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mercoledì 22 luglio 2015

Esame di terza media: non solo contabilità (e alla fine l'Unicorno salva tutti)

Esistono calcolatrici di vari tipi e forme. Queste vanno ad energia solare.

(Premessa: durante il laboratorio sull'autobiografia, in Gennaio, la classe è stata divisa in gruppi e ognuno doveva descrivere con un disegno il corso dell'anno scolastico, immaginando anche la conclusione. Il gruppo con Arwen, Ingrid e Marlene ipotizzò, per il prosieguo dell'anno, un lungo percorso a ostacoli con fossati, crudeli mostri e trappole varie  dove ogni volta la classe perdeva qualche pezzo. Ma alla fine "l'Unicorno salvava tutti". Così l'ho fatto appendere in classe, perché fosse di conforto a tutti noi nel tempo a venire, che si prospettava assai nero, e sperando che si rivelasse profetico. Lo è stato)

Come ho già avuto occasione di scrivere la pratica corrente di aggiustare i voti delle singole prove di esame in funzione del risultato finale mi risulta irritante come un lenzuolo di ortica fresca, e non ho mai mancato di farlo notare ai colleghi. Tale irritazione, va detto, non era solo una mia esclusiva e infatti quest'anno, grazie anche a un concorso di circostanze favorevoli, le sottocommissioni di esami della scuola media di St. Mary Mead sembravano appunto sottocommissioni di esame e non piccoli raduni di contabili.

L'esame comincia con gli scrutini, dove viene dato il voto di ammissione. Quest'anno però, finalmente, anche i colleghi sembravano consapevoli che il voto di ammissione non era necessariamente la media matematica dei voti delle singole materie nel secondo quadrimestre, compresi quelli (molti, nel nostro caso) alzati a sei, ma era passibile di aggiustamento tenendo conto di tutto il triennio; così abbiamo semplicemente dato il voto di ammissione che più ci sembrava opportuno - il che sta a dire, nel nostro caso, che ne abbiamo abbassati parecchi. Dopo lunga ponderazione è stata ammessa anche Blackie, nonostante avesse praticamente saltato il secondo quadrimestre, in base alla considerazione che, per quanto ne potevamo capire, era in grado di superare l'esame purché si degnasse di farlo con un po' di attenzione e soprattutto di presentarsi alle varie prove.

E Blackie si è effettivamente presentata a tutte le prove e gli scritti sono passati senza grandi drammi. Ad ogni prova la Terza Incasinata è stata la prima a consegnare e la nostra sottocommissione è sempre stata la prima a portare la busta sigillata in direzione e firmare il verbale per poi tornare tranquillamente a casa ben prima che le altre due classi finissero.
Unico tocco di colore locale: ben tre alunni su diciassette sono venuti a scuola senza calcolatrice il giorno del compito di matematica: l'avevano dimenticata. Così ho fatto il giro delle commissioni e dei professori e sono pure sbarcata dai custodi, e in qualche modo ho raccattato tre calcolatrici tre, di cui una bellissima a forma di ranocchia verde con pulsanti gommosi. Naturalmente gli stessi tre non avevano nemmeno il dizionario di inglese e di spagnolo - probabilmente perché contavano di usare quello di qualche compagno, possibilmente ben farcito di bigliettini. Ma, ahimé, dalla Sala Professori sono spuntati dizionari in numero bastevole per tutti e tre, e qualche piccolo spostamento tra i posti ha impedito maneggi troppo visibili.
Come avevo  promesso, a semplice richiesta (e consegna dei soldi necessari) sono andata alla macchinetta e ho preso quel che i ragazzi volevano - sì, perfino l'Estathe, contro il quale negli ultimi mesi avevo condotto una lotta senza quartiere*. Solo il primo giorno però, perché al secondo la macchinetta era vuota e alla ditta che ce la noleggia non avevano pensato che durante l'esame sarebbe stato forse utile un consistenze rincalzo.

La correzione degli scritti è stata piuttosto tranquilla, e la mia è stata proprio una passeggiata, anche se un po' deprimente - temi brevi, un po' noiosi ma tutto sommato corretti: una sola H sbagliata e un solo GLI al posto di LI - peccato fosse dell'Onesto Jago, unico errore in un tema piuttosto buono (va anche detto a mia discolpa che sulla distinzione tra GLI e LI sono tornata almeno quattro volte quest'anno, e l'ultima è stata a due giorni dalla fine dell'anno scolastico. Ahimé, c'è stato anche un cinque, ma ci sono stati anche  tre ottimi temi, tutti sulla traccia dell'attualità, dedicata ai social: Arwen, Ingrid... e Blackie, le due sante della classe, sempre attente, sempre pazienti e sempre studiose e la diavolessa traviatrice, motore tutt'altro che immobile di qualsivoglia atto improprio sia avvenuto nella scuola o negli immediati dintorni quest'anno. Niente errori di ortografia né di grammatica né di sintassi per loro. E niente banalità o frasi fatte.

