Capita sovente anche a me di stilare liste di buoni proponimenti e desideri per l'anno nuovo.
Di solito non le metto sul blog, ma l'anno scorso, morsa da non so quale tarantola, stilai una listarella di desideri per la scuola, idealmente indirizzata alla nostra nuova ministra: proprio quella Lucia Azzolina che durante l'anno è stata tante volte in cima ai pensieri di tutti noi che siamo coinvolti nel comparto scuola: alunni, genitori di alunni, presidi, insegnanti eccetera.
In effetti erano richieste valide, ma nemmeno io immaginavo quanto fossero adeguati all'anno che stava arrivando: belle scuole spaziose, insegnanti reclutati con metodi coerenti e in tempi ragionevoli, presidi sennati, maggior numero di custodi, miglior compenso per i coordinatori, ma soprattutto che per favore smettessero di dirci come si sarebbe svolto l'esame di Stato all'ultimo momento.
Non avevo pensato a suggerire pratiche virtuose per avviare l'anno scolastico in modo decoroso: nel mio demenziale e perenne ottimismo pensavo che quello comunque fosse un punto già abbastanza avviato. Niente mi lasciava immaginare che proprio per l'avvio dell'anno scolastico 2020/2021 il Ministero avrebbe dato il peggio del gran peggio che aveva in sé.
Di solito l'anno scolastico in arrivo viene organizzato a partire dalla fine del precedente - di solito con qualche ritardo e inciampo, ma non in modo troppo disastroso. Ma quest'anno, quando si è cominciato già a metà Marzo a farneticare di "preparare il nuovo anno scolastico perché fosse bello, perfetto, il migliore degli anni scolastici possibili, ché c'era da recuperare buona parte del precedente", devo dire che il Premio Avvio del Cazzo dell'Anno Scolastico ha toccato punte di virtuosismo veramente notevoli, in particolare con la deliziosa idea di avviare un nuovo sistema di nomine per le cattedre scoperte, con insegnanti arrivati dopo tre, quattro, sei e sette settimane - il tutto perché - incredibile ma vero - il nuovo sistema di reclutamento informatico aveva qualche margine di criticità nel suo funzionamento. Davvero strano, va detto, perché in un paese minuziosamente organizzato e metodico come l'Italia, quando avvii una novità, di solito va tutto alla perfezione, è cosa nota.
E sorvoliamo sul personale aggiuntivo, il cosiddetto "personale COVID" che è arrivato a pezzi e bocconi, quando è arrivato e se è arrivato.
Sorvoliamo altresì pietosamente anche sulla complessa saga dei banchi nuovi, con o senza rotelle che fossero, e sulle mascherine per alunni e docenti che han cominciato ad arrivare con una certa regolarità solo a Novembre - immagino anche perché, essendo le superiori ormai chiuse, erano più agevoli da distribuire.
Ancor peggio mi andò con la lista di proponimenti, che però tenni ben custodita nel mio diario perché, infine, interessava soltanto me e i miei cari: uscivo da una lunga e debilitante malattia ed ero molto affamata di vita sociale e soprattutto di piacevoli eventi più o meno culturali. Perciò mi feci una bella lista che comprendeva per ogni mese una media di almeno due film e un concerto dal vivo, due o tre cene fuori con gli amici, possibilmente a ristoranti etnici, qualche conferenza di vario argomento (nella mia zona se ne fanno di molto interessanti - o, per meglio dire, se ne facevano) molti mercatini, qualche saga di paese durante l'estate, giri di shopping a Firenze per esaminare nel dettaglio tutti i nuovi negozi spuntati nel centro e altrove negli anni della mia malattia - tra l'altro ero desiderosa di testimoniare, a chi tanto mi aveva aiutato, la mia riconoscenza con qualche grazioso oggettino scelto con cura tra miriadi di possibilità - e perfino ritornare alla Settimana di Studi sull'Alto Medioevo a Spoleto per rinfrescare un po' il mio Alto Medioevo, ormai coperto da quasi tre decenni di polvere; c'era addirittura un vecchio progetto con delle amiche per un fine settimana a Londra, rimandato dalla mia malattia e ormai incombente perché la Brexit bussava alle porte.
Sappiamo com'è andata a finire, anche se nei primi due mesi tenni fede a sì fitta agenda.
Mi guarderò bene dunque dallo stilare, sia pur privatamente, liste di desideri, richieste e proponimenti, anche perché detta lista non osa andare più in là di una buona quota di didattica in presenza e alla possibilità di accedere almeno ai negozi di Lungacque, che non saranno all'altezza di quelli di Firenze o della Mostra dell'Artigianato, ma che mi permetterebbero comunque di rinfrescare un po' il guardaroba. Per quel che riguarda i concerti, c'è sempre YouTube con quelli già fatti, e per i film ho avviato un recupero di certi vecchi e nuovi classici di cui la biblioteca di paese è abbastanza fornita.
E visto che il nuovo lockdown ha regole un po' meno feroci di quello della scorsa primavera, potrei avviare un programma di passeggiate a piedi, visto che la mia zona è ricca di pregevoli itinerari - se smette di piovere, soprattutto.
Desideri moderati e aspettative ridotte, e vivere nascostamente. Mai come quest'anno il progetto di vita di Epicuro appare attuale.
E dunque blandi auguri a tutti per un 2021 che raggiunga almeno punte di una moderata decenza.
Al di là di questo, non oso spingermi.













