Per quel che sono riuscita a capire, questo bel quadro è di Alessandra Steiner.
Se qualcuno sa qualcosa di più sarò ben felice di correggermi.
Uno dei punti più controversi della legge 107 sulla buona scuola è la parte che riguarda la ricompensa offerta agli Insegnati Meritevoli, detta anche Bonus - non tanto, credo, perché qualcuno trovi sbagliato in sé il fatto che l'Insegnante Meritevole venga ricompensato con una gratifica supplementare, quanto perché stabilire quali siano questi Insegnanti Meritevoli è affare abbastanza complesso.
Valutare il lavoro di un insegnante infatti è questione assai scivolosa non solo perché, al momento della valutazione, è del tutto impossibile sapere le ricadute che nel futuro avrà il lavoro svolto dal presunto Meritevole, ma anche e soprattutto perché l'insegnante non lavora su materia inerte, come fanno i pizzaioli o i vetrai, dove salvo caso di incantesimi o maledizioni demoniache l'impasto della pizza e la pasta di vetro se ne stanno buone buone a farsi lavorare e a parità di impasto e di lavorazione una pizza o un bicchiere saranno uguali alla pizza o al bicchiere precedente e a quello successivo: gli insegnanti infatti infliggono il loro lavoro a creature dotate di libero arbitrio e di umore variabile a secondo del giorno e dell'ora, nonché tutte diverse tra di loro (e infatti lo stesso insegnante può sortire riuscite diversissime con due diverse classi, anche perché non è mai davvero lo stesso insegnante e in presenza di gruppi diversi reagisce in maniera diversa); e dunque, se valutare un insegnante che lavora male è cosa delicata ma tutto sommato fattibile, stabilire che X e Y lavorano meglio di Z è faccenda invero assai spinosa.
Valutare il lavoro di un insegnante infatti è questione assai scivolosa non solo perché, al momento della valutazione, è del tutto impossibile sapere le ricadute che nel futuro avrà il lavoro svolto dal presunto Meritevole, ma anche e soprattutto perché l'insegnante non lavora su materia inerte, come fanno i pizzaioli o i vetrai, dove salvo caso di incantesimi o maledizioni demoniache l'impasto della pizza e la pasta di vetro se ne stanno buone buone a farsi lavorare e a parità di impasto e di lavorazione una pizza o un bicchiere saranno uguali alla pizza o al bicchiere precedente e a quello successivo: gli insegnanti infatti infliggono il loro lavoro a creature dotate di libero arbitrio e di umore variabile a secondo del giorno e dell'ora, nonché tutte diverse tra di loro (e infatti lo stesso insegnante può sortire riuscite diversissime con due diverse classi, anche perché non è mai davvero lo stesso insegnante e in presenza di gruppi diversi reagisce in maniera diversa); e dunque, se valutare un insegnante che lavora male è cosa delicata ma tutto sommato fattibile, stabilire che X e Y lavorano meglio di Z è faccenda invero assai spinosa.
Per conseguire il suo delicato scopo, a questo riguardo la legge 107 stabilisce una complessa procedura che comprende la nomina di un comitato di valutazione che elabora dei criteri di valutazione in base ai quali il Dirigente Scolastico a sua volta valuterà i docenti della sua scuola.
Su questi criteri di valutazione si sono incartati in tanti: come si fa a stabilire dei criteri di valutazione oggettivi per un lavoro che viene spesso fatto a porte chiuse ed è composto di millemila azioni diverse?
Come lo misuri, un bravo insegnante?
Per farla corta, all'Istituto comprensivo di cui fa parte la scuola media di St. Mary Mead è stato deciso di tenere conto di tre fattori:
1) gli incarichi legati alla scuola ma svolti fuori dall'orario scolastico che gli insegnanti si accollano volontariamente (per esempio fare il referente di biblioteca, occuparsi dell'orientamento, riscrivere il POF) che sono senz'altro determinabili in modo oggettivo, perché sono incarichi che accetti in pubblico, al cospetto del Collegio dei Docenti, e che lasciano tracce evidenti, anche se non c'entrano un accidente col tuo modo di insegnare e possono al massimo testimoniare una disponibilità da parte tua ad occuparti della gestione della tua scuola (o magari di impicciarti di tutto peggio del prezzemolo): insomma, se hai organizzato, bene o male che sia, quella rogna senza fine che è l'Orientamento delle classi terze, risulterà abbastanza facile determinare che sei stata tu ad occupartene e non il tuo collega di Inglese.
2) Partecipazioni a progetti, corsi di recupero, concorsi con le classi eccetera.
