La bandiera di Dol Amroth (monarchia assoluta, si suppone)
Molto si è discusso nei tempi andati (in Italia, solo in Italia. Altrove han trovato di meglio per passare il tempo) sull'avvincente questione se lo stimato scrittore J. R. R. Tolkien fosse di destra o di sinistra e, sempre in Italia, negli anni 70 e 80 prevalse in molti ambienti la convinzione che fosse di destra, e addirittura di orientamento fascista.
Argomenti precisi per questo reclutamento forzato non ne vennero indicati mai, e va aggiunto che tale reclutamento avvenne quando lo stimato scrittore giaceva ormai da qualche anno sotto svariati palmi di terra ed avrebbe quindi incontrato notevoli difficoltà a dire la sua sulla questione.
Tuttavia un orientamento politico Tolkien ce l'aveva, come ce l'hanno tutti, anche quelli che sono convinti di non interessarsi affatto di politica.
In che modo questo orientamento abbia influenzato le forme di governo che incrociamo nella Terra di Mezzo nei due romanzi che ha pubblicato da vivo è difficile da stabilire, perché appunto stiamo parlando della Terra di Mezzo sul finire della Terza Era, ovvero di un mondo che non ha (quasi) conosciuto la rivoluzione industriale, il comunismo e i moderni mezzi di comunicazione ma che dispone di alberi socialmente organizzati, stregoni e balrog, montagne dotate di libero arbitrio, un Oscuro Signore senza forma ed altri elementi piuttosto estranei alla nostra politica attuale, oltre a un sacco di elementi soprattutto economici che non vengono mai chiariti - e sono tutti fattori che spostano la visione politica al di là della moderna divisione tra "destra" e "sinistra".
Abbiamo comunque numerose comunità, ognuna organizzata a modo suo, e svariati individui ed entità che vivono a modo loro. Ci sono regni, dittature, libere città, tribù, libere comunità e qualche individuo che sta per conto suo, più adunanze varie di spettri e fantasmi vari e una grande quantità di terre abbandonate, desolate o distrutte. La maggior parte della Terra di Mezzo che conosciamo è spopolata. Andando verso sud comunque le cose cambiano, anche se della parte più popolata Tolkien non ci dice praticamente nulla, nemmeno nelle appendici.
Quel che segue è un tentativo di descrivere politicamente le varie entità della Terra di Mezzo di cui ci viene detto qualcosa, senza alcun riferimento agli scritti che Tolkien non ha pubblicato in vita.
Prima di tutto i re degli uomini (di fatto, gli unici regni che conosciamo un po' sono quelli di Gondor e di Rohan).
Nella Terra di Mezzo i re abbondano, ma dobbiamo considerare che Tolkien ha vissuto per tutta la vita sotto una monarchia (costituzionale) e, quando ha progettato la Terra di Mezzo, i re erano molto più comuni di adesso.
C'è poi il tema del ritorno del Re, tanto importante da intitolargli un volume della trilogia del Signore degli Anelli. E' un tema piuttosto diffuso nelle leggende: lo stesso Artù è un re che ritorna attraverso il prodigio della spada nella roccia, e lui e Carlo Magno non muoiono davvero, si limitano ad addormentarsi in una qualche montagna fatta di luce o in un isola incantata per risvegliarsi quando sarà necessario. C'è poi un altro Re il cui ritorno viene atteso generazione dopo generazione, ed è Gesù che tornando inaugurerà finalmente il Regno di Dio. Ad ogni modo un re che ritorna è un re che si è lasciato dietro un vuoto di potere e una speranza che potrebbe non realizzarsi mai ma che continua a vivere nei proverbi e nelle speranze dei sudditi.
Nella Terra di Mezzo quello che è scomparso è il re di Gondor. E' una storia molto complicata, raccontata nelle Appendici: prima sparì la stirpe dei re del Nord, ingoiati dai ghiacci e dalla sorte avversa (nella fattispecie, la sorte avversa è il re di Angmar, noto anche come capo degli Spettri dell'Anello). La cosa però non è proprio chiarissima: muore l'ultimo re incoronato, ma la stirpe in qualche modo sopravvive, nascosta e protetta dai pochi Dunedain rimasti. Aragorn discenderà da quel ramo.
Nel grande regno del Sud l'ultimo dei re scompare, attirato da una sfida impossibile dal re di Minas Morgul. Al suo posto resterà a fare funzione di re il Sovrintendente. Si suppone che il re sia morto, ma nessuno ha visto il cadavere, per cui, chissà... e i Sovrintendenti si passano il potere di padre in figlio, visto che non c'è un pretendente su cui tutti sono d'accordo, e che tempo prima c'era stata una guerra civile. Passano i secoli, e i Sovrintendenti regnano a Gondor, uno dopo l'altro, ma senza usare la bandiera del Re e senza sedere sul trono.
