Temo comunque che nella mia attuale Terza, per quanto Rigenerata,
nessuno balli nemmeno lontanamente così bene
Durante l'estate, mentre i lavori fervevano (e mai verbo fu più appropriato) si vociferò della possibilità di avere delle pale rotanti da soffitto - praticamente dei grossi ventilatori orizzontali. Ammetto di averli sempre trovati piuttosto inutili, ma svolgono una simpatica azione palliativa, perché lo spostamento dell'aria non abbassa la temperatura ma modera un po' il tasso di infelicità del povero adolescente intrappolato nella sauna e riduce il suo stato di abbrutimento - particolarmente forte nella mia aula che per la sua specifica posizione è forse la più torrida di tutta la scuola, tanto che non di rado tenere le finestre aperte o chiuse è la stessa cosa.
In realtà non è arrivata alcuna pala da soffitto. Nelle aule abbiamo trovato invece ben due novità: un nuovo sistema di illuminazione dove le insulse luci al neon che tanto hanno infelicitato la vista degli studenti negli ultimi 50 anni in tutta Italia sono state rimpiazzate da pannelli sospesi che diffondono una illuminazione gradevole e ben diffusa; e un piccolo piccolo termostato che andrò adesso a descrivere.
Si tratta di un quadratino di una spanna di lato che ci offre un sacco di notizie con un colpo d'occhio: prima di tutto un piccolo grafico a tacche ci comunica come procede il grado di produzione di energia solare dei pannelli solari che sono stati montati sul tetto della scuola. Per diverse settimane questo grafico segnalava gradi di assorbimento davvero entusiasmanti, ma ormai la tradizionale nebbia che trasforma così spesso la mattina St. Mary Mead in un paese delle fate è di grande ostacolo a tutto ciò fin verso le undici.
Poi ci comunica la temperatura - davvero tropicale fino a tutta la settimana scorsa - nonché il tasso di umidità dell'aria, che non disonorerebbe un villaggio in piena foresta amazzonica.... e infine ci segnala la presenza di anidride carbonica, che oltre al numerino (che per quasi tutti noi non ha alcun significato) viene esplicitata da uno smiley: se l'anidride presente nell'aria è poca la faccina è sorridente e la scritta sotto dichiara excellent. Basta molto poco però perché la faccina perda il suo bel sorriso e dei trattini orizzontali lascino trasparire un'espressione scontenta: polluted è la lapidaria sentenza. Tuttavia anche il più critico degli osservatori si ritrova costretto ad ammettere che si tratta di un verdetto un po' impietoso: le finestre delle aule sono magari pesanti da maneggiare e dotate di maniglie un po' capricciose, ma sono grandi e il ricambio d'aria sembrerebbe garantito. Inoltre il numero dei presenti è tutto sommato piuttosto ragionevole: le mie tre classi oscillano tra i 17 e i 20 alunni, con l'aggiunta talvolta di un docente di sostegno e qualche occasionale ospite quando vengono divise le classi - e insomma parlare di sovraffollamento mi sembrerebbe eccessivo. Tuttavia si passa dall'eccellenza all'inquinamento con estrema rapidità, senza un gradino intermedio del tipo decent, tollerable o almeno surviving. Con ancora maggiore rapidità si arriva a un lapidario BAD, dove la bocca dello smiley curva verso il basso. I ragazzi mi comunicano tosto la ferale notizia ma io, stabilito che le finestre e perfino la porta dell'aula sono spalancate, mi stringo nemme spalle, proclamo apertamente la mia impotenza e continuo a far cadere l'impero romano, a raccontare la nascita della UE o a risentire gli esercizi sul congiuntivo. Che altro potrei fare?
Difficile capire il perché di tanta severità da parte del termostato: i volumi dell'aula non sono inadeguati, le finestre danno su una serie di corti interne e comunque St. Mary Mead non ê una metropoli molto trafficata, ed è circondata da boschetti, olivete, prati da pascolo e campi coltivati, non di rado con coltivazioni biologiche, oltre a svariati orti sociali. Le finestre sono grandi. Gli scolari, per quanto possano spallarsi al di là di ogni umano sentire non boccheggiano se non per il caldo e l'aula viene riempita al massimo per 6 ore su 24. Viene il sospetto che il termostato abbia pretese piuttosto esagerate - insomma, scusate se siamo vivi e respiriamo, dovremmo venire a scuola ognuno con la sua bombola dell'ossigeno?
In compenso per altri aspetti le pretese del termostato mi sembrano eccessivamente basse: per esempio a metà Settembre la riunione dei genitori delle future prime, che si teneva nella stanza più grande della scuola che era arieggiata sin dal primo mattino ed era vuota non da ore ma da diversi giorni, è stata avviata con un gran sorriso dello smiley e la scritta excellent nonostante la temperatura passasse i 29 gradi - ed è stato facile per noi insegnanti divertire la platea con brevi e piccole considerazioni sul concetto di "eccellenza" laddove tutti quanti senza alcuna eccezione stavamo bollendo per il gran caldo.
Molto meno facile peró è stato, nelle settimane seguenti, ottenere l'attenzione da parte di adolescenti intrappolati dentro aule dove non si riusciva ad andare sotto i 28 gradi nemmeno scoperchiando il tetto, mentre la soluzione di emigrare tutti quanti in Agorà era preclusa dalla presenza delle quinte elementari.
Che dire? Senza dubbio faceva un gran caldo anche gli anni scorsi, ma non avevamo un termometro a tenerci perennemente informati di quanto fosse effettivamente caldo, e ancor meno ci sentivamo minacciati da eventuali eccessi di anidride carbonica.
L'arrivo dell'autunno, con le sue zucche e i suoi fantasmi, ha posto rimedio all'eccesso di caldo, anche se già in Aprile il problema rischia di ripresentarsi. La questione dell'eccesso di anidride carbonica invece continua a infelicitare le mie giornate, anche se non so che farci: cambio regolarmente l'aria nelle aule, spalanco le finestre prima dell'arrivo delle classi ma la faccina disgustata con scritto sotto BAD continua a ricordarci che il termostato è tarato su pretese troppo elevate per i nostri modesti standard di scuoletta di provincia.