocinio io non ho imparato un granché; ma ricordo benissimo che avevo una tutor, che mi accoglieva nella classe e mi diceva (con gran garbo e collaborazione, con le tutor ho avuto molta fortuna) fai questo e fai quello. Quindi per fare il tirocinio ci vogliono delle insegnanti che accettano i tirocinanti, qualcuno che glielo domanda, dei laureati che chiedono di fare il tirocinio eccetera eccetera. Che poi il terzo punto è il primo da cui partire, mi sembra, perché non tutti i laureati intendono darsi all'insegnamento. Non c'è una legge, non c'è un regolamento, non c'è una circolare - in sintesi non c'è un cazzo di niente. Come accidenti intendono farlo partire, il tirocinio, quest'anno? I tempi mi sembrano davvero un po' stretti, anche prevedendo un tirocinio simbolico come il mio (una quarantina di ore, mi sembra di ricordare).
Insomma, le premesse mi sembrano allucinanti, come sempre.

Abbiamo ordunque due possibilità:
1) Il tutto verrà fatto a rotta di collo, con le leggi approvate a mezzo o non approvate del tutto, poi i soliti ricorsi al TAR e appelli al Consiglio di Stato e via dicendo, insomma, la consueta trafila.
2) Il tirocinio "per l'anno accademico 2010/2011" farà la stessa fine delle ore di Educazione Ambientale che dovevano partire già lo scorso Settembre e della materia fantasma detta "Educazione alla Cittadinanza", ovvero sparirà in un dignitoso buco nero.

In un caso come nell'altro, gli unici commenti che mi salgono spontanei alle labbra sono del tutto inadatti ad una vera signora, e dunque preferisco astenermi dal riportarli.

*non so, ho come la sensazione di avere scritto già qualcosa di molto simile in tempi piuttosto recenti.

mercoledì 8 settembre 2010

Chi parla male del Provveditorato di Firenze non lo conosce (infatti, se lo conoscesse ne parlerebbe molto peggio) - 2


Ed eccoci a Settembre, dopo una strana estate in cui di scuola si è parlato poco anche se, come l'anno scorso, si è tagliato molto.
I giornali e le televisioni, la rete e l'opinione pubblica sono stati tutti occupatissimi con le vicende di un'alta carica istituzionale che, ci dicono, si è politicamente suicidato, e da quando si è politicamente suicidato viene ansiosamente seguito passo passo manco fosse Brad Pitt nei suoi giorni d'oro: che ha detto, che ha fatto, che ha pensato, che dirà, che penserà, che farà? Sull'esito dei ricorsi del TAR invece è calato un gran silenzio, e solo un po' di stampa specializzata ne ha fatto cenno, anche in rete. Del resto, erano eventi del tutto secondari rispetto all'incredibile e mai visto evento della nascita di un nuovo gruppo parlamentare, ovvio che sono passati in second'ordine.

