Il mio blog preferito

giovedì 30 settembre 2010

Un nuovo alunno: l'Assenteista


Dopo lunga discussione, in Collegio Docenti era stato deciso di rivedere la questione dell'Approfondimento, sul quale quest'anno la Maristella si era degnata di mandare qualche parola, appunto, di approfondimento, ben rimpiattata nella circolare sugli organici di fatto.
Era quindi stato convenuto di accoppiare l'ora di Approfondimento a Geografia, che così ritornava alle due ore di un tempo. Addirittura, tutti sono convinti che questo suggerimento sia venuto da me, anche se io non mi ricordo assolutamente di averlo dato. Ho evitato di smentire perché, in effetti, chiunque abbia avuto questa idea ha trovato una assai decorosa quadratura al cerchio.
C'è stata quindi una certa razionalizzazione delle cattedre e così, tornata a Hogsmeade, ho avuto il piacere non solo di ritrovare la Seconda dei Tordi, ormai diventata Terza, ma anche una cattedra a misura di essere umano, con dieci ore in terza e otto in seconda, entrambe le classi sullo stesso corridoio e in quel corridoio ci sono solo quelle due classi (perché la prima di quella sezione quest'anno non esiste) insieme alle aule di informatica, di scienze e di sostegno. Insomma, invece di schizzare da un capo all'altro della scuola come una pallina di flipper impazzita, quest'anno regno su un corridoio intero e già dal primo giorno di scuola conoscevo il nome di tutti i miei allievi e loro conoscevano me - praticamente mi considero in vacanza premio, anche se in cuor mio temo l'invidia degli dei.

La Seconda dei Tordi si è trasformata in una classe quasi tranquilla, non so come e non so quando. Vorrei anche aggiungere che sono diventati tutti studiosissimi ma non ritengo giusto mentire sul blog, anche se sono sotto anonimato e nessuno può controllare.
Abbiamo anche i Quattro Ripetenti arrivati dalla terza dell'anno scorso (conoscevo anche loro, si capisce): quattro creature fondamentalmente tranquille, che non fanno nulla di particolare, anzi nel complesso si potrebbe dire che non fanno nulla punto e basta - nemmeno disturbano, a parte un certo chiacchiericcio di base. Fa uno strano effetto vederle in mezzo alla ventina e passa di pile elettriche che formano la base della classe - può darsi però che la loro inerzia assorba una parte dell'irrequietudine di base degli altri, un po' come fanno le barre di grafite nei reattori atomici.
Un processo inverso sta avvenendo per la Nuova Seconda, che l'anno scorso era una classe tranquilla, tanto tranquilla da riuscire a neutralizzare perfino un paio di elementi davvero destabilizzanti; quest'anno, vuoi per i nuovi arrivi, vuoi per una crisi di crescita che paradossalmente ne accentua i lati più infantili (mi sono ripromessa di comprare una di quelle collane di caramelle a forma di ciuccio appena capito in un Autogrill per offrirgliele quando eseguono alcune delle loro performance favorite), vuoi per un'imprevedibile congiunzione astrale, si sta elettrizzando niente male. Rimane comunque una classe in buona parte convinta che studiare faccia parte delle consuete attività previste per uno scolaro e non sia da considerarsi qualcosa cui dedicarsi solo in circostanze eccezionali, ad esempio il 30 Febbraio e il 31 Aprile.
Della Nuova Seconda fa parte anche l'Assenteista. Non ha commesso suicidio, non è emigrato verso altri lidi e a quanto pare suo padre ha deciso di risparmiarlo e di risparmiarsi la galera a vita per omicidio senza attenuanti, nonostante la sua seconda bocciatura. Continua ad assentarsi assai spesso, naturalmente (è già stata fatta la prima telefonata dell'anno alla famiglia) ma anche lui, come i suoi ex compagni è molto, molto più tranquillo, e anche lui come loro mostra strane tracce di sottomissione. Adesso, per un crudele scherzo della sorte, si trova ingabbiato in una classe molto più infantile, anche a livello fisico, di quella che aveva l'anno scorso ma, dopo avermi mostrato una certa ostilità il primo giorno, ha messo su un atteggiamento tra il paziente e il rassegnato. Sta' a vedere che magari proverà perfino a studiare un po' di matematica...

Comunque non conviene allargarsi troppo con le aspettative: l'anno è soltanto agli inizi.

Taglio del Nastro 2010 - Registro alto o registro basso?


Si sa che, per colpa dei tagli ai finanziamenti, molte scuole sono ormai a corto financo di carta igienica. Non è il caso di Hogsmeade, dove il Comune provvede generosamente elargendoci abbondanza sia di carta da fotocopie che di carta igienica - davvero utile, quest'ultima, perché presenta anche molti possibili utilizzi al di là di quelli più consueti.

L'anno scorso i registri personali sono arrivati più di un mese dopo l'inizio delle lezioni, e trovai la cosa davvero scomoda. Certo, uno "si appunta tutto sull'agenda", ma l'agenda, per sua stessa definizione, non è un registro e quindi i dati non possono essere disposti in ordine più di tanto. Ripescarli da lì fu davvero arduo, tanto più che lavoravo su nove classi*.
Fu un caso insolito, perché di solito i registri a inizio di anno ci sono, e al massimo succede di vederli arrivare con un giorno o due di ritardo - sto parlando di quelli personali, dove gli insegnanti segnano i voti, perché quelli di classe, che si tengono sulla cattedra per le lezioni, gli assenti e via dicendo li ho sempre visti in cattedra sin dal primo giorno - sempre, sempre, sempre.
Ad ogni modo, dove si verifica un caso insolito se ne possono verificare anche due; così, dopo la presa di servizio, al momento di congedarmi dalla Preside ho chiesto con un bel sorriso "I registri personali ci sono già? Magari potrei iniziare subito a compilarli, visto che domattina entro in classe".
La Preside è vistosamente cascata dalle nuvole, ma siccome non è sua abitudine lasciare una domanda senza risposta ha chiamato in Segreteria. Dove è saltato fuori che non solo dei registri personali non era stata fatta richiesta, ma che latitavano alquanto anche quelli di classe. Così a sua volta lei mi ha fatto un bel sorriso e mi ha detto che sì, sarebbero arrivati presto - questione di giorni.
Del resto è sempre questione di giorni: anche la durata dell'Impero Romano si può misurare in giorni; anche quella dell'Impero Cinese, e pure quella dell'Impero di Vega. Metti un giorno dopo l'altro, in fila, e ottieni la lunghezza di tempo necessaria.

In Sala Professori mi hanno dato qualche particolare aggiuntivo: per esempio che era cambiata la Segretaria, e che Segreteria Didattica e Segreteria Amministrativa non si parlavano più - e, soprattutto, che la spiegazione era stata "non abbiamo ordinato i registri perché nessuno ce li ha chiesti" - che sono quelle risposte davanti alle quali è difficile trovare la forza di ribattere.