Mentre rimettevo la pila in ordine alfabetico è arrivato un messaggero.
"Murasaki, ci servono i voti dei temi per le Invalsi".
"Cazzo c'entrano i voti dei temi con le Invalsi?" domando sorpresa.
"Non si sa, ma lo vogliono nella griglia iniziale della scheda-alunno. Abbiamo provato a mettere sei a tutti per correggerlo dopo, ma se rientriamo per correggere il sistema si sballa. Il Presidente ci ha detto di mettere i voti veri".
"Ma..." dico senza continuare.
Il Messaggero annuisce. Per vecchia consuetudine, da quando c'è l'Invalsi aspettiamo a scrivere a penna i voti dei temi per poter aggiustare i conti, in caso. 
"Lo so. Però il Presidente ha detto di inserire i voti veri".
In cuor mio sospetto che il Presidente la pensi esattamente come me sulla contabilità da esami. Scoprirò solo più avanti che in altre scuole non hanno inserito alcun voto per il tema di italiano perché non è detto né stabilito da nessuna parte che l'Invalsi sia l'ultima prova scritta, e in teoria il tema potrebbe essere svolto anche dopo la malefica Prova Invalsi (i cui responsabili sono, lo ricordo una volta di più, dei grandissimi cornuti, tutti quanti).
Ad ogni modo a St. Mary Mead il Presidente ha voluto i voti, e glieli abbiamo dati.  Mentre inchiostravo i vari numerini, ho provato un ineffabile senso di sollievo. Siamo a fare un esame composto di più prove. Ad ogni prova il suo voto. Amen.
(In realtà, come gli altri coordinatori, ho fatto prima un giretto di perlustrazione per farmi dire com'erano andati i vari scritti, ma nel complesso erano andati meglio di quanto avremmo ragionevolmente potuto prevedere, dunque a ognuno il suo voto e amen).
Con i nostri pacchetti di compiti ornati dei loro legittimi voti a penna siamo andati a fare la riunione di ratifica delle prove scritte. A dire il vero non eravamo proprio tutti, perché a Crifosso (dove, com'è universalmente noto, i professori sono molto ganzi nonché espertissimi di informatica) il sistema è impazzito un paio di volte nel corso della correzione dell'Invalsi e dunque alcuni di loro erano rimasti in sede per inserire per la seconda volta i dati che si erano autocancellati. Naturalmente siamo stati tutti molto gentili e comprensivi con i poveri colleghi di Crifosso, e naturalmente in privato e in assenza di testimoni crifossiani ci siamo molto divertiti alle loro spalle. Ma come, non erano tanto ganzi e forniti delle migliori attrezzature informatiche?
La vera verità, come sappiamo tutti, è che non esistono attrezzature informatiche né esseri umani talmente ganzi da non poter subire qualche contraccolpo dalla Perversa Prova Invalsi.