Così l'attenzione sulla scuola si è ridotta, Tremonti e la Gelmini ci hanno in gran parte risparmiato le stupidaggini che inevitabilmente dicono sull'argomento quando aprono bocca (non voglio dire che all'occorrenza non siano capaci di dire stupidaggini anche su altre questioni, ma sulla scuola davvero non riescono a dire altro). In compenso i tagli sono proceduti senza intoppi.
Al Provveditorato di Firenze, poverini, forse si erano concentrati troppo sulla bolla di acquisto di una cucina o sulle quotazioni degli appartamenti a Montecarlo negli ultimi vent'anni e quindi hanno contato male le cattedre da assegnare - o almeno così ci raccontano. Tutte le province del regno hanno ormai provveduto all'assegnazione degli incarichi annuali e tutti i precari su incarico annuale del regno hanno ormai preso servizio, chi più chi meno soddisfatto della sorte che gli è toccata, ma a Firenze le convocazioni annunciate dal 6 al 13 Settembre sono slittate per medie e superiori al 13, 14 e 15 Settembre a causa dell'aggiornamento dei posti per sopraggiunte disponibilità nella Scuola Secondaria di 1^ e 2^grado. Queste misteriose nuove disponibilità* ci verranno comunque comunicate solo 24 ore prima della convocazione, non s'avesse a farci su qualche progetto.
Primo insignificante dettaglio: il 15 Settembre comincia l'anno scolastico
Secondo insignificante dettaglio: il 15 Settembre, in contemporanea con l'inizio dell'anno scolastico, i sindacati han convocato un Grandiosa Assemblea Collettiva, e stavolta tutti, anche i più miti, meno politicizzati e i più insofferenti alle assemblee sindacali bramano parteciparvi tutti, come un sol uomo e donna, me compresa, "per dare un segnale" (che se poi lo davamo due anni fa secondo me sarebbe stato anche meglio, ma tant'è).
Come faremo noi nominati il 14 sul tardo pomeriggio - perché il Provveditorato di Firenze ritiene suo preciso dovere non iniziare a nominare un cane che è uno prima di almeno mezzogiorno, ma a volte han cominciato anche alle due del pomeriggio - a partecipare e a fare la presa di servizio? Perché noi in particolare riteniamo di avere abbondanza di motivi e di interessi per partecipare, ma l'assemblea è di quattro ore e va dalle 8.30 a mezzogiorno, e non tutti avremo la scuola a un passo dall'ex-Teatro Tenda oggi Saschall.
Terzo insignificante dettaglio, che riguarda soprattutto il sostegno che verrà nominato il 15: per chi comincia a lavorare il 16 il mese di Settembre non produrrà rateo di tredicesima né ferie né contributi per la pensione, produrrà solo uno stipendio dimezzato.

Comunque, sulle convocazioni in ritardo, il Provveditorato di Firenze ha una lunga e illustre tradizione, e si favoleggia di un anno in cui tali convocazioni vennero addirittura fatte il 23 Dicembre (ignoro se con o senza renne).

*che poi, voglio dire, quante potranno essere? La provincia di Firenze è grandicella, ma insomma non è Roma, non è New York e tanto meno Tokyo.

mercoledì 21 luglio 2010

Mi TAR che per adesso...

Il titolo del post fa riferimento ad una bella canzone dei Bastard Sons of Dioniso.
L'immagine invece ci mostra una delle sedute del Consiglio dei Ministri in cui ci si è occupati
con attenzione e puntiglio della Grandiosa Riforma delle Scuole Superiori di Secondo Grado.

Una delle più fastidiose abitudini della Maristella nazionale è sempre stata quella di emanare disposizioni tramite circolari o avvisi amatoriali pubblicati sul sito del Ministero dell'Istruzione e solo dopo, con comodo, se proprio non c'era di meglio da fare e non davano nulla di buono in televisione, ricordarsi di chiedere agli addetti del Ministero di preparare una qualsivoglia leggina sugli argomenti trattati nelle circolari e negli avvisi informali di cui sopra (nemmeno sempre, peraltro: siamo ancora qui che aspettiamo qualcosa sulla mitica "Cittadinanza e Costituzione", materia di recente istituzione ma che non ha ore a lei dedicate né indicazioni ministeriali sui contenuti ma solo un buon numero di dichiarazioni in libertà alla stampa e in TV).
A far le cose in questo modo è chiaro che ogni tanto si finisce per inciampare, soprattutto se quello che proponi nella circolare comporta una ristrutturazione dell'organico in gran parte delle scuole del regno. Succede così che la legge sulla Riforma delle Scuole Superiori, o meglio sui Tagli di Cattedre alle Scuole Superiori, sia stata approvata solo in tempi molto recenti e quando erano già state fatte le iscrizioni alle Scuole Superiori di cui sopra.
I diretti interessati, che si sono dovuti iscrivere a tastoni, non hanno granché gradito e, piuttosto seccati da cotal modo di procedere hanno fatto ricorso al TAR in merito (per una sintesi della vicenda vedere qui); il ricorso è stato infine discusso nei giorni scorsi.
Ieri è arrivata la sentenza, o meglio, le varie sentenze. Che dicono (sembra, dice, pare, si sussurra, si vocifera) che la Riforma ormai ce la teniamo, anche se effettivamente al MIUR sono stati piuttosto cialtroni nella procedura, che per quanto riguarda le iscrizioni chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato, MA che cotale riforma riguarda solo le prime, mentre le cosiddette "classi intermedie" non subiranno riduzioni di orario - o meglio, passa la palla per la decisione al Consiglio Nazionale per la Pubblica Istruzione che ci farà sapere, con comodo.

