....non un passatempo per bagnanti discinti!
Occorrente:
* tavolo ovale in legno chiaro in buona parte sgombro
* penna stilografica ben caricata con inchiostro verde smeraldo
* agenda di scuola
* libro di grammatica in cima alla pila di libri di scuola sulla destra del tavolo
* computer acceso nella stanza accanto, aperto su Google
Perché il computer? Beh, poniamo che scrivano di calcio o di cantanti diventati famosi da pochi mesi, o di trasmissioni televisive che lasciata a me stessa scanso come la peste, dovrò ben guardare di che si tratta e se i nomi sono scritti giusti, no? Poi ci sono le parole straniere e sì, durante una correzione viene anche il momento in cui chiedi a Google se davvero si scrive ascie o ingegniere, e financo se ti chiami Murasaki Shikibu.
L'agenda invece serve per controllare se l'errore di ortografia è pervicace, consueto o occasionale, e se gli esercizi personalizzati assegnati in precedenza sono stati regolarmente eseguiti, per segnare quelli assegnati durante a correzione e per annotare gli errori più ricorrenti. All'inizio dell'anno la uso moltissimo, verso la fine dell'anno la guardo appena.
Criterio 1:
Per avere la sufficienza il testo deve essere scritto correttamente. Magari scialbo, magari corto, ma corretto.
Criterio 2:
Se è molto corto allora dev'essere scritto davvero bene, per riuscire almeno a intravedere un qualche tipo di 6.
Criterio 3:
Un testo scialbo ma corretto può arrivare tranquillamente al 7 (difficile però che vada oltre)
Criterio 4:
Dell'aderenza al titolo me ne frega davvero il giusto (infatti do tracce molto vaghe e apprezzo gli sviluppi imprevisti)
Criterio 5:
Il contenuto alza il voto solo se il testo è scritto correttamente.
Criterio 6:
La mia indulgenza verso gli errori di ortografia cala vistosamente nel corso del tempo: ad un'iniziale pat-pat sulla spalla accompagnato da qualche esercizio di rinforzo e da apposita ri-spiegazione in classe (con eventuali esercizi collettivi) seguono esercizi più lunghi, annotazioni più brusche, voti abbassati, note alla famiglia perché gli esercizi vengano effettivamente svolti fino a quel santo e sovrano rimedio contro la distrazione che è il 5 seguito dal suo fratellino minore 4. Il tutto può essere integrato da cartelloni in classe, tabelle da tirare fuori al momento del compito eccetera. Per i dislessici posizioni ammorbidite, per gli stranieri posizioni inizialmente ammorbidite. Con questa tecnica di tipo Black&Decker, raramente il caso si rivela incurabile.
Naturalmente, gli errori hanno un peso diverso a seconda di chi li fa (ad esempio se normalmente qualcuno non azzecca un H nemmeno per sbaglio e improvvisamente in un tema ne sbaglia solo due non gli conto due errori, gli alzo il voto e mi congratulo con lui/lei per il gran miglioramento)
Criterio 7:
Scrivi per essere letto, ergo devi essere chiaro.
Criterio 8:
La calligrafia è affar tuo e io non mi impiccio.
Criterio 9:
La scorrevolezza alza il voto perché accorcia il lavoro dell'insegnante.
Un po' di tempo se ne va con gli errori di lessico (soprattutto congiunzioni). A parte segnarli, indicare il giusto significato, infilare un esempio di uso corretto etc. qualche volta pianifico una (nuova) lezione supplementare.
Quando chi scrive passa dal presente al passato e viceversa nel bel mezzo di una frase sottolineo e abbasso il voto. Quando il salto avviene molte, molte volte chiaramente il voto si abbassa di parecchio. C'è di buono che questo è un tipo di errore che dopo un certo numero di frustate, rampogne e punti esclamativi carichi di biasimo sparisce improvvisamente senza quasi lasciar traccia di sé.
Quel che si porta via davvero un sacco di tempo sono gli errori di sintassi: prima di tutto occorre cercar di capire cosa effettivamente la creatura intendeva dire, poi in che modo la frase può essere raddrizzata e infine dove esattamente si trova l'errore (o gli orrori). Non ultimo dei problemi, infine, c'è da decidere come spiegare l'errore: perché a volte la situazione è davvero ingarbugliata e trovare il bandolo di certi periodi è anche quello un serio affare, e non un passatempo per bagnanti al sole. In quei casi scrivo a lato costruzioni alternative (anche più di una), magari con significati diversi.
Spesso si tratta di problemi legati ai pronomi (in quel caso avvio una lezione supplementare sui pronomi), ma a volte il problema di base è che chi ha scritto non ha ben chiaro cosa sta cercando di dire. Può essere un problema di crescita, può essere un conflitto interiore, in ogni caso si tratta di un problema al di là della mia portata. In quel caso abbasso il voto e spero in dio o chi per lui. In qualche caso chiamo lo scrivente fuori dall'aula e provo ad analizzare con lui la frase. A volte funziona.
In qualche caso, soprattutto se siamo in terza e ormai infilare una frase comprensibile dovrebbe pur essere alla portata della creatura, scrivo la frase anonima sullo schermo della LIM e la faccio correggere alla classe (se non ho la LIM provo a fare la stessa cosa alla lavagna, ma è molto meno efficace perché con la LIM puoi cancellare e riscrivere con più facilità).
Quando i problemi sono legati alla punteggiatura so che ivi sarà pianto e stridor di denti, perché intervenire sulla punteggiatura è molto complicato. E siccome la punteggiatura sbagliata rende la lettura molto faticosa, abbasso il voto senza remore e senza ritegno. Posso provare con qualche esercizio, naturalmente, ma la punteggiatura migliora solo quando lo scrivente si rende conto che è giunto il momento di migliorarla. Ripetere le regole corrette della punteggiatura invece non serve a molto, perché nessuno mentre scrive cerca di ricordarsi le regole di punteggiatura.
Non commento mai le opinioni, ma il modo con cui sono espresse le opinioni sì. Oh, se lo commento!
In qualche caso, per compiti molto disastrati o per argomentazioni ben profonde rileggo, per controllare se ho seguito bene il filo del discorso (oppure se c'era un filo del discorso da seguire).
A quel punto il voto esce dal foglio protocollo e si spiega davanti a me, così come una farfalla apre le ali. Se le ali non sono ben aperte o, fuor di metafora, se ho dei dubbi, riguardo il testo e controllo gli errori, provando a fare una specie di bilancio.
Non vado mai sotto il 4 ma un paio di volte ho dato 10+.
Se la lettura è andata liscia e il tema è gradevolmente strutturato posso limitarmi a scrivere il voto, al massimo con un generico apprezzamento. Se il tema rientra nella pestifera categoria degli "interessante ma scritto male" lodo il tema senza riserve e spiego qualmente del mio profondo dolore e rincrescimento e infinito stracciar di vesti nel vedermi ahimé costretta ad abbassargli assai il voto. Se la storia raccontata o le considerazioni fatte sono particolarmente ben scritte sviolino assai sul ritmo e il garbo della scrittura. Se il voto è più alto del solito mi congratulo assai - insomma, mostro apertamente di prendermi assai a cuore la questione.
Infine metto i compiti in ordine alfabetico e trascrivo i voti sull'agenda, per poi concedermi una meritata sessione di caccia al tesoro su Facebook.













