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mercoledì 20 luglio 2011

Manuale del Perfetto Insegnante - Il Bravo Insegnante

              Budda: dopo la sua illuminazione rappresenta un modello piuttosto valido per noi insegnanti.
Certo, sembra che anche lui avesse i suoi difetti....
Che cosa sia esattamente un Bravo Insegnante è questione invero assai complessa. Esistono però un buon numero di qualità su cui tutti concordano e che trovano assolutamente basilari, e possiamo senz'altro partire elencando quelle.
Il Bravo Insegnante deve essere innanzitutto preparatissimo sulla disciplina che insegna, avendone ampia competenza sia sul piano teorico che su quello pratico. La sua non deve essere una conoscenza superficiale e nozionistica della materia, bensì una reale competenza che lo renda profondamente consapevole delle sue più profonde implicazioni; tale competenza è stata acquisita a suo tempo con lunghe ore di studio e di applicazione pratica, ma viene costantemente rinnovellata grazie ad una puntigliosa opera di aggiornamento che gli permette di conoscerne tutti i nuovi sviluppi, e le implicazioni con la società contemporanea in essi impliciti, oltre ai nuovi indirizzi verso cui cotale disciplina si va incamminando, naturalmente inseriti nel vasto quadro dell'evoluzione del pensiero e della cultura mondiali. Tale vasta ma accurata conoscenza gli permette di non lasciare insoddisfatte le legittime curiosità dei suoi allievi e di porsi nei loro confronti come un ineludibile punto di riferimento, riuscendo nel contempo ad indirizzare i più interessati verso gli opportuni approfondimenti.
Il Bravo Insegnante deve poi saper esporre la sua disciplina in modo semplice, efficace e nel contempo preciso, adeguandosi al livello linguistico e didattico dei suoi allievi e avvalendosi di tutte le moderne tecniche didattiche, che sa opportunamente dosare nonché adattare ai singoli casi. Deve inoltre essere consapevole dell'effettivo potenziale dei suoi alunni, adattandosi ai casi particolari con una programmazione su misura che tenga conto delle loro eventuali difficoltà.
Il Bravo Insegnante verifica costantemente il grado di preparazione dei suoi allievi, ne conosce le lacune, sa come indirizzarne il recupero, prepara per loro prove di verifica adeguate e numerose che tengano conto dei più moderni criteri di docimologia e valuta il loro percorso didattico considerando tutte le variabili del caso. La sua valutazione è trasparente e segue criteri noti, conosciuti e spiegati chiaramente agli alunni.
Il Bravo Insegnante sa gestire ogni tipologia di allievo, a partire dallo straniero digiuno di italiano che piomba in classe a metà anno dai più remoti angoli del pianeta, fino ai ragazzi con gravi difficoltà di socializzazione; sa placarne i contrasti, smontarne i pregiudizi, ammorbidirne le difficoltà di adattamento. E' in profonda sintonia con la classe, di cui comprende le correnti e i contrasti interni, che sa armonizzare e indirizzare in modo proficuo.
Il Bravo Insegnante sa rendere la classe un luogo accogliente dove, esauriti i motivi di contrasto, i suoi Bravi Allievi riescono ad integrarsi armoniosamente con i compagni, gli insegnanti, la scuola, la società e il mondo; indirizza la crescita interiore dei suoi alunni e insegna loro i valori della fiducia, dell'amore, dell'apertura al Vicino e della tolleranza e del rispetto verso il Diverso. Si pone nei confronti dei suoi allievi come un modello positivo e come comfidente autorevole, guidandoli nella crescita individuale.
Sa orientarli verso scelte valide sul piano sociale e professionale e sa aiutarli a costruirsi una personalità forte e un giusto sistema di valori. In pratica: li aiuta a crescere nel rispetto delle loro individualità e sa potenziarne le capacità.
Il Bravo Insegnante sa interfacciarsi con i colleghi, collaborando con loro per la crescita armoniosa delle classi come dei singoli allievi. Collabora in modo costruttivo con i genitori venendo incontro alle loro richieste ed esigenze e tenendo conto delle loro osservazioni.
Il Bravo Insegnante ha un carattere amabile e fermo: in lui una dolce disponibilità alle esigenze degli alunni si uniscono alla giusta fermezza nel richiedere l'osservanza delle regole di comportamento. Sa tenere la giusta disciplina in classe e sa gestire gli alunni al di fuori dell'ambiente scolastico, con responsabilità e attenzione. E' dotato di una profonda comprensione dell'animo umano e sa reagire con prontezza alle situazioni impreviste.
