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martedì 9 novembre 2021

Raffinate questioni di grammatica speculativa

Socrate e Platone discutono dei massimi sistemi (su gentile concessione di Raffaello)

Dopo due anni di DiD e DaD e quarantene e cazzi vari, la Prima Sfigata (come buona parte delle classi in circolazione) presenta una preparazione a macchie di leopardo: sanno un po' di tutto, ma niente in modo esauriente - e se già per me è un problema, mi figuro quanto si sta divertendo Matematica.
Così ho deciso di applicare la famosa Tecnica del Trasloco: una volta arrivati nella casa nuova e circondati per ogni dove da immani quantità di casse si comincia col sistemare ogni giorno qualche piccola cosa, facendo a meno di quel che non si trova ma che prima o poi salterà fuori; col tempo e la pazienza, andrà tutto a posto.
La classe ha un buon rapporto con la scrittura, e dunque spesso li faccio scrivere. 

Prima tappa. Da due giorni piove e diluvia, quindi l'argomento salta fuori da solo.
"Scrivete un po' quel che vi pare, l'importante è che ci sia dentro un po' di pioggia e che in alto mettiate nome e cognome e data".
Per la data devo dire che non ci sono stati problemi. Quanto ai nomi...
"Quando dico che dovete scrivere il nome intendo che tutti dovete scrivere il nome, non solo alcuni di voi".
Secondo tentativo, dove nel testo devono mettere il nome di quindici colori.
"Ehm. Quando dico che tutti dovete scrivere il nome, intendo il nome e il cognome, non la semplice iniziale. Io i compiti li ordino in ordine alfabetico, per cognome".
"Ma alle elementari bastava l'iniziale..."
"Siamo alle medie e scriverete nome e cognome".

Nel frattempo ho anche affrontato la questione delle maiuscole.
E dunque, eccoci al terzo tentativo, dove partono da una immagine di Monokubo.
"Nome e cognome sì, ma voglio anche le iniziali maiuscole. Alcuni di voi scrivono in stampatello, ed è un modo valido per aggirare il problema. Ma chi scrive in corsivo mi deve mettere l'iniziale maiuscola".
"Ma per me quella è una maiuscola".
"Per te, ma non per chi legge. Fammi una maiuscola che sembri tale, e mettila anche a tutti i nomi propri che metti nel testo".

Nel frattempo ci siamo imbarcati anche nella Spinosa Questione della Punteggiatura.

Quarto tentativo.
"E dovete mettere la maiuscola anche all'inizio di ogni frase. All'inizio del testo e dopo ogni punto".
Ci si mettono d'impegno ma non va benissimo. E infatti eccoci al quinto tentativo.
"Facciamo un bel ripasso generale. Oggi mi presenterete tutta la vostra famiglia, ognuno col suo bravo nome e cognome. Per ognuno  andate a capo e mettete il punto a fine frase e la maiuscola all'inizio della nuova. Voglio sette frasi".

Sono un curioso miscuglio di cialtroneria e di pazienza, e dunque il compito di ripasso generale lo fanno bene.
E siccome non tutti abitano con sei persone, esauriti i genitori, i fratelli e qualche nonno arrivano gli animali. Un profluvio di creature a quattro zampe, ognuna con nome e cognome, tutti scritti con la maiuscola.

La prossima tappa sarà il punto interrogativo: via via che passano le settimane mi faccio ambiziosa.
Nel frattempo ho messo in campo anche la E accentata, e nel testo sui fantasmi le hanno messe quasi tutte giuste.

Sarà un anno interessante.

7 commenti:

Tenar ha detto...

Come ti capisco.
“A fabrizio è stato regalato un peluche”. Per la classe nella sua interezza il soggetto è Fabrizio.
– Ma ragazzi, voi siete mai stati regalit?
– Sì, a mio fratello maggiore!
Mi taccio.
Sarà un anno interessante. Sì

Ornella ha detto...

https://www.iodonna.it/attualita/costume-e-societa/2021/11/09/paola-mastrocola-scuola-diritti-fallimento/

Ornella ha detto...

