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sabato 7 ottobre 2023

La sganascevole e ridicolissima farsa del registro elettronico - Nuova serie - Ce la possiamo fare?

La nostra aggiornatissima e informaticissima segreteria
Durante l'estate una parte del personale della Segreteria dell'Istituto Comprensivo di St. Mary Mead e Crifosso è andato in pensione, e qualcuno si è pure trasferito, con gran tripudio di tutti noi. 
Tuttavia ciò non sembra aver apportato i benefici che speravamo.
Alla prima riunione di plesso la nostra nuova VicePreside, la prof. Olivieri, ci ha spiegato che con Argo ci sarebbero stati problemi. Lei aveva fatto pressione perché sin dal nostro primo giorno di scuola fosse possibile usare il registro elettronico Argo, quasi fossimo una scuola normale, ma dalla Segreteria l'addetta al registro ha spiegato che c'erano gli alunni da inserire e...
Ho alzato la mano.
"Per diversi anni mi sono guadagnata onestamente il pane come data entry. Se mi date un paio di istruzioni mi impegno a inserire gli alunni assolutamente aggratisse. Questo tipo di lavori mi riescono abbastanza bene e anzi mi rilassano. Alla fine abbiamo meno di duecento allievi, non credo che sarà una grande impresa".
"Avevo suggerito la stessa cosa" spiega malinconica la prof. Olivieri "Cioè, di inserirli io. Ma mi ha spiegato che non è possibile perché la nuova arrivata non conosce Argo e quindi ancora non sa... insomma, la risposta è no".
OK, ci ho provato (e non è il primo anno che ci provo). Di più non potevo fare.

In qualche modo tuttavia gli alunni vengono inseriti in tempo utile, e anzi sembra che addirittura prima o poi partirà la Giustificazione Elettronica, ovvero un simpatico accrocchio che ci permetterà finalmente di liberarci dal volo dei foglietti e soprattutto dalle giustificazioni sparse per ogni aula.
Ad ogni modo la sera prima dell'inizio della scuola non c'è alcuna giustificazione elettronica in arrivo. Anzi, come ci informa la VicePreside via mail non c'è al momento nemmeno l'orario perché la nuova addetta alla Segreteria ancora non conosce bene Argo e dunque non potremmo inserirci l'orario da soli, così almeno siamo sicuri di inserirlo giusto?
Non è esattamente una missione impossibile, e del resto la prof. Oliviero mi ha insegnato a farlo un paio di anni fa, quando mi trovò accasciata perché me l'avevano inserito, sì, ma sbagliato. 
Tempo richiesto dall'operazione: circa quattro minuti.
Tuttavia il giorno dopo scopro che qualcuno ha rifiutato perché è un lavoro che spetta alla segreteria. Si svolge dunque una interessante discussione che davvero fa onore al nostro senno: davvero inserire l'orario spetta alla Segreteria?
Quando il registro era su carta, chi scriveva a mano l'orario e le classi degli alunni?
Quando Adamo zappava ed Eva filava, chi era il gentiluomo?
Di solito il docente, ammette alla fine qualcuno.
Insomma, siamo tutti abbastanza elettrici, vuoi perché è il primo giorno vuoi perché boh.

Due giorni dopo però faccio una piccola interrogazione a Romeo, che risponde bene, e decido dunque di assegnargli un meritato sette.
Apro dunque fiduciosa la schermata apposita, scrivo l'argomento dell'interrogazione e...
Niente, non ci sono voti.
E perché non ci sono voti?
Qui non è questione di inserire o non inserire, la lista dei voti è la stessa da quando c'è il registro elettronico, ovvero più di dieci anni. Si parte dall'1 e si arriva al 10 con tutti i quarti di punto e qualche giudizio generico in sovrappiù, e perfino la possibilità di mettere i mieik amatissimi + con tanto di dicitura allegata "Effettua un intervento positivo" (perché i nostri alunni, nel tempo libero, si dedicano anche alla chirurgia. E con buoni risultati, per di più. Siamo una scuoletta di paese, ma diamo competenze molto varie).

Difficile pensare che Argo abbia improvvisamente deciso di bloccare i voti, difficile pensare che...
Io non penso: una volta di più scrivo affranta alla prof. Oliviero. Che risponde tosto che in Segreteria hanno combinato qualcosa di strano che richiederà qualche giorno per essere aggiustato e dunque ci vorrà pazienza.
Una settimana dopo arrivano anche i voti, non senza che in Sala Insegnanti vengano evocate più volte grasse oche bianche da spennare per ritornare ai bei tempi andati del registro su carta.
Non oso pensare a cosa succederà quando arriverà la Giustificazione Elettronica.

