Fred e Nebbia, i bellissimi gatti di Eva. Se avessero assistito alla nostra riunione per materie avrebbero avuto quest'aria, solo molto più annoiata. Per loro fortuna però non c'erano.
Riunione per materie, stamani a St. Mary Mead.
Sono arrivata a scuola piuttosto preoccupata, perché la miscela tra gli insegnanti di Lettere di St. Mary Mead e quelli di Crifosso produce sempre esiti infausti e assai starnazzanti. Stamani però, favorita da una serie di circostanze insolite, sono riuscita a capire finalmente che uno dei problemi principali di queste riunioni è sempre stato Lui, ovvero un collega che per un suo qualche strano e perverso gusto non si dà pace fin quando non ha trasformato ogni argomento di cui dobbiamo occuparci in una complicatissima discussione su Dio, l'Universo, il Bene e il Male.
Avevamo due compiti: uno era darci un curriculum di Italiano, Storia e Geografia, l'altro era discutere il documento delle Competenze.
Per il primo punto, stabilito che l'anno scorso alla Nostra Preside non era andato bene il lavoro sinteticissimo che avevamo preparato al grido di "Basta col didattichese, chiamiamo le cose col loro nome!", né quello dettagliatissimo che il team di Matematica aveva preparato al grido di "Mettiamo le cose in chiaro una volta per tutte, in ogni minimo dettaglio!" la soluzione si è presentata spontanea ai nostri freschi cervelli:
"Copiamone uno in rete, ce ne sono a centinaia e sono tutti uguali".
Una collega ha detto che a casa ne aveva uno, di cui ci aveva portato la stampa, ma che non era riuscita a copiare il file.
"Va bene" ha suggerito qualcuno "Lo copieremo con tanta pazienza grazie al Copia&Incolla, un paio d'ore dovrebbero bastare".
La collega però voleva fare un ultimo tentativo a casa.
La questione curriculum è stata così aggiornata a domani.
A questo punto Lui ha proclamato che non voleva copiare quella vasca di acqua calda scritta per giunta in pessimo italiano.
"D'accordo" ho convenuto io "Scriviamo una breve e sintetica nota in cui avvisiamo la Nostra Preside che rifiutiamo di fare questo tipo di lavoro di bassa manovalanza e di nessunissima utilità, e che se proprio ci tiene ad avere un curriculum standard se lo vada a copiare dal sito del Ministero. La firmerò molto volentieri perché sono davvero stufa dei curriculum per materia".
E' risultato che tutti i colleghi condividevano questo mio non originalissimo punto di vista, e tutti erano disposti a firmare la letterina in questione. Ma non Lui. Lui voleva fare un Vero Curriculum di Italiano, di quelli che richiedono un ora di aspre discussione per ogni riga (e che, alla fine, sarebbe risultato uguale in tutto e per tutto ai curriculum standard del Ministero).
"Va bene, puoi farlo" gli è stato detto "Poi te lo sottoscriviamo senza nemmeno leggerlo".
No, così non gli andava bene.
Immagino che il vero problema fosse che non poteva discutere animatamente con sé stesso. Ma dopo l'esperienza dell'anno scorso, in cui avevamo cercato di discuterne e ad ogni riga Lui ci aveva condotto sulla spiaggia delle Seghe Mentali e nella valle del Riscriviamo Ogni Frase Cambiandola Tre Volte Per Poi Rimetterla Com'Era prima, eravamo ben decisi a non cascarci mai più.
"Ma a me così non va bene" ha detto Lui.
"Pazienza" ho detto io.
"Allora me ne vado e fate senza di me".
"D'accordo" ho detto io.
Nessuno dei presenti ha cercato in alcun modo di ammorbidire la mia posizione, nemmeno con una sillaba.
Così Lui si è alzato per andarsene, poi si è rimesso a sedere ed è stato zitto per un po' (dieci minuti, a dir tanto).
Siamo dunque passati al documento delle Competenze. Abbiamo discusso animatamente su come interpretarne alcune, abbiamo discusso su come modificare il modulo, abbiamo discusso su come riformulare la descrizione di alcune competenze per renderle almeno vagamente comprensibili alle famiglie e addirittura abbiamo accolto l'ardita sfida di formulare qualche frase in un italiano umano e comprensibile; e tutto ciò è stato interessante e anche utile, nonostante il fiero sospetto (o meglio la certezza) che al MIUR cestineranno il documento che domani andremo a redigere senza degnarlo nemmeno di un fuggevole sguardo. E ci stavamo tutti dicendo che ormai mancava poco a mezzogiorno e potevamo senz'altro darci alla macchia quando Lui ha eseguito un geniale colpo di coda:
"Scusate, ma se, quando si arriva alla competenza di Italiano, gli altri non sono d'accordo col voto dell'insegnante di Lettere, è comunque l'insegnante di Lettere che decide?".
"Ma non c'entra nulla col documento delle competenze" osserva qualcuno timidamente.
"Però è comunque il parere dell'insegnante di Italiano che dovrebbe avere il peso maggiore, giusto?".
"No, perché i voti sono espressione del Consiglio" rispondo io, perplessa: in quindici anni che insegno non ho mai visto un insegnante mettere in discussione il voto di materia di un collega, figuriamoci una competenza*
"Ma non è giusto che gli altri abbiano diritto a intervenire sulla singola materia!".
Mi stringo nelle spalle "La legge dice comunque così".
"E allora se non siamo d'accordo che si fa?".
"Se non siamo d'accordo si vota, immagino".
A quel punto un paio di colleghi non hanno resistito davanti al drappo rosso agitatogli davanti con tanta insistenza e si è accesa una violenta discussione sul peso che può avere l'insegnante di materia nella discussione del voto nella sua materia. Sarebbe stato interessante capire di cosa discutevano e soprattutto perchè discutevano, stante che all'apparenza tutti e tre i discutenti sembravano sostenere lo stesso identico punto di vista, e cioè che solo l'insegnante di una materia dovrebbe decidere il voto di quella materia e il suo parere dovrebbe essere decisivo; almeno, così mi è sembrato, ma non ascoltavo con molta attenzione, e come gli altri presenti guardavo la zuffa con una sorta di annoiata fascinazione contando i minuti per scappare.
"Ma, scusate" mi sono intromessa approfittando di una pausa di silenzio di durata infinitesimale "Vi è mai capitato di vedere messo in discussione un vostro voto agli scrutini?".
"No, mai" hanno assicurato "E ci mancherebbe altro!".
Sarebbe forse interessante capire perché Lui, nelle riunioni per materie, desideri a tutti i costi discutere col coltello tra i denti, tanto da cavare di sottoterra le più improbabili eventualità.
O forse non sarebbe interessante affatto?
Comunque è chiaro che finché costui non va in pensione le nostre riunioni per materia sono destinate ad essere tutte come quella di oggi, a meno che non ci decidiamo a strozzare Lui con le sue medesime budella (come in effetti mi sembra di avere minacciato di fare).
*al contrario dei Presidi, che sono capacissimi di mettere in discussione qualsiasi numero sotto il sei senza alcun ritegno o riguardo per nessuno - ma questa è un altra storia e volendo ho un vecchio racconto che parla giusto di pressioni della Dirigenza per farmi cambiare una competenza.