Cominciano gli orali. Anche quest'anno abbiamo avuto un orario da catena di montaggio. Visti i numeri decisamente ridotti della nostra scuola, perché dobbiamo fare undici colloqui undici al giorno, e perché questi undici sono divisi in sei la mattina, intervallo di un ora e cinque il pomeriggio? Basta sforare un po' i tempi e gli insegnanti presenti sulle tre terze rischiano di non fare in tempo nemmeno a mangiarsi un panino.
Io comunque non ero molto preoccupata: considerando il livello della Terza Incasinata, ben difficilmente lo splendore dei loro orali ci avrebbe obbligato a sforare i tempi preventivati. In particolare, la prima mattina avevamo una consistente raccolta di scartine.
A sorpresa però, scopriamo che gli orali non sono stati preparati male. I percorsi sono piuttosto ben strutturati e gli argomenti vengono esposti con un certo criterio. Naturalmente Wasp non ha portato una slide con la cartina degli Stati Uniti né uno straccio di atlante e nemmeno il libro di geografia, nonostante avessi ordinato più volte a tutti loro di portare una carta geografica bella e grande e chiara del paese che avrebbero esposto (saranno in tre, a presentarsi senza carta. Gli stessi tre arrivati senza calcolatrice e senza dizionari? No, non sempre).
Il primo giorno in tre si mettono a piangere a metà dell'orale senza un vero motivo - in particolare Ron Weasley, nel bel mezzo di un percorso a slide sul razzismo che costituisce una lieta sorpresa per tutti (nel corso dell'anno era andato sempre più sperdendosi, tanto che il suo orale era quello che più temevamo, quella mattina) si scioglie in lacrime, ma facciamo tutti mostra di non accorgercene e in qualche modo riesce a riprendere il filo e conclude nel migliore dei modi. 
Dopo aver combattuto per un anno col concetto di slide che era andato sviluppandosi nella classe (ovvero "scriviamo tutto sulle slide e poi lo leggiamo dallo schermo senza preoccuparci nemmeno di collegare l'immagine col testo) mi rallieto assai nel vedere che per l'esame hanno messo insieme delle immagini ben scelte e quasi senza testo, ben curate graficamente.
Non saranno tutte rose e fiori, comunque, e qualcuno porterà percorsi slegati, mal preparati e mal esposti e soprattutto molto, molto tirati via- eclatante il caso di una prima guerra mondiale che coinvolse 200.000 uomini con oltre 90.000 morti. Nel complesso però le cose vanno molto meglio di quel che temevamo.
L'Onesto Iago ci stronca con un percorso fluviale di più di un ora, mentre Arwen lavora di cesello con un percorso perfettamente calcolato nei tempi ma assai succoso e Ingrid sfodera un percorso che non sembra nemmeno un percorso ma una chiacchierata che tocca senza sforzo le varie materie in più punti. Fili ha preparato un lavoretto assai carino ma è talmente terrorizzato che a malapena ci attentiamo a domandargli il suo nome e il colore del cavallo bianco di Napoleone, mentre Kili, che durante l'anno ha dato il suo bravo contributo alla deriva della classe e non ha fatto una sola interrogazione decente, fa un ottimo colloquio, dimostrando perfino di avere cognizione di ciò che gli insegnanti hanno tentato di fare durante l'anno.
Tutti comunque stonano pietosamente appena toccano il flauto. Sì, perfino Arwen e Ingrid. E' il quarto esame che vedo a St. Mary Mead; in ogni classe uno o due alunni steccavano pietosamente, ma la gran parte dei pezzi veniva zufolata, in modo incredibilmente noioso e stridulo, ma con le giuste note al momento giusto. Quest'anno invece non si riesce a sentire un pezzo che sia uno suonato in modo decente, in quella classe.

Infine, è il turno di Blackie la miracolata, ammessa con sei insufficienze e solo perché la Preside ha votato a favore.
Gli scritti sono andati bene, annuncia l'addetto alla contabilità, tanto che la media contabile è un sette abbondante, a meno che non prenda quattro al colloquio.
Tutti scrolliamo le spalle. Quattro al colloquio? Suvvia, mai si è visto e mai si vedrà. Blackie non ha studiato un accidente in tutto l'anno e non è stata mai molto brava all'orale, ma che possa prendere quattro non è credibile.
Il contabile si lamenta assai perché Blackie uscirà con sette. 
"Se ha fatto un esame da sette è giusto che esca con sette" osservo.
Ma avrà copiato.
"Era confinata nell'angolo e non ha praticamente aperto bocca per tutto il tempo delle prove" ricorda Matematica.
"Comunque, se non volete che esca con sette basta non metterle sette" ricordo con grande soavità.
Ma non si può, esce il voto dalla media...
"L'avete letta o no la circolare? Il Consiglio può ponderare in modo fruttuoso" ringhio io "Siamo insegnanti, non siamo contabili. Potremmo anche prenderci qualche responsabilità, una volta ogni tanto".
Ma la circolare sembra parlare del caso in cui si voglia alzare un voto, non per abbassarlo.
"Se possiamo alzarlo, ne consegue che possiamo anche abbassarlo".
Ma il Sistema ce lo prenderà?
"Il sistema prende quel che gli diamo!".
Ma il Presidente non ce lo ratificherà...
"Il Presidente prenderò quel che gli diamo, come il sistema. E comunque possiamo provare a chiederglielo".
Ma tu, Murasaki, non potresti abbassare il voto del tema a sette?
"NO!" ruggisco "E' un tema da otto e prenderà otto. Sono stufa di questa contabilità del cazzo. Se la prova è da otto io metto otto. Se le date sette appoggerò il sette perché mi diverte l'idea che proprio Blackie, che stava per non essere ammessa, abbia fatto un esame da sette. Se preferite metterle sei voterò con voi per il sei perché il suo triennio è stato a malapena da sei. Ma NON abbasserò il voto del tema. Non aggiusterò mai più un voto in vita mia, a un esame. Sono stufa di fare la calcolatrice. Sono un insegnante, non una contabile..."
Cercano di calmarmi, ma non è impresa di poco conto.