mercoledì 12 luglio 2023

Educazione civica - Meno male che Argo c'è

Penelope lavora con pazienza alla tela che tosto disferà.
Allo stesso modo, e con risultati assai simili, l'insegnante delle medie di St. Mary Mead compila il registro Argo.
Sono ormai passati tre anni dall'introduzione di quella  materia che, ormai da un ventennio, il Ministero decide periodicamente di reintrodurre  dopo un piccolo restyling e che attualmente porta il nome, non nuovissimo in verità, di Educazione Civica.
La legge era stata fatta un po' con i piedi ma alla prova dei fatti si è dimostrata piuttosto praticabile; perciò a St. Mary Mead ci siamo organizzati, abbiamo fatto il nostro bravo curriculum e abbiamo continuato a svolgere il nostro onesto lavoro su ecologia, informatica e istituzioni e regolamenti vari. 
Dopo attenta riflessione posso dire che l'insieme presenta anche degli aspetti positivi: per esempio quando ho voglia di occuparmi un po' dei massimi sistemi invece che della solita routine lo faccio senza alcun tipo di rimorso, con la scusa che "comunque dobbiamo fare le nostre trentatrè ore di Civica, giusto?". Per Geografia i temi ambientali e sociali non mancano di certo, per storia c'è lo studio dei vari sistemi di governo e legislativi con annessi e connessi, i flussi migratori, il colonialismo, lo sviluppo dei vari diritti eccetera. Per Italiano, ci sono autentiche valanghe di testi, anche ad altissimo valore letterario, che trattano temi sociali di vario tipo.  Ma tutte le materie hanno infinite possibilità: i regolamenti sportivi per Fisica, le statistiche per Matematica, la sostenibilità per Tecnologia... Insomma, il problema è soprattutto quello di darci un taglio a un certo punto e andare avanti col programma, non certo quello di trovare argomenti per riempire le trentatré ore che la legge ci richiede..
Di fatto ne facciamo parecchie di più, e alla fine dell'anno vengono fuori dei numeri che vanno dalle 50 alle 90 ore per classe.
Tutto bene dunque?
Ebbene no, non proprio tutto bene. La colpa però non è del Ministero o della legge; o almeno, non del tutto.
Le ore esclusivamente di Educazione Civica infatti sono rarissime: se, poniamo, Spagnolo decide di dedicarsi alla famiglia reale con relativa parte istituzionale (lezioni piuttosto utili perché, oltre a un po' di cronaca e di storia includono anche i nomi delle parentele e qualche termine legale e istituzionale, ovvero lingua spagnola) la lezione è di Spagnolo, il programma è di Spagnolo e nel registro elettronico...
I primi due anni abbiamo chiesto invano ad Argo di fornirci della materia di Edicazione Civica, e in mancanza di quello ci arrangiavamo tenendo una tabellina con gli argomenti e le date delle lezioni che allegavamo poi alla relazione finale.
Quest'anno, finalmente, il nostro amato registro Argo si è degnato di aggiungere Educazione Civica alle materie.
La procedura però non è delle più pratiche: l'insegnante di Spagnolo segna la lezione di Spagnolo, poi segna in contemporanea anche l'ora di Educazione Civica, e riscrive l'argomento della lezione, e se poi fa una verifica sull'argomento deve segnare la prova per Educazione Civica e anche i voti inserendoli per Spagnolo e per Civica - insomma, lavoro doppio. Che è una colossale scocciatura e porta via il suo tempo. Diciamoci la verità, con il registro su carta sarebbe stato più comodo.
Succede così che spesso l'insegnante segni le ore e voti per la sua materia e poi dica tra sé "Oggi non ho tempo, la duplicherò in un altro momento". E succede assai spesso che "l'altro momento" non arrivi mai e anzi che l'insegnante si dimentichi completamente che deve rifarlo. E davvero la cosa è più che scusabile perché Argo è assai lento e farraginoso da compilare, e se poi le ore le devi segnare due volte e due volte i compiti scritti con relativi voti, e due volte pure le interrogazioni, il rimpianto per le ore sprecate ad aprire e chiudere e rientrare e ri-rientrare si trasforma facilmente nel classico lamento "Ma queste ore che spreco a fare e disfare la tela, chi me le restituirà mai?". Ahimé, nessuno, perché è cosa nota che il tempo sprecato non torna più indietro.
Consapevole di questo, ho aperto la solita tabella degli anni precedenti sulla piattaforma dicendo ai colleghi "Compilatela lo stesso, così a fine anno saprete già quando avete fatto le ore, e per me quando faccio la relazione di fine anno sarà più semplice scrivere la parte su Civica". Mi è venuto in mente di dare sì strampalato consiglio, all'apparenza farraginoso, perché c'erano stati diversi problemi anche negli anni precedenti.
Risultato quasi inevitabile: la tabellina l'ho compilata solo io e un altro collega.
Arrivata dunque a fine anno ho fatto sì come prevedeva la trafila: ho chiesto le ore di Civica al registro... e ne sono arrivate quaranta. 
"Che strano" mi sono detta "Avrei giurato che ne avessimo fatte di più". Chiacchierando, infatti, era venuto fuori che era stato fatto questo, quest'altro e quest'altro ancora; ma lì invece risultavano soltanto le mie ore e quelle di Fisica, più  un paio di cosucce sparse qua e là - guarda caso, proprio le ore che risultavano anche dalla tabella della piattaforma.
Così ho scritto una letterina garbata ai colleghi dicendo "Ma non è che per caso qualcuno di voi, qualche volta, si è dimenticato di?".
Gran parte dei colleghi si è cosparso il capo di cenere e ha promesso di rimediare al più presto, ma alla fine dell'anno gli impegni sono tanti e qualcuno più distratto non ricordava nemmeno quando le aveva fatte, queste ore, e non era così sicuro delle verifiche. Già che ci siamo aggiungo che, se trascrivere due volte le lezioni è una gran palla, trascriverle dopo essersi scorsi il registro di tutto l'anno è una palla inenarrabile - e siccome alla fine dell'anno scolastico le cose da sistemare a livello di scartoffie sono veramente parecchie, sospetto che qualcuno abbia fatto un lavoro decisamente incompleto soprattutto a livello dei voti. In particolare Arte, che di ore di Civica so che ne ha fatte una valanga, trovandosi con nove classi da riguardare ha rimandato fino all'ultimo e nella mia classe risulta non aver fatto quasi niente. Anche così comunque è risultato un carnet di 68 ore, per quanto incompleto. Il fatto però che su 68 ore ci siano solo quattro voti di Civica per quadrimestre per alunno è, ammettiamolo, un tantino sospetto.
Ultimo ma non del tutto insignificante: da sempre da noi circola la stravagante teoria che il voto di Civica dovrebbe essere compatibile con la valutazione di condotta, e regolarmente agli scrutini qualcuno cerca di abbassare o alzare i voti in tal senso.
Ora, finché si tratta di alzare posso anche far finta di niente, ma abbassare un voto di materia per una motivazione così campata in aria e che non trova nessun riscontro in nessun punto della legge mi ha sempre molto contrariato - tanto più che quegli eventuali voti alti non sono piovuti dal cielo, ma glieli abbiamo dati noi, e se glieli abbiamo dati vuol dire che corrispondono a una prova positiva. Pòle un alunno indisciplinato, scortese o scorretto verso i compagni avere dei voti alti in questo o in quello? E se non pòle, dove sta scritto che non pòle? Per quale motivo un ragazzo indisciplinato, scortese o scorretto con i compagni non potrebbe avere una buona conoscenza delle istituzioni o una raffinata coscienza ecologica? Chi ci dice che non sarà proprio l'alunno indisciplinato e scortese che un giorno inventerà qualche meraviglioso sistema di ricavare energia pulitissima a costo infimo o, sviluppando la sua personalità, non condurrà mirabili battaglie per i diritti umani, animali e vegetali proprio in virtù di un grande interesse che ha sentito insorgere alle medie davanti alle nostre mirabili lezioni?
A questo nessuno mi fornisce mai una risposta; ma soprattutto nessuno mi indica mai il punto della legge che ci obbligherebbe a far coincidere civica con la valutazione della condotta.
Un caso interessante di autovincolo imposto da pregiudizi e stereotipi, mi sembra.

lunedì 20 febbraio 2023

Di quanto sia godurioso e semplice fare l'appello con il registro Argo (giuro di dire la verità, tutta la verità, soltanto la verità)

Carlo Cioni "S'i' fossi Argonauta Argo"
Un tempo esisteva il Registro Scolastico Su Carta; che per carità, si bagnava con la pioggia e si sporcava col gelato e cose del genere, ma aveva anche i suoi bei tratti positivi.
Messer docente entrava in classe alla prima ora, salutava gli alunni, afferrava la prima penna o pennarello che gli passava tra le mani, non importa di che colore, chiedeva distratto "Chi manca oggi?" e poi "Qualcuno deve giustificare?" e nel giro di mezzo minuto il registro del giorno era bell'e che fatto.
Poi è arrivato Sua Maestà il Registro Elettronico, che Dio l'abbia in gloria.
E l'appello si è trasformato in una sezione distaccata dell'Ufficio Complicazione Cose Semplici.