Se li fai, dimostri una certa buona volontà e il desiderio di fornire un servizio completo agli alunni della tua scuola, e magari anche un po' di spirito di innovazione. Inoltre, anche lì lasci delle tracce oggettive e si vede facilmente se hai fatti sette concorsi, uno solo o nessuno. In qualche caso questo incide anche sul lavoro in classe. Se però partecipare al Premio del Giornalismo o gestire il corso di recupero di fine anno fa di te un insegnante migliore è tutto da vedere - per esempio, il corso di recupero puoi farlo male, appunto perché non sei un buon insegnante.
Ad ogni modo anche lì ci si può arrangiare: basta stabilire se conta la quantità o la qualità (ad esempio quattro concorsi contro un singolo e articolato progetto assai erasmizzante) o un misto di entrambe; con questo criterio si valorizzano gli insegnanti che cercano sempre di fare qualcosa di diverso dalla solita routine e che magari qualche volta scelgono male - ma la routine può stroncare molte classi mentre nessun essere vivente può sapere, di un progetto scolastico, se fa bene o fa male a farlo finché non l'ha fatto. Va detto comunque che di solito le cose un po' diverse piacciono sempre e motivano le classi.
3) C'è infine l'insegnamento propriamente detto, quando stai in classe a spiegare, interrogare, esercitare, intrattenere, rampognare, sedare litigi, placare animi, incoraggiare gli infelici, istruire sull'uso di compasso e livella - e quando sei a casa, a correggere verifiche, preparare lezioni e curare pazientemente il tuo aggiornamento. In questo ramo di difficilissima valutazione sono inclusi anche i rapporti con le famiglie e i colleghi, nientemeno.
E' di gran lunga il ramo più spinoso e complicato. Chi mai può attestare se insegniamo bene o male, se trattiamo nel modo più savio e diplomatico con i genitori dei nostri alunni, se siamo ben aggiornati e competenti nel nostro ramo, se grazie ai nostri accorti insegnamenti i nostri alunni sono ben istruiti e pronti ad affrontare gli studi o il lavoro degli anni a venire?
Alunni, genitori di alunni, colleghi e perfino la Dirigenza sono in vistoso conflitto di interessi per fornire un parere attendibile, senza contare le simpatie e antipatie individuali che possono ostacolare alquanto un sereno giudizio. Perciò all'Istituto comprensivo di cui fa parte la scuola media di St. Mary Mead è stato deciso che... quelli più competenti per dirlo sono gli insegnanti stessi medesimi, parlando di loro stessi.
E per permetterci di farlo, ci hanno pure dato un modulo.
Un bel modulo lungo quattro facciate A4, ma compilabile anche on line, caso mai non ci bastasse lo spazio su carta. Un bel modo per richiedere il bonus, anzi per proporre la nostra candidatura. E al sol guardarlo il cuore ritorna ai bei tempi in cui facevo l'archivista, e nei ricchi depositi dell'Archivio di Stato di Firenze c'erano quelle enormi buste di carteggio con le richieste dei sudditi al Granduca di Toscana... suppliche, si chiamavano. Intendiamoci, non era che uno dovesse supplicare granché per avere una licenza di caccia o simili, però si chiamavo lo stesso suppliche.
Non sei tu, Dirigente Reggente, che benignamente mi elargisci il Bonus, sono io che te lo chiedo, anzi propongo la mia candidatura.
Il Bonus viene dunque a configurarsi non tanto come un premio concesso dalla Dirigenza, ma come qualcosa che ti arriva solo se ti proponi come candidato.
A tal fine dichiaro: e in un vero diluvio di errori di battitura dove si parla financo di costruzzioni di ambienti di apprendimento, di ricoso a strategie efficaci e innovative nonché di patecipazioni a questo e a quello, mi danno lo spazio per dichiarare tutte le belle cose che ho fatto, e soprattutto per descriverle.
E passi per le commissioni, l'elaborazione dei progetti per rastrellare fondi, i corsi di formazione, le gite di istruzione, i Giochi della Vallata (ma tutte queste cose perché ve le devo ricordare, visto che abbiamo riempito già fogli e tabelle e schemi e quadri per dire che partecipavamo alla Commissione RAV ma non all'Orientamento, e abbiamo organizzato l'Erasmus+ ma non i Giochi della Vallata? E se mi inventassi di avere fatto il Trinity e il Campionato di Giornalismo? Davvero andrete a controllare tutto, punto per punto?); ma si arriva poi alla cura delle relazioni e cura della classe dove devo citare relazioni positive e collaborazione costruttiva con genitori, colleghi, dirigente e Enti o Soggetti del territorio, nonché relazione positive con i propri alunni; consuetudine nell'uso di interventi didattici con il coinvolgimento degli alunni (e qui andrebbe capito che cazzo di interventi didattici posso fare, senza coinvolgere gli alunni) impegno nella pubblicazione e diffusione di buone pratiche.
"Qui devi scrivere cosa fai in classe" mi ha spiegato qualcuno.