Entra Blackie, biascicando vistosamente, seguita da un corteggio di ben otto persone tra cui una zia.
Ci guarda con aria schifata. Si siede con aria schifata. Firma con aria schifata. Il suo schifo nei nostri confronti, dopo che Inglese ha osato chiederle mitemente se per favore acconsentiva a fare il colloquio senza masticare la gomma non conosce limiti né confini (comunque butta la gomma nel cestino dei rifiuti).
Siamo tutti gentilissimi, oso dire biecamente sottomessi.
"Illustraci il tuo percorso, cara".
Con aria schifata Blackie ci spiega che ha portato un percorso su mafia e droghe. Molto sommariamente borbotta qualcosa su come questi argomenti si inseriscono nelle varie materie. Poi c'è la canzone, spiega tirando fuori una chiavetta.
"Una canzone?" chiede Musica perplesso "Ma, veramente non se n'era parlato..."
Una canzone.
"Una canzone cantata da te?" azzarda Fisica.
No, una canzone. E' una canzone, basta.
"Va bene, ascoltiamo la canzone".
La canzone avrebbe anche un titolo e un autore, come risulta dal testo che Blackie ci consegna (una sola copia, che facciamo girare) e in effetti ha anche un suo perché, parlando di mafia. La ascoltiamo di buon grado, con la sensazione sempre più chiara che la nostra discussione a porte chiuse sia stata del tutto inutile e che basterà lasciar fare a Blackie.
Finita la musica le chiedo "Vuoi raccontarci la storia di questa canzone?".
Risulta che la storia non la sa, né sa per chi è stata scritta "E' una canzone, basta".
(Sono solo canzonette?)
(Immagino che Fabrizio Moro non si sarebbe sentito molto gratificato, se avesse potuto assistere alla scena. Ma in fondo durante l'anno Blackie non ha avuto grandi riguardi per nessuno, fossero amici, compagni o familiari, ci sta che non ne abbia nemmeno verso di lui).
Inizia così l'orale più strampalato cui mi sia mai capitato di assistere, con poche e sconclusionate frasi annegate in ampie vasche di acqua tiepida per ogni materia. Ad esempio scopriamo che la mafia è nata con il brigantaggio, opera di alcuni delinquenti che combattevano contro lo stato italiano - una teoria talmente drastica che forse lo stesso Calderoli avrebbe qualche remora ad appoggiarla in toto; ma la storia del brigantaggio meridionale per lei si ferma lì, senza un numero o una data.
Le altre materie ricevono lo stesso trattamento. Più che un colloquio, è una serie di torte in faccia tirate senza preavviso. Piuttosto sconcertante.
E infatti siamo piuttosto sconcertati. Proviamo ad avviare un discorso, ma risulta chiaro che di droghe e di mafia Blackie non ne sa praticamente nulla, né le interessa saperne di più.
Non c'è motivo di preoccuparsi: il sei è garantito, il sette è sparito di gran carriera senza lasciare recapito e Blackie ben presto non sarà più un problema nostro. La salutiamo nel più amichevole dei modi, ma lei se ne va via assai schifata e a malapena ci risponde. 
Una volta che è uscita non discutiamo sul voto - adesso abbiamo visto che si può fare anche un colloquio da quattro, lo abbiamo visto con i nostri occhi - ma cerchiamo di capire se Blackie fosse o meno convinta di avere effettivamente preparato un colloquio o se fosse venuta lì principalmente per prenderci in giro. In tutti noi alberga il fiero sospetto che non lo sappia nemmeno lei.
Copiamo il verbalino del colloquio e facciamo entrare il Presidente per gli scrutini.

Salutiamo la Terza Incasinata senza rimpianti, ricordandoci di appuntare una richiesta di lode per Ingrid - che ha collezionato una sfilza di dieci a partire dall'ammissione, mentre Arwen ha un paio di nove e quindi la lode non la prenderà.
Alla plenaria la richiesta sarà accettata senza problemi, come di consueto.
Qualche ulteriore firma, un po' di scartoffie, e l'esame è finito.