All'inizio, a dire il vero, non era così drammatico: si apriva la schermata dell'Appello, si scorreva la lista e si crocettavano gli assenti e si cliccava sulla casella dei giustificandi che effettivamente ti portavano una giustificazione. Nessuno, per quel che ricordo, ci ha fatto su i capelli bianchi.
Un pochino più complicato era chi entrava in ritardo o usciva in anticipo, perché dovevi aprire una schermata a parte ma soprattutto, per le uscite anticipate, c'era la malefica casella da giustificare, che era spuntata di default.
La cosa non ha molto senso, a ben guardare: o l'alunno è minorenne, e in quel caso non si può farlo uscire dalla scuola se non arriva a prenderlo qualcuno maggiorenne e autorizzato a prelevarlo, e dunque è giustificato se esce; oppure l'alunno è ormai maggiorenne e quindi si giustifica da solo. Noncurante di ciò, la casella esiste ed è spuntata di defult, quindi va tolta la spunta. E non sempre l'insegnante se lo ricorda MA quand'anche la ricordasse, sui computer della nostra scuola la casella non compare se non ricorrendo a una particolare manovra perché lo schermo non contiene tutta la schermata.
Tutto ciò rende complicato assai controllare le giustificazioni perché si svolge perennemente la stessa scena:
"Childerico, hai la giustificazione?"
"No" risponde perplesso Childerico "ma in effetti io non..."
"E' andato via a mezzogiorno" spiega il compagno più sveglio "E' venuto suo padre a prenderlo per portarlo dal dentista".
La classe conferma, Childerico ricorda e conferma pure lui. Posso capirlo, povera creatura: due o tre giorni fa è uscito prima da scuola per andare dal dentista ma non gli sembrava chissà quale avvenimento da restargli impresso più di tanto.
A questo punto l'insegnante di turno ben volentieri accetterebbe di cancellare la giustifica MA spesso non può farlo perché in quell'ora non era in classe e appare il malefico avviso "Ora non firmata!". 
Childerico dunque dovrà avvisare l'insegnante che era in classe quel giorno eccetera. Eccheppalle.
Tuttavia questo è ancora il meno. Anche sorvolando sulla deplorevole tendenza di Argo a dirti che l'ora non è firmata quando invece l'hai firmata, eccome, e devi riprovarci un paio di volte.
Un anno fa Argo infatti ha deciso di rendere il più possibile complicato il momento dell'appello, che in casi particolari può richiedere anche una ventina di minuti per essere gestito.
Andiamo per ordine e presentiamo i vari casi.
Childerico è assente.
L'insegnante deve aprire una apposita schermata, pomposamente definita Aggiungi evento multiplo.
Già l'idea che una semplice assenza sia addirittura un Evento fa abbastanza ridere. Si immaginano i giornali e i TG che aprono Childerico oggi è assente! Cosa sarà mai successo? Ascoltiamo le interviste dei suoi vicini. Con i vicini che poi raccontano "Bravo ragazzo, educato. Salutava sempre. Non so perché oggi è assente. Magari ha il raffreddore?".
Comunque due giorni dopo Childerico ritorna a scuola, munito di regolare giustificazione. E l'insegnante va a cliccare la G che sta per "deve giustificare". 
Si apre tosto una schermata a colonne: data (dell'assenza), stato (dove un rettangolino scarlatto avvisa DEVE GIUSTIFICARE e infine la descrizione dell'evento, che reca scritto "assenza".
Va bene, è un po' ridondante, ma insomma. 
Si clicca sul rettangolino scarlatto e compare un elegante ovale verde prato con dento scritto Giustifica.
In qualsiasi universo dabile la procedura finirebbe lì. Ma no, Argo prosegue inserendo l'avviso: Sarà giustificato 1 evento senza indicare una motivazione. Vuoi procedere?
Perché, in alto, c'è pure un rettangolo che dovrebbe contenere la Motivazione.
Personalmente non lo riempio mai - il ragazzo è minorenne, la famiglia ha firmato, noi dobbiamo comunque riprendercelo e dunque la motivazione secondo me non è affar mio né di Argo. In effetti da sempre, davanti a quel rettangolino, ogni volta mi prudono le mani e devo reprimere l'istinto a scrivere Ma saranno cazzi suoi? Senza contare che a volte i genitori, sobriamente, scrivono "indisposizione" oppure il buon vecchio "motivi familiari" ma non è raro che si dilunghino spiegando che il malcapitato aveva diarrea, vomito e mal di stomaco a causa di una indigestione* oppure crampi mestruali o addirittura era molto stanco e quindi l'ho tenuto a casa* e mi sembra che almeno una volta qualcuno abbia perfinoi spiegato che erano andati a prendere il nonno all'areoporto. Tutte motivazioni valide, per carità, ma che personalmente ritengo che rientrino nella buona, cara e vecchia categoria degli "affari suoi". Insomma, che fine ha fatto la normativa sulla privacy? I dati sulle malattie che affliggono noi insegnanti vengono (giustamente!) custodite dalla segreteria con grande segretezza e io devo andare a spiattellare ai quattro venti che uno dei miei alunni ha la diarrea? Davvero non mi sembra cosa. E insomma, ognuno ci ha le sue seghe mentali, io ci ho questa, che i fatti personali dei miei alunni li racconto davvero il meno possibile in giro. Che poi, il genitore ha pieni poteri di giustificare l'assenza anche se il ragazzo, semplicemente, non ci aveva voglia di andare a scuola. La legge glielo consente, sissignori.
Per i cultori della materia aggiungo che la farraginosa proceduta che ho descritto si è in realtà un po' accorciata nell'ultimo mese, perché prima c'erano ben due avvisi sul fatto che si procedeva a giustificare un malcapitato che era tornato a scuola, e inserire una motivazione non semplificava affatto le cose (una volta, per esperimento, ho messo la motivazione scrivendo "E' tornato" nella vana speranza che la procedura con la motivazione si accorciasse un po'. E no, non si accorciava).
Torniamo allo sventurato insegnante che prima di tutto deve aprire il riquadro degli eventi (un tempo, addirittura, definiti "straordinari", poi anche questa follia è stata tolta) e cliccare dall'elenco chi è assente. Poi giustifica - mediante la snella procedura testé descritta - chi è rientrato a scuola munito di regolare giustificazione, e infine si dedica a un nuovo riquadro di eventi per segnalare chi esce una o due ore prima. E, gente mia, non è da crederci quanti minuti riesca a mangiarsi l'appello, specie nei giorni in cui la classe all'ultima ora non ha insegnanti e dunque le famiglie vengono a prenderli prima del previsto, in particolar modo se  il collegamento fa i capricci (che di solito coincidono con il giorno in cui hai particolarmente fretta di cominciare).
Com'è noto a tutti, la pandemia ha lasciato un forte strascico di disagio psicologico. Anche nei programmatori di Argo, temo.

* giuro, e ho le prove per dimostrarlo

martedì 27 settembre 2022

Il periglioso viaggio di noi Argonauti di St. Mary Mead

Questo bel quadro dedicato alla nave Argo è di Constantine Volanakis e risale alla fine del secolo scorso

