Murasaki si rilassa, dopo il collegio di plesso
L'assegnazione delle classi è andata molto bene, almeno per me: la Nuova Arrivata è ancora tra noi ma è stata confinata su un paio di geografie, mentre io avrò tutte le dieci ore sulla exPrima Amichevole, ora Seconda, ma non perderò del tutto la Prima Zuzzurlona perché gli farò Geografia - oltre a mantenere la mia amatissima Seconda Effervescente, ormai Terza.
Insomma, l'unica cosa che perdo sono gli Approfondimenti, e li perdo ancoir più volentieri in quanto sono stati accorpati a Geografia, come buon senso vuole e come quasi tutte le scuole del regno fanno da tempo.
Nel Collegio plenario però mi ero autoconfinata in una postazione piuttosto comoda ma un po' isolata. Questo non mi ha impedito di intervenire né di salutare i colleghi, ma nessuno dei colleghi suddetti ha pensato di passarmi il famoso (nella nostra scuola) foglio dei Desiderata, dove ogni insegnante segna le sue preferenze per l'orario prossimo venturo; e nessuno, in una scuola che al momento non arriva a venti docenti, ha pensato di rintracciarmi per chiedere se per caso avessi qualche desiderio anch'io.
Ne avevo uno, in realtà: due ore attaccate che non fossero la quarta e la quinta per il tema nella seconda. Non mi sono comunque preoccupata troppo perché, avendo dieci ore in quella classe, era praticamente impossibile che non saltassero fuori due ore accoppiate in una posizione decente per consentirgli di scrivere freschi, riposati e ben concentrati.
L'anno scorso avevo avuto un orario piuttosto balordo e le uniche ore consecutive erano una quarta e una quinta; per definizione il primino, soprattutto nei primi mesi, perde vistosamente colpi già alla quarta ora e alla quinta ci vede doppio; quanto all'alunno dislessico, alla quinta ora della prima media vuole soltanto la sua mamma e un analgesico per il mal di testa - e io, di dislessici ne avevo tre, due dei quali particolarmente e assai robustamente dislessici. Speravo in qualche sostituzione che mi permettesse di ricavarmi un paio di ore in posizione più favorevole, ma non si è presentata l'occasione: anche Tecnologia, in cui riponevo molte speranze in quanto madre di due bambini di salute piuttosto cagionevole, si è rivelata quest'anno del tutto inaffidabile e i suoi figli hanno goduto per tutto l'anno di un eccellente forma fisica e insomma non ci sono più quei begli insegnanti assenteisti di una volta.
Alla fine ho fascicolato un po' di testi brevi spacciandoli per temi e ho confidato che nell'anno a venire non sarebbero mancate le occasioni per dedicarci alla scrittura in classe in modo più disteso e proficuo. Del resto, mi avevano spiegato e giurato, proprio non era stato possibile fare diversamente; però avevo esaminato con cura gli orari e perfino ad un anima ingenua e fiduciosa quale sono era impossibile non notare che certi orari erano invece assai ragionevoli - per esempio, quelli del gruppo che faceva l'orario.
Difficile quindi trovar parole per descrivere il mio estremo disappunto quando, al collegio di plesso, mi han dato l'orario di quest'anno e ho scoperto di avere dieci ore assai frammentate, con un unica coppia di ore formata nuovamente da una quarta più quinta ora.
Mi hanno spiegato che era colpa di tutti gli insegnanti che chiedevano il Sabato e il Lunedì come giorno libero. E poi c'erano tanti paletti.
"Che paletti?".
"Le varie richieste sull'orario".
"Io non ho fatto alcuna richiesta sull'orario. Del resto, non ne ho avuta nemmeno la possibilità, visto che sono stata negletta, trascurata e ignobilmente ignorata".
"Sì, intendo le varie esigenze...".
"Io sto facendo una richiesta didattica".
A questo punto è intervenuta anche la prof. Spini che ha deprecato di avere nella sua prima tre ore consecutive di Matematica e Scienze.
"Ma se seguiamo le richieste non viene fuori un orario didattico" ha provato a spiegare la VicePreside.
"E allora non seguite le richieste degli insegnanti. Questa è una scuola. In una scuola l'orario deve servire gli interessi della didattica, non quelli degli insegnanti. Gli interessi degli alunni vanno tutelati".
Era chiaro che quel mio punto di vista era piuttosto stravagante agli occhi di molti, ma a nessuno sul momento veniva in mente qualcosa da obbiettare.
"E' il programma dell'orario che è fatto male..."
"Sono anni che vi sento lamentare che questo non si può fare perché il programma non lo consente e quest'altro non lo capisce e via dicendo. Cambiate il programma, è pieno il mondo di programmi per fare l'orario".
"Sì, ma costano".
"E' pieno il mondo di orari gratuiti per fare l'orario. Basta cercarli. Un tempo qui si facevano orari decorosi e didatticamente validi."
"Un tempo l'orario era fatto a mano...".
"E allora fatelo a mano!".
"Ma se poi ti viene scomodo...".
"Non me ne frega niente se l'orario è scomodo per me, voglio un orario che tenga conto della didattica!".
"Ma allora lo dobbiamo rifare per tutti..."
"Bene, rifatelo per tutti".
Confesso che non ci speravo molto, anche se ero pronta a vendere cara la pelle e perfino a tentare una sortita dalla Preside Reggente (che dubitavo molto avrebbe accettato di immischiarsi nella questione); può darsi però che abbia giocato a mio favore la totale allergia che la VicePreside nutre per i contrasti interni.
Può anche darsi poi che ci fossero altri interessi in gioco, perché quell'orario aveva partorito altre stranezze: ad esempio la prof. Casini (guarda caso in Commissione Orario) aveva cinque ore di Sabato e cinque di Lunedì per colpa di tutti quelli che volevano il giorno libero di Sabato e di Lunedì e allora come risarcimento aveva chiesto (e ottenuto) che la LIM che andava ancora assegnata finisse nella sua classe. Personalmente non capivo cosa c'entrasse il risarcimento né come mai fosse così indispensabile dare il giorno libero di Sabato o di Lunedì a chiunque lo chiedesse - in effetti il giorno libero è solo una consuetudine, e non c'è nessun obbligo di farlo scegliere all'insegnante. Ad ogni modo il mio giorno libero è sempre stato di Mercoledì e dunque non avevo alcuna responsabilità di quella situazione.
"D'accordo, in troppi chiedono il giorno libero sbagliato. Ma non capisco perché sia obbligatorio accontentarli a spese degli interessi dei miei alunni".
Insomma, alla fine hanno davvero rifatto l'orario, e adesso ho ben tre coppie di ore consecutive: prima e seconda, seconda e terza, quarta e quinta, con ampia possibilità di scelta per fare tutti i temi e le esercitazioni possibili e immaginabili.
E c'è anche stata un ulteriore coda: la LIM a quel punto non era più usata come indennizzo ed è stato deciso di sorteggiarla - e il sorteggio ha favorito la mia seconda. Non so se sia il caso di rallegrarmene, vista la situazione informatica della scuola, ma certo non me ne lamenterò.
Tuttavia dubito, dopo questa sortita, che il mio tasso di popolarità tra i colleghi sia particolarmente alto, e forse è il caso che per un po' non mi unisca spontaneamente ai vari crocchi di conversazione se la mia presenza non è esplicitamente richiesta.