Molto bene: descrivo cosa faccio in classe e spiego che sono buone pratiche, atte a costruire un bel clima didattico. Ma che ne sapete se dico il vero? E come fate a stabilire che le mie buone pratiche sono migliori o peggiori di quelle della prof. Therral o della prof. Spini? Né io né le proff. Therral e Spini siamo in grado di quantificarle e misurarle, ad ogni modo.
Il modulo si configura dunque come una curiosa raccolta di informazioni che la Dirigenza conosce già e dichiarazioni che la Dirigenza non è minimamente in grado di confermare né di smentire.
Si scopre così che a valutare se sono o non sono una Insegnante Meritevole dovrei essere io. Ma se i miei colleghi (e i miei alunni e i genitori dei medesimi) forse sono un po' in situazione di conflitto di interessi nel giudicarmi, che dire di me? Se scrivo quanto sono brava e capace e che bel clima costruttivo costruisco in classe, non sono forse un filino interessata a farlo? E siamo sicurissimi che io sia comunque in grado di valutare con perfetta imparzialità il mio grado di eccellenza come insegnante e il clima costruttivo che riesco a costruire in classe? Sono davvero a conoscenza di cosa succede in classe quando ci sono e insegno? Posso pretendere di valutare il successo delle mie buone pratiche?
E da quando in qua i dipendenti si valutano da soli per il conseguimento di bonus e gratifiche varie?
Al termine di cotanto accorata lamentela, si impongono comunque alcune domande: che cosa hanno preso, quelli che hanno ideato questo curioso escamotage? Sono disponibili a mettermi in contatto con il loro fornitore? Possono procurarmi, non dico il Bonus, ma un piccolo sconto sulla merce?
Di sicuro si tratta di roba di ottima qualità.
Come lo misuri, un bravo insegnante?
Per farla corta, all'Istituto comprensivo di cui fa parte la scuola media di St. Mary Mead è stato deciso di tenere conto di tre fattori:
1) gli incarichi legati alla scuola ma svolti fuori dall'orario scolastico che gli insegnanti si accollano volontariamente (per esempio fare il referente di biblioteca, occuparsi dell'orientamento, riscrivere il POF) che sono senz'altro determinabili in modo oggettivo, perché sono incarichi che accetti in pubblico, al cospetto del Collegio dei Docenti, e che lasciano tracce evidenti, anche se non c'entrano un accidente col tuo modo di insegnare e possono al massimo testimoniare una disponibilità da parte tua ad occuparti della gestione della tua scuola (o magari di impicciarti di tutto peggio del prezzemolo): insomma, se hai organizzato, bene o male che sia, quella rogna senza fine che è l'Orientamento delle classi terze, risulterà abbastanza facile determinare che sei stata tu ad occupartene e non il tuo collega di Inglese.
2) Partecipazioni a progetti, corsi di recupero, concorsi con le classi eccetera.
Se li fai, dimostri una certa buona volontà e il desiderio di fornire un servizio completo agli alunni della tua scuola, e magari anche un po' di spirito di innovazione. Inoltre, anche lì lasci delle tracce oggettive e si vede facilmente se hai fatti sette concorsi, uno solo o nessuno. In qualche caso questo incide anche sul lavoro in classe. Se però partecipare al Premio del Giornalismo o gestire il corso di recupero di fine anno fa di te un insegnante migliore è tutto da vedere - per esempio, il corso di recupero puoi farlo male, appunto perché non sei un buon insegnante.
Ad ogni modo anche lì ci si può arrangiare: basta stabilire se conta la quantità o la qualità (ad esempio quattro concorsi contro un singolo e articolato progetto assai erasmizzante) o un misto di entrambe; con questo criterio si valorizzano gli insegnanti che cercano sempre di fare qualcosa di diverso dalla solita routine e che magari qualche volta scelgono male - ma la routine può stroncare molte classi mentre nessun essere vivente può sapere, di un progetto scolastico, se fa bene o fa male a farlo finché non l'ha fatto. Va detto comunque che di solito le cose un po' diverse piacciono sempre e motivano le classi.
3) C'è infine l'insegnamento propriamente detto, quando stai in classe a spiegare, interrogare, esercitare, intrattenere, rampognare, sedare litigi, placare animi, incoraggiare gli infelici, istruire sull'uso di compasso e livella - e quando sei a casa, a correggere verifiche, preparare lezioni e curare pazientemente il tuo aggiornamento. In questo ramo di difficilissima valutazione sono inclusi anche i rapporti con le famiglie e i colleghi, nientemeno.
E' di gran lunga il ramo più spinoso e complicato. Chi mai può attestare se insegniamo bene o male, se trattiamo nel modo più savio e diplomatico con i genitori dei nostri alunni, se siamo ben aggiornati e competenti nel nostro ramo, se grazie ai nostri accorti insegnamenti i nostri alunni sono ben istruiti e pronti ad affrontare gli studi o il lavoro degli anni a venire?