Per molto tempo ho creduto che il nome Argo del nostro registro elettronico prendesse il nome dal gigante Argo Panoptes (ovvero Argo Tuttocchi) che in virtù appunto dei suoi instancabili occhi venne incaricato da Era di sorvegliare occhiutamente la povera Io. Un personaggio piuttosto inquietante, comunque:
Dopo l'avvio di quest'anno scolastico mi sono però convinta che il nome si riferisca alla nave Argo, la prima nave che mai prese il mare. La vera Argo viaggiò a lungo e condusse Giasone e i suoi compagni verso la conquista del vello d'oro e di Medea; la nostra invece, non essendo affatto stata costruita sotto guida degli dei, rischia di schiantarsi ad ogni scoglio.
Quest'anno, dopo molte insistenze da parte dei vicepresidi delle medie dell'Istituto Comprensivo di St. Mary Mead e Crifosso, il registro elettronico è stato miracolosamente avviato dal primo giorno, cosa finora mai avvenuta. MA
- sin dal terzo giorno abbiamo visto che era scomparsa tra le materie l'Educazione Civica, e tutti abbiamo grandemente imprecato alla nostra insopportabile Segreteria
- al quarto giorno abbiamo osservato, con vivace disappunto, che non era possibile inserire voti
- al quinto giorno infine abbiamo visto che non si riuscivano ad inserire le entrate in ritardo e le uscite anticipate degli alunni.
Ed era tutto un fiorire di imprecazioni verso la nostra ineffabile Segreteria mentre la VicePreside ci chiedeva di avere pazienza perché l'addetta al registro non andava stressata e avrebbero provveduto loro a portare il pacchetto di richieste tutto insieme perché appunto l'addetta non si stressasse troppo sentendo il coro delle nostre legittime lamentele. Nell'attesa fiorivano i commenti perché, insomma, un registro dove non potevi mettere voti né entrate in ritardo e uscite in anticipo sembrava utile quanto il tradizionale frigorifero al Polo Nord.
Che scandalo, la nostra Segreteria! Che abominio, la nostra Segreteria! Oh, quanto era sommamente incapace, la nostra Segreteria!
Fin quando, chiacchierando con una collega che lavora in altra città scoprii che anche loro avevano gli stessi nostri problemi, ed era assai probabile che il vulnus fosse proprio di Argo e non della nostra Segreteria, che di tutto può essere accusata ma non di cercare di mettere troppo spesso le mani nel registro.
Infatti la Segreteria era innocente come uno stormo di colombe e anzi ha prontamente chiamato Argo perché rimediasse ai suoi mali, e così adesso possiamo mettere i voti e perfino segnalare se qualche ragazzo esce alle 11.00 per farsi gli affari suoi.
La mattina dopo è infatti apparso il tanto temuto riquadro dove Argo annunciava migliorie. 
Per una volta però l'apparizione del riquadro non ci aveva inquietato: era chiaro che Argo aveva risolto i suoi problemi interiori e...
No, non proprio.
Argo ha effettivamente apportato migliorie. Di quelle che nessuno gli chiede. 
Lo abbiamo scoperto già stamani.
Avevo ben due giustificazioni da inserire. Ho preso i foglietti, pigiato il tasto della giustificazione, segnato la data dell'assenza da giustificare...
Ed ecco apparire un riquadro minaccioso:
Sarà giustificato 1 evento senza indicare una motivazione. Vuoi procedere? Sì No
Resto interdetta davanti al riquadro. Finora le giustificazioni non erano mai state classificate come eventi* e non si era mai insistito sulla mancanza di motivazioni. E poi, che motivazioni potevo fornire?
Dopo breve riflessione ho scritto nel riquadro è guarita e ho pigiato il tasto .
Di nuovo è apparso il minaccioso riquadro Sarà giustificato 1 evento con la seguente motivazione "E' guarita". Vuoi procedere?
Così ho scoperto che la motivazione non era indispensabile, e che in effetti ad Argo la motivazione non importava granché, era solo in modo per complicarci ulteriormente la vita.
Ho pigiato e mi sono fermamente ripromessa di non motivare mai più alcunché.
Ho poi detto ai ragazzi, che avevano seguito divertiti tutta la procedura Credo che sarebbe il caso di informarsi su cosa si fumano i tecnici di Argo. Per evitare di fumarla anche noi, intendo. Perché mi sembra roba molto tossica.
I ragazzi si sono detti d'accordo.
I colleghi, in Sala Insegnanti, hanno parimenti apprezzato il mio savio commento.

Spero che ci cambino registro al più presto perché sono davvero stufa.

* la demenziale definizione di evento si applicava soltanto a entrate e uscite fuori orario e a quando l'alunno era a casa in DaD, e già così ci sembrava piuttosto ridicola

sabato 5 febbraio 2022

Inequivocabili sintomi di stanchezza

Alla scuola media di St. Mary Mead siamo stanchi. Anzi, nemmeno stanchi. 
Sfiniti, accasciati, sopraffatti, inebetiti, appiattiti, spalmati.
Eppure non andiamo a spaccare pietre, non spostiamo travi, non scarichiamo navi, non trasportiamo casse piene di metallo.
Ma siamo stanchi, tutti stanchi, come nella vecchia pubblicità della Permaflex che non riesco a ritrovare in rete, dove una sorta di relitto umano con enormi occhiaie e un berretto da notte in testa vagava cantando con voce assonnata "sono stanco / tutto stanco" sull'aria di una celebre (all'epoca) canzone di Bruno Martino. A lui bastava un materasso Permaflex per riprendersi, noi abbiamo tutti (immagino) materassi piuttosto confortevoli e di ottima fattura ma lo stesso siamo stanchi in modo irreale. Immagino si tratti di stanchezza psicologica dovuta soprattutto al fatto che, tra positivi vecchi e  nuovi, sostituzioni vecchie e nuove, avvisi vecchi e nuovi eccetera non ci rimane tempo né disponibilità mentale per preparare delle lezioni decenti (i ragazzi comunque non sembrano avvertire la differenza, e reagiscono esattamente nello stesso modo di sempre, e anche questo forse è un aspetto interessante. Oppure siamo noi che siamo troppo stanchi per notare qualche differenza).
Certo, la fine del quadrimestre è sempre un momento critico e porta un carico di lavoro supplementare, e in più abbiamo avuto una serie di imprevisti di vario tipo, non solo e non tutti direttamente collegabili alla pandemia. Massantocielo, siamo davvero ridotti male.

