
Foeniculum vulgare - ovvero una nobile pianta che in questo caso
rappresenta un nobile messaggio
Questo non è un blog di cucina né di erboristeria. Lascerò dunque che altri cantino le lodi del finocchio - una bella e nobile pianta dalle indubbie virtù estetiche, curative, alimentari ed aromatiche, che per noi toscani richiama subito in mente uno squisito salume dal gusto raffinato e consistente - e mi limiterò a poche parole su un triste argomento che tocca tutti noi cittadini italiani.
Negli ultimi venti anni il dibattito politico è andato via via scadendo. Va detto che non era granché entusiasmante nemmeno prima, ma, certo, rispetto ai gloriosi (?) tempi delle convergenze parallele, della non sfiducia e dei patti di desistenza, vedere muoversi l'intera opinione pubblica sull'avvincente tema "E' meglio per un politico essere gay o pagare per ottenere prestazioni sessuali da donne?" è davvero deprimente.
Già ci sarebbe alquanto da ridire sul fatto che la parola "gay", nata per indicare la preferenza sessuale e affettiva che alcuni individui hanno per altri individui del proprio sesso, in italiano sembra riguardare solo i maschi - ma sospetto che anche le lesbiche più desiderose di difendere il loro diritto all'affettività preferiscano non essere coinvolte nel deprimente dibattito di cui sopra e quindi sorvolo.
E dunque, la quaestio sopra accennata è strettamente maschile, e si preoccupa di stilare una classifica dei maschi in base all'orientamento sessuale. A seconda della posizione riportata in questa classifica, si dovrebbe essere poi valutati come più o meno adatti a rappresentare i cittadini (donne comprese, che in effetti non sono senza colpe perché qualche signora deve pure aver contribuito con il suo voto a mandare questa gabbia di matti in parlamento).
Lo sconforto, davanti a un simile dibattito, non può che cogliere qualsivoglia elettore, indipendentemente dall'orientamento sessuale e politico - perché alla fine lo stipendio di questi strani esseri viene pagato con le nostre tasse - intendo, con le tasse di tutti: etero, gay, bisex, transgender e quant'altri. A me sembra che pagare uno stipendio a qualcuno perché disquisisca su questi temi di scarso o nullo interesse - senza nemmeno sognarsi di approfittarne per fare delle buone leggi che semplifichino la vita delle coppie gay oprogrammare degli interventi che combattano il tristissimo fenomeno del racket della prostituzione - sia un vero e completo spreco.
D'altra parte, occorre pur ricordarlo, un elettorato che tollera che il dibattito politico si occupi seriamente di questi temi e ci partecipa pure, dimostra in fondo di avere la classe politica che si merita. Così vediamo fiorire e rifiorire l'avvincente questione del "matrimonio naturale" (come se ci fosse mai stato qualcosa di naturale nel matrimonio, istituzione umana per eccellenza) , della "devianza" e dei "rapporti contro natura" - perché, certo, possiamo squartare le foreste, cementificare le spiagge, avvelenare terreni e falde acquifere, ma la nostra delicata sensibilità naturalistica non può tollerare lo spettacolo contronatura di due uomini o due donne che si piacciono, perché, si sa, la Natura è sacra e da qualche parte e in qualche momento la Natura deve aver detto che le scorie atomiche in libertà vanno benissimo, le armi chimiche pure ma due uomini o due donne che si piacciono devono per forza fare scandalo e costituire un tema delicato.
E dunque, solidarietà con tutti i gay; solidarietà con tutte le donne (compresa me stessa medesima) che l'attuale presidente del consiglio offende tutti i giorni con atti, pensieri e parole senza nemmeno trovare la forza d'animo per istituire un servizio decente di asili nido - ma anche un invito, tra uno sformato di finocchi e un panino con la finocchiona, per tutti gli elettori, a valutare i nostri rappresentanti non in base a quel che fanno a letto, ma a quello che fanno e soprattutto non fanno nei vari parlamenti, consigli e assemblee, e alla quantità di tempo ed energie che dedicano a questi dibattiti idioti.
Ricordando magari che, in barba alla nostra delicata sensibilità naturale, i gay pagano le tasse come tutti e hanno dunque diritto a vedere tutelati i loro interessi e affrontati i loro problemi con un minimo di serietà e di decenza.