E così siamo entrati in classe per il Gran Taglio del Nastro senza registro personale e senza alcun registro di classe sulla cattedra - e chi non c'è passato non può immaginare che senso di vuoto possa dare la mancanza di un registro di classe - nemmeno la possibilità di fare l'appello se la classe è nuova (beh, magari tutti gli altri se ne sono fregati. Io, lo ammetto senza remore, l'ho trovato frustrante al massimo grado).

A metà mattinata comunque sono arrivati dei registri alternativi: constavano di un elenco di alunni della classe su foglio A4 spillato su un foglio a quadretti protocollo. Da qualche parte mi pare ci fosse pure un timbro della scuola. Il foglio protocollo era di quel pallido colore grigiastro tipico della carta riciclata - nobilissima istituzione, la carta riciclata, soprattutto quando non viene sbiancata troppo (la sbiancatura della carta è procedimento assai tossico, come ognun sa); ma quel foglio protocollo vagamente grigiolino era così deprimente che... vabbe', certo se fosse stato bianco non cambiava nulla: la situazione era deprimente e tale sarebbe restata, anche davanti a un foglio protocollo a quadretti di un bianco abbagliante.
Durante l'intervallo ho preso un righello, diviso per colonne il foglio, annotato le date, gli assenti, i libri di Lettere da portare per il giorno dopo...

Quel registro in carta igienica riciclata, per dieci giorni, è stato il nostro Registro di Classe.
Nel frattempo abbiamo avuto il primo Collegio dei Docenti dove la Preside ci ha spiegato con dovizia di dettagli e di argomenti l'importanza di tenere sempre i registri personali in ordine e ben aggiornati, elargendoci anche gran copia di consigli in materia.

A modo suo è anche una brava donna, e comunque in materia di Presidi ho visto di peggio. Però, secondo me, le manca il senso del ridicolo.
Manca spesso ai Presidi, ho notato.

*grazie alla brillante trovata della Maristella sull'Approfondimento, per la quale la ricorderò nelle mie preghiere ora e per sempre amen.

venerdì 17 settembre 2010

A volte ritornano... ma perché ritornano?


E così il giorno 14 Settembre 2010, 23 ore prima dell'inizio dell'anno scolastico in buona parte della provincia di Firenze (e qualche giorno dopo l'inizio, per alcune scuole che per motivi loro han preferito anticipare) l'abominevole Provveditorato di Firenze, con comodo, ha convocato varie classi di concorso per le nomine annuali tra cui la A043 (Italiano, Storia, Geografia ed Educazione Civica per le Scuole Medie), da sempre la più numerosa, per l'assegnazione degli incarichi annuali.
In palio per la A043 c'erano una sessantina di cattedre più spezzoni vari, il che vuol dire che in alcune scuole del contado la dirigenza e gli addetti alla compilazione dell'orario si guardavano intorno alla vana ricerca di un titolare di lettere o ne intravedevano solo una sparuta rappresentanza, il che gli complicava non poco la vita.
La scuola di Hogsmeade era tra quelle, perché ne aspettava ben cinque. Nell'attesa, compilando l'orario, li aveva chiamati Lettere Alfa, Berta, Gamma eccetera (io sono poi risultata Beta perché sono stata la seconda a scegliere cotale sede).

Come sempre siamo stati convocati per le nove, e come sempre le operazioni sono cominciate intorno alle dieci e mezzo. Come sempre quelli del Provveditorato han provato a lamentarsi perché "c'era confusione, smettete di chiacchierare perché noi siamo qui per lavorare". Come sempre dal fondo dell'aula ho risposto con voce forte e chiara che non dovevano aver poi lavorato tanto, visto che tutte le altre province del regno avevano concluso le assegnazioni già da gran tempo e quindi rompessero meno, e come sempre non c'è stata risposta ma almeno hanno smesso di chiederci il silenzio. Come sempre io e i colleghi circostanti ci siamo lamentati di aver dimenticato di prendere il canestrello dei pomodori maturi per tirarglieli addosso, e come sempre qualcuno ha osservato che sarebbe stato comunque un peccato sprecare dei buoni pomodori maturi, e infine come sempre la A043 è stata chiamata per ultima, iniziando alle tre e finendo dopo le sei del pomeriggio. Siccome però era una giornata fresca e ventilata la cosa è risultata meno pesante di altri anni.
Come sempre, per ingannare l'attesa, esauriti i convenevoli e i mirallegri, scambiate tutte le notizie possibili su mariti, mogli, amanti, figli, parenti, amici comuni, colleghi vari e vacanze estive, il Gran Tormentone è stato il Tu-cosa-prendi Quiz.
Una delle colleghe dell'anno scorso a Hogsmeade mormorava che era stanca di cambiare, e avrebbe voluto tornare. Tra i precari annuali è un desiderio abbastanza diffuso, e tutt'altro che sorprendente. Non ero certo io a trovarci da ridire, visto che a mia volta ero decisissima a tornare. Non ho fatto nulla dunque per dissuaderla dal tornare e infatti lei ha scelto nuovamente Hogsmeade perché sì, era davvero stanca di cambiare.
Il tutto, all'apparenza, sembrava molto logico e consequenziale.

In seguito, per una serie di disgraziate circostanze, abbiamo avuto quasi due ore di tempo fra la scelta della sede e la stampa del documento che ci dichiarava fortunati vincitori di un incarico annuale, così ci siamo ritrovate, esaurito quasi ogni argomento dabile, a disquisire sulla possibile distribuzione delle classi di Hogsmeade.
"Spero che non mi rendano la prima dell'anno scorso" si augurava la collega.
"Ma... è abbastanza probabile" mi sono lasciata sfuggire. Di solito, alle medie, i Dirigenti Scolastici fanno il possibile per garantire la continuità didattica.
"No, davvero, speriamo di no" insisteva lei.
"Speriamo" mi sono associata di buon grado "Ma forse è un punto che farai bene a chiarire il prima possibile con la Preside".
In cuor mio però ero perplessa: l'anno scorso costei aveva una Terza che aveva fatto il suo corso e concluso l'esame, e dunque da loro non poteva certo tornare; se però non le era piaciuta la prima, tanto che sperava con tutte le sue forze di evitarla, e insomma una delle sue vecchie classi non poteva più averla e l'altra non voleva averla, senza contare che, come quasi tutti lì dentro, aveva passato l'anno a lamentarsi della Preside e l'unica collega con cui aveva davvero legato quest'anno aveva scelto tutt'altra sede, allora cos'era che non voleva cambiare?
L'edificio (piuttosto decrepito)? I custodi (una delle quali pazza furiosa)? La segreteria (che per tutto l'anno aveva manifestato un'inefficienza più unica che rara)?

