La classe saluta rispettosamente la prof. Murasaki al suo ingresso in aula
Com'è noto, negli ultimi giorni la nostra classe politica è finalmente riuscita ad esprimere un governo che ha riscosso la fiducia dal parlamento, e abbiamo quindi un nuovo Ministro dell'Istruzione.
Per il momento, a dire il vero, il governo in questione non sembra ancora molto ansioso di occuparsi di scuola, né personalmente ho alcuna fretta che se ne occupi. Tuttavia altri la pensano diversamente e pochi giorni fa Ernesto Galli Della Loggia ha deciso di elargirgli alcuni buoni consigli su come occuparsi di scuola; del resto, la stagione si presta (siamo appunto alle porte dell'estate) e settanta milioni di tuttologi sulla scuola son lì in scalpitante attesa ancor prima di posizionarsi sotto l'ombrellone. E anche se, per la verità, ero abituata a dare un certo credito alle opinioni di costui (probabilmente perché avevo dimenticato l'unico suo articolo sulla scuola che avevo avuto l'avventura di leggere) occorre sempre tener presente che talvolta anche il buon Omero può dormicchiare, o addirittura sprofondare in un sonno profondo.
Quello che vado a citare è un classico articolo da Tuttologo dell'Estate, di quelli convinti che la soluzione di tutti i mali sia facilmente a portata di mano: pochi e utili consigli che darebbero subito l'idea che qualcosa stia veramente per cambiare nella scuola italiana. Un articolo tenerello, un po' naif, che ricorda irresistibilmente i primi proclami della ministra Gelmini quando sembrava convinta che la soluzione di tutti i problemi della scuola fossero... i grembiulini. No, non quelli massonici, proprio quelli rosa e celesti dei bei tempi andati. In seguito passò ad auspicare divise per gli studenti, poi lasciò perdere (però i tagli ai finanziamenti no, quelli non li lasciò perdere, e ci regalò una disastrosa riforma delle scuole superiori. Ma questi son dettagli).
Il primo, essenziale segnale sarebbe architettonico. Levare i container? Costruire scuole a basso consumo energetico? No, qualcosa di ben più essenziale: rimettere la pedana delle cattedre in modo che la cattedra dove siede l'insegnante sia di poche decine di centimetri sopra il livello al quale siedono gli alunni, perché il rapporto pedagogico non può essere costruito che su una differenza strutturale e non può implicare alcuna forma di eguaglianza tra docente e allievo.
Il secondo punto riguarda la "reintroduzione" dell'obbligo per ogni classe di ogni ordine e grado di alzarsi in piedi in segno di rispetto (e di buona educazione) all'ingresso nell'aula del docente.
Questo è senz'altro un punto molto interessante (anche se scarsamente applicabile alle materne, dove corre voce che non sia facilissimo convincere un intero gruppo di bambini a fare la stessa cosa nello stesso momento tutti insieme), e non solo perché buona parte dei regolamenti scolastici prevede per l'appunto qualcosa del genere, ma anche e soprattutto perché implica... che l'insegnante non sia padrone in classe sua ma debba attenersi pedissequamente a quel che dice il regolamento. Cosa palesemente impossibile da ottenersi ma anche assai autoritaria da chiedere. L'insegnante dovrebbe mostrare di essere superiore gerarchicamente ai suoi alunni... e per farlo dovrebbe regolarsi come sembra opportuno a Ernesto Galli Della Loggia, che chiaramente ne sa molto più di chiunque altro.
Buon uomo, è la mia classe. Se mi interessa che si alzino in piedi li farò alzare quando entro (qualche collega lo fa, e anzi ci tiene molto). E se non mi interessa li farò stare seduti (come preferisce qualcun altro per paura di incidenti) oppure lascerò che facciano il cazzo che gli pare perché che si alzino o non si alzino poco mi cale e magari mi interessano di più altre cose. Esiste la libertà didattica, è tutelata da apposito articolo della Costituzione, nessuno può intromettersi su come imposto il rapporto con la classe. Li voglio confidenti? Li voglio formali? Li voglio amichevoli? Li voglio rilassati? Dipende dalla classe, dalla materia, dalla lezione che voglio fare e anche da come mi gira.
Piccole cose senza importanza, certo. Ancor più piccola è la modifica suggerita al punto 4: Cancellazione di ogni misura legislativa o regolamentare che preveda un qualunque ruolo delle famiglie o delle loro rappresentanze nell'istituzione scolastica, eliminando tutta l'impalcatura dei decreti delegati nel corso di un paio di mesi estivi (perché tutto ciò andrebbe fatto entro il primo Settembre, nientemeno). Facilissimo da attuare, senza dubbio. Ecchissenefrega se tutta la didattica del primo ciclo ruota intorno alla presenza delle famiglie e alla collaborazione tra le famiglie e la scuola?
Dettagli, solo dettagli insignificanti. L'insegnante ha da recuperare il suo ruolo, gli piaccia o no, e deve essere esattamente il ruolo che ha stabilito Ernesto Galli Della Loggia.
Che evidentemente nella legislazione scolastica non è molto ferrato.
Vabbé, a modo suo è un articolo divertente. Chi vuole può leggerlo e farsi quattro risate, ho postato anche il link. Chi ha tempo da passare sotto l'ombrellone può anche mettersi a commentarlo - dopotutto siamo ormai molto vicini all'estate.
Ma mi auguro di tutto cuore che il nuovo ministro si occupi di qualcosa di più serio, se proprio decide di occuparsi di scuola come prevederebbe il suo dicastero, e lasci perdere le esortazioni dei tuttologi perché siamo tutti già abbastanza incasinati, dentro o fuori dalla scuola, senza che ci si metta anche Ernesto Galli Della Loggia.










