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venerdì 3 aprile 2020

Asterix e i Britanni - René Goscinny e Albert Uderzo


Tutta la serie di Asterix è divertente: l'incantevole cocktail di galli irascibili, romani imbranati, pirati sfortunati, pesci in faccia (e non si tratta di raffinate metafore bensì di scintillanti, squamosissimi e robusti pesci pescati sulle scogliose coste della Bretagna), cinghiali arrosto e una infinità di riferimenti culturali è sempre in grado di fornire grandi quantità di risate al lettore di turno e un considerevole numero di capelli bianchi al traduttore che si è fatto incastrare, e la storia tessuta su questo sfondo è sempre ricca e ben concentrata.
Tuttavia, se ogni albo è magnifico, alcuni raggiungono vette insuperabili, e Asterix e i Britanni è una di queste vette, forse la più alta. In verità fra tutti i lettori che conosco è universalmente riconosciuto come il capolavoro.
Lo spunto è dei migliori: due francesi occupati a perculare per cinquanta tavole filate i loro tradizionali nemici, ovvero gli inglesi. Inglesi che per cinquanta tavole filate prendono il tè (anche se il tè ancora non esiste) e alle cinque di Venerdì staccano per il fine settimana lasciando gli offesissimi legionari a combattere da soli.
Ed è così che Cesare li sconfigge: attaccandoli ogni giorno alle cinque e nei giorni del week-end. I prodi Britanni sono così costretti a soccombere davanti a quelli che non sono per niente dei gentiluomini. Tutti? Tutti tranne un villaggio di eroici britanni che alla fine decide di chiedere aiuto al villaggio gallico in Armorica dove abita il germano cugino di uno di loro - che è naturalmente Asterix*: potrebbero essi galli dare un po' della loro magica bevanda? Sicuro, essi possono. E così Asterix e Obelix raggiungono le sponde inglesi dove sperimenteranno le gioie della cucina britannica (cervogia tiepida e cinghiale bollito con salsa alla menta) e i piaceri dello sport britannico, parteciperanno a una memorabile partita di rugby, visiteranno la Londinum Torre e saranno ben presto contagiati dal singolare modo britannico di costruire le frasi: "Del cielo numi, quale tremenda scocciatura è essa, nevvero?".
Essendo un buon racconto inglese tutti bevono come spugne, compreso Obelix che si ritrova completamente ubriaco - anche perché è a stomaco vuoto, avendo fatto del suo meglio per evitare di mangiare il cinghiale bollito con la salsa alla menta, povera bestia (dove la povera bestia, naturalmente, non è Obelix bensì lo sventurato cinghiale cotto in sì disdicevole maniera); ed essendo un buon racconto inglese alla fine tutto, ma proprio tutto, si risolve con una buona tazza di tè - che ancora non è stato scoperto in Europa, ma di cui casualmente Panoramix aveva dato qualche fronda ad Asterix prima che questi lasciasse il villaggio. Infine, essendo un buon racconto inglese abbondano prati e giardini all'inglese, nei villaggi come nelle città, e graziosi cottage nelle campagne.

Approfitto del Venerdì del Libro di Homemademamma per ricordare Albert Uderzo, che dal 1959 al 2011 ha disegnato le avventure dell'indomabile guerriero gallo (curando anche i testi dal 1980, dopo la morte di René Goscinny) e che ci ha lasciato il 26 Marzo di quest'anno. Non è stata una morte prematura, ormai aveva 92 anni, ma per noi appassionati di Asterix è stato comunque un dispiacere.

* è noto che tra bretoni e britanni i legami sono molto antichi e i collegamenti numerosi; ad esempio la moglie del venditore di pesce del villaggio si chiama Ielosubmarine - un nome che non afferisce certo alla tyradizione francese.

7 commenti:

Pellegrina ha detto...

)-,:

la povna ha detto...

Dico, questo è un pezzo di fortuna: scuotiamoci le mani!

Murasaki ha detto...

@ Pellegrina:
Ebbene sì!

@ la povna:
Oh qual piacere scuotere le nostre mani, non lo è esso?

dolcezzedimamma ha detto...

Letture amate, e non solo in gioventù. Pensa che nel mio primo viaggio a Parigi come souvenir comprai Asterix e Cleopatra, ovviamente in francese, che ė ancora a casa dalla Genitrice.

Murasaki ha detto...

Asteríx et Cleoptrà deve essere delizioso!
Un tempo ho avuto un Asterix in latino (l'auram falcem, e vorrei proprio capire dov'è finito) ma in francese mai ^_^

dolcezzedimamma ha detto...

Io in latino ho il primo Harry Potter, in francese il secondo e il terzo

Romolo ha detto...

Che bellezza che erano quei fumetti! Devo trovarli da qualche parte a casa di papà