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lunedì 26 ottobre 2026

Ed eccoci al primo giorno di scuola...


Danza rituale degli insegnanti nel primo giorno dell'anno scolastico

Come direbbe Tolstoj, tutti gli anni scolastici partono incasinati ma ogni scuola li incasina a modo suo.

Per esempio, alla scuola di St. Mary Mead ci sono i lavori.
Mi piacerebbe tanto capire come mai il comune di St. Mary Mead non riesce a concludere un lavoro che sia uno durante l'estate; dopotutto, alle medie le lezioni terminano il 10 Giugno, gli esami di fine ciclo occupano solo un po' di giornate, a Settembre non ci sono esami di riparazione, solo un po' di riunioni che si possono fare anche a costo di qualche modesto disagio, insomma c'è stato un ragionevole lasso di tempo per lavorare su un edificio che, per quanto spazioso e su tre livelli più un sottotetto, alla fine non è Buckingham Palace.
Sta di fatto che quando arriva il 15 settembre sono passati più di tre mesi ma gli operai son lì che verniciano, allacciano cavi e soprattutto continuano a togliere e rimettere la luce ogni due per tre. Cosa facciano esattamente non ci è molto chiaro, probabilmente perché ci siamo ben guardati dal chiederlo.
In compenso, quest'anno fanno grandi lavori anche alle elementari, che sono chiuse, e anche lì non sappiamo di che si tratta, ma han dovuto smistare le classi negli altri edifici della scuola e al momento stiamo ospitando le due quinte, una nell'aula di Musica e una nel laboratorio linguistico, ovvero due aule del sotterraneo, così restano fuori dalla vista - praticamente dei separati in casa, ma con strani custodi che aleggiano e volteggiano qua e là e di cui i nostri custodi si lamentano furiosamente mentre noi insegnanti ci sforziamo eroicamente di non sentirli perché l'ultima cosa al mondo che ci serve al momento è un ulteriore motivo di attrito interno.

Tutto ciò porta in sé talune lievi problematiche, che non escludo vengano accentuate dalla notevole tendenza che abbiamo tutti noi della media di St. Mary Meada perderci anche dentro una singola goccia d'acqua.
Entrate e uscite, per esempio. 
L'entrata principale sarebbe sulla via altrettanto principale del paese, ma in condizioni normali la usano solo gli adulti e gli alunni con problemi di mobilità - ed è una buona cosa perché non c'è uno slargo o una corte. 
In compenso dietro la scuola c'é un sontuoso parcheggio con un'area ben protetta dal traffico e pullmini, ragazzi e perfino le occasionali frotte di genitori hanno ampio agio per gestirsi in buone condizioni di sicurezza fino al suono della campana d'ingresso. L'idea però sarebbe di lasciare quella parte a disposizione delle sole classi delle elementari; e insomma quando arrivo, pochi minuti prima del suono della campana, mi trovo davanti un colossale impasto di genitori, alunni e pulmini che debordano allegramente in mezzo alla strada - che per fortuna non è troppo frequentata, ma insomma ci passa un sacco di gente e per giunta siamo proprio davanti alla Gran Pasticceria del paese che attira sempre grandi folle di gente che con la scuola non ha niente a che vedere ma che avrebbe tutto il diritto di fare in pace la sua colazione.
Vogliamo definirla una situazione di potenziale criticità?
È sicuramente giusto e comprensibile che molti genitori abbiano accompagnato la prole al sacro rito del Primo Giorno delle Scuole Medie, prima tappa del loro ingresso nella vita adulta e autonoma, e che desiderino immortalare il mirabile evento con gran copia di foto, ma anche al più distratto dei passanti non sfugge il concreto rischio che il sacro rito si risolva, con l'occasionale complicità inovolontaria di qualche auto di passaggio, nell'ingresso in una fase ben più definitiva e misteriosa della giovane esistenza dei fanciulli - o nella prematura conclusione di una vita appena avviata al suo sbocciare, se vogliamo escludere una eventuale vita ultraterrena - insomma la possibilità che qualche ragazzino venga falciato dal traffico sembra assai concreta.