Non ho osato chiederlo e di conseguenza sono ancora qui che aspetto di capirlo. Nel frattempo, naturalmente, le hanno reso la prima che non voleva (e che lei ha cercato di rifiutare in un modo talmente vago da risultare impercettibile). Di fatto la Preside non ha nemmeno mostrato di porsi il problema e, molto comprensibilmente, le due nuove arrivate sono state dirottate sulle attuali prime.

Certo che a volte il cuore umano non è facile da comprendere appieno...

venerdì 10 settembre 2010

Il futuro è un'ipotesi


Una delle più fastidiose abitudini della Maristella nazionale è sempre stata quella di comunicare attraverso le interviste le Sue decisioni e solo dopo, con comodo, se proprio non c'era di meglio da fare e non davano nulla di buono in televisione, ricordarsi di chiedere agli addetti del Ministero di preparare una qualsivoglia leggina sugli argomenti trattati nelle interviste di cui sopra*.

Oggi la nostra amata Ministro ha fatto una conferenza stampa a palazzo Chigi parlando del nuovo sistema di reclutamento degli insegnanti. Sì, quello il cui disegno di legge è inchiodato in commissione da un paio d'anni ma che ha fatto coraggiosamente capolino il 22 Giugno per un'audizione in Senato. Quello che non è ancora arrivato in aula. Quello che si conosce a grandi linee, solo per sentito dire.
Proprio lui.

Il Ministro ha informato i giornalisti che la formazione a livello universitario partirà con l'anno 2011/2012 ma il tirocinio formativo, ovvero... ovvero non si sa cosa sia il tirocinio formativo, se non che è "parte centrale della nuova formazione", cotale tirocinio formativo comincerà già con quest'anno accademico "per accelerare i tempi del nuovo percorso formativo (per i soli laureati)". Non solo, questo tirocinio rappresenta lo strumento "per passare dal semplice sapere al 'sapere insegnare'" e per i docenti della secondaria è aggiuntivo al percorso universitario.

Ora, io di tirocinio non me ne intendo granché: quando ho fatto la SSIS insegnavo già da qualche anno e quindi mi hanno fatto fare un numero di ore simboliche, per giunta nella classe di abilitazione dove non mi interessava lavorare, e quindi dal tirocinio io non ho imparato un granché; ma ricordo benissimo che avevo una tutor, che mi accoglieva nella classe e mi diceva (con gran garbo e collaborazione, con le tutor ho avuto molta fortuna) fai questo e fai quello. Quindi per fare il tirocinio ci vogliono delle insegnanti che accettano i tirocinanti, qualcuno che glielo domanda, dei laureati che chiedono di fare il tirocinio eccetera eccetera. Che poi il terzo punto è il primo da cui partire, mi sembra, perché non tutti i laureati intendono darsi all'insegnamento. Non c'è una legge, non c'è un regolamento, non c'è una circolare - in sintesi non c'è un cazzo di niente. Come accidenti intendono farlo partire, il tirocinio, quest'anno? I tempi mi sembrano davvero un po' stretti, anche prevedendo un tirocinio simbolico come il mio (una quarantina di ore, mi sembra di ricordare).
Insomma, le premesse mi sembrano allucinanti, come sempre.

Abbiamo ordunque due possibilità:
1) Il tutto verrà fatto a rotta di collo, con le leggi approvate a mezzo o non approvate del tutto, poi i soliti ricorsi al TAR e appelli al Consiglio di Stato e via dicendo, insomma, la consueta trafila.
2) Il tirocinio "per l'anno accademico 2010/2011" farà la stessa fine delle ore di Educazione Ambientale che dovevano partire già lo scorso Settembre e della materia fantasma detta "Educazione alla Cittadinanza", ovvero sparirà in un dignitoso buco nero.

In un caso come nell'altro, gli unici commenti che mi salgono spontanei alle labbra sono del tutto inadatti ad una vera signora, e dunque preferisco astenermi dal riportarli.

*non so, ho come la sensazione di avere scritto già qualcosa di molto simile in tempi piuttosto recenti.

mercoledì 8 settembre 2010

Chi parla male del Provveditorato di Firenze non lo conosce (infatti, se lo conoscesse ne parlerebbe molto peggio) - 2


Ed eccoci a Settembre, dopo una strana estate in cui di scuola si è parlato poco anche se, come l'anno scorso, si è tagliato molto.
I giornali e le televisioni, la rete e l'opinione pubblica sono stati tutti occupatissimi con le vicende di un'alta carica istituzionale che, ci dicono, si è politicamente suicidato, e da quando si è politicamente suicidato viene ansiosamente seguito passo passo manco fosse Brad Pitt nei suoi giorni d'oro: che ha detto, che ha fatto, che ha pensato, che dirà, che penserà, che farà? Sull'esito dei ricorsi del TAR invece è calato un gran silenzio, e solo un po' di stampa specializzata ne ha fatto cenno, anche in rete. Del resto, erano eventi del tutto secondari rispetto all'incredibile e mai visto evento della nascita di un nuovo gruppo parlamentare, ovvio che sono passati in second'ordine.

Così l'attenzione sulla scuola si è ridotta, Tremonti e la Gelmini ci hanno in gran parte risparmiato le stupidaggini che inevitabilmente dicono sull'argomento quando aprono bocca (non voglio dire che all'occorrenza non siano capaci di dire stupidaggini anche su altre questioni, ma sulla scuola davvero non riescono a dire altro). In compenso i tagli sono proceduti senza intoppi.
Al Provveditorato di Firenze, poverini, forse si erano concentrati troppo sulla bolla di acquisto di una cucina o sulle quotazioni degli appartamenti a Montecarlo negli ultimi vent'anni e quindi hanno contato male le cattedre da assegnare - o almeno così ci raccontano. Tutte le province del regno hanno ormai provveduto all'assegnazione degli incarichi annuali e tutti i precari su incarico annuale del regno hanno ormai preso servizio, chi più chi meno soddisfatto della sorte che gli è toccata, ma a Firenze le convocazioni annunciate dal 6 al 13 Settembre sono slittate per medie e superiori al 13, 14 e 15 Settembre a causa dell'aggiornamento dei posti per sopraggiunte disponibilità nella Scuola Secondaria di 1^ e 2^grado. Queste misteriose nuove disponibilità* ci verranno comunque comunicate solo 24 ore prima della convocazione, non s'avesse a farci su qualche progetto.
Primo insignificante dettaglio: il 15 Settembre comincia l'anno scolastico
Secondo insignificante dettaglio: il 15 Settembre, in contemporanea con l'inizio dell'anno scolastico, i sindacati han convocato un Grandiosa Assemblea Collettiva, e stavolta tutti, anche i più miti, meno politicizzati e i più insofferenti alle assemblee sindacali bramano parteciparvi tutti, come un sol uomo e donna, me compresa, "per dare un segnale" (che se poi lo davamo due anni fa secondo me sarebbe stato anche meglio, ma tant'è).
Come faremo noi nominati il 14 sul tardo pomeriggio - perché il Provveditorato di Firenze ritiene suo preciso dovere non iniziare a nominare un cane che è uno prima di almeno mezzogiorno, ma a volte han cominciato anche alle due del pomeriggio - a partecipare e a fare la presa di servizio? Perché noi in particolare riteniamo di avere abbondanza di motivi e di interessi per partecipare, ma l'assemblea è di quattro ore e va dalle 8.30 a mezzogiorno, e non tutti avremo la scuola a un passo dall'ex-Teatro Tenda oggi Saschall.
Terzo insignificante dettaglio, che riguarda soprattutto il sostegno che verrà nominato il 15: per chi comincia a lavorare il 16 il mese di Settembre non produrrà rateo di tredicesima né ferie né contributi per la pensione, produrrà solo uno stipendio dimezzato.

