Nei rarissimi momenti liberi in cui non scriveva romanzi (gialli, di fantascienza e quant'altro) né testi scientifico più o meno divulgativi, e nemmeno leggeva o dormiva, il prode Isaac Asimov curava antologie di vario genere, e infatti ne ha sfornate una quantità impressionante.
Quella che vado oggi a presentare è stata assemblata nel 1987 e contiene dieci racconti di letteratura fantastica. In Italia è arrivata solo nel 1998 e dalla copertina sono spariti gli altri due curatori, Martin H. Greenberg e Charles G. Waugh - citati a malapena, piccoli piccoli, nel copyright.
Attualmente si trova negli Oscar Junior Mondadori e ha un prezzo decisamente contenuto.
Asimov ha scritto la prefazione, dedicata alla noia della moderna tecnologia, che funziona con monotona regolarità (al contrario della magia che lascia sempre un certo spazio all'imprevisto) ma non compare tra gli autori dei dieci racconti.
I dieci racconti, scritti a partire dal 1947, sono stati scelti con oculatezza e sono di ottima fattura e piuttosto variegati. I giovani maghi (ma il titolo originale era "Maghi e streghe", e i racconti sono divisi rispettando le pari opportunità) sono, appunto, molto giovani, bambini o giovanissimi adolescenti, che si scoprono un improvviso talento per la magia o che si accingono a studiarla o che hanno ereditato questo dono venendo da magica stirpe oppure, semplicemente, sono maghi perché sono bambini e i bambini sanno tutto della magia. Ce ne sono di struggenti, di inquietanti e di divertenti (soprattutto Una giornata portentosa che è assai simile a una fiaba). C'è una bellissima storia di streghe - intese come streghe che venivano bruciate sul rogo nei futuri Stati Uniti - dove la magia infrange anche le leggi del tempo, c'è una storia d'amore ahimé alquanto impossibile (il primo racconto, scritto da un Bradbury in stato di grazia; ma quand'è che Bradbury non è in stato di grazia quando parla di bambini e adolescenti?) e c'è un interessante storia che parla di una ragazzina che deve affrontare l'esame di ammissione per entrare in un esclusiva scuola per streghe, dove i ritratti appesi alle pareti parlano e ascoltano e ogni riga fa venire in mente Hogwarts, che all'epoca non esisteva ancora ma che probabilmente proprio all'Esame di ammissione deve alcune sue caratteristiche.
C'è anche, come ultimo racconto, la storia di un ragazzino con un notevole talento nel disegnare i gatti - gatti tanto belli da sembrare che stiano per balzare fuori dalla pagina e andarsene in giro.
Il volume è un ottima lettura per bambini e ragazzi dai dieci anni in su, se appassionati di storie fantastiche, e si legge in poche ore. Secondo me dovrebbe funzionare bene anche come libro di narrativa per la prima media.
Comunque anche un adulto ben predisposto se lo legge molto volentieri, devo dire.
Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di Homemademamma e auguro buone letture sotto l'ombrellone (o sotto il ventilatore) a chiunque passi di qua.