Fendo la folla assai compatta, esortando i genitori a non deprivarci dei nostri cari alunni e insieme della nostra principale fonte di reddito, e riesco finalmente a entrare dentro la scuola dove un folto drappello di insegnanti cerca di capire da dove entreranno e soprattutto da dove usciranno sotto la nostra speranzosa supervisione gli alunni nei prossimi giorni - perché farli uscire dalla porta principale dopo che già han sfidato la sorte di prima mattina ci sembra invero uno sfidare inutilmente la sorte.
Alcuni colleghi stanno poi dando la caccia al loro computer di classe. No, non io: io sono ormai la decana ufficiale della scuola e qualcosa in tutti questi anni l'ho pure imparato, e così nei giorni scorsi ho effettuato una ricerca accurata fino a mettere le mani esattamente sul PC n.8, che mi tiene compagnia ormai da tre anni, l'ho ripreso zitta zitta e l'ho posizionato sulla cattedra, scegliendo anche un bel salvaschermo estivo con un bel micio bianco e rosso in mezzo ai girasoli (perché in effetti fa un gran caldo). D'altra parte io ho preso servizio il 1 Settembre e per quanto i computer spariscano nel nulla ogni estate per la revisione ormai so dove cercarli, mentre per gli ultimi arrivati la questione si presenta più complessa.

La prima ora del primo giorno di scuola dell'anno scolastico 2026/2027 mi offre il piacere di incontrare la mia nuova Prima, che per me é sempre un momento assai critico: i nuovi arrivi mi stressano, le nuove facce anche e delle classi sconosciute ho un sacro terrore che ho sempre avuto gran cura di dissimulare con tutte le mie forze ma che 27 anni di onorato servizio non hanno in alcun modo attutito. Per fortuna a soccorrermi c'è da parte loro la Sindrome del Serpente Incantatore, ovvero quella purtroppo breve ma molto preziosa fase di inizio anno in cui le Prime (o in generale le classi nuove) ti valutano per cercare di capire se mordi, quanto mordi, come possono aggirarti ma soprattutto a quale specie ittica appartieni e, nell'attesa di capirlo, si mostrano cortesi, sfuggenti, molto attenti e perfino, talvolta, piuttosto silenziosi. 
Normalmente, dopo il primo appello e qualche chiacchiera di presentazione porto la nuova Prima a fare un giro della scuola, ma quest'anno, anche se la torrida temperatura interna renderebbe la cosa assai opportuna, i corridoi pullulano di zelanti operai intenti a fare le più strane  operazioni, al piano di sotto ci sono gli ospiti, il giardino è interdetto e insomma trovo piú pratico spiegargli nel dettaglio come funzionano la Raccolta dei Cellulari di Inizio Mattina e l'Uso del Nuovo Diario. Entrambi gli argomenti si portano dietro parecchie domande cui non lesino risposte e così l'ora passa in un lampo, lasciandomi spiaggiata sulla cattedra (e già un po' disidratata) ma soccorsa da una provvidenziale ora buca.
Bevo, spalanco le finestre (senza peraltro riuscire a rinfrescare l'aula) mi organizzo per le due ore successive, quando rivedrò la Terza Rigenerata, aggiorno il registro e rispondo a qualche mail cercando senza successo di capire da dove dovrebbero uscire i ragazzi (dal portone principale, sembra di capire) leggo un paio di circolari e di nuovo l'ora passa in un lampo, lasciandomi però molto rilassata, per quanto accaldata.
La Terza Rigenerata sembra molto contenta di rivedermi: scopro infatti che le prime due ore le han passate divisi fra le varie classi perché mancava l'insegnante, e di conseguenza nessuno gli aveva ritirato i telefoni e nemmeno dettato l'orario settimanale. Esauriti i convenevoli e tutti i mirallegri doverosi in cotal circostanza, vengono dame intavolati diversi argomenti: i compiti per l'estate, l'ormai mitico Concorso Fotografico, il gran caldo, il cartellone con la mongolfiera simbolica che descrive punti di forza e di debolezza della classe, eseguito alla fine dello scorso anno ma al momento piuttosto pericolante, l'entrata in scena di Napoleone e del Romanticismo e tante altre cose. Un po' di chiacchiere, una restauratina-con-integrazioni al cartellone, qualche commento sul riscaldamento climatico ed ecco già passate le due ore. Li saluto festosa e resto un attimo a godermi il piacevole silenzio che avvolge la mia torrida aula.
Avrei anche una sesta ora, ma per la prima settimana viaggiamo a scartamento ridotto e facciamo solo cinque ore. Insomma, sarei libera. E dopotutto, domani è un altro giorno.

L'anno scolastico è iniziato, evviva l'anno scolastico.