La notizia è filtrata stanotte, e oggi è il 21 Luglio. L'anno scolastico si avvia tra un paio di mesi e tutta la struttura del MIUR era già in netto ritardo sulle procedure - voglio dire, in ritardo anche sul ritardo cronico che da sempre caratterizza l'avvio dell'anno scolastico. Naturalmente la Maristella ricorrerà al Consiglio di Stato che comunque, quand'anche le desse ragione (ma non è affatto detto che lo faccia) non lo farà in settimana e si farà aspettare per un po' .

Va da sé che dal MIUR e dalla Presidenza del Consiglio ci spiegheranno con dovizia di dettagli e di argomenti che è tutta colpa del bieco complotto demoplutogiudaicomassonico montato dalle sinistre e che è ora di finirla con tutti questi lacci e lacciuoli che ostacolano continuamente l'azione del governo, che si sa che le trafile legislative stanno lì per bellezza e non per essere prese sul serio ed è una vera vergogna intralciare un così brillante esecutivo con cavilli e quisquilie invece di badare alla bellezza dei principi che informano le loro leggi.
Sta di fatto che adesso il governo ha una grana in più, che era l'ultima cosa che gli serviva, e che la Maristella sarà ahimé costretta a dedicare qualche fuggevole pensiero anche alla gestione del suo ministero e non soltanto alla Fondazione Liberamente.
Inoltre è anche possibile che Qualcuno, lassù in alto, si domandi seriamente se davvero sarebbe una buona idea nominarla Coordinatore Unico del Partito Delle Libertà, perché se costei gestisse il PDL con la stessa cura che sta dedicando al Ministero dell'Istruzione, beh, allora l'attuale opposizione, accusata in questo periodo di non mostrarsi eccessivamente attiva e solerte, potrà ben giustificarsi dicendo che è inutile intervenire in aiuto del sole in Agosto in Sicilia, della nebbia in Ottobre nella pianura padana o del turismo a Roma nel periodo pasquale.

domenica 16 maggio 2010

Una foglia si nasconde in una foresta

Una foglia si nasconde in una foresta, un foglio (o una lettera) in un mucchio di carte.
(...ma se l'intenzione non fosse quello di nascondere il foglio?)

A Hogsmeade, come in tutte le scuole del regno, i ragazzi consegnano al docente eventuali giustificazioni all'inizio della mattinata. A Hogsmeade, contrariamente a quanto succede in buona parte delle scuole del regno, il docente in questione le prende e, non avendo lì sul momento un caminetto da accendere né orate o branzini da fare al cartoccio, le infila dove gli capita per poi dimenticarsene subito dopo.
Cioè, voglio dire: non si tratta di procedere ad una minuziosa archiviazione o soggettazione che richieda ore di ricerca in un titolario particolarmente articolato, si tratta di prendere due o tre foglietti di scarso peso e sbatterli alla rinfusa in una busta o cartellina nel primo cassetto della cattedra.
Onestamente, non è un lavoro molto complesso.
Anzi, a me sembra tutto sommato più lungo ficcare le giustificazioni alla rinfusa in cassetti, cartelle, altre buste che non c'entrano niente e soprattutto nel registro di classe - all'inizio, alla fine o in una pagina qualsiasi.

