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lunedì 6 novembre 2017

Sulle complicanze delle relazioni e sulla tecnica del Nodo di Gordio (post tecnico)

Ci sono molti tipi di relazioni: quelle che legano gli elementi chimici, per esempio, o quelle affettive - e naturalmente anche gli insegnanti, come tutti, hanno una loro vita sentimentale.
Tuttavia in alcuni determinati periodi dell'anno per chi insegna la parola "relazione" non evoca al primo pensiero un partner più o meno discinto che altro non attende che elargirti i suoi favori, ma un deprimente susseguirsi di cartelle in A4 dove fare copia&incolla: è il tempo della Consegna delle Relazioni.
Dette relazioni sono di tue tipi: relazioni di inizio anno e relazioni di fine anno e vi si scrive solitamente una presentazione della classe, quel che si intende fare durante l'anno (o che si è fatto durante l'anno) e lunghi sproloqui sugli obbiettivi che si intendono raggiungere o si sono raggiunti e le metodologie con cui si spera di raggiungerli o si sono (o non si sono) raggiunti.
Si tratta in realtà di scartoffie che le segreterie insistono perché gli vengano consegnate entro una certa data ma che nessuno mai, a memoria d'uomo, risulta aver letto, tanto che più volte è stato ipotizzato di scriverci "scemo chi legge" o simili, nella più completa sicurezza che tale innocuo scherzo mai sarebbe stato scoperto. Una mia cara amica, che è anche collega, suggeriva invece di riassumere la relazione di inizio anno in un cappelletto con su scritto "Considerata la situazione della classe, le sue problematiche e le sue potenzialità" seguito per le relazioni di inizio d'anno dalla formula "si farà quel che si può"  e, per le relazioni finali "si è fatto quel che si è potuto". Tuttavia, per quanto posso attestare in ormai diciotto anni di onorato servizio, non ho notizia che nessuno abbia mai tentato alcuno di questi metodi e tutti abbiamo continuato a fare copia&incolla da modalità, metodologie e obbiettivi dagli anni precedenti, a volte con risultati involontariamente comici.
Alcune scuole pietose forniscono ai docenti moduli da compilare, mi dicono. Ahimé, non quelle dove ho avuto il piacere di lavorare.

All'inizio della mia insegnantesca carriera, molto tremebonda, chiesi lumi e assistenza all'insegnante che sostituivo, che mi fornì il formulario che usava lei. Lo copiai con riconoscenza, anche se era lungo e sterminato, e per anni lo appiccicai con gratitudine a tutte le mie relazioni, che erano sempre lunghette assai. Poi una gentile collega mi diede un modello che mi appariva più sensato (ma non meno lungo).
Per vari anni andai avanti alternando i due modelli in modo del tutto meccanico, sostituendone ogni volta un pezzetto, finché mi accorsi con orrore che avevo fuso i due modelli creando pure dei doppioni delle voci. Ci sarebbe voluta una bella revisione con relativa potatura, ma francamente mi sembrava un lavoro del tutto inutile.
L'unica parte che svolgevo con gran cura era la presentazione della classe, che mi veniva sempre piuttosto facile. Del resto, era anche l'unica parte con un po' di vita dentro e che aveva una sua utilità, caso mai l'anno seguente fosse arrivato qualcun altro al posto mio.
Nel frattempo passavano gli anni, si succedevano i ministeri e le riforme e cambiava il tipo di didattichese impiegato, ma io ero sempre inchiodata ai miei obbiettivi socio-affettivi e alle mie strategie di recupero e a metodologie che il passare del tempo e l'arrivo delle LIM rendevano sempre più desuete.
Cambiando computer, quest'anno, mi sono ritrovata un vasto patrimonio di relazioni e mi sono detta che una sfoltita si imponeva.
Poi mi sono detta che era ora di abbandonare i salvagente: ho buttato tutto a mare, compresa la formuletta introduttiva "la classe 3C è formata da 21 alunni, 10 dei quali maschi e 11 femmine, tutti provenienti da questo istituto" e che un anno mi accorsi di aver usato anche se dopo specificavo che erano arrivati due alunni nuovi, uno da Casa del Diavolo di sotto e l'altro direttamente da Catania.
Ormai conosco il didattichese e lo maneggio come fosse la mia lingua madre. So anche che, dopo le nuove indicazioni ministeriali che mi sono letta coscienziosamente, sono cambiati gli obbiettivi e pure le competenze richieste, e sugli obbiettivi socio-affettivi ormai pascolano i dinosauri (parlo del formulario, naturalmente: in realtà il nuovo indirizzo ce ne chiede anche più di prima e lo trovo pure giusto).
Insomma, ho cancellato tutto e ho scritto quattro brevi e sintetiche relazioni dove non ci sono quasi elenchi e mi limito ad accennare che curo molto l'esposizione, incoraggio il lavoro autonomo e le tipologie delle verifiche che uso sono molto varie. Niente metodo induttivo e deduttivo, niente verifiche sommative, niente strategie di recupero - insomma, niente più ciarpame.
A sorpresa, una mattinata di lavoro non troppo duro è bastata e avanzata, perché non ho dovuto riguardare nessun elenco per adattarlo allo scorrer del tempo e al mutare della didattica.
Non cambia molto, perché nessuno leggerà mai quel che ho scritto; ma descrivere le classi partendo da zero e segnando solo quel che secondo me era degno di rilievo mi è tutto sommato servito per un riepilogo mentale del mio lavoro, e stamani con grande soddisfazione interiore ho stampato e inserito le mie brevi relazioni nelle cartellette delle classi ancora quasi vuote. Nessuno le leggerà mai, ma scriverle non è stata per me una perdita di tempo, non mi sono particolarmente annoiata e, soprattutto, me le sono infine levate dai piedi, festeggiando la mia personale dichiarazione di indipendenza.
Didattichese sì, ma a modo mio. Almeno fin quando qualcuno non deciderà di sollevare la scuola media di St. Mary Mead dalla perenne anarchia in cui naviga da anni, dotandoci di formulari prestampati.