Il Bravo Insegnante mantiene sempre il decoro previsto dal suo incarico: non alza la voce, non porta i suoi problemi personali a scuola, non tiene atteggiamenti scomposti, si veste e si cura in modo impeccabile e adeguato al suo ruolo, si mostra coscienzioso nell'adempimento dei suoi doveri ed ha cura di non sprecare il tempo delle sue lezioni con chiacchiere inconcludenti, leggendo il giornale o simili. Trasmette in tal modo ai suoi alunni un senso di disciplina che rende spontaneo da parte loro l'adeguamento alle varie regole. E' scrupoloso nell'adempiere ai suoi doveri: evita le assenze immotivate ed è tempestivo nel raggiungere la nuova classe al cambio dell'ora.
Il Bravo Insegnante, grazie al suo buon carattere e a una notevole dose di diplomazia intrattiene ottimi e proficui rapporti anche con il personale non docente della scuola (segreteria e custodi) e con il Dirigente Scolastico. Rispetta le scadenze, tiene in ordine la documentazione e gestisce con precisione e nei giusti tempi i registri di classe e personali.
Si tratta insomma di una persona di grande cultura, intelligenza, saggezza e diplomazia, perfettamente centrato sul piano interiore, in possesso di un mirabile equilibrio e dotato di un grande senso del dovere. Praticamente un Illuminato. Non sorprenderò dunque che una persona tanto saggia ed equilibrata non dia eccessivo peso agli status symbol e accetti senza problemi una retribuzione che non gli consente di accedere facilmente ai beni di lusso più pregiati.
Date queste premesse, invero di carattere piuttosto elevato, non sorprenderà che gli insegnanti reputati all'altezza del loro delicato e complesso lavoro non siano molti: al contrario, è assolutamente sbalorditivo che ce ne sia pur qualcuno che risponde quasi perfettamente a questi requisiti e che inoltre molti possiedano una buona parte delle qualità elencate.
Più normale è invece scoprire che, ahimé, esiste anche una buona fetta di insegnanti che è decisamente lontana da questo luminoso archetipo.
Insomma, un conto è il Bravo Insegnante e un conto sono i comuni insegnanti che popolano le varie cattedre. A questo proposito si impongono alcune di considerazioni, molto pedestri.
Primo: in un paese dove l'obbligo scolastico è di dieci anni e si punta verso l'istruzione di massa, di insegnanti ne servono parecchi, e nel caso dell'Italia il "parecchi" si conta nell'ordine di qualche centinaio di migliaia anche dopo i tagli, anzi la razionalizzazione del Ministero Tremonti-Gelmini.
Secondo: qualunque sia il criterio scelto per il reclutamento dei docenti, costoro vanno reclutati tra i comuni mortali perché al momento non disponiamo di tecniche adeguate per convincere gli abitanti del Superuranio a onorarci della loro presenza e dei loro senz'altro preziosi insegnamenti.
Terzo: per quanto perfetto possa essere il Bravo Insegnante, costui si ritrova a lavorare in un mondo imperfetto, e ciò gli è di notevole ostacolo per dispiegare tutta la sua perfezione. Di questo mondo imperfetto fanno parte un'infinità di fattori uno più terra terra dell'altro, dalla difficoltà a far funzionare il laboratorio di informatica all'epidemia di influenza che falcidia gli alunni alla spicciolata. Naturalmente in un paese in recessione economica questi fattori aumentano di giorno in giorno, ma sono anche presenti in paesi prosperi e ben governati.
Ne consegue quindi che, per quanto sia preciso dovere di ognuno di noi cercare di migliorare, per quanto consentito alle nostre deboli forze, il mondo che ci circonda, tuttavia è opportuno prendere atto dell'ìintrinseca limitatezza della natura umana e, al momento di affrontare il delicato problema del Reclutamento dei Docenti, è necessario prima di tutto armarsi di un certo realismo e accettare di operare nel mondo che ci circonda, qui e adesso, e non nel migliore degli universi possibili.

N.B.: nella sua sconcertante banalità, il post qui presente non è da considerarsi rivolto agli alunni o ai loro genitori (i quali hanno naturalmente diritto ad aspettarsi il migliore degli insegnanti possibili essendo gli utilizzatori finali del servizio, ovvero quelli che pagano) bensì agli esperti di didattica e di scuola, i quali sembrano del tutto inconsapevoli del fatto che la scuola è una realtà magari imperfetta ma concreta ed è popolata di esseri ben più pertinenti alla realtà fenomenica che al mondo delle idee.

2 commenti:

Sary ha detto...

Assolutamente fantastico! oh non dovevi disturbarti a farmi il ritratto, cara.....!

Murasaki ha detto...

Dovere mio, carissima, ma sei andata sul post sbagliato...