Eppure, regolarmente, in ogni classe, indipendentemente dal coordinatore (che a volte è quello che le ficca più a casaccio di tutti) la prof. Murasaki inizia la lezione salutando i ragazzi, firmando sul registro e dando una piccola caccia (che si rivela sempre assai fruttuosa) ai foglietti sparsi per ogni dove nel mentre i ragazzi tirano fuori il libro loro richiesto.

Non è un lavoro lungo o faticoso - in realtà ai miei occhi ha un suo fascino perverso.
Inoltre è utile, perché evita al docente di turno di seminare un prato di giustificazioni ogni volta che per un qualche motivo alza il registro di classe dalla cattedra.
Soltanto, non riesco a capire perché mi venga data l'occasione di farlo.

giovedì 3 settembre 2009

Come un nikuman nella sua pentola...



I nikuman sono delle specie di gnocchi di pasta con ripieno di carne, tipici della cucina cinese ma molto amati anche dai giapponesi, che cuociono a vapore in un'apposita pentola a tre strati.
Ne ho già parlato all'incirca un anno fa, in occasione delle convocazioni per le supplenze annuali. Quest'anno abbiamo cambiato scuola e il provvido CSU ci ha selezionato un edificio forse ancor più caldo di quello dell'anno scorso, ma di sicuro molto più piccolo. In teoria eravamo molti meno dell'anno scorso, ma a guardarci non si sarebbe detto - forse l'effetto sardina in scatola contribuiva, non so.
In compenso non mi spiego come mai, se le cattedre da assegnarci erano molte meno e io avevo risalito qualche posizione, i tempi sono stati all'incirca gli stessi. Tra l'altro non abbiamo avuto nemmeno cattedre che apparivano e scomparivano - almeno sembra, per adesso.
A St. Mary Mead quest'anno c'era una sola cattedra, che è sparita abbastanza presto. Così ho ripiegato su Hogsmeade, un altro paesello di provincia facilmente raggiungibile da casa mia. Questo mi priverà di molti piacevoli colleghi e del mio amato NuovoPreside (che aveva sì chiesto il trasferimento, ma per fortuna degli altri non l'ha ottenuto) ma tanto ormai la classe che avevo l'ho portata in terza e quindi non ho lasciato niente di incompiuto.

mercoledì 27 agosto 2008

Chi parla male del Provveditorato di Firenze non lo conosce (infatti, se lo conoscesse ne parlerebbe molto peggio)



A volte le convocazioni sono davvero irritanti


Ha cambiato nome non so più quante volte, e tutte le volte il nome sottindeva che quello strano carrozzone fosse lì non tanto per far danni, ma per servire la collettività: CSA, ovvero Centro Servizi Amministrativi, e adesso USP, Ufficio Servizi per la Provincia - ma per noi insegnanti rimane il Provveditorato; anche perché gli unici "servizi" che gli si possono ragionevolmente associare sono quelli igienici (che di solito però funzionano meglio).
Il nome cambia, ma il personale rimane lo stesso: e anche quando cambia viene selezionato in base a criteri molto rigidi dove l'arroganza, l'incompetenza, la maleducazione, il palese menefreghismo del codice civile e penale e la disorganizzazione costituiscono da sempre i veri requisiti essenziali.
Tali loro doti risaltano al meglio durante quella sorta di ordalia che passa sotto il nome di "Convocazione annuale per il conferimento di incarichi a tempo determinato", ovvero le Supplenze Annuali, in modo particolare per la cosiddetta Area Umanistica.