E tutti aspettano, ma nessuno crede veramente che i Re possa davvero tornare (tranne Elrond che sta pazientemente covando i discendenti della stirpe del Nord). Secolo dopo secolo passano più di mille anni a Nord e un po' meno di mille anni a Sud. Nel Nord si organizzano a modo loro, nel Sud regnano i Sovrintendenti, ma a prendere il trono per chiamarsi Re non ci pensano nemmeno: quando Boromir suggerisce qualcosa del genere al padre, Denethor gli spiega che non è ancora tempo e non lo sarà per un bel pezzo.
Non ci viene detto un accidente sulle strutture politiche di Gondor, per cui possiamo immaginare che ci sia una monarchia assoluta, retta nell'attesa di un improbabile ritorno del Re da un Sovrintendente assoluto, e questo è quanto. I re di Gondor sono tali per diritto divino, o meglio per per manifesta superiorità razziale (e anche i Sovrintendenti sono discendenti dei Numenoreani, anche se il loro sangue è un po' meno puro).
Si tratta comunque di un regno in guerra da molte generazioni, quindi in una situazione in cui gli organi democratici hanno comunque un potere ridotto sempre e comunque, ed è
possibile che, una volta tornate la pace e il re, le maglie si allentino. Resta il fatto che non c'è traccia di parlam,enti, consigli della corona né altro. Il Sovrintendente è solo al comando.
L'altro regno di cui sappiamo qualcosina è quello di Rohan, che ha un ordinamento
di tipo altogermanico (o celtico), con l'assemblea dei Liberi, cioè di tutti i maschi in grado di portare una spada, e dove il re è un primus inter pares. Comunque l'unica volta che vediamo quest'assemblea gli uomini ribadiscono la loro fedeltà alla casa di Eorl e chiedono che a guidare la popolazione civile in assenza del re sia Eowyn, in quanto discendente della casa di Eorl. Nel complesso, è un popolo serio e disciplinato, ma che mantiene buoni margini di libertà personale.
Proprietà privata: esiste, ma sembra esistere anche parecchia proprietà collettiva, come succede spesso dove la densità della popolazione è bassa.
Abbiamo poi la Città di Brea, dove convivono serenamente uomini e hobbit. Non sappiamo assolutamente nulla di com'è organizzata, ma si suppone che sia un qualche tipo di Consiglio o Assemblea, almeno per decidere a che ora chiudere i cancelli della città.
Hanno i soldi, come nella Contea, ma non sappiamo chi batte le monete.
Di Esgaroth sul Lagolungo sappiamo che ha un governatore, che è stato in qualche modo scelto o eletto. La popolazione è piuttosto umorale e il governatore sta ben attento a non contrariarla. Un tempo, prima dell'arrivo di Smaug, c'era un re, e dopo la morte di Smaug il discendente dei vecchi re salirà al trono per acclamazione popolare. Sappiamo che governerà bene e con saggezza, ma non sappiamo che tipo di monarchia sarà perché nessuno ce lo dice.
Commerciano, quindi si suppone che battano moneta. Però, quando li incontriamo ne Lo Hobbit, hanno soltanto il reame degli elfi silvani con cui commerciare.
Se gli Elfi usino monete, è e resta un mistero insondabile.
Passiamo agli hobbit.
Parlare di istituzioni e governo con gli hobbit è quasi una presa di giro: la Contea è organizzata in base al principio dell'anarchia e del libero arbitrio. Le pubbliche istituzioni si limitano a qualche Guardaconfini, qualche postino, un Conte che non fa niente di particolare a parte chiamarsi così, e infine il Sindaco di Pietraforata, che viene eletto con la precisa mansione di organizzare feste e banchetti.
Niente esercito, niente magistratura. In questa quasi totale anarchia, la Contea se la passa d'incanto: è un paese ricco, ordinato e popolato da abitanti per lo più di buon umore. I bambini vengono cresciuti secondo i criteri dell'educazione permissiva, e tutti si fanno la vita loro in grande autonomia. Tutto è pulito, ordinato e piacevole.
Certo, all'esterno ci sono i Rangers che sorvegliano la situazione: "erano protetti ma lo dimenticarono". Comunque le minacce, appunto, vengono dall'esterno.
Questo regime così piacevole e sensato crolla come un castello di carte all'arrivo di qualche Uomo malintenzionato. Consideriamo però che anche la dittatura instaurata dagli uomini in questione crolla come un castello di carte quando gli hobbit si danno una svegliata. (Se la sarebbero data anche senza i Quattro Baldi Viagggiatori? Tutto lascia pensare di sì: non scordiamo che il Vecchio Tuc aveva cominciato a pestare i piedi sin dall'inizio)
Tanta anarchia comunque non mette minimamente in discussione la legittimità della proprietà privata.
Gli Ent sono una democrazia diretta, se mai se ne vide una: il lloro regime prevede un enorme margine di libertà personale e un solo organo di potere: l'Entaconsulta, dove le decisioni vengono prese all'unanimità e dove ogni Ent ha parità di diritti e rappresenta solo sé stesso. Il massimo di gerarchia di comando che troviamo è qualche capo carismatico, reso tale in virtù della maggiore età ed esperienza.