7 commenti:

melchisedec mel ha detto...

Quest'anno le ho rifatte da capo ed è aumentata pure la quantità delle cosette da scrivere. Non erano più rispondenti al momento storico. Certamente tra il dire e il fare... meglio il fare. Non so saranno lette, ma ti dico che da noi c'è stata un'ispezione ministeriale della durata di una settimana e un po' di cartacce on line le hanno visionate. Tanti complimenti, eppure c'è ancora molto da fare. Buoni giorni! 😁

Eva ha detto...

....ma tu...sei conscia di scrivere un po' "a cavallo" tra "Marctuein" e "Lusimodmongomeri"?...per me è un complimento😊

Eva ha detto...

...e pure un pochetto marcovaldesca?

Murasaki ha detto...

@Mel:
Ispezione?!?
Esiste ancora quella parola?
Esiste DI NUOVO quella parola?
Strabilio e tramecolo: da quando ho cominciato a insegnare non c'è un cane che sia uno (un/a DS, intendo) che mi abbia mai nemmen guardato di lontano un registro su carta, e figurarsi quello elettronico,ma negli ultimi anni abbiamo addirittura imparato a NON portare le relazioni in segreteria... perché le perdono, e così ce le teniamo per noi. Bene, se rucomincia un minimo di controllo di qualità non sarò io a lamentarmene, e se trovano errori in quel che faccio - il che è ampiamente possibile, visto che nessuno mi ha controllato mai - me lo diranno e mi correggerò come meglio posso. Nell'attesa, buona giornata anche a te ^_^

@Eva:
Li prendo per complimenti, eccome 😁 E no, nessuno me l'aveva mai detto. Metto da parte per i giorni d'inverno ☃️☃️☃️

Eva ha detto...

Grande!!!

nut ha detto...

Faccio outing, lo ammetto: qualche anno fa, per avere la prova definitiva che nessuno legge le relazioni finali, ho consegnato a fine anno per ogni classe due paginette correttamente intitolate "relazione finale di...", redatte mel formato richiesto, rigorosamente in duplice copia, ma contenenti la ricetta della marmellata di limoni e degli gnocchi di patate. Sono ancora lì, conservate agli atti a rendere un doveroso omaggio alla dememnziale burocrazia scolastica :-D

Murasaki ha detto...

@nut:
Accolgo con piacere il tuo outing. Il fatto che nessuno abbia trovato da ridire però forse sta solo a indicare che le due ricette erano molto buone, e che in segreteria (e in presidenza) speravano di vedersi consegnare l'anno dopo qualcosa per le tagliatelle e la crema chantilly ^_^