Arriva il pomeriggio degli scrutini della mia sezione. Ci mettiamo tutti alle nostre postazioni; per una serie di motivi io sono a scuola, con l'unica distrazione di una  mug d'acqua fresca da bere a piccoli sorsi - insomma, nessuna motivo di distrazione, nemmeno le gatte sullo sfondo che si lamentano per questo, per quello o perché perdo tempo al computer.
Gli scrutini della Prima Sfigata si svolgono tranquillamente, anche se da qualche parte del mio inconscio mi punge la vaga impressione che Qualcosa è stato trascurato - ma è una sensazione troppo vaga per affiorare davvero in superficie. Riaffiora per una frazione di secondo ogni tanto, ma mai per un tempo abbastanza lungo perché riesca a realizzarla davvero. Del resto, si sa, sono stanca e i miei riflessi sono allentati.
Arriviamo alla Terza Chiassosa, dove c'è il problema di Sailormoon, di nuovo sparita dai nostri radar con la solita carrellata di scuse e di tamponi sempre negativi - e mentre sorseggio la mia mug di acqua fresca qualcuno osserva "Ma come mai Sailormoon ha delle assenze così basse, se non la vediamo quasi mai?".
E' vero, scopriamo con grande stupore. E tutti a dare la colpa al Perfido Argo che fa sempre casino, e dove andremo a finire di questo passo signora mia. Poi qualcuno osserva che nelle viscere di Argo la scheda dell'alunna registra invece un numero di assenze tanto alto quanto credibile, e allora sì, è proprio un problema di Argo che non riesce nemmeno ad essere d'accordo con sé stesso, e davvero dove andremo a finire di questo passo, signora mia?
Mentre continuo a sorseggiare perplessa la mia tazzetta d'acqua fresca, di nuovo il mio inconscio mi punge con un vago sospetto di qualcosa... ma sono troppo stanca per registrarlo a livello consapevole finché qualcuno osserva "Un momento, ma qui siamo sulla scheda di Sailor Mercury, che ha delle assenze molto basse perché in effetti ha sempre frequentato regolarmente".
Guardiamo aggghiacciate. 
Ebbene sì, stavamo stravolgendo completamente il quadro assenze di una alunna che non ha problemi di sorta, appioppandole una valanga di assenze non sue. E così scopro che ciò che pungeva vagamente la mia coscienza era l'aver visto che in cima alla scheda che stavamo massacrando a colpi di assenze era apparso più e più volte il nome di Sailor Mercury.
Lo sventurato compilatore corregge di nuovo sotto dettatura del coordinatore, prendiamo atto che il povero Argo una volta tanto sta facendo regolarmente il suo dovere e ci infiliamo tutti la nostra regolamentare busta di carta pagliata sulla testa per poi strisciare verso l'alunno successivo sentendoci, tutti, una gran manica di idioti (senza offesa per gli idioti, è solo un modo di dire).
Alla fine torno a casa (molto stanca, e chi l'avrebbe mai detto?), saluto le gatte, faccio un salto in rete ascoltando le ultime notizie, poi guardo distrattamente la posta della scuola...
E scopro una lettera della Responsabile Informatica: ci siamo dimenticati, niente meno, che di sigillare i giudizi. Costei chiede che li sigillino i coordinatori. E' una operazione veloce, basta pigiare un tasto, ma siccome è la prima volta che lo pigio, quel tasto, prima chiamo la Responsabile per una conferma, vai a sapere cosa succede se sigillo e tra due ore arriva l'avviso che no, non avremmo dovuto sigillare (capita spesso, da noi, che ci venga chiesto di fare una determinata operazione e due ore dopo salta fuori che non dovevamo farla perché nel frattempo Qualcuno dall'alto ha cambiato idea).
Invece no, è tutto regolare e devo sigillare. Così sigillo e decido che è tempo di andare a riposare insieme a un buon libro.
E tra una pagina e l'altra del libro rifletto.
Sono sei anni che facciamo gli scrutini col registro elettronico, che è sempre stato Argo - e, purché ci sia il collegamento in rete, si tratta di una procedura tutto sommato piuttosto rapida e sensata. E in questi sei anni abbiamo sempre sigillato quel che si doveva sigillare prima di chiudere lo scrutinio. In questi sei anni abbiamo cambiato diversi insegnanti, ma i due che gestivano gli scrutini di tutto il plesso sono sempre stati gli stessi, e non hanno mai perso un colpo.
La Preside era presente, e anche lei ha fatto ormai diversi scrutini con Argo - anche scrutini da remoto, ahimé.
Cioè, non avevamo l'ombra di una scusa o di un attenuante, se non quella di essere forse stanchi, ma di sicuro di fuori più di un tetto a pannelli solari.
E insomma cosa ne sarà di quei poveri ragazzi che ci sono stati dati in custodia, o dovrei piuttosto dire in balìa, davvero non so.

martedì 30 novembre 2021

Timeo Argo et meliora ferentes (Temo Argo soprattutto quando apporta migliorie)


 All'interno, il registro Argo funziona più o meno così
I colloqui con i genitori in rete sono comunque piuttosto pasticciati, ma a St. Mary Mead abbiamo adottato una procedura particolarmente bizantina: gli sventurati autori dei nostri alunni si prenotano su Argo, che provvede a mandarci apposita mail che ci avvisa.
Gli insegnanti poi ricevono sulla piattaforma Meet, dove ognuno ha aperto una Classroom allo scopo, e dove ogni settimana indica chi riceve e a che ora. Il genitore quindi si prenota su Argo e viene ricevuto altrove, per la cronaca in un Altrove che per noi è ormai diventato una seconda casa, ma dove lui/lei non ha particolare dimestichezza. 
Arrivato lì deve scoprire dove deve pigiare per entrare nella chiamata. Alcuni, non so perché, aspettano l'invito e mandano a dire che non sono stati invitati. Altri entrano al momento sbagliato - e viene il sospetto che da qualche parte ci sia qualcosa che non funziona come dovrebbe, perché nei due anni passati questi problemi non c'erano.
Argo comunque è un Bravo Registro e ogni tanto cerca di migliorare (di solito con effetti disastrosi); l'anno scorso ad esempio decise di occuparsi lui di gestire i compiti assegnati (prima li scrivevamo noi alla data in cui li volevamo) e il risultato, per molte settimane, fu che nessuno vedeva alcunché finché qualche alunno scoprì una tecnica piuttosto complicata che permetteva di visualizzare gli agognati compiti. Quest'anno invece ha fatto una miglioria per cui dal telefono i compiti non si vedevano più e stiamo ancora aspettando che rimedi. L'ultimissima modifica ha fatto sì che inserire i voti diventasse lungo ed estremamente laborioso, e comunque anche quello non si poteva fare per telefono (a onor del vero, quella l'hanno rimediata in sole due settimane). 
Comunque sia, tutte le volte che appare la malefica finestrella che ci annuncia che Argo si è migliorato, tutti noi abbiamo imparato a tremare e ogni volta mi rallegro vieppiù di fare tutto via computer (ma, insomma, visto che al contrario di me la stragrande maggioranza delle persone fa quasi tutto col telefono, magari Argo potrebbe decidersi a prenderne atto, mi sembra).
L'ultima geniale trovata è uno strano meccanismo per cui si può annullare un appuntamento del ricevimento.
E magari si potrebbe essere portati a pensare che annullare un colloquio può essere una comodità. Di fatto, è sempre stato possibile, com'è giusto che sia.
Argo però ha deciso di annullare anche i colloqui già avvenuti. Mi ero già un pochino insospettita quando, tre giorni dopo il ricevimento, mi era arrivato l'avviso che i genitori di Dotto avevano annullato il colloquio - che si era svolto appunto tre giorni prima ed era anche stato lungo e proficuo.
"Che senso ha annullare qualcosa che è stato già fatto?" mi ero chiesta perplessa. Ma si sa, le stranezze della vita sono tante.
Oggi però, avvisata che i genitori con cui avevo finito di parlare mezz'ora prima avevano pure loro annullato il colloquio mi è sorto il sospetto che la colpa sia di Argo e non del genitore improvvisamente uscito di senno (per quanto, ad avere spesso a che fare con Argo, uscire di senno è cosa assai facile). 
Chissà, magari gli manda qualche avviso incomprensibile e lo sventurato genitore pigia un tasto a caso per cancellarlo. Oppure, poveraccio, magari pigia quello giusto ma qualche contorcimento interno di Argo lo trasforma in un ordine di cancellazione.
Perché non è possibile che tutti 'sti genitori siano presi dalla fissazione di annullare colloqui già fatti. Voglio dire, d'accordo che c'è tanta gente che si annoia e non sa come passare il tempo, ma insomma...

Forse sarebbe il caso di aprire una raccolta firme per convincere i tecnici di Argo a prendersi una lunga e meritata pausa di riposo e smetterla una buona volta di far danni?

martedì 28 gennaio 2020

A cosa serve il registro elettronico? - 9 - Ma soprattutto: vogliamo davvero che serva a qualcosa?