Comunque, sulle convocazioni in ritardo, il Provveditorato di Firenze ha una lunga e illustre tradizione, e si favoleggia di un anno in cui tali convocazioni vennero addirittura fatte il 23 Dicembre (ignoro se con o senza renne).

*che poi, voglio dire, quante potranno essere? La provincia di Firenze è grandicella, ma insomma non è Roma, non è New York e tanto meno Tokyo.

domenica 5 settembre 2010

5 Settembre: inizia una nuova era!

In un'immagine non esattamente coeva, ecco Odoacre e Romolo Augustolo. Sorge spontanea una domanda: ma con tutta quella stoffa il buon sovrano erulo non rischiava di inciampare?
Tra l'altro non era mica una dama hejan, di quelle che meno si muovono e più tutti ne apprezzano la finezza d'animo e la delicata sensibilità artistica.: il suo anzi era un
lavoro che richiedeva un certo dinamismo.

Ci sono anniversari che conosciamo tutti; il più famoso è probabilmente il 14 Luglio 1789, data di nascita del mondo contemporaneo - un gruppo di esagitati smantella una fortezza semiabbandonata e libera un gruppetto di detenuti. La cosa fece un certo scalpore, ma quella sera nessuno sapeva ancora che si era addirittura iniziata una nuova era della storia occidentale. Adesso è la festa nazionale della Francia e gli insegnanti di storia (con me in testa) minacciano rappresaglie orrende se i loro alunni non ricorderanno con precisione quella data.
Il 5 Settenbre è una data meno conosciuta ma altrettanto importante per la nostra partizione storica: nel 476 cade l'Impero Romano - per vecchiaia, per deterioramento o, come molti sostengono oggi, semplicemente per cause di forza maggiore - e inizia il medioevo.
Che cosa sia poi il medioevo nessuno lo sa: un'epoca di transizione, spiegano a volte - ma nessuno è mai stato buono ad indicare un periodo che non fosse di transizione. Certamente nei mille e più anni che circoscrivono il medioevo (finirà solo ai primi di Ottobre del 1492, quando gli equipaggi sfiniti di tre caravelle approdarono a un'isoletta che secondo loro apparteneva all'India) molte cose transirono, ma sarebbe stato strano il contrario: in mille anni si cambia per forza, anche a esser di pietra.
Andando un po' più nello specifico, la deposizione di Romolo Augustolo segna l'inizio del passaggio dall'antichità classica ai regni europei, passaggio che durerà fino all'incoronazione di Carlo Magno nella notte di Natale dell'800 - anche se, in effetti, l'antichità classica di Romolo Augustolo era assai diversa da quella di Cesare e Ottaviano.
Cade dunque ufficialmente (per noi) l'Impero Romano di Occidente e inizia l'affascinante e abbastanza sconosciuta era barbarica: poche fonti scritte, una gran frammentazione e anche un cambio di clima. Per molto tempo tutti rimasero convinti di essere ancora ai tempi dell'Impero Romano (soprattutto nella parte orientale del suddetto, dove non era caduto un bel nulla), ma nel frattempo tutti transivano e transitavano e trasmigravano, e soprattutto tutti cambiavano.
Quel pacchetto di tre secoli e mezzo è ai miei occhi una delle zone più affascinanti della storia, proprio perché in buona parte sconosciuto e in parte inconoscibile, ma soprattutto perché molto usato (proprio perché sconosciuto e inconoscibile) come base per un sacco di favole e leggende, anche storiche.
Era medioevo, ma gli mancavano molte caratteristiche che si usano attribuire al medioevo. Non c'era (ancora) la cavalleria, non c'era (ancora) il feudalesimo, non c'erano gli stati nazionali, il papa imperversava molto meno di quanto farà in epoche ben più "moderne" (i cosiddetti re barbarici avevano strategie tutte loro per tenere in chiaro le linee di confine dell'autorità della chiesa), i comportamenti sessuali non erano particolarmente inibiti e la condizione femminile non era più dura di quanto non fosse stata e non sarebbe stata in altre epoche. E c'erano un'infinità di regni e di re che cambiavano con una frequenza esasperante per chi cerca di preparare un esame di storia.

Il mondo oggi è migliore o peggiore di quello che era prima del 5 Settembre 476?
Difficile da dire. Di sicuro è più grande e più popolato.
Soprattutto è molto, molto diverso

mercoledì 21 luglio 2010

Mi TAR che per adesso...

Il titolo del post fa riferimento ad una bella canzone dei Bastard Sons of Dioniso.
L'immagine invece ci mostra una delle sedute del Consiglio dei Ministri in cui ci si è occupati
con attenzione e puntiglio della Grandiosa Riforma delle Scuole Superiori di Secondo Grado.

Una delle più fastidiose abitudini della Maristella nazionale è sempre stata quella di emanare disposizioni tramite circolari o avvisi amatoriali pubblicati sul sito del Ministero dell'Istruzione e solo dopo, con comodo, se proprio non c'era di meglio da fare e non davano nulla di buono in televisione, ricordarsi di chiedere agli addetti del Ministero di preparare una qualsivoglia leggina sugli argomenti trattati nelle circolari e negli avvisi informali di cui sopra (nemmeno sempre, peraltro: siamo ancora qui che aspettiamo qualcosa sulla mitica "Cittadinanza e Costituzione", materia di recente istituzione ma che non ha ore a lei dedicate né indicazioni ministeriali sui contenuti ma solo un buon numero di dichiarazioni in libertà alla stampa e in TV).
A far le cose in questo modo è chiaro che ogni tanto si finisce per inciampare, soprattutto se quello che proponi nella circolare comporta una ristrutturazione dell'organico in gran parte delle scuole del regno. Succede così che la legge sulla Riforma delle Scuole Superiori, o meglio sui Tagli di Cattedre alle Scuole Superiori, sia stata approvata solo in tempi molto recenti e quando erano già state fatte le iscrizioni alle Scuole Superiori di cui sopra.
I diretti interessati, che si sono dovuti iscrivere a tastoni, non hanno granché gradito e, piuttosto seccati da cotal modo di procedere hanno fatto ricorso al TAR in merito (per una sintesi della vicenda vedere qui); il ricorso è stato infine discusso nei giorni scorsi.
Ieri è arrivata la sentenza, o meglio, le varie sentenze. Che dicono (sembra, dice, pare, si sussurra, si vocifera) che la Riforma ormai ce la teniamo, anche se effettivamente al MIUR sono stati piuttosto cialtroni nella procedura, che per quanto riguarda le iscrizioni chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato, MA che cotale riforma riguarda solo le prime, mentre le cosiddette "classi intermedie" non subiranno riduzioni di orario - o meglio, passa la palla per la decisione al Consiglio Nazionale per la Pubblica Istruzione che ci farà sapere, con comodo.

