...e da lui ci aspettiamo grandi cose
Ma prima di cominciare, Palmy suggerisce un piccolo riepilogo a scopo di inventario, di quelli che piacciono tanto a noi archivisti.
Si tratta di descrivere un po' del contenuto della bisaccia di quello che ci ha portato e lasciato il 2009.
E dunque ecco la mia:
1) il libro che ha lasciato il segno
2) la musica che ho conosciuto
(questo Palmy non ce l'ha messo, ma la mia bisaccia è destinata a contenere inevitabilmente un bel po' di musica)
i Bastard Sons Of Dioniso, gruppo dal gradevole impasto vocale e dall'anima multiforme e multisonora. Fanno un po' di tutto e lo fanno bene.
L'ultima cosa che han fatto è un gran bel disco: In stasi perpetua.
Dice che il loro meglio lo danno dal vivo, ma purtroppo non sono ancora riuscita a provare di persona. Probabile che nel 2010 potrò rimediare.
Per il momento, di loro dal vivo conosco solo le cover di X Factor (la mia preferita è Uomini col borsello, cantata con Elio e le Storie Tese nella serata finale) e i video di You Tube (ottimi e abbondanti).
3) il luogo che non dimenticherò
Hogsmeade, dove sto insegnando quest'anno. Paese molto carino, tra l'altro.
4) la nuova ricetta che è diventata nostra
Da buona fiorentina la mia ricetta preferita da sempre è "prendere ingredienti di buona qualità e manipolarli il meno possibile".
(E per la cassata siciliana? E il pollo in galantina?
In quel caso l'ingrediente base è un buon pasticcere o pollaiolo...).
Poi ci sono tanti bravi e cari amici che si provano a fare da soli i tortelli per il brodo, le torte marengo e gli involtini primavera. A costoro va tutta la riconoscenza e l'ammirazione del mio ospitale stomaco, che è sempre disposto ad accogliere i loro tentativi, anche i primi, che non sempre possono riuscire perfetti...
D'altra parte anche l'Infinito non è mica stato scritto di getto, sapete.
5) un nuovo interesse che abbiamo coltivato
Vedere come fa l'industria discografica italiana a selezionare nuovi talenti e a sbagliarne sistematicamente il lancio usando la tecnica dell'ammazzare la gallina per perdere le uova d'oro. A modo suo è interessante.
D'altra parte anche l'industria editoriale lavora nello stesso modo.
(Non sarà che stiamo diventando un paese un tantinello provinciale? O magari che lo siamo diventati ancor di più di prima?)
6) la frase che abbiamo aggiunto al repertorio delle citazioni preferite
E' il testo di una bella frottola degli inizi del Cinquecento di Marchetto Cara. La conoscevo da tempo ma quest'anno ho scoperto che i Bastard Sons of Dioniso l'hanno anche incisa con un arrangiamento un po' rocchettaro che le rende completa giustizia
ché gli è falsa mercancia,
a dar solo attendo via
quella poca che m’avanza.
Cara un tempo la comprai,
or la vendo a buon mercato
e consiglio ben che mai
non ne compri un sventurato
ma più presto nel suo stato
ne rimanga con costanza.
Vagamente leopardiana in apparenza, ma sospetto che l'autore in realtà intendesse esortare a lasciar perdere una storia d'amore che non stava portando grandi frutti.
7) i blog che ho trovato
ovvero questioni di varia spiritualità (con qualche gatto, naturalmente. Diffido per principio della spiritualità di chi non tiene almeno un gatto).
Riflessioni varie sulla scrittura, la scrittura di genere, il genere della scrittura... e molto Stephen King. Piuttosto personali, anche, perché la signora è una scrittrice.
Cosa c'entrino le prugne non l'ho mai capito.
Altro blog sulla scrittura, incentrato (guarda caso) sulla fantasy, tenuto dalla perfida, bravissima e preparatissima (quest'ultimo non guasta mai, in un campo dove abbondano luoghi comuni e pressappochismo) Gamberetta.
Anche qui, non so cosa c'entrano i gamberi ma sono usati per dare il voto alle opere recensite; d''altra parte se uno vuole chiamare in causa i gamberi o le aragoste nel suo blog, ha ben il diritto di farlo.