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domenica 9 febbraio 2020

La nuova, innovativissima didattica DADA - 1 - Guardarsi dalle fake news, prima di tutto

Grande successo per il gatto influencer che recensisce gli angoli della casa in cui dorme

22 Ottobre 2019
A Settembre, col nuovo anno scolastico, dovrebbe partire nella nostra scuola media la nuova e misteriosa didattica DADA, regolarmente approvata in Collegio qualche tempo fa; così, per fare un po' di formazione, un gruppo di colleghe sono andate ad un congresso che appunto alla didattica DADA era dedicato.
"Non è solo questione di far spostare i ragazzi, è una didattica altamente innovativa" mi spiega la Decana di Sostegno.
"Cioè?" provo a informarmi.
"Non si fa più lezione frontale, è proprio una cosa diversa. Per esempio potremmo avere l'insegnante di Lettere specializzato in poesia".
Non nascondo la mia perplessità: tutti gli insegnanti di italiano fanno anche un po' di poesia, ma in vari periodi dell'anno, e comunque mi sembra strano che...
"No, quello che l'ha detto è un preside delle superiori" mi rassicura Matematica.
Ma in effetti per quel che mi risulta, pure alle superiori fanno anche poesia, e continua a sembrarmi strano che...
"Ma no, è tutto come prima" mi rassicura la prof. Casini "Però ognuno potrà personalizzarsi l'aula. Io per esempio vorrei mettere una grande foto della casa di Pascoli, ma di fatto non cambierà molto, continueremo come abbiamo sempre fatto".
"Io preferirei metterci un grande poster con un drago" dichiaro. La casa di Pascoli proprio no, grazie, oltretutto Pascoli non mi piace nemmeno un granché.
"E tu ci metterai il tuo drago, ma poi resterà tutto come prima".
Qualche settimana dopo altre insegnanti si riuniscono per decidere come dividere gli spazi - che in effetti sembra la prima e principalissima questione senza venire a capo della quale non potremmo fare alcuna didattica DADA, con o senza draghi o foto giganti della casa di Pascoli e con o senza insegnanti specializzati in poesia.
La mattina dopo chiedo lumi appunto su come procede il Gran Progetto per l'attribuzione degli spazi. Perché siamo venticinque, sostegni compresi, e noi venticinque aule non le abbiamo.
La prof. Ghirlandai e la prof. Quadrella mi spiegano che infatti che le insegnanti di Lettere avranno un aula in due.
"Ma non sarà un po' complicato per l'orario?" chiedo. Perché un'altra voce che circola è che l'orario dovrà essere a coppie di ore, anche se non è chiaro come possa farlo Inglese, che di ore ne fa tre a settimana per classe.
"Infatti dice che Inglese dovrebbe fare per un periodo due ore, e per un altro periodo quattro".
A me sembra un delirio, così come mi sembra altrettanto delirante l'idea di fare Storia e Geografia una volta a settimana.
"Eh, ma Storia e Geografia andranno fatte in maniera laboratoriale".
"Laboratoriale" è una di quelle parole che sento dire ormai da molti anni, anche se nessuno mi ha mai spiegato cosa vuol dire applicarla a Lettere e anche se sospetto che le mie lezioni di Grammatica siano piuttosto laboratoriali - o almeno mi sembrano un po' così, anche perché mi ispiro abbastanza a come le fanno gli insegnanti di lingua straniera nell'apposito laboratorio (e come le facevano a me quando ho fatto dei corsi in istituti privati che non avevano alcun laboratorio).
La sera prima di dormire però mi viene in mente un piccolo dettaglio: il mio orario è su 18 ore, come quello di tutte le mie colleghe di Lettere - o quasi, perché in effetti abbiamo anche uno spezzone.
18 + 18 farebbe 36, e noi abbiamo un tempo-scuola di 30 ore su cinque giorni.
Come fanno due insegnanti che lavorano per 36 ore a suddividersi un'aula dove le ore si lezione sono 30?

La mattina dopo chiedo alla prof. Therral "Al ministero hanno delle giratempo da mandarci? Perché altrimenti mi sembra difficile che in due possiamo condividere la stessa aula di Lettere".
"Ma no, ogni insegnante di Lettere avrà la sua aula, è stato deciso così".
Intorno a lei altri insegnanti annuiscono.
"Oh? Immagino di aver capito male".
Mi guardo bene dal chiedere come faremo con gli spazi, perché continua a sembrarmi che non ci siano abbastanza stanze per darci un'aula a testa, nonostante il gruppo di laboratori di cui disponiamo, ed è probabile che qualcuno dovrà comunque un po' arrangiarsi, visto che il Ministero probabilmente non dispone di Giratempo, essendo dette Giratempo andate tutte distrutte nel Giugno del 1996, durante la Battaglia del Ministero e non disponendo a St. Mary Mead di alcuna Stanza delle Necessità da usare per le ore eccedenti alle 30 del nostro tempo-scuola.
Una cosa tuttavia mi sembra chiara: le bufale non albergano solo nei social, ma si stanno installando saldamente anche nella scuola media di St. Mary Mead; ed è bene diffidare delle chiacchiere di corridoio, anche e soprattutto quando sembrano giungere da fonti affidabili.

5 commenti:

romolo ha detto...

Siamo circondati dalle bufale....e non tutte sono mozzarelle dop!

Anonimo ha detto...

Quindi sarebbe come prima, solo gli studenti avrebbero gli armadietti e si sposterebbero nell'aula di lettere, matematica o pozioni. Molto bello, ma qualcuno dovrà fare lezione il pomeriggio. Lurkerella

Murasaki ha detto...

@ Romolo:
Ma infatti, e a volte ci arrivano da fonti davvero insospettate!

@ Lurkerella:
Come credo si evinca dal post, ci capisco poco anch'io, e NON perché non abbia provato a informarmi. Ma quando si tratta di didattica, ho notato, diventano tutti più vaghi di un programma elettorale e usano molti più aggettivi che sostantivi.
Quanto alle lezioni di pomeriggio, potrebbe essere un'idea (e a St. Mary Mead abbiamo una mensa scolastica ottima, che rimpiango molto) ma se non ci mandano qualche custode in più la vedo difficile. Sarebbe una soluzione, in effetti...

Kuku ha detto...

Ma perché non vi lasciano insegnare in pace senza tutti questi casini?

Murasaki ha detto...

@ Kuku:
Hai appena fatto la Grande Domanda che da tanti anni ci facciamo.
Puà darsi che, come tutti i cambiamenti, anche questo possa aiutarci a insegnare meglio.
Di sicuro mi aiuterà a intrattenervi con molti, molti post uno più surreale dell'altro ^_^