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mercoledì 3 ottobre 2012

Granducato di Lituania: chi era costui?

Per la cartina, come per il poco che so sul Granducato di Lituania, 
sono totalmente debitrice a Wikipedia

Per iniziare il programma di storia di seconda media, niente di meglio di una carta politica dell'Europa nel XV secolo, e Grandangolo ce ne fornisce una bella, chiara e grande. Siccome il libro non mi è ancora arrivato e quindi non ho avuto modo di prepararci su la lezione, improvviso su una carta che vedo per la prima volta in vita mia. Ma sono un'insegnante seria e ben preparata, saprò bene spiegargli una carta dell'Europa nel XV secolo, no?
Così espongo la complessa questione dell'impero asburgico, spiego che la Spagna era ormai quasi tutta reconquistada e riunificata, poi la Francia, l'Inghilterra, spostiamoci verso est... Impero Ottomano, Principato di Mosca, i domini dell'Ordine Teutonico...
"Prof, e il Granducato di Lituania?".
Il Granducato di Lituania - un'enorme territorio di cui non ho mai sentito parlare in vita mia. Due abilitazioni, un esame di Storia Moderna passato con trenta e i complimenti del professore, una vita passata a spulciare e approfondire, e il Granducato di Lituania è lì, nella sua interezza, e io non so assolutamente che diavolo sia. E non posso cavarmela dicendo che era la Lituania, perché l'attuale Lituania è molto più piccola nonché più esposta sul mar Baltico. 
Naturalmente le fitte note accanto alla cartina non danno spiegazioni. Non ne danno nemmeno per i domini dei Teutoni o il Principato di Mosca, ma lì sono ampiamente in grado di supplire grazie ai miei studi sulle crociate del Nord, nonché alle mie pazienti ricerche su Aleksander Nevskij, di cui sono innamorata fin da ragazzina grazie al film di Eisenstein. Peccato che Eisenstein non abbia mai fatto un film sul Granducato di Lituania (del resto, non so perché avrebbe dovuto).
"Ragazzi, fino a mezz'ora fa ne ignoravo financo l'esistenza. Per adesso posso dirvi che era un granducato, per la prossima volta vedrò di informarmi".

La volta seguente arrivo senza grandi notizie, in verità. Verso la metà del XII secolo nasce questo misterioso ducato, che poi si confedera con la Polonia e dura fino alla fine del XVIII secolo. Nel momento di massima espansione comprende buona parte dell'attuale Polonia, la Bielorussia, quasi tutta l'attuale  Lituania, la Rutenia (che non è che abbia ancora capito bene cos'era, salvo il fatto che era abitata dai ruteni), Ucraina, pezzi dell'attuale Russia e un po' di minutaglia circostante. Se è durata quasi sei secoli deve essere stata un entità piuttosto forte; pure, i nostri libri di storia se ne sono occupati ben poco, per quel che mi risulta*.
Ma, a ben guardare, i manuali di storia dicono molto poco in generale su tutta l'Europa dell'est: ad un certo punto arriva il Principato di Mosca, poi c'è Ivan il Terribile e infine la Russia rispunta definitivamente con Pietro il Grande, e da lì sappiamo cosa succede almeno a lei. Anche la Polonia comincia a fare capolino, se non altro per citare il fatto che la Russia cerca regolarmente di papparsela (con un certo successo). Ma, a questo punto, del Granducato di Lituania resta solo il ricordo; anzi, a noi non resta nemmeno quello perché non abbiamo mai saputo che c'era.

