Oltre a parlare di pornografia, personalmente ritengo giusto anche
mostrarla, con tanto di pelo
mostrarla, con tanto di pelo
In questi giorni sta facendo gran scalpore il caso del Liceo Classico Giulio Cesare di Roma dove torme di genitori infuriati avrebbero denunciato gli insegnanti del biennio, rei di aver fatto leggere in classe una pagina di bassa pornografia dove veniva descritto in modo esplicito un pompino - o meglio, visto che siamo in un liceo classico, una fellatio - fatto da un maschio ad un altro maschio, il tutto nell'ambito di una lezione contro l'omofobia.
Se qualcuno ha voglia di leggersi il brano incriminato, condito da adeguati commenti orripilati e vibranti di somma indignazione può servirsi qui e qui, senza paura che gli sfugga l'oggetto del contendere, perché i punti più biasimati sono posti in neretto e ben ribaditi nel corso dell'articolo, caso mai il lettore rischiasse di non notarli.
Nell'eventuale caso poi che qualcuno desiderasse risalire effettivamente all'evento in una versione priva dei molti fronzoli di cui è stato ornato strada facendo, la Dirigente del Liceo ha ritenuto opportuno riassumerne i capi in una lettera sul sito della scuola dove si scoprono alcuni retroscena piuttosto interessanti: la denuncia non è ancora arrivata (forse perché non è stata fatta?), i ragazzi, più che dalla lettura incriminata si sono mostrati assai irritati dall'intervento dei media e dalle polemiche scatenate da cotale intervento, il libro non è stato letto in classe*.
Si è trattato, spiega la Dirigente, di un "percorso laboratoriale" (come usa chiamarlo in didattichese) "con l'obiettivo di sviluppare il piacere di leggere, le capacità critico-letterarie e la riflessione tematica"; per farla breve, a partire dalla quarta ginnasio le creature leggono narrativa di vario tipo a casa loro e poi ci fanno su relazioni e discussioni nella loro classe e a classi aperte (ovvero più classi insieme). In qualche caso questi libri li hanno suggeriti loro.
"Ah, ma potevano utilizzare quel tempo leggendo ben altri capolavori!" è il lamento che si è alzato da più parti "Con tanta nobile letteratura che illumina di sé il mondo, niente di meglio di una scalcagnata Melania Mazzucco?". E qui si potrebbe rispondere che occorre la tenebra perché il sole possa brillare, o che la letteratura contemporanea ha spesso un suo perché, in iniziative del genere, che la vita non è sempre una scala di cristallo e tante altre nobili considerazioni più o meno banali - tra cui il fatto che il libro avesse per protagonista una ragazza di dodici anni poteva magari rendere la lettura più agevole ai liceali, oppure che Boccaccio è senz'altro un grande scrittore, ma sul tema dell'inquinamento la sua opera non contiene pagine imperdibili - e insomma, su certi temi i contemporanei sono irrinunciabili. Peraltro la garbata ma perfida Dirigente ricorda che il laboratorio ha previsto anche letture di opere di Aristofane e Plauto - ottimi autori, senza dubbio, ma non sempre dal contenuto castissimo, come chiunque abbia avuto il piacere di fare un Liceo Classico (o di leggerseli per proprio personale diporto al di fuori della scuola) ha avuto modo di constatare. D'altra parte, se vogliamo dirla tutta, il brano esposto al pubblico ludibrio mi è sembrato chiaro, esplicito, non fraintendibile ma piuttosto sintetico. Voglio dire, un pompino si fa così, e garantisco che si può essere mooolto più descrittivi e dilungarsi assai più dettagliatamente sulla questione.
Il problema, insomma, sembra di capire che sia proprio il tema di cui il libro parlava, ovvero la storia di una ragazzina cresciuta da due uomini legati da vincolo amoroso - un tema ancora non sviluppatissimo nella narrativa contemporanea, e che non ha lasciato grandi tracce nella letteratura classica, medievale e moderna per vari e numerosi motivi.
E' opportuno trattare un simile tema a scuola? Se l'utenza mostra di gradirlo, non si vede perché no. Ogni insegnante delle medie (e delle superiori) affronta pazientemente temi non sempre gradevolissimi al suo palato: genocidi, carestie, internamenti, deportazioni di massa, lavoro minorile, uso dei gas nervini in guerra e via dicendo, e non sempre i ragazzi, pur partecipando emotivamente a cotali tematiche, si divertono granché. Pure, il mondo è anche questo.
Svariate associazioni di genitori piuttosto oltranzisti sostengono però che i campi di deportazione vanno bene, i genocidi pure, i bombardamenti anche, ma il solo pensiero che possano esistere persone dello stesso sesso che si vogliono bene o che siano carnalmente legate è cosa troppo brutale da imporre a un povero fanciulletto nell'età del primo sviluppo. E tuttavia i fanciulletti in questione, se stanno in un liceo, hanno l'età per averlo legalmente, un rapporto omosessuale (e qualcuno, immagino, di questo diritto usufruisce anche); non si tratta insomma di qualcosa cui sono completamente estranei, al contrario di una deportazione di massa o di un genocidio (almeno, si spera, finché stanno in Italia e vige la legislazione attuale).
Cotali associazioni di genitori hanno avviato da qualche tempo (ovvero dal 30 Aprile 2013, quando è stata pubblicata la "Strategia Nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere" che coinvolge, o almeno dovrebbe coinvolgere anche la scuola) una campagna di aperta ostilità contro qualsiasi intervento scolastico in merito, e i segni di queste ostilità possono colpire improvvisamente qualsiasi scuola e qualsiasi insegnante purché minimamente coinvolti nella più scialba e banale attività nel corso della quale ci si ritrovi costretti a convenire, in presenza dei giovani alunni, che sì, può essere, pare, corre voce che, sembra, non saremmo del tutto in grado di escludere che i gay esistano, ahinoi.
Non si spiega altrimenti perché, dopo due anni che il laboratorio andava avanti tranquillamente per i fatti suoi, improvvisamente, a causa di qualche riga che, stando al Comitato dei Genitori del Liceo Classico Giulio Cesare, non ha sconvolto nessuno, sia balzato agli onori delle cronache.
*per i link, ringrazio sentitamente Oglaroon, il blog di LGO, che a questa deplorevole vicenda ha dedicato un post.
*per i link, ringrazio sentitamente Oglaroon, il blog di LGO, che a questa deplorevole vicenda ha dedicato un post.