Prima di esprimere il mio parere mi sono accertata che il link funzionasse.
Ecco, diciamo che sono perfettamente in linea con la Mastrocola, anche se giudico il suo libro leggermente ipocrita, dato che sia lei che il marito hanno fatto parte di quella cultura progressista che ha contribuito al disastro.
È carino che siano proprio gli autori del degrado a lamentarsi della impreparazione e del deserto culturale in cui giace la nostra gioventù. E non solo i ventenni, perché la frana ha iniziato a muoversi molto prima della riforma Berlinguer.
Già negli anni '70 eri una maestra desueta e antiquata se facevi esercitare i tuoi scolaretti a riprodurre paginette di a e b in corsivo maiuscolo e minuscolo, se non usavi il fantastico metodo globale per insegnare a leggere e scrivere ( che tanti dislessici ha creato o certamente non aiutato), se esercitavi i fanciulli nel dettato, riassunto, tema.... la grammatica doveva essere divertente, la matematica un gioco... lasciamo perdere il resto: a che serve sapere chi era Giulio Cesare?
Eccovi serviti, cari. Indietro non si torna, perché ora, a non "avere le basi" non sono solo gli studenti, ma gli stessi professori, persino quelli universitari.

Murasaki ha detto...

@ Tenar:
Oh sì, tu mi capisci!

@ Ornella:
Ti ringrazio, e ho provveduto a correggere il post: in questo caso specifico la colpa non è tanto della riforma Berlinguer o della cultura progressista, quanto del drammatico andamento degli ultimi due anni (o meglio, dell'ultimo anno e mezzo). Di solito le prime arrivavano un po' da sgrezzare, ma quest'anno il lavoro della messa a punto richiede una gran pazienza perché, anche se tutti han fatto quel che hanno potuto, gli elementi più deboli sono stati particolarmente penalizzati e anche quelli meno deboli hanno patito assai l'andirivieni che c'è stato tra computer e aula.
Quanto al metodo globale, confesso che anch'io nutro parecchi dubbi. Non rimpiango invece le aste: a suo tempo non ne ho visto traccia, né mi sembra che ciò abbia arrecato danni a me o alle mie numerose compagne. Non saprei dire se mia madre le ha mai inflitte ai suoi alunni, ma ne ha sempre parlato come di roba antidiluviana.

Ornella ha detto...

Ho eliminato il commento precedente, poiché mi sovviene che, se gli ultimi due anni questi alunni di prima media hanno lavorato in dad, è pur vero che dalla prima alla terza elementare hanno frequentato normalmente.... e mi pare che argomenti come le maiuscole, l'uso del punto fermo e le altre cose che tu chiami in causa avrebbero dovuto essere chiarite, se non in prima, almeno alla fine della seconda elementare.
Almeno un tempo era così, ma come dice la Mastrocola, le cose son cambiate.

dolcezzedimamma ha detto...

Dammi tempo di sedermi con calma al computer e ne racconto un paio dei miei alunni. E sì, la DAD è stata fatale per molti, ma anche Ornella ha un po’ di ragione. Il punto è che prima i problemi erano meno visibili, ora sono esplosi.

Murasaki ha detto...

@ Ornella:
Le prove Invalsi hanno mostrato un calo netto del 30% - un po' meno alle elementari, un po' meno a Inglese; e anche se prove Invalsi non vengono fatte su tutti gli anni, la tendenza è quella. Inoltre gli ultimi due anni scolastici si sono chiusi con grandiose sanatorie, e un sacco di alunni hanno avuto difficoltà pratiche oggettive che non sempre una coppia di genitori benestanti e laureati riuscivano a colmare: c'è stato lo stress, la paura, gli abbondanti lutti e magari sono anche state dimenticate cose che a suo tempo erano state insegnate. Inoltre parecchi se ne sono approfittati.
Detto questo, le maiuscole si fanno PRIMA della quarta, dici tu. Verissimo, ma va pur detto che le ultime prime di St. Mary Mead che mi sono passate tra le mani avevano micidiali problemi con il CHE (che questa classe ha in misura molto minore) e con gli accenti, che è un problema specifico della nostra scuola (che questa classe ha, né più né meno delle precedenti) e anche con le subordinate e l'uso del congiuntivo, ma le maiuscole di solito le sapevano e il punto lo mettevano, magari pasticciavano un po' con le virgole; quindi viene da pensare che la colpa sia della DaD, ma in che modo non saprei dire.

@ Dolcezze:
aspetto con fiducia. Ma ognuno conosce solo il suo orticello, e il mio non è mai stato così sconfortante. FINO AD OGGI...
Però anch'io sono convinta che le nostre meravigliose scuole elementari abbiano dei buoni margini di miglioramento per l'ortografia. Da noi però le maestre non ne sembrano molto consapevoli...