
Solenghi-Marchesini-Lopez: chi altri?
"Prof, sta leggendo i Promessi Sposi?" chiede Mercuzio avvicinandosi alla cattedra durante l'intervallo.
Il libro, una sobria edizione tascabile, spunta dalla borsa gattata che è appoggiata sulla cattedra.
"L'ho portato per fare un paio di fotocopie, volevo farvi leggere un bra..."
"Ci fa leggere i Promessi Sposi? No, prof, è noioso!"
"Ma no, solo qualche paginetta sul passaggio degli eser..."
"No, Prof, i Promessi Sposi no!"
"Mercuzio, perché non ti godi il tuo intervallo e non lasci decidere a me la programmazione?".
Mercuzio si allontana, per niente convinto. Passa di lì la Sognatrice, che quando vuole ha gli occhi assai pronti.
"Prof, sta leggendo i Promessi Sposi?".
"No, era per fare un paio di fotocopie sul passaggio degli e..."
"Prof, ma non ci farò mica leggere i Promessi Sposi?"
"Solo qualche pagina sul passaggio dei lanziche..."
"No, prof, i Promessi Sposi no!"
"Guarda che non mordono, sono un libro come tanti" provo a rassicurarla.
"Ma E' NOIOSO! Io lo so, perché l'ho letto! L'ho preso in biblioteca lo scorso mese e le assicuro che è davvero noioso!"
"Calmati, non leggerete i Promessi Sposi, si tratta solo di un piccolo, innocuo brano che non vi arrecherà alcun danno" ripeto con pazienza "Consideratelo come una fonte storica, è solo per farvi capire il passaggio dei lanzichenecchi".
"Ma proprio i Promessi Sposi? Uffa, Prof, non è giusto".
La Sognatrice se ne va e io continuo a compilare il registro, immersa in profonde riflessioni.
In effetti io non faccio mai leggere i Promessi Sposi per letteratura, ma uso quasi sempre qualche pagina in seconda per la parte storica: il passaggio dei lanzichenecchi, l'arrivo della peste, il duello di Lodovico... quest'anno poi abbiamo fatto il Seicento talmente in fretta e talmente con i piedi (né il manuale di storia ci offriva comunque l'opportunità di farlo decorosamente) che mi sembrava cosa buona e giusta fargli intravedere i piaceri che può darti la guerra anche quando non sei in guerra.
Si tratta di due paginette sugli eserciti di ventura e i loro usi e costumi, più due su don Abbondio, Perpetua e Agnese che tornano a casa dopo il passaggio degli eserciti - con il vantaggio supplementare di fargli un primo test sull'italiano dell'Ottocento.
Quanto al vantaggio laterale che talvolta mi propongo con questi delicati assaggi, cioè fargli assaggiare la profonda attualità del Manzoni storico, non so se questa classe è pronta per coglierlo - del resto occorre considerare che la storia non gli interessa né tanto né poco, al di là del grosso handicap che presenta per il fatto di doverla studiare.
Ad ogni modo le loro reazioni al semplice apparire dei Promessi Sposi sono solo un pochino più esplicite della media (è una classe sempre disposta a dir male di qualcosa o qualcuno) ma corrispondono a quelle consuete dei loro coetanei - e con queste premesse, continuo a non capire come mai molti insegnanti di Lettere ritengano loro preciso dovere adottare i Promessi Sposi come libro di narrativa per la terza media. Intendiamoci, a volte può piacere. Io stessa ho incontrato una classe che aspettava la sua razione di Promessi Sposi settimanale come altri avrebbero aspettato un giro in gelateria - una singola classe, in dieci anni. Ma considerando che alle superiori avranno comunque modo di incontrare cotale libro, confesso che mai e poi mai mi azzarderei a forzarli ad un lungo incontro precoce - anche perché Manzoni in generale non mi è mai sembrato scrittore per adolescenti e difficilmente viene apprezzato prima dei vent'anni.
Salvo casi di insegnanti estremamente convincenti...






