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domenica 8 febbraio 2026

Il placido Don e il bel Danubio blu (un fiume è un fiume è un fiume)

Questo è il placido Don a Rostov

Dopo la malattia il mio orario di è infine stabilizzato con una classe dove coordino e faccio le tre materie di Lettere e due classi in cui faccio Storia e Geografia - ritrovandomi così ogni anno una prima, una seconda e una terza. Una volta preso l'avvio l'ho trovata una soluzione molto gradevole che mi permette di ripassare con regolarità il programma delle tre materie e di utilizzare qualsiasi spunto arrivi dall'esterno (e invero ne arrivano ben più di quanto sarebbe auspicabile).
La Prima che mi è capitata in sorte quest'anno è molto più curiosa e competitiva delle ultime classi che mi sono passate tra le mani negli ultimi anni, con una certa tendenza al perfezionismo che mi guardo bene dal contrariare.

Da qualche anno ho preso l'abitudine di far presentare alle classi qualche carrellata di elementi: per esempio ogni alunno delle Prime si vede affidato un fiume dell'Europa, di cui deve fornire alcuni dati: lunghezza, portata, se è navigabile, se attraversa capitali, che tipo di foce ha - cose così, all'apparenza piuttosto innocue.
Finora i risultati sono stati piuttosto incerti, per non dire disastrosi.
Stavolta no, è andato tutto liscio. Mi hanno fatto delle graziosissime presentazioni dei vari mari, seguendo coscienziosamente le istruzioni e quasi nessuno ha dovuto rifare il lavoro.
Ancora meglio è andata con i fiumi: cartina con il percorso, una bella veduta del fiume, i dati ben allineati nelle slide, qualcuno si è anche slanciato in effetti speciali, usando spontaneamente il mitico canva con tanto di sfondini pisseri forniti dalla AI.
Così ho alzato le pretese, e ho chiesto anche da dove veniva il nome. No, in realtà dovevano dare il nome nelle varie lingue, quando il fiume attraversava più di uno stato, ma qualcuno si è spinto a cercare l'origine del nome.
E lì ho fatto una curiosa scoperta - o più esattamente l'hanno fatta loro: "Don", nome proprio di fiume piuttosto lungo, deriva dalla radice "danu", che vuol dire "fiume".
Ma non basta: anche il Danubio è un fiume. Ha diversi nomi in diverse lingue, ma vengono tutti dalla radice "danu". Sì, sempre quella. Sorpresa! Anche il Danubio è un "fiume". 
E chi l'avrebbe mai detto?

ed ecco il Danubio in uno dei suoi più riusciti primi piani

Dopo aver preso tanto in giro i colonizzatori europei che, quando davano un nome a un qualche elemento geografico in America ricorrevano a patetiche espressioni del tipo "montagne rocciose" (ma no?) "fiume grande" (ma davvero?) "grande prateria" (wow, oggi la fantasia si spreca proprio!) "valle verde" eccetera, scopro che anche a casa loro spesso non han saputo fare di meglio e che i lunghi corsi d'acqua spesso venivano chiamati, pensa un po', "fiumi". 
Ma c'è di meglio: nella grande pianura centrale dell'Europa abbiamo pure due omonimi. E non solo, come ho scoperto in seguito da una piccola ricerca, la radice "danu" è all'origine anche del Dnieper (detto da noi anche "Dnipro") o "Nipro" e pure del Dnestr che sulle nostre carte è chiamato talvolta anche "Nestro" o "Nistro".
Risulta insomma che in Europa abbiamo un sacco di "fiumi".
Non so spiegare bene il motivo, ma tutto ciò mi ha messo molto di buon umore.
Naturalmente ho ricompensato i due filologi in erba con dei bei voti sontuosi, e così dopo anche loro erano di ottimo umore.