Collegio dei docenti. La Preside Cornelia Caramell annuncia che presto anche la scuola primaria userà il registro elettronico. Noi dell'ala delle medie ascoltiamo con blando disinteresse.
Si alza una maestra.
"Mi scusi, io sapevo che alle medie c'era il registro elettronico ma che i genitori non potevano vederlo. Adesso mi dite che col registro elettronico io genitori potranno vedere i voti. Allora è cambiato qualcosa? Perché non mi ricoprdo che in collegio si sia mai parlato di questo cambiamento".
Brusio perplesso intorno a me. La Preside, arrivata da pochi mesi, non sa cosa rispondere perché quando è arrivata il registro era in chiaro da più di tre anni. Esattamente da quando...
Alzo la mano e vengo autorizzata a intervenire.
"Parlo io perché ricordo perfettamente cosa successe quando il registro partì" evito di aggiungere che proprio poche sere prima, per caso, mi ero incantata a rileggere tutta l'orrendevole e drammaticissima e sganascevole e ridicolissima saga del registro elettronico con cui avevo ornato il mio blog, riscuotendo a suo tempo anche lusinghieri successi di critica e di pubblico, e quanto mi fossi rotolata dal ridere a ogni nuovo post perché nel frattempo molte cose le avevo dimenticate "Nei primi tempi il collegamento in rete era occasionale, buona parte dei computer funzionava male, il registro veniva compilato da casa ed era molto difettoso, inoltre solo alcuni riuscivano a compilarlo perché anche le password non sempre funzionavano. Venne così deciso di aspettare che le cose si sistemassero prima di far accedere ai genitori. Più avanti il collegamento è diventato stabile, le macchine difettose sono state sostituite, tutti gli insegnanti hanno avuto il loro accesso e alla fine il registro è stato reso accessibile. Ma permetterne la visione ai genitori è sempre stata la finalità cui tendeva detto registro. Esiste ad ogni modo anche la possibilità di non rendere visibili le valutazioni, tutte o in parte se qualcuno desidera valersene" spiego compunta.

In realtà le cose non andarono esattamente così. All'inizio fu deciso di aspettare un po' "per permettere agli insegnanti di familiarizzarsi". La fase durò un paio di anni buoni e si concluse solo con l'arrivo della Preside Reggente, che quando seppe che c'era un registro fantasma disse (non senza ragione, a mio avviso) "Ma che sciocchezza è questa? Diamo le password ai genitori e subito!" e nel giro di due settimane ciò avvenne. 
È altresì vero però che da molti e molti mesi, visto che ormai tutti avevamo imparato a compilare correttamente quell'aggeggio, il collegamento in rete era ormai quasi stabile e ogni classe disponeva di un computer che funzionava in modo decente, tutti ci domandavamo con una certa perplessità e molta irritazione perché quel cazzo di registro elettronico non potesse essere visionato anche da alunni e genitori qualora gli fosse venuta vaghezza di farlo, e la sortita della Preside Reggente riscosse la nostra unanime approvazione. 
Ma son dettagli, e quello era un Collegio Docenti con diciassette punti diciassette all'ordine del giorno, non un seminario sugli scheletri nell'armadio dell'Istituto Comprensivo di St. Mary Mead, quindi mi sono astenuta dall'insistere su queste minuzie.
Ad ogni modo è chiaro che le insegnanti delle elementari sono contrariate all'idea di rendere pubblici (beh, pubblici... diciamo "visibili a famiglie e alunni") i loro voti. Eppure, immagino, a quegli stessi genitori che in futuro li leggeranno a casa che siano abituati a comunicarli, questi voti, quando costoro vengono a colloquio.
Certo che la gente è ben strana.
Che senso ha tenere un registro elettronico, se possiamo vederlo solo noi?

mercoledì 22 gennaio 2020

A cosa serve il registro elettronico? - 8 - A complicarti la vita, se nessuno si occupa di farlo funzionare

Un micetto coordinatore chiede gentilmente di avere accesso al registro elettronico felino

Come ho già avuto occasione di raccontare, quest'anno la nostra segreteria perde decisamente colpi; ma col registro elettronico sta decisamente superando sé stessa.
Chi insegnava anche negli anni scorsi tutto sommato si arrangia decentemente, fermo restando che qualcuno ha segnata anche l'ora di ricevimento (a che pro?) e qualcuno no. Ma per i nuovi arrivati son dolori.
Prendiamo gli insegnanti di sostegno. Alcuni di loro, misteriosamente, non possono aggiornare presenze e assenze, in compenso nessuno di quelli che ha fatto solo una breve comparsata a inizio anno è stato cancellato - ci sono quindi classi che, in certe ore, hanno quattro righe: insegnante che ci fa lezione, sostegno attuale, sostegno precedente e magari ricevimento di qualcuno che in quella classe a quell'ora non c'è. Le righe poi diventano cinque se in quell'ora c'è una sostituzione, e insomma a volte per firmare alla quarta ora si devono scorrere tre schermate.
E vabbé, nel più ci sta il meno.
Poi c'è una delle nuove in segnanti di Arte, un tipino tranquillo, coscienzioso, un po' perfezionista e molto new age, che veste sempre in azzurro tono-su-tono, cpn una raffinatezza degna delle migliori dame hejan, e che quindi io amo profondamente.
Una brava figliola molto gentile ed educata - e questo le crea qualche problema.
Non con i ragazzi, che sembrano apprezzarla e con cui fa dei lavori molto interessanti.
Non con i colleghi, con un'unica eccezione (di cui vado più sotto a riferire).
Ma con la Segreteria sì.
Costei ha la grave colpa di essersi vista rifilare il coordinamento di una classe. Visto che li vede una volta a settimana e che un giorno a settimana lavora a Crifosso, chiaramente una parte del coordinamento - la raccolta dei vari tagliandi & moduli, per esempio - ricade sui colleghi, il che rientra nel normale ordine delle cose e nessuno se ne lamenta tranne Lettere, che continua a ripetere almeno tre volte al giorno di come tutti pensano che sia lei la coordinatrice, compresi i ragazzi e i genitori, e spiega un giorno sì e l'altro pure a chiunque le capiti a tiro che la vera coordinatrice è lei e l'altra non fa niente - il che molto ingiusto perché, pur vedendo la classe una volta a settimana, costei è una coordinatrice assai precisa e coscienziosa e si è sobbarcata tutto ciò che le spettava facendolo con molto garbo e nel migliore dei modi. 
A me non sembra una gran tragedia raccogliere qualche sfilza di tagliandi in più, l'ho sempre fatto anche quando non ero coordinatrice e non mi sono mai aspettata una medaglia al merito per questo - e giustamente nessuno me l'ha mai data, come non l'ha data alle varie insegnanti di Lettere che, vedendo quasi sempre una classe tutti i giorni collezionano tagliandi vari.
Ma non è soltanto Lettere che è convinta che Arte non sia la vera coordinatrice di quella classe; evidentemente anche in Segreteria la pensano così, perché non le hanno dato le credenziali da coordinatore nel registro elettronico - in pratica, non entra altro che nelle sue ore e non ha accesso ai voti degli altri e soprattutto a quei magici campi che formano la delizia del Fortunato Coordinatore, ovvero l'area dei Giudizi Globali e quella delle Competenze.
Di solito, va detto, non è che il Coordinatore passi le sue giornate a bracare i voti messi dai colleghi, ritenendo di avere fin troppo a che fare con i suoi se non quando si avvicinano gli scrutini - e  insomma, solo una settimana prima del prescrutinio (quando appunto i consigli di classe sono in gran parte dedicati ai giudizi globali) costei ha scoperto che non aveva accesso all'area a ciò predisposta.
Lo ha fatto notare col suo consueto garbo prima alla Segreteria, poi alla Preside (che le ha detto di andare in Segreteria) e poi di nuovo alla Segreteria, che ha borbottato qualcosa sul fatto di chiamare Argo. Allora la gentile coordinatrice ha chiamato Argo, dove l'addetto non si è fatto trovare, e poi è di nuovo andata in Segreteria...
Conclusione: visto che è coscienziosa oltre che gentile, non ha ancora mandato a Fanculo nessuno e invece ha fatto una stampa su carta della tabella dei giudizi, poi l'ha ridotta e rimpicciolita perché potesse entrare in due fogli e infine ne ha fatto tante fotocopie quanti sono gli alunni, e con la sua bella risma si è presentata al Consiglio per fare i giudizi.
L'ho ammirata molto per la sua gentilezza e dedizione alla causa, ma ho anche pensato che, appunto perché gentile e coscienziosa, Preside, Argo e Segreteria avrebbero dovuto riservarle un trattamento molto migliore.
Di tutta la faccenda, ovviamente, la Coordinatrice in pectore se n'è infischiata alla grande.
Immagino che non siano queste le tragedie della vita, ma temo di essere rimasta piuttosto irritata da tutto ciò.
Senza contare che, siccome i giudizi compaiono sulle schede che tra un paio di settimane andranno stampate, e quindi Segreteria, Argo e Preside dovranno comunque darsi una mossa perché i giudizi non si stampano da soli se nessuno li inserisce nel registro, non capisco nemmeno il gran vantaggio di tutto questo scaricabarile.
Ma immagino sia un limite mio.