La notizia è filtrata stanotte, e oggi è il 21 Luglio. L'anno scolastico si avvia tra un paio di mesi e tutta la struttura del MIUR era già in netto ritardo sulle procedure - voglio dire, in ritardo anche sul ritardo cronico che da sempre caratterizza l'avvio dell'anno scolastico. Naturalmente la Maristella ricorrerà al Consiglio di Stato che comunque, quand'anche le desse ragione (ma non è affatto detto che lo faccia) non lo farà in settimana e si farà aspettare per un po' .

Va da sé che dal MIUR e dalla Presidenza del Consiglio ci spiegheranno con dovizia di dettagli e di argomenti che è tutta colpa del bieco complotto demoplutogiudaicomassonico montato dalle sinistre e che è ora di finirla con tutti questi lacci e lacciuoli che ostacolano continuamente l'azione del governo, che si sa che le trafile legislative stanno lì per bellezza e non per essere prese sul serio ed è una vera vergogna intralciare un così brillante esecutivo con cavilli e quisquilie invece di badare alla bellezza dei principi che informano le loro leggi.
Sta di fatto che adesso il governo ha una grana in più, che era l'ultima cosa che gli serviva, e che la Maristella sarà ahimé costretta a dedicare qualche fuggevole pensiero anche alla gestione del suo ministero e non soltanto alla Fondazione Liberamente.
Inoltre è anche possibile che Qualcuno, lassù in alto, si domandi seriamente se davvero sarebbe una buona idea nominarla Coordinatore Unico del Partito Delle Libertà, perché se costei gestisse il PDL con la stessa cura che sta dedicando al Ministero dell'Istruzione, beh, allora l'attuale opposizione, accusata in questo periodo di non mostrarsi eccessivamente attiva e solerte, potrà ben giustificarsi dicendo che è inutile intervenire in aiuto del sole in Agosto in Sicilia, della nebbia in Ottobre nella pianura padana o del turismo a Roma nel periodo pasquale.

giovedì 24 giugno 2010

Il ruolo dei giovani nella storia e nella politica. Parlano i leader.


Ai miei tempi alla maturità si faceva "il tema": sceglievi tra una manciata di titoli più o meno balordi, di poche righe l'uno, tutti i giornali li riportavano e la mattina dopo i non maturandi di ogni età li commentavano sotto l'ombrellone tra un tuffo e l'altro.
Oggi le tracce della prima prova sono un'entità mostruosa che occupa sette pagine sette in A4 scritte piccole, dove si mischiano temi di vecchio stampo, testi da analizzare e i materiali per la "redazione di un saggio breve o di un articolo di giornale". Quest'ultima tipologia ha quattro tipi di ambito, ognuno con un argomento diverso e ogni argomento ha quattro documenti che il candidato può usare "in tutto o in parte e nei modi che ritiene opportuni".
Insomma, districarsi tra tutta quella roba e scegliere cosa fare è diventata impresa che, già da sola, richiede un notevole grado di maturità. Poi comincia il lavoro vero, ovvero capire dove va a parare la traccia e come la si vuole svolgere.
I giornali non riportano i testi integrali, quindi sotto l'ombrellone si discute di tracce delle tracce, sintetizzate e riassunte. Molto più complicato di un tempo anche quello, devo dire, e parecchio approssimativo.

Per il saggio breve l''argomento nell'ambito storico-politico quest'anno era "Il ruolo dei giovani nella storia e nella politica. Parlano i leader", che ricorda molto il buon vecchio titolo di tesi "Brevi cenni su Dio e sull'universo" che Umberto Eco suggeriva di evitare. Probabilmente è la traccia che avrei scelto se fossi stata tra i candidati, perché la curiosità di vedere cosa sarebbe saltato fuori da siffatto pastone sarebbe stata forte: facevo parte di quella razza che comincia il tema senza scaletta, al massimo segnandosi un paio di punti chiave da trattare, faceva un tema e al momento di copiarlo in bella ne scriveva un altro completamente diverso. Vivevo il tema come un viaggio che non sapevo dove mi avrebbe portato e che mi divertiva molto. Quando andava bene prendevo dei voti piuttosto alti, quando mi perdevo un po' (ma succedeva di rado) raccattavo un sette in virtù di una forma corretta e scorrevole.

I quattro documenti sul vastissimo tema dei giovani nella storia e nella politica erano una quartina assortita in modo piuttosto curioso, ma non c'è dubbio che ognuno di loro fosse significativo. Di lì a trovare un filo conduttore, però, c'è da darsi il suo bel daffare.

Primo documento: discorso parlamentare di Mussolini nel Gennaio 1925. Viene indicata la data ma non viene specificato che è il discorso con cui Mussolini si arroga la responsabilità del delitto Matteotti.
Piccolo dettaglio: non si parla di giovani. Mussolini si è rivolto molte volte ai giovani e ha lavorato molto alla formazione di una gioventù fascista che aprisse la strada verso una nuova era del mondo (che fu poi quella che andò sulle montagne a fare la Resistenza). Ma qui non si parla di loro, nemmeno come speranza. Mussolini non parla ai giovani, parla ai deputati e, indirettamente, alla nazione. I giovani compaiono di striscio soltanto in una frase: "se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una superba passione della migliore gioventù italiana, a me la colpa!". Secondo questa sua interpretazione, dunque, il fascismo è il frutto ardentemente perseguito dei giovani dell'epoca.

