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lunedì 7 aprile 2014

Manuale del Perfetto Insegnante - Ritualità e contrattempi delle Nuove Adozioni

No, non è il Salone del Libro di Francoforte, e nemmeno il deposito della Biblioteca Nazionale Centrale: è una normale Sala Professori di una normale scuola nella stagione delle adozioni

In Marzo, si sa, c'è la Stagione dei Rappresentanti dei Libri. Costoro sono individui che si piazzano in Sala Professori alle prime luci dell'alba con lo scopo preciso e dichiarato di placcare il docente. Se lo sventurato insegnante di turno arriva all'ultimo momento e prova a svicolare con un frettoloso "Mi scusi, devo andare subito in classe" non si lasciano intimorire e gli rifilano prontamente gran copia di libri di tutte le materie che costui insegna. Se poi costui o costei non ha sufficiente prontezza nel tagliare la corda, attaccano anche ad illustrarglieli, i libri (hanno sempre una nuova edizione di tutto, nonché un nuovo e meraviglioso libro per ogni materia) mettendone in evidenza gadget e supplementi: manuali per prove Invalsi, manuali con prove Invalsi, manuali per DSA, versioni semplificate per stranieri e BES e DSA, eserciziari facilitati e via dicendo. Non vanno via al suono della prima campana e nemmeno della seconda, ma restano impavidi per tutta la mattina aspettando l'arrivo di chi entra nelle ore successive e arpionando chi entra in Sala per riposarsi nelle ore buche (e che, grazie a loro, quel giorno si riposerà ben poco); d'altronde è il loro mestiere e non si può fargliene una colpa, se cercano di svolgerlo nel modo più esauriente possibile. 
Se qualche insegnante, più prudente della media, tenta di fermare la valanga dicendo timidamente "Basta che ci lasci una sola copia, poi ce la passiamo tra noi" viene ignorato bellamente: ogni insegnante ha diritto alla sua copia e ogni insegnante l'avrà. Il rappresentante sa il suo mestiere, e fa benissimo a regolarsi così, perché è regola notissima che "il libro di cui viene lasciata una sola copia per più insegnanti scompare ben prima che colui al quale è stata lasciata riesca almeno a sfogliarlo e va dunque nuovamente richiesto al rappresentante".

Ben presto la Sala Professori si popola di libri: immani pile di libri si generano dal nulla negli angoli più impensati, ogni superficie libera è coperta di pile di libri, ogni superficie occupata è sommersa da pile di libri. Molto spesso su queste pile, dall'equilibrio sempre più incerto e pericolante (nonché pericoloso, per chi cerca incautamente di appoggiare o prendere qualcosa) compaiono cartellini col nome del docente proprietario di sì pregiata merce.
In realtà, secondo la legge, nessuno dovrebbe essere proprietario di un bel niente: i rappresentanti lasciano le copie alla scuola "per la consultazione degli insegnanti"; la maggior parte degli insegnanti però è sinceramente convinta che le copie lasciate siano di loro proprietà e provvede immancabilmente a portarsele a casa (dove stazioneranno in ampi scaffali strapieni che ogni insegnante tiene a questo scopo, rimanendo di solito intatti e intonsi).
Quando le Procedure di Adozione sono ancora in corso però, pochissimi portano a casa qualcosa, e anche quei pochi provvedono a riportarli quasi subito a scuola, inserendoli con cura e sprezzo del pericolo nelle immani pile sempre più alte di loro spettanza.
Ci sono poi i pacchi: spesso i rappresentanti promettono l'invio di altri libri e mantengono sempre la promessa. I collaboratori scolastici provvedono ad appoggiare questi pacchi dove possono, cioè di solito su altri mucchi di libri, e tutto ciò non migliora la situazione logistica. Trovare un angolino per aggiornare i registri diventa a quel punto un impresa davvero ardua, e molto spesso gli insegnanti sono costretti a farlo in posizioni più che precarie o tenendo il registro sulle ginocchia.