*ci tengo a precisare che, pur non essendo una gran consumatrice di Estathe, non ho niente contro tale bevanda - o meglio, non avevo niente, fin quando la classe non è stata letteralmente invasa da Estathe che venivano bevuti e poi scaraventati per terra con assoluta noncagance. Davanti alle incredibili pile di confezioni vuote di Estathe qualcuno ha anche ipotizzato che si autoriproducessero, perché il loro numero a fine mattinata appariva davvero spropositato, considerando che la classe contava solo diciassette alunni dei quali una mezza dozzina continuava nonostante tutto a mangiare solo nei momenti a ciò preposti e a bere in misura ragionevole durante le lezioni.

9 commenti:

la povna ha detto...

Non siamo dei contabili, e questo è l'inizio, il mezzo e la fine della questione, come hai ragione. (E, sì, si possono fare orali da 4 anche alle superiori, mandando a puttane allegramente la possibilità di prendere 80 o più...).
E' una storia istruttiva, comunque, e tutto sommato la degna fine per questa terza, mi pare...

Linda ha detto...

Viste le premesse direi che il risultato è stato più che soddisfacente! ^___^

Murasaki ha detto...

@la povna:
sì, l'ho trovata... nemmeno "adattissima", quanto piuttosto "coerente". C'è, al suo interno, una logica molto chiara (che noi non riusciamo a vedere, immagino per mancanza di dati)

@Linda:
Assolutamente sì! Niente morti né feriti e l'unica vera miracolata del gruppo alla fine si è salvata da sola e si è anche data il voto più opportuno. Mi ha ricordato molto quella canzone dei Pooh dove si parla della vita che sa farsi del male e guarirsi da sé ^__^

gaberricci ha detto...

Leggerti è sempre un piacere, Murasaki :-).

Il mio parere (da non addetto ai lavori) è che Blackie abbia fatto il ragionamento: ho fatto dei buoni scritti, bocciata non posso essere bocciata, chissenefrega degli orali. E mi sconvolge sapere che prossimi laureandi preparino le slide per la loro tesi con la stessa testa con cui vorrebbero prepararli studenti di terza media. Ancora di più mi sconvolge che i primi lo facciano davvero, e i secondi no.

Murasaki ha detto...

@gaberricci
Dall'esterno le cose sono sempre più chiare, chi c'è dentro è deviato da tanti particolari aggiuntivi (e chi c'è dentro è anche Blackie, che in questo periodo, almeno per quanto riguardava la scuola, sembrava del tutto incapace di fare ragionamenti di alcun tipo, pur essendo tutt'altro che sciocca). I voti degli scritti non li sapeva, però si è ben accorta di non avere consegnato niente in bianco, e sul tema sapeva di poter contare su un buon voto. Voci di corridoio ci dicono che il colloquio orale era l'unica cosa che aveva preparato, voci di corridoio ci dicono che è stata quasi contrariata di essere ammessa... insomma sì, penso che sia andata come dici tu.
Invece sapere che i laureandi preparano male le slide per la loro stessa medesima tesi mi rattrista assai!

Aliceland ha detto...

Ohibò, ma sei sicura che nelle mascherine dell'INVALSI volevano il voto della prova scritta di italiano? Noi abbiamo inserito il voto che avevano in pagella in italiano e mate...
E il voto di ammissione è la media aritmetica di tutte le materie, compreso comportamento, dei tre anni...
Rigidissimi contabili a Mordor...maledetti!!!!!!

Murasaki ha detto...

No, cara Aliceland, non sono sicura di nulla, anche perché quest'anno le prove Invalsi non le ho nemmeno toccate, con mio grande sollievo; so però che altrove sono riusciti ad aggirare la questione.
Sulla media matematica dei tre anni Mordor erra profondamente, e la circolare non è nemmeno troppo oscura in merito perché parla di "tener conto" e non di "FARE il conto" - ma se ti può consolare, non siete gli unici ad applicare questo barbaro sistema di valutazione.
Giorno verrò, spero, che si decideranno a fare una circolare un po' più seria, ma nell'attesa godiamoci le vacanze ^__^

Stefano Bersanetti ha detto...

Evviva gli insegnanti che non fanno i ragionieri! E che soprattutto valorizzano gli studenti per quello che fanno, non per quello che sono. Peccato per Blackie...

Murasaki ha detto...

Si spera che Blackie si rimetterà in carreggiata il prima possibile, del resto ha i numeri per fare grandi cose. Per questa volta, alla fine, è andata come doveva andare, restare da noi non avrebbe avuto senso per lei.