Il secondo brano è del 1947, poco dopo la fine della seconda guerra mondiale, ed è tratto da un discorso pronunciato da Palmiro Togliatti alla Conferenza Nazionale Giovanile del PCI. Secondo Togliatti, i giovani che si avvicinano al partito "devono essere stabilmente conquistati ai grandi valori del socialismo e del comunismo, se non vogliamo che essi rimangano dei "pratici", o, peggio, dei politicanti. Essi devono acquistare la certezza - volevo dire la fede - che l'avvenire e la salvezza della società umana sta nella trasformazione socialista e comunista, e questa certezza deve sorreggerli, guidarli, illuminarli". Per tutti gli altri giovani, i comunisti devono fornire gli strumenti per capire e superare la profonda crisi in cui i poverini si dibattono senza staccarli dai loro ideali "morali e anche religiosi". Il processo in corso da qualche decennio è la faticosa gestazione di un mondo nuovo (e, si sa, il mondo nuovo lo partoriscono i giovani).

Terzo documento: Aldo Moro, in un congresso della DC del 1969 - altro anno piuttosto particolare perché... viene dopo il 1968. In quegli anni i giovani, oltre a essere i potenziali costruttori del mondo che doveva ancora venire, stavano diventando un'entità autonoma e organizzata: movimenti giovanili, contestazioni giovanili e tutto il resto fino ai Beatles e a Bob Dylan (e, sul fronte italiano, un giovane Guccini che cantava che Dio era morto ma sarebbe risorto presto grazie al mondo nuovo che stava arrivando e che i giovani avevano messo in costruzione).
E' proprio di questo mondo nuovo che Moro parla, in quello stile attorto e involuto che non era solo suo ma di tutta la DC. Moro presenta una società in trasformazione, dove aumentano il pluralismo e i centri di decisione. "I giovani e i lavoratori conducono questo movimento e sono i primi a voler fermamente un mutamento delle strutture politiche ed un rispettoso distacco; i giovani chiedono un vero ordine nuovo, una vita sociale che non soffochi ma offra liberi spazi, una prospettiva politica non conservatrice". Si tratta di "un'assunzione di responsabilità". Quindi, auspica, largo ai giovani "nella società, nei partiti, nello Stato": porteranno linfa vitale e pace sociale alla nuova società che va formandosi.

Il quarto documento è preso da un'enciclica di Giovanni Paolo II in occasione del centenario della De rerum novarum. Siamo nel 1991 e il muro di Berlino è già caduto Il papa depreca che l'individuo oggi venga visto come produttore e consumatore di merci oppure come oggetto di amministrazione da parte dello Stato; ma l'uomo non è solo questo, è "prima di tutto un essere che cerca la verità e si sforza di viverla e di approfondirla., in un dialogo che coinvolge le generazioni passate e future". Ad ogni generazione infatti i giovani rimettono tutto in discussione: non necessariamente per distruggere, ma "discernendo ciò che nella tradizione è valido da falsità ed errori o da forme invecchiate, che possono essere sostituite da altre più adeguate ai tempi".

Trovare un filo conduttore tra queste quattro voci non è impresa di poco conto.
Certo, chi legge sa che il fascismo no, non era solo olio di ricino e manganelli (magari si fosse limitato a quello) e che la passione superba della migliore gioventù italiana portò l'Italia ad una serie di catastrofi che a contarle si fa notte - non ultima una notevole disponibilità verso il condizionamento mentale che fa ancora parte del DNA italico.
Sa anche che la trasformazione socialista e comunista della società umana ha avuto (e già aveva ai tempi di Togliatti) una serie di conseguenze piuttosto negative in alcuni paesi anche se l'Italia ne ha tratto grandi vantaggi.
E che alcuni giovani, pochi anni dopo il 1969, mostrarono con i fatti (anche ad Aldo Moro) che la pace sociale non era in cima alle loro priorità.
E che non sempre il lavoro di ripulitura generazionale operato dai giovani ha portato a soluzioni più adeguate ai tempi (anche se spesso il rinnovamento è stato comunque utile).
Ma insomma, non è una gran novità che non sempre i giovani hanno saputo gestire nel migliore dei modi le chiavi di un futuro radioso e che la storia va avanti un po' come le pare in barba alle umane previsioni. Non importa spremersi le meningi per cinque colonne di foglio protocollo (durata massima consentita a un saggio breve) per arrivare a tale conclusione. Son cose che si sanno.

Magari c'è dell'altro?

I testi non sono omogenei. Sono tutti e quattro documenti ufficiali rivolti ad assemblee politiche (anche il quarto, direi, pur se in modo meno scoperto: un papa è un politico di tipo particolare, quindi anche le sue platee sono diverse da quelle di un normale politico). Sono di tre leader italiani e di un leader polacco che ha regnato in territorio italiano (ma, di nuovo, il quarto è un caso più complesso: dall'Italia i papi governano il mondo - o, più esattamente, il loro mondo - che non comprende tutti gli italiani ma che va ben oltre i confini dell'Italia).

Sono testi scritti in circostanze diverse: uno è un brano del discorso con cui Mussolini conquistò definitivamente il potere, ma gli altri tre ebbero conseguenze meno vistose.
Nel primo caso, i giovani hanno già operato il Grande Cambiamento, negli altri tre si confida che lo faranno a breve. Anzi, Giovanni Paolo II non parla di un grande cambiamento, parla di un costante rinnovamento generazionale - e in effetti è l'unico che ci azzecca.
Insomma, si parla (tranne nel primo) dei giovani che stanno gestando il futuro - che, si spera, sarà glorioso. Non è un concetto nuovissimo.
La scelta del brano di Mussolini perplime. Mussolini è stato senz'altro una figura di grande importanza nella storia italiana, lavorò molto sulla gioventù e le sue potenzialità - ma in questo brano non si parla dei giovani che costruiranno il futuro, si parla (poco) dei giovani che l'hanno già costruito; il primo tag che viene in mente per soggettarlo non è certo "giovani", è "Matteotti. delitto".
Gli altri tre sono discorsi importanti nel loro contesto storico, magari gravidi di conseguenze potenziali e reali, ma come importanza non reggono certo il confronto - nemmeno l'enciclica, che non è tra le più celebri di Giovanni Paolo II. In compenso sono, tutti, assai pertinenti con l'argomento assegnato.

La scelta del primo documento ha fatto molto discutere ed è stata vista da alcuni come l'ennesimo tentativo di legittimazione di Mussolini e del fascismo da parte del governo attualmente in carica.
Difficile capire, in questo caso, che tarantola abbia morso il governo in questione nel citare proprio questo passo, che c'entra il giusto con il tema proposto e si ricollega direttamente ad uno dei peggiori crimini del Ventennio nonché al triste momento in cui tutto quel che ancora restava della democrazia italiana venne stracciato e utilizzato per far prendere meglio la fiamma nei caminetti. Altri passi, ben più giovanilistici e giovanileggianti avrebbero potuto servire meglio allo scopo, vien da pensare, e avrebbero costituito documenti ben più pertinenti che non avrebbero offerto il destro a critiche.
In effetti, il brano di Mussolini sembra la risposta sbagliata in uno di quei giochi del tipo "Trova l'intruso".