Alunni, genitori di alunni, colleghi e perfino la Dirigenza sono in vistoso conflitto di interessi per fornire un parere attendibile, senza contare le simpatie e antipatie individuali che possono ostacolare alquanto un sereno giudizio. Perciò all'Istituto comprensivo di cui fa parte la scuola media di St. Mary Mead è stato deciso che... quelli più competenti per dirlo sono gli insegnanti stessi medesimi, parlando di loro stessi.
E per permetterci di farlo, ci hanno pure dato un modulo.
Un bel modulo lungo quattro facciate A4, ma compilabile anche on line, caso mai non ci bastasse lo spazio su carta. Un bel modo per richiedere il bonus, anzi per proporre la nostra candidatura. E al sol guardarlo il cuore ritorna ai bei tempi in cui facevo l'archivista, e nei ricchi depositi dell'Archivio di Stato di Firenze c'erano quelle enormi buste di carteggio con le richieste dei sudditi al Granduca di Toscana... suppliche, si chiamavano. Intendiamoci, non era che uno dovesse supplicare granché per avere una licenza di caccia o simili, però si chiamavo lo stesso suppliche.
Non sei tu, Dirigente Reggente, che benignamente mi elargisci il Bonus, sono io che te lo chiedo, anzi propongo la mia candidatura.
Il Bonus viene dunque a configurarsi non tanto come un premio concesso dalla Dirigenza, ma come qualcosa che ti arriva solo se ti proponi come candidato.
A tal fine dichiaro: e in un vero diluvio di errori di battitura dove si parla financo di costruzzioni di ambienti di apprendimento, di ricoso a strategie efficaci e innovative nonché di patecipazioni a questo e a quello, mi danno lo spazio per dichiarare tutte le belle cose che ho fatto, e soprattutto per descriverle.
E passi per le commissioni, l'elaborazione dei progetti per rastrellare fondi, i corsi di formazione, le gite di istruzione, i Giochi della Vallata (ma tutte queste cose perché ve le devo ricordare, visto che abbiamo riempito già fogli e tabelle e schemi e quadri per dire che partecipavamo alla Commissione RAV ma non all'Orientamento, e abbiamo organizzato l'Erasmus+ ma non i Giochi della Vallata? E se mi inventassi di avere fatto il Trinity e il Campionato di Giornalismo? Davvero andrete a controllare tutto, punto per punto?); ma si arriva poi alla cura delle relazioni e cura della classe dove devo citare relazioni positive e collaborazione costruttiva con genitori, colleghi, dirigente e Enti o Soggetti del territorio, nonché relazione positive con i propri alunni; consuetudine nell'uso di interventi didattici con il coinvolgimento degli alunni (e qui andrebbe capito che cazzo di interventi didattici posso fare, senza coinvolgere gli alunni) impegno nella pubblicazione e diffusione di buone pratiche.
"Qui devi scrivere cosa fai in classe" mi ha spiegato qualcuno.
Molto bene: descrivo cosa faccio in classe e spiego che sono buone pratiche, atte a costruire un bel clima didattico. Ma che ne sapete se dico il vero? E come fate a stabilire che le mie buone pratiche sono migliori o peggiori di quelle della prof. Therral o della prof. Spini? Né io né le proff. Therral e Spini siamo in grado di quantificarle e misurarle, ad ogni modo.
Il modulo si configura dunque come una curiosa raccolta di informazioni che la Dirigenza conosce già e dichiarazioni che la Dirigenza non è minimamente in grado di confermare né di smentire.
Si scopre così che a valutare se sono o non sono una Insegnante Meritevole dovrei essere io. Ma se i miei colleghi (e i miei alunni e i genitori dei medesimi) forse sono un po' in situazione di conflitto di interessi nel giudicarmi, che dire di me? Se scrivo quanto sono brava e capace e che bel clima costruttivo costruisco in classe, non sono forse un filino interessata a farlo? E siamo sicurissimi che io sia comunque in grado di valutare con perfetta imparzialità il mio grado di eccellenza come insegnante e il clima costruttivo che riesco a costruire in classe? Sono davvero a conoscenza di cosa succede in classe quando ci sono e insegno? Posso pretendere di valutare il successo delle mie buone pratiche?
E da quando in qua i dipendenti si valutano da soli per il conseguimento di bonus e gratifiche varie?
Al termine di cotanto accorata lamentela, si impongono comunque alcune domande: che cosa hanno preso, quelli che hanno ideato questo curioso escamotage? Sono disponibili a mettermi in contatto con il loro fornitore? Possono procurarmi, non dico il Bonus, ma un piccolo sconto sulla merce?
Di sicuro si tratta di roba di ottima qualità.