mercoledì 4 dicembre 2019

A cosa serve il registro elettronico? - 7 - Davvero a troppe cose, se non ti ricordi di chiuderlo

Uno dei molti problemi di Argo anni fa era che la seduta scadeva subito, nel giro di pochi minuti, e il tapino di turno che voleva usarlo per un po' di tempo era costretto a fare e rifare l'accesso una infinità di volte, con suo grande disappunto & giramento di palle estremo. Una lagna da non dirsi.
Sembra però che questo inconveniente sia stato eliminato. Sì, davvero sembra.

Alla seconda ora di Lunedì entro nella Terza Zuzzurlona. 
"Avete fatto il registro?".
"No, a Spagnolo ci ha portato giù in laboratorio".
Cose che capitano. Accendo il computer. O meglio scopro che è giù acceso.
E aperto sulla pagina del registro.
Visto che è aperto sui compiti di Matematica ne deduco che è stato lasciato aperto dall'insegnante appunto di Matematica... all'ultima ora di Sabato.
E mo' che faccio? Esco e poi rientro notificando così che il registro era ancora aperto?
Davvero non mi par cosa. I nostri alunni sono tutti angeli, questo lo do per scontato, ma è cosa nota che anche gli angeli possono cadere in tentazione, se provocati - e insomma lasciare scodellato il tutto con tanto di voti a disposizione mi sembra un pochino pericoloso, anche se, ripeto, i nostri alunni sono tutti angioletti provvisti di regolamentare aureola e grandi ali spiegate.
Per fortuna il male stavolta ha in sé il suo rimedio: Matematica là dentro è anche il coordinatore e quindi può mettere le assenze quando vuole anche se quel giorno non ha lezione.
Apro la schermata dell'appello, segno le assenze, segno le giustificazioni, poi chiudo il tutto a grande velocità. E speriamo di non esserci fatti troppo notare.
Speriamo.

Non è la prima volta che succede, ma le altre volte l'insegnante che aveva lasciato aperto il registro era quello dell'ora precedente. E insomma non è proprio il massimoi ma la sorveglianza è continua e il rischio che un alunno intraprendente decida di rimediare a qualche voto non troppo buono è minimo - fermo restando che comunque è meglio non indurre in tentazione nessuno. 
Che però l'ineffabile Argo mantenga aperta la sessione per più di sessanta ore mi sembra davvero un po' eccessivo, soprattutto se in queste sessanta ore e passa nessuno ci ha scritto sopra nemmeno "Crepa!".

Comunque da allora ho preso da parte un paio di colleghi e gli ho fatto un garbato discorsino. 
E quando faccio l'ultima ora ho sempre gran cura di spengere il computer prima di lasciare la classe.
Resto comunque un po' perplessa.

giovedì 7 novembre 2019

A cosa serve il registro elettronico? - 6 - Caro, autem infirma (imperativo presente)

Il moderno set di attrezzature con cui l'insegnante di St. Mary Mead notifica la sua presenza in tempo di nuove tecnologie

Altro indubbio vantaggio del registro elettronico è di contenere in sé anche il registro delle firme che attesta la presenza degli insegnanti nelle classi.
Un tempo, alla scuola media di St. Mary Mead gli insegnanti notificavano la loro presenza strisciando un badge. La faccenda era di dubbia utilità perché tanto nessuno controllava mai e un bel giorno la macchinetta da strisciaggio venne levata, mi pare (ma non sono sicura) in concomitanza con l'arrivo del Grandioso Registro Elettronico.
Comparve però un registrino per le firme manuali, che nella maggior parte dei casi dimenticavo di firmare. Non ero però l'unica.
"Non capisco" osservai blandamente un giorno in cui entravo alla seconda ora "Siamo nove classi, oggi non ci sono insegnanti assenti ma qua sono la quinta a firmare".
"Io non firmo per partito preso, è una cosa assolutamente inutile" mi spiegò una collega.
"Io non firmo perché me ne dimentico sempre" aggiunse un'altra.
Più avanti, però, nella remota eventualità che qualcuno controllasse, presi l'abitudine di firmare in entrata e in uscita per segnalare sommessamente l'immane quantità di ore che dedicavo alla biblioteca, all'epoca in fase di allestimento. Era un lavoro che facevo aggratisse e del tutto di mia spontanea volontà, ma se qualcuno caso mai avesse voluto controllare, avrebbe comunque potuto agevolmente vedere che in quella scuola passavo un tempo molto maggiore di quanto il mio orario prevedesse.
Quest'anno ho visto però che il regolamento della scuola prevedeva che io firmassi su carta perciò firmo, per purissimo spirito di pedanteria e per nessun altro motivo. Ma non siamo in molti a farlo.
"La firma su carta è inutile e io non la faccio" ha dichiarato stamani la collega Scarpetta "L'importante è che ci sia la mia firma sul registro elettronico". 
Pausa "Beh, certo, io firmo alle sei e un quarto da casa..."
"Ti alzi alle sei e un quarto per firmare?" chiede una collega perplessa.
"Non proprio" risponde Scarpetta "Mi sveglio alle sei e un quarto, per prima cosa accendo il computer e a quel punto ne approfitto per firmare".
Rassicurati sulla salute mentale della nostra collega, non ci sfugge però un problema di base: la firma fatta in anticipo non ha una gran base legale; infatti se, poniamo, io firmo alle sei e un quarto, faccio colazione, mi vesto e poi ho un qualche intralcio, del tipo macchina che non parte o treno in grave ritardo, la mia firma si trasforma in un falso in atto pubblico.
Argo si è evoluto: un tempo andava a dormire da mezzanotte alle otto e firmare in anticipo non era possibile. Siccome però non era possibile nemmeno fare nient'altro sul registro, nemmeno controllare i compiti o inserire voti, qualcuno deve aver sturato le orecchie all'Argo in questione che adesso evidentemente è sveglissimo a tutte le ore del giorno e della notte, salvo di Domenica quando è regolarmente staccato per improbabili lavori di aggiornamento - peccato che in certi periodi molti insegnanti passino la Domenica per l'appunto a lavorare sul registro, soprattutto dopo aver corretto caterve di compiti scritti; ma immagino che non si possa avere tutto dalla vita.