E siamo d'accordo che non si può fare tutto. Altresì siamo d'accordo che un eccesso di studio nozionistico può soltanto annoiare. Ma insomma, in tempi di Europa Unita, e l'importanza dell'Europa, e l'Idea di Europa, e le nostre radici europee e tutto questo genere di cose, non sarebbe forse il caso di allargare un minimo i confini dei nostri programmi al di là del blocco dei Paesi Fondatori della UE parlando di qualcosina in più che Spagna, Italia, Austria, Germania e Francia più Benelux? Durante tutti quei secoli in cui non vengono citati nemmeno di striscio, i nostri confratelli dell'Est avevano sviluppato lingue, culture, stili di vita e forme architettoniche non del tutto vili o prive di interesse. Non giravano vestiti di pelli rozzamente conciate e non dormivano in capanne di fango cucinando solo su pietre arroventate né si limitavano a decorare sommariamente le pareti delle caverne usando colori ricavati spremendo le erbe. D'accordo, non misero su imperi coloniali e non gli venne in mente di andare a portare la civiltà e il cristianesimo in Africa. Tuttavia potremmo forse prendere in considerazione la possibilità di perdonargli queste gravi mancanze, visto che, dopo tutto, non erano quattro gatti e occupavano ben più di mezza Europa?

*che se poi sono tra le poche a non sapere vita morte e miracoli del defunto Granducato di Lituania e, insomma, il mio è solo un triste caso isolato, vi scongiuro, ditemelo senza giri di parole.

7 commenti:

Linda ha detto...

Io non lo conosco. Eppure ho studiato! :-)

Non sono un'insegnante, ma solo una che la scuola la vive di striscio, tra figli ed esperienze lavorative parallele, eppure credo che tu abbia ragione sul fatto che i programmi vadano rivisti o estesi o ampliati in modo piú "ecumenico". L'apertura comincia a scuola, ne sono convinta.

Io continuo il mio viaggio tra i tuoi post tolkieniani, ancora ubriaca e per niente pentita di esserlo. Grazie :-)

La prof ha detto...

Non sei l'unica. Epperò, se hai una classe di 29 persone, con sei stranieri, due dei quali non alfabetizzati, sette alunni itlaiani maschi che sono dei cretini di coppa, otto ragazze che sono delle alghe fluttuanti tra la vita e la non-vita, non è che puoi tanto slanciarti di qui e di là. Care grazia che ti seguano quando parli di Francia, Spagna e Inghilterra
(per dire solo che i miei, del granducato di Lituania, né se ne erano accorti, né gliene sarebbe fregata una beata mazza... :-(

la povna ha detto...

Digli che confina con quello di Ruritania, e poi vedi che ti rispondono!

Palmy ha detto...

Mai sentito dire...

Murasaki ha detto...

@Linda
D'accordissimo sull'apertura - di tendenza, a Geografia, cerco di lavorare di più sull'Europa dell'Est, proprio perché ancora sui manuali si dice pochissimo.
Ho scovato ora il commento sui post tolkieniani, rispondo lì. Intanto grazie per i complimenti, e sono felice di aver contribuito un po' ad alleviarti il magone post-fine-libro ^__^

@LaProf
No, in quella seconda sono alfabetizzatissimi, loquacissimi, casinisti e non gli sfugge nulla. Va anche detto che la carta è più grande di quelle che ci sono di solito - ovvero comprende TUTTA l'Europa, non solo Spagna, Francia e Inghilterra. Certo, se ci mettevano due righe di spiegazione non facevano una cosa brutta, IMHO...

@ la povna
Naaa, tra le nuove generazioni al momento la Ruritania non va di moda. Il che, oggettivamente, è un vero peccato!

@ Palmy
Mi racconforti. Comunque non mi farò crescere l'erba sotto i piedi: in biblioteca mi sono procurata un libro di storia sugli slavi e spero di venire a capo di qualcosa, col tempo e la pazienza.

Anonimo ha detto...

La storia del Granducato di Lituania è di enorme importanza in Europa. Studiandola si imparerebbero molte cose. Ottimo articolo. Da far girare.

Murasaki ha detto...

Grazie del conforto, Anonimo. Nel frattempo ho almeno realizzato che sì, il Granducato di Lituania è stato molto importante. Quest'estate proverò ad approfondire la questione, ma trovare dei libri in italiano non sembra facilissimo.