I vari interessati (qualche centinaio di persone) vengono convocati nella Palestra della scuola Marco Polo, edificio che sul finire di Agosto risulta molto simile a una di quelle pentole usate dai cinesi per cuocere i nikuman a vapore. Passano le ore e il caldo umido aumenta.
Siamo stati convocati per le nove, ma verso le undici avvisano che "la 43 non dovrebbe cominciare prima delle due e quindi chi vuole può andare a fare colazione".
Ovviamente nessuno si muove.
Venti minuti dopo qualcuno si decide a sbilanciarsi un minimo: "La 43 non verrò aperta prima delle due, potete andare. Se dovessimo finire le altre graduatorie prima delle due vi aspetteremo per cominciare".
Mentre usciamo, qualcuno si domanda perché non ci hanno convocati direttamente alle due. E' almeno il terzo anno che sento ripetere (e che mi pongo anch'io) questa domanda. L'unica risposta possibile è "Perché siamo troppo carogne per cercare di risparmiarvi un incomodo".

Approfitto della pausa per fare un salto in profumeria, a caccia di rimmel; ne trovo uno verde salvia e uno azzurro: mi trucco poco, ma un tocco di colore quando vado a scuola mi piace; poi vado in fumetteria dove prendo le ultime uscite di Nana e Inuyasha e soprattutto il secondo cofanetto di Gundam, che rappresenta il mio secondo regalo di compleanno - perché quando fai gli anni intorno a Ferragosto, con tutti i negozi chiusi, i regali sei costretta a farteli con un po' di ritardo. Infine un enorme grappolo d'uva, per uno spuntino idratante; si rivela una buona idea perché, scoprirò poi, ho la febbre; altina, anche.

Ritorno alla pentola per nikuman, dove inganno il tempo chiacchierando con le colleghe passate e future. Avevano ragione quando dicevano che non avrebbero aperto la 43 prima delle due, avevano proprio ragione. Infatti l'hanno aperta alle 17.30.

Come sempre esordiscono con la formula "Sono apparse delle nuove cattedre"; ogni anno, all'atto delle convocazioni, appaiono e scompaiono cattedre che nemmeno fossimo ad Hogwarts. Dico, una cattedra non è una sciocchezza, come minimo c'è attaccata una classe, di solito due, talvolta tre (parlo di Lettere alle medie, per altre materie le classi possono essere anche nove); non è roba che puoi far scivolare in tasca e uscire dal supermercato fischiettando, come fa a saltare fuori solo all'ultimo momento?
Mistero.
Ma le cattedre non si limitano ad apparire, talvolta scompaiono. Stavolta è scomparsa una cattedra in un paesino ai confini della provincia e al suo posto appaiono un gruppetto di cattedre molto appetibili, una delle quali addirittura a Firenze, che naturalmente viene subito presa.
Vengono assegnate una trentina di cattedre, poi quella di Firenze viene nuovamente assegnata.
Rumori, boati, strepiti e urla. Al banco delle assegnazioni fanno finta di niente, poi dicono che le cattedre di Firenze non erano una bensì due. Cioè, gli pare che siano due. Gli hanno detto che sono due. Glielo hanno detto? Gli pare, sì, che lo abbiano detto... dunque, cioè, no, ricontrolliamo... Sì, sono due. O forse è una sola?

Passa una buona mezz'ora di telefonate incrociate al Provveditorato, e alla fine risulta che la cattedra è una sola, e che quindi può essere assegnata una sola volta. Vengono disfatte e poi rifatte un po' di nomine e si continua. Sperando in bene, perché l'anno scorso furono assegnate ben cinque cattedre fantasma e dovettero fare una nuova convocazione.

Riesco a mettere le mani sull'unica cattedra di tutta la provincia che mi interessa, quella a St. Mary Mead (un grazioso paesino di campagna) e scappo via verso le sette di sera.
La giornata è completamente bruciata. Striscio fino a casa, dove una buona cena racconforta il mio stomaco. Un malefico mal di testa mi perseguita nonostante la doccia fredda e la tisana rinfrescante.

Comunque, anche per quest'anno sono sopravvissuta.