Nota bene: gli Ent diffidano della fretta, ma NON delle novità: il Progresso non è considerato male in quanto tale e le tradizioni non sono necessariamente sacre - solo,
Progresso non e' considerato male in quanto tale, e le tradizioni non sono sacre - solo, occorre valutare tutto con attenzione, e senza fretta.
Per quanto riguarda la proprietà privata, sappiamo che Fangorn (alias Barbalbero) ha dato il nome alla foresta dove vive, ma sembra considerarlo suo territorio solo perché, appunto, ci vive.
Un tragico accidente li ha privati della parte femminile della popolazione, rendendoli un popolo in via di estinzione. Ad ogni modo le signore Ent se ne sono andate (per inventare l’agricoltura) semplicemente perché hanno voluto andarsene, e nessuno ha trovato strano o ingiusto che chi voleva andarsene se ne sia poi effettivamente andato.
Insomma, gli Ent sono l’unica popolazione della Terra di Mezzo dove vige la parità dei sessi, e sembra molto probabile che le signore Ent partecipasserro all’Entaconsulta con diritto di voto.
Non hanno denaro né saprebbero cosa farsene, e non commerciano dal momento che non gli serve niente a parte la loro foresta, dove sono perfettamente autosufficienti.
Dei Nani si sa poco. Hanno la monarchia, visto che ci sono dei re, ed è una monarchia ereditaria ma non risulta che abbiano mai avuto regine (né risulta il contrario).
Considerando il caratterino dei nani, si tratta probabilmente di monarchie costituzionali, con mooolti organi per affiancare il re nelle sue funzioni. Di sicuro ci sono delle assemblee per discutere.
Se qualcuno vuole farsi un regno in proprio, nessun problema: sceglie un territorio e ci va con chi lo segue.
Quanto alla proprieta' privata... vabbè, lasciamo perdere.
Dal momento che vivono soprattutto di commercio, lavorazione dei metalli e alto artigianato, hanno il denaro e lo amano anche molto.
Il loro sistema politico funziona?
Altrochè. Almeno per quel poco che sappiamo dei Nani.
Veniamo agli Elfi
Qualcuno ha capito che tipo di governo hanno gli Elfi?
Monarchia, visto che hanno i re - i quali re sembrano, in un certo senso, essere l'emanazione della volontà del loro popolo. I sudditi elfi sembrano molto disciplinati ma non sottomessi (e, nei primi capitoli i del Silmarillion, anche politicamente piuttosto effervescenti).
Ad occhio, sembrerebbe una Monarchia Assoluta basata sul consenso.
Non sembra esserci proprietà privata per la terra, ma solo per alcuni oggetti.
Il loro sistema politico funziona?
Mah, non e' chiarissimo. Il punto è che alla fine della Terza Era gli Elfi nel loro complesso non funzionano piu' granché - ma non sembra un problema legato alle strutture politiche.
Infine Mordor (e, su scala molto ridotta, Isengard)
Qui possiamo senz'altro parlare di Feroce Dittatura. Siccome Mordor è a est, qualcuno ci ha visto una descrizione dell'Unione Sovietica (ed è stato smentito con grande fermezza da Tolkien).
Ma, siamo seri: le masse proletarie di Mordor vi sembrano al potere, sia pure nominalmente?
C'è molta ferocia, molta efficienza e molto nero. I prigionieri vengono maltrattati senza pietà, i sottoposti sfruttati fino all'osso. Si accenna anche a manipolazioni genetiche e Orrori Non Ben Definiti (per riguardo allo stomaco dei lettori).
Culto del dittatore: assoluto. Potere delle masse: zero.
Democrazia rappresentativa: meno di zero. Il regime di basa soprattutto sulla paura.
Organi repressivi, misure punitive e limitazioni della libertà personale: ottimi e abbondanti.
Scontento: diffuso, e accuratamente coltivato. Appena due orchetti hanno un attimo di tranquillità, prima di tutto si mettono a mugugnare contro le Alte Sfere, poi cercano di ammazzarsi tra loro. Questo crea una continua corrente di paura, molta diffidenza reciproca ma nessun danno per il dittatore di turno, che tanto ne ha un'infinita' a disposizione.
Proprieta' privata: esiste. Infatti tutto e' di proprieta' di Sauron (o di Saruman).
Considerati gli anni in cui il libro e' stato scritto, la tentazione di vedere il regime nazista come fonte di ispirazione e' molto, molto forte.
Il sistema politico di Mordor e Isengard funziona?
Mica tanto. Capi e subordinati mancano di flessibilità mentale e di capacità nell'affrontare gli imprevisti. Dal momento che gli viene chiesta soprattutto un obbedienza assoluta, sul piano del problem solving non se la cavano granché.
Un po' più di fantasia al potere gli avrebbe fatto un gran comodo - ma certo, se fossero stati in grado di avere la fantasia al potere, sarebbero anche stati molto diversi.


