La prima fase dell'Adozione dei Libri vede gli insegnanti guardare con aria tra lo schifato e lo scoraggiato queste immense pile di libri che sfidano la legge di gravità, rivolgendosi ai colleghi in quel momento presenti. Il dialogo standard che si svolge è il seguente:
"Oddio/santocielo/mammamia tutti questi libri... Tu hai già cominciato a guardarli?"
"No, non ho avuto ancora tempo. Vedrò di portarmene a casa qualcuno nel fine settimana" (risposta 1).
"No, volevo portarne a casa qualcuno per guardarli nel fine settimana ma poi non l'ho fatto" (risposta 2, da dare qualche giorno dopo).

Nel frattempo i libri, mossi forse da qualche misteriosa entità o più probabilmente da colleghi che cercano qualcosa che si trova o un tempo era sotto i libri, si spostano e si mescolano, ignorando bellamente i cartellini con indicazione di proprietà.
La seconda fase dell'adozione prevede dunque l'insegnante a caccia dei suoi libri:
"Hai visto per caso "I sette samurai alla scoperta del mondo?"*
"No, anzi è sparita anche la mia copia".
Gli insegnanti finiscono così per lasciare bigliettini imploranti "Se qualcuno trovasse "Lo scrigno dei sentimenti**" e "Regole in libertà***" è pregato di lasciarmelo sul tavolo". E qualche volta qualcuno che per puro caso si imbatte nello scrigno o nelle regole libertarie ci prova anche, a lasciarglielo sul tavolo, ma le condizioni del tavolo sono tali che il libro viene ben presto ingoiato nel marasma circostante e scompare nuovamente.

Col passare dei giorni le pile si fanno sempre più minacciose e corrucciate, finché qualche insegnante comincia infine ad esaminarle (terza fase). Di solito tale esame è interrotto da qualche collega che spiega
1) di essere molto stanca/o e stressata/o
2) che i libri sono tanti
3) che è necessario fare una riunione per materia e parlarne insieme
4) che i libri sono tanti e loro sono molto stanchi e stressati
5) che dovrebbero ritrovarsi insieme per parlarne.
Tutto ciò, com'è facilmente intuibile, non accelera di molto le procedure dell'esame dei libri e finisce anzi per innervosire l'esaminatore, che coglie dunque l'occasione per rimarcare come anche lei/lui sia stanca/a e stressata/o, con eventuale elenco dei motivi di stress e stanchezza extrascolastici (facoltativo).

Infine, dopo che i rappresentanti sono passati per controllare "che sia arrivato tutto" e sono stati rassicurati dagli insegnanti (che in realtà a questo punto sono ben lungi dall'avere le idee chiare su cosa sia arrivato e cosa no, e soprattutto cosa accidente ci sia o non ci sia in quell'immane brodo cartaceo primordiale che è diventata la Sala Insegnanti) inizia la quarta fase, ovvero quella dell'esame vero e proprio dei libri. Ogni insegnante applica con pazienza i filtri critici necessari, esamina con accurato carotaggio i suoi due-tre argomenti basilari (scartando implacabilmente i libri che non gli dedicano adeguata attenzione. Va da sé che ogni insegnante ha i suoi due-tre argomenti basilari e i suoi filtri critici, che sono a tutti gli effetti caratteristiche individuali), valuta la scelta del lessico, propone agli alunni fotocopie dei libri più papabili chiedendo loro giudizi e commenti, si consulta con i colleghi delle sue materie eccetera eccetera, svolge insomma tutte le procedure a suo giudizio indispensabili per una scelta oculata. A quel punto l'entropia in Sala Insegnanti raggiunge vertici degni dell'universo mezzo secondo dopo il Big Bang e la confusione dei libri è al di là di ogni paragone.
Infine, stanchi, stressati ma soddisfatti del dovere adempiuto e delle scelte fatte, i docenti compilano infine la lista delle nuove e vecchie adozioni, tirano un sospiro di sollievo e iniziano cautamente a districare le "loro" copie dei libri per portarseli infine a casa a intasare la libreria domestica.