Di fatto in molti abbiamo preso l'abitudine di firmare tutte le ore insieme, ai tempi in cui la connessione era una sorta di araba fenice, della serie "Prendiamone finché ce n'è".  Del resto, se alla prima ora conviene aprire il registro elettronico per segnare assenze, presenze e giustificazioni, nelle altre ore finisce per diventare quasi sempre solo una perdita di tempo.
Ma, in teoria, chi ha firmato alle otto (o alle sei e un quarto) non è detto che alle undici sia ancora lì: potrebbe essersi sentito male, o essere corso via per gravi e inderogabili motivi. E potrebbe persino succedere che, sempre per i soliti e inderogabili motivi, sia sì presente a scuola ma intento a tutt'altro che a far lezione - per qualche improvvisa emergenza, per l'arrivo di un funzionario che vuol essere scarrozzato di qua e di là a controllare la sicurezza dell'edificio e via dicendo. Sono cose che succedono raramente, ma succedono, e non sempre ci si ricorda di aggiornare il prezioso archivio informatico.
Tutto ciò, una volta tanto, non è minimamente colpa di Argo né della Segreteria, ma solo degli incerti casi della vita. Sta di fatto che il registro elettronico sul piano delle presenze non è sempre molto attendibile.
Resta da vedere quanto però sia attendibile un registro delle firme su carta che qualcuno si dimentica di firmare, qualcuno non firma per partito preso e che molti firmano in ritardo - non perché siano effettivamente arrivati in ritardo, ma perché gli è venuto in mente di farlo solo alla quinta ora.
Per fortuna in ogni classe disponiamo di abbondanza di testimoni oculari pronti a prendere atto della nostra presenza, funzionino o meno i numerosi registri di vario supporto di cui siamo dotati.

lunedì 4 novembre 2019

A cosa serve il registro elettronico? - 5 - A poco, se Argo non fa mai le pulizie

Alcuni insegnanti di St. Mary Mead si lamentano del loro rapporto (complesso e un po' perverso) con il registro Argo

Premessa: quest'anno, all'apertura del nostro amato registro elettronico, sul nostro abituale Argo Next è comparso l'avviso che durante l'anno tale registro si sarebbe spostato sull'applicazione Argo DidUp, per cui noi insegnanti eravamo caldamente esortati a lavorare fin dall'inizio su Argo DidUp, onde arrivare pronti al Gran Trasloco.
La cosa ci è stata invero facilitata dal fatto che Argo Next non funzionava più (se non per prenotare il ricevimento, con nostra enorme comodità nel saltellare da una applicazione all'altra. Ma questi son dettagli).

Come ogni anno, anche quest'anno a fine Ottobre dalla scuola ci è arrivata la calda esortazione a preparare le nostre programmazioni, ovvero quel documento in cui, secondo la teoria di una mia saggia amica, andrebbe scritto precipuamente Visto il livello di apprendimento e la preparazione degli alunni nonché il loro livello socio-affettivo oltre alle condizioni economiche, sociali e culturali delle loro famiglie, considerando inoltre le dinamiche del gruppo-classe, le circostanze esterne, previste e impreviste e financo imprevedibili, le attrezzatura di cui dispongono la classe e la scuola, le possibilità offerte dal territorio e tenendo conto inoltre del livello culturale e professionale di noi insegnanti
si farà quel che si può.
Perciò tutti noi abbiamo preparato con impegno e dedizione le nostre programmazioni, sì come il dovere ci imponeva. 
Una volta chiusi i nostri file pieni di nobili intenzioni che ci ingegneremo di condurre a buon fine, restava solo da allegarli al nostro Grandioso Registro Elettronico. E lì sono cominciati i problemi.
Il mio primo tentativo di allegare le programmazioni ad Argo DidUp si risolve in un nulla di fatto: esiste sì uno spazio per programmazioni scolastiche, dove trovo le mie classi e anche l'indicazione delle materie che insegno, ma non vi è alcuna possibilità di inserirci alcunché.
D'altra parte anche il ricevimento dei genitori è stato inserito in Scuola Next. Chissà se...
Entro su Scuola Next e comincio a cercare. Tra le altre cose trovo le mie programmazioni... dell'anno 2016/2017, che comunque non riesco ad aprire. Ma ricordo benissimo di avere fatto e inserito anche quelle dell'anno successivo, di cui non c'è più traccia.
Mentre pasticcio tra una schermata e l'ìaltra mi ricordo di un amico che sosteneva che un determinato programma di archiviazione con cui ho avuto la sventura di lavorare molti anni fa non aveva una interfaccia, ma al massimo un interculo. Direi che tale definizione si adatta benissimo anche ad Argo.
Mi arrendo e chiamo l'esperta di informatica della scuola. È la mattina di Domenica e un vaffanculo ci starebbe benissimo da parte sua, anzi mi preparo spiritualmente a riceverlo perché la Domenica mattina una povera insegnante avrebbe ben diritto a pensare ai fatti suoi e non ad Argo. La poverina però è una creatura molto gentile, si prende a cuore il mio caso e cerca di guidarmi. Dopo due o tre tentativi andati a vuoto finalmente ricorda il percorso giusto e mi assiste spiritualmente durante il periglioso inserimento. Poi mi fa fare un giro di controllo.
"Si aprono" confermo.
"Guarda un po' se si aprono anche dalla bacheca dei genitori. La Ghirlandai ha detto che come genitore riesce a vedere le sue".
La Ghirlandai infatti ha due figli nella nostra scuola.
"I genitori le vedono?" strabilio.
"Sì, dovrebbero vederle anche loro".
Tramecolo. Le programmazioni, che io sappia, sono quelle strane scartoffie che nessuno guarda mai, salvo qualche professore in qualche particolarissimo caso, per esempio quando si ritrova una classe che l'anno prima era affidata a qualcun altro. Cosa gliene può mai fregare, a un genitore, di una paginetta scritta in didattichese? Soprattutto se riguarda una classe dove suo figlio nemmeno c'è?
(ma anche: cosa se ne fa l'archivio di Argo delle mie programmazioni di tre anni fa, visto che riguardavano classi ormai felicemente licenziate? Non potrebbe stoccarle da qualche parte, visto che nemmeno si aprono? Ah, saperlo, saperlo).

Ultimo dettaglio di colore locale: per scrivere questo post ho aperto entrambe le versioni di Argo, e ne ho approfittato per controllare se le mie relazioni si aprivano anche oggi.
Non si aprono, ma in compenso posso scaricarle. Così ho scoperto che hanno una impaginazione orrenda. Immagino sia perché ad Argo non piace la mia videoscrittura.