(può contenere spoiler o no, a seconda di come mi gira; di fatto, credo anzi che ne contenga parecchi)
Il vero protagonista di questo affascinante giallo è un piatto di tartine alla pasta di pesce, e ha avuto una parte di un certo rilievo nella mia esistenza alimentare e soprattutto conviviale.
Tartine alla pasta di pesce... all'epoca non c'era molto da noi (sto parlando del 1980) a parte la pasta di acciughe. Un piatto di tartine con uno strato di burro e sopra la pasta di acciughe... per carità, non erano male, ma il mio concetto di tartina era ben più lussuoso. Ci pensai su ed elaborai tre impasti: la base era burro e tonno, con capperi tritati oppure con olive verdi tritate - tonno in scatola, di quello sott'olio, niente impasti preconfezionati. Oppure burro e salmone in scatola, con aggiunta di uova di lompo nere (il buon vecchio succedaneo del caviale): Ne derivano tre impasti di un rosa-marroncino un po' brunito, o un po' verdeggiante, che spalmati su pane di tipo Novecento (un pane che non si trova con grande facilità, e non è rimpiazzabile dal consueto sfilatino o dalla frusta perché ha una consistenza diversa. Pane da tartine, insomma, anche se poi l'insieme è più che mangiabile su qualsiasi pane) producono delle tartine deliziose e anche piuttosto sostanziose: non un vero antipasto, ma perfette per uno spuntino. Per anni organizzai a scadenze regolari dei tartina-party assai graditi agli invitati e ancora oggi su richiesta le preparo volentieri quando me le chiedono per una merenda o una cena, anche se col tempo ho preferito una versione light dove il burro può essere rimpiazzato da formaggio similcaprino.
La protagonista Eleanor prepara queste tartine in una bella giornata di sole. Ha il cuore spezzato perché il suo amatissimo fidanzato si è innamorato all'improvviso, e per giunta lei sta smantellando la casa dell'amata zia defunta - proprio quella casa dove lei e il fidanzato sono cresciuti, giocando insieme sin da bambini. Gestisce questo cuore spezzato con molta dignità e nessuno intorno a lei si rende conto che il mondo le è crollato addosso; ma ha un cuore ardente, e i suoi sentimenti ribollono.
Lo sfondo è in parte autobiografico, anche se sembra che nessuno se ne sia accorto: per un certo periodo Agatha Christie si dedicò a smantellare la casa della defunta madre, compito molto doloroso e che la esaurì assai sul piano psicologico, come racconta nella sua autobiografia. Nel frattempo suo marito, che aveva una certa allergia a tutto quello che riguardava morte e malattia si sentì abbandonato e cercò conforto altrove, con quella finezza d'animo che lo caratterizzava da sempre. Impossibile che Agatha non se ne fosse accorta, almeno a livello subliminale, e una parte di quell'esaurimento di cui parla le derivò senza dubbio dall'annoiata indifferenza che il consorte le dedicò in quell'occasione: "Ma io avevo perso una delle tre persone che amavo di più al mondo, e mi sentivo ferita" spiega sobriamente nella sua autobiografia. Ben presto perse anche la seconda di queste tre persone, perché Archibald Christie decise che il loro matrimonio era finito e divorziò. Lo stato d'animo di Eleanor mentre ordina e distribuisce gli effetti personali della sua cara zia è quindi probabilmente molto simile a quello da lei vissuto in quelle dure settimane, anche se ben presto la vicenda della protagonista prende tutt'altra piega, soprattutto dopo che, preparato un intero vassoio di tartine, le viene in mente che può dividerlo con altre due persone che sono lì a fare un lavoro molto simile nella casa del portiere. Lo spuntino amichevole a tre ha però un esito del tutto imprevisto ed Elinor si ritrova accusata di omicidio e sotto processo, un processo che affronta in un modo ambiguo che compromette molto la sua posizione.
Qualcuno però, qualcuno che ha seguito da lontano tutta la vicenda ma che comprende molto bene il carattere e il temperamento di Elinor, è fermamente convinto della sua innocenza e decide di aiutarla chiamando in soccorso Hercule Poirot sottoponendogli il caso che all'apparenza sembra disperato. Si tratta di un medico, di nome Peter Lord che si è innamorato di lei a prima vista. La cosa ha dei precedenti letterari: non tanto l'amore a prima vista, che soprattutto nei romanzi è comune come il pane, quanto all'insieme di circostanze che comprende una bella signora seduta al banco degli accusati pur essendo innocente; perché è proprio in queste circostanze che Lord Peter Wimsey conosce e scagiona la sua futura moglie Harriet Vane dall'accusa di omicidio (dopo essersene innamorato a prima vista) in un romanzo di Dorothy Sayers del 1930 pubblicato poi in Italia col titolo di Veleno mortale.
La parola alla difesa è stato pubblicato nel 1940 ed è sempre stato tra i miei preferiti. Fa parte del filone "il diavolo si nasconde nei dettagli" e insegna al lettore che le lettere maiuscole sono importanti e che non è vero che non c'è rosa senza spine. Infatti Poirot, che svolge qualche indagine un po' distratta, aiutato dal non sempre efficientissimo Peter Lord (sotto questo aspetto Lord Peter si dimostra invero ben più capace, per buona sorte di Harriet) dispiega un mirabile pezzo di bravura evocando pochi ma ben scelti testimoni che in pochi minuti smantellano tutte le prove, indiziarie o meno, a carico di Eleanor e lascia che la soluzione del caso si mostri da sola, in tutta la sua luminosa evidenza, strappando la ragazza al suo dedalo di sensi di colpa e riportandola nella luce. Ho sempre trovato bellissima la frase con cui Poirot chiude il romanzo dicendo a Peter Lord "Non siete capace di accettare i fatti così come sono? Ha amato Roderick Welman. E con questo? Con voi, potrà essere felice." Credo fermamente che questa frase racchiuda la storia del secondo matrimonio di Agatha Christie con l'archeologo Max Mallowan, da lei sposato nel 1930: oh sì, certo, l'amore struggente e doloroso; ma in amore, a volte, si può semplicemente essere felici.
Il titolo originale è Sad Cypress, e pare che venga da un verso del Sogno di una notte di mezza estate. Non sono riuscita comunque a trovarlo né mai, in verità, ho capito cosa diavolo c'entrino i cipressi con tutta la storia. Forse la 'povna o qualche altra persona più esperta di me in letteratura inglese potrà spiegarlo - nel qual caso mi farà un gran favore.
Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di Homemademamma e auguro a tutti felici letture e una vivace salute che permetta di godersele appieno.