Forse è stata un'abile manovra che ha sfruttato il fatto che le tracce spesso sono conosciute solo per sintesi. Lanci la notizia "Nei temi c'è Mussolini!". Prontamente una schiera di giornalisti, opinionisti. intellettuali etc. ruggisce "No! Nei temi non deve esserci Mussolini! Il MIUR ha fatto un grave errore!". Allora una schiera di opinionisti, giornalisti etc. filogovernativi insorge "Vedete come sono cattivi? Criticano la presenza di Mussolini nelle tracce. Vogliono rimuoverlo dalla storia italiana!".
Ma, sinceramente, mi sembra un po' contorta: d'accordo che in questo periodo buona parte delle alte sfere sembra piuttosto suonata, ma insomma...

Tuttavia, alla luce delle mie conoscenze storiche, sociali, filologiche e organolettiche nonché a forza di rileggere quei testi un filo conduttore l'ho trovato:

"I leader politici sono sempre pronti ad apprezzare il ruolo dei giovani in politica, soprattutto quando parlano ad assemblee giovanili, e ad apprezzare apertamente i giovani... disposti a farsi incanalare sulla strada che è stata loro preparata".
E infatti Mussolini apprezza la migliore gioventù italiana, ma non sembra entusiasta della molta gioventù che militava tra i socialisti (i comunisti all'epoca erano merce rara), Togliatti vede nelle masse dei giovani esterni al partito tante pecorelle che i suoi baldi giovani comunisti dovevano accortamente convertire, il papa con la sua enciclica non intendeva certo inserire tra "le forme invecchiate da sostituire con altre più consone ai tempi" il rifiuto del sacerdozio femminile o la condanna delle unioni gay, mentre Aldo Moro loda l'ingresso dei giovani in politica in un momento in cui inimicarsi i giovani poteva portare conseguenze piuttosto pesanti in termini elettorali.
Insomma, un giovane accorto dovrebbe diffidare in cuor suo dei politici, soprattutto quando costoro lodano i giovani in questione - perché ai politici manipolare le masse piace e di solito si ingegnano di farlo quanto più gli è possibile.

D'accordo: anche questa non è una di quelle scoperte epocali che cambiano il corso della storia. Sono cose che si sanno, anzi fanno parte del pensiero più spicciolo dei giorni nostri.
E, di nuovo, non si capisce che tarantola abbia morso il governo o il MIUR nella scelta dei testi.
E' davvero il caso di ricordare alle potenziali nuove leve che la politica talvolta tende a strumentalizzare la gente? Di incoraggiare le nuove leve a diffidare della politica? Di fornire impianti umidificatori agli abitanti dell'Amazzonia, e congelatori agli esquimesi?
(O forse qualche frondista del MIUR ha colto il destro per infilare un brano apparentemente fuori tema ma che risulta piuttosto attuale ed offre il destro a molte e molte riflessioni, utili per tutti i giovani - intendendo per "giovani" tutti coloro che hanno dai nove ai centonove anni?)

giovedì 17 giugno 2010

I compiti per le vacanze

Ah, io sono di quelle che non dà i compiti delle vacanze, né a Natale né a Pasqua e tantomeno durante l'estate.
Ma scherziamo? Intanto non sono mai sicura che l'anno prossimo a correggerli ci sarò io; poi sono buona e cara e se c'è da correggere non mi tiro certo indietro, ma così, subito dopo l'estate (in cui IO mi riposo, IO; e allora perché non devono riposarsi anche i ragazzi, eh?) no, proprio no, mi viene lo sconforto.
E pazienza se i ragazzi ci stanno qualche giorno per rodarsi. Anch'io i primi giorni sono in fase di rodaggio, no? Un po' di comprensione per queste povere creature legate ai compiti come cani alla catena per tutto l'anno. IO, a miei tempi, non ho mai fatto i compiti delle vacanze; no, non perché ero scioperata. Cioè lo ero, ma in questo caso non c'entra. Non me li davano e quindi non li facevo. Guardate che non è che venivamo su tanto peggio di 'sti figlioli, a riposarci durante l'estate.
E poi, io faccio italiano. Vedrai che un pochino si esercitano comunque, con l'italiano. Anche se non leggono, parleranno. E poi non è vero che non leggono, molti leggono eccome. Gliel'ho detto, ai genitori: portateli in libreria, e se gli piace qualcosa compratela. Fatela scegliere a loro. Non importa se a voi sembra un libro scemo. Il mondo non è fatto certo solo di letture intelligenti! Ma come volete che leggano, se li rimpinziamo sempre di compiti?
Magari per matematica è diverso, e per le lingue straniere capisco che debbano esercitarsi, e comunque per le altre materie vedranno un po' gli altri insegnanti, io bado alle mie materie, loro baderanno alle proprie. Non pretendo di insegnare il mestiere a nessuno ma io no, non do compiti. Le vacanze sono vacanze e i ragazzi hanno da vacanzare. Hanno studiato tutto l'anno, adesso riposeranno. Punto.
E poi si sa come va a finire: quelli che hanno lavorato tutto l'anno faranno tutti i compiti, che nemmeno gli servono, mentre quelli che hanno lavorato poco non li faranno nemmeno d'estate oppure li faranno con i piedi.
No, niente compiti. Su questo sono incrollabile, manichea, oltranzista, integralista.
Niente compiti.

Poi è arrivata la seconda di Hogsmeade.
Che era così sicura che avrebbe avuto i compiti di Natale che mi ha chiesto di fare il diario durante le vacanze di Natale, invece che nella prima metà di Dicembre.
Così gli ho fatto fare il diario.
E poi, a Pasqua, eravamo piuttosto indietro a storia. E gli ho dato i compiti di storia.
E, ai primi di Giugno, ho corretto le verifiche finali di analisi logica.
Cioè, corrette... le ho guardate. Non era mica possibile dare il voto a quella roba.
I due bravi l'hanno fatto bene, ma quelli sono macchine da guerra, studierebbero anche se li appendessero a testa in giù dentro un formicaio. Ma gli altri...
Beh, è chiaro che gli altri l'analisi logica non l'hanno studiata. E anche i compiti, mi sa che non li hanno fatti con grande attenzione. Anzi, a ricordarsi bene le cose, era chiaro che parecchi non li hanno fatti proprio, né male né bene. Anzi mi par di capire, dai risultati, che non seguissero granché nemmeno in classe; tranne quando gli davo le frasi a doppio senso da analizzare, ma insomma non posso mica rifargli tutto l'eserciziario con le frasi a doppio senso. Devono imparare ad analizzare anche quelle frasi banali dove compri un vaso di cristallo e il gattino bianco dorme sul divano.

Insomma stavolta i compiti li ho dati: studiarsi tutto il programma di analisi logica e fare un bel pacchetto di esercizi. Gli ho consegnato il foglio ma ne ho stampata una seconda copia che ho consegnato ai genitori quando sono venuti a ritirare le schede.