Gradualmente la Sala Professori si svuota e porzioni sempre più visibili di tavoli e ripiani riemergono alla luce.

L'anno successivo i docenti lo passeranno cercando la risposta a due domande:
1) Cosa mi ero fumato quando ho scelto questo schifo di libro
e
2) Cosa si era fumato il collega TalDeiTali quando ha scelto questo schifo di libro (qualora si ritrovi in una classe dove il libro di testo non è stato scelto da lei/lui).
Tali domande sussistono anche nel caso (piuttosto frequente) in cui né loro né il collega TalDeiTali fumino o abbiano mai fumato alcuna sostanza, né legale né illegale.

*non è una licenza poetica o un abbellimento. Titoli come questo, e altri ancora più strani, circolano effettivamente. Nel caso specifico non si tratta di un romanzo storico ma di un manuale di geografia
**che non è un è un romanzo a contenuto sentimentale, ma un antologia di lettura
***che non è un manuale per la protesta non violenta, bensì un testo di grammatica

7 commenti:

unsassoverticale ha detto...

Da noi c'è una fase intermedia: nei ritagli di tempo inizi coi colleghi di materia una prima scrematura dell'immane brodo, quelli inguardabili di qua, quelli da riconsiderare di là. E poi la bidella pulisce. E rimescola tutto dentro un armadio che nemmeno sapevamo di avere. "Così ve li ho riordinati!"

la povna ha detto...

Io i libri me li cerco e guardo online da me. In autunno. E quando arrivano i rappresentanti so già quali autori e libri voglio vedere e quali no. Così poi quando al dipartimento ne parliamo la scelta è più meditata.

Murasaki ha detto...

@Un sasso:
sì, certo,, i tentativi di scrematura ci sarebbero anche da noi. Per fortuna non arriva poi nessuna bidella a "riordinare" (le nostre han troppo buon senso per intromettersi). Per sfortuna alla fase del "Così li ho messi in ordine" riusciamo a provvedere in autonomia noi insegnanti...

@la povna:
ci sono però elementi che in rete non puoi considerare: per esempio IL PESO...

la povna ha detto...

Ma infatti, come ho scritto, è la prima scrematura. Era per dire che io non me li faccio dare, li vado a cercare io. In ogni caso un libro i cui contenuti non mi piacciono può essere anche leggerissimo, non lo prendo. E, quanto al peso, se è bello è bello, punkt.

Murasaki ha detto...

Povna, NEANCH'IO me li farei dare, nessun rappresentante chiede il mio parere prima di lasciarmi qualcosa!!!!
"Poi abbiamo la nuova antologia..."
"No, quest'anno l'antologia non posso cambiarla""
"Gliela lascio comunque, così può farsi un idea"
"No, grazie, la conosco già..."
Qualche giorno dopo arriva il pacco a mio nome.
Voglio dire, è bello e giusto lavorare per la tutela dell'Amazzonia, ma almeno qui da noi è del tutto inutile anche TENTARE di farlo.

la povna ha detto...

No, ti spiego. Io in autunno guardo le versioni le preview online, poi contatto IO i rappresentanti, se del caso, e chiedo. Passato il primo anno di adattamento, tra i rappresentanti mi sono fatta una certa fama:
a) quella che i libri se li va a cercare prima di loro;
b) quella che, se le piacciono, li contatta di persona:
c) quella che, se per caso loro non glieli mandano celermente o non rispondono, riscrive mettendo in cc il responsabile marketing nazionale chiedendo notizie sul perché del disinteresse;
d) quella che, se le lasciano un libro che non le va, ci fa una recensione mettendo in luce tutti gli errori marchiani, questa volta con in cc il responsabile editoriale nazionale.

Tu capisci che, dopo un anno, hanno iniziato a fare quel che volevo io. :-D

Murasaki ha detto...

Il punto D è molto interessante...
E forse qualcosina si potrebbe fare anche per il punto B, almeno una blacklist di quello che NON vogliamo mai più vederci proporre...