No, ai due bravi no. Anzi, gli ho alzato il voto sulla scheda.
Credo che, anche senza i miei compiti, un modo per passare il tempo lo troveranno.

martedì 15 giugno 2010

Mater Dolorosa (Assenteista, Good Bye)

La Madre dell'Assenteista è un classico nel suo genere - la Madre un po' trascurata e molto melodrammatica che tanto spesso popola i blog di noi insegnanti. Bionda, piuttosto bella, abbigliamento alla moda non supportato da adeguato stile*, piuttosto annoiata, ci guarda dall'alto in basso e ci domanda se la situazione è davvero così grave - ma quando abbiamo smesso di chiamarla, stufi di perdere il tempo nostro e della Preside, ha cominciato a venire spontaneamente, per chiederci se davvero la situazione era così grave. Nella seconda metà dell'anno si è fatta regolarmente scortare dalla figlioletta in età da elementari, una sorta di incarnazione della Pinky dei Muppets ma meno simpatica, che interviene per spiegarci che lei a scuola è tanto brava ma che se, come sembra, negli ultimi tre mesi dell'anno ha passato tutto il tempo con la madre invece che a scuola, forse tanto brava ormai non è più.

La mattina abbiamo appeso i tabelloni, nel pomeriggio dovevamo consegnare le schede. Mentre stavo infiocchettando e siglando i registri prima di consegnarli in segreteria è arrivata la custode a cercarmi. Se potevo andare, la madre dell'Assenteista aveva chiesto di parlarmi...
In effetti non ero obbligata a farlo, il tempo del ricevimento è finito da settimane; ma ho pescato una collega dal mucchio - Matematica, guarda caso - e mi sono accomodata con lei, la madre e Pinky in un'aula vuota.
E la madre ci apre il suo cuore e ci rende partecipi del suo dolore: che lei proprio non riesce ad accettarla questa cosa troppo brutta, di un ragazzo bocciato perché stava antipatico ai professori. Perché gli altri compagni l'hanno detto: l'Assenteista non doveva essere bocciato, perché altri che lo meritavano non sono stati bocciati "perché gli era morta la madre, perché qui, perché là"...

Non so cosa prescriva il Galateo dell'Insegnante per un caso come questo; d'altra parte ognuno reagisce come sa. Io ho urlato, facendo una sfuriata alla madre - una sfuriata in piena regola, dove ho rimproverato aspramente l'Assenteista di averci costretti a fermarlo e ricamando a sopraggitto e punto croce sul fatto che la classe, quella classe, proprio quella, era una classe perfetta per lui, dove tutti avevano legato con lui e dove la differenza di età non si sentiva. Ho poi aggiunto che, lui, aveva fatto benissimo a non venire e a mandare la madre perché se lo avessi avuto davanti l'avrei come minimo strozzato sul momento, visto che se l'era cercata col lanternino - e nessuno osasse tirare in ballo gli altri compagni, perché là dentro tutti, assolutamente tutti, avevano lavorato infinitamente più di lui e nessuno aveva un camposanto di scheda nemmeno lontanamente simile alla sua.

Quando mi sono fermata per riprendere fiato è intervenuta, molto più pacatamente, la collega di matematica. Che ha ribadito che il ragazzo la matematica non l'aveva studiata mai, ma proprio mai-mai-mai, prova ne era che soltanto a Gennaio era saltato fuori che lui non aveva il libro (che quell'anno aveva cambiato edizione e quindi non era più lo stesso dell'anno prima). E lei per questo lei gli aveva dato il suo (il suo di lei insegnante di Matematica) e da Gennaio era senza libro, che per un'insegnante non era proprio comodissimo, perché il suo libro lo aveva l'Assenteista; il quale Assenteista, però, il suo libro certo non l'aveva usato per studiarci matematica anzi, per quel che le risultava, non l'aveva usato proprio. E allora, se la signora fosse stata così gentile da riportarglielo, quando nel pomeriggio fosse venuta a prendere la scheda, perché a lei il libro di matematica faceva comodo, sa, perché a lei serviva per lavorare...

La Madre non ha trovato argomenti per rispondere e si è limitata ad andarsene borbottando un vago "Vado dalla Preside" (e sappiamo che c'è andata, ma la Preside ci ha gentilmente risparmiato il resoconto del colloquio).
Non è venuta a ritirare la scheda, nel pomeriggio. E naturalmente Matematica non ha riavuto il suo libro.
Non credo che ci sperasse, comunque.

Resta da capire il senso di questa storia (anche se questa storia un senso non ce l'ha); l'Assenteista si è comportato da stordito - in effetti molto da stordito - e nei primi sei mesi di scuola ha fatto capire in tutti i modi possibili e immaginabili che della scuola non ne voleva sapere (negli ultimi due mesi ha invece stabilito che musica, scienze e italiano non gli facevano del tutto schifo, ed era diventato molto più gestibile in classe); sapeva benissimo che non era vero che a scuola si passa sempre e comunque, perché lui l'anno prima era bocciato. Magari contava sull'invulnerabilità dell'essere stato fermato una volta, ma il suo non era l'atteggiamento di chi cerca di studiare il meno possibile, era un rifiuto sistematico verso la scuola che solo verso la fine dell'anno si è attenuato, e solo per poche materie. Certo, avremmo potuto dargli fiducia (come era stato fatto in prima, senza grandi risultati) ed è perfino possibile che la fiducia sarebbe stata ricompensata. Ma chi si azzardava a correre il rischio, con quella classe e con buona parte delle materie intonse e intatte (tanto per parlare di matematica, non aveva chiaro nemmeno il meccanismo del massimo comun denominatore e del minimo comune multiplo)?
Comunque l'Assenteista ha quattordici anni e non si era fatto da solo; che un ragazzo a quell'età si comporti da stordito ci può anche stare e in fondo la scuola dell'obbligo è per tutti.

Ma la famiglia? Dopo nove anni di scuola e non so quante chiamate dalla segreteria e dalla presidenza, la famiglia non si preoccupava nemmeno di fargli le giustificazioni e fino all'ultima settimana abbiamo dovuto telefonare per chiederle. Fino all'ultima settimana.
Che senso aveva l'ultimo pellegrinaggio della Mater Dolorosa a lamentarsi, come se fosse chissà quale sorpresa il fatto che il figlio fosse stato fermato?
La famiglia non era composta di quattordicenni, in teoria. La famiglia aveva visto la scheda del primo quadrimestre. Conosceva la situazione. Non gliel'avevano detta solo i professori, era stata spiegata con grande chiarezza anche dalla Preside - e non una volta soltanto.

Evitare la dispersione scolastica, dicono.
Più che volentieri, se ci spiegano come.

*vuol dire che, esattamente come il figlio, gira abitualmente con mezzo culo di fuori