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giovedì 25 agosto 2016

In attesa di ricominciare


Strana stagione, l'estate. Arriva Ferragosto e sono talmente immersa nella felice dimensione extrascolastica, senza obblighi e senza orari, spengendo la luce alle quattro del mattino e risvegliandomi alle undici, caffé in mano per la prima, tranquillissima navigata del risveglio con giochino di caccia al tesoro annesso, da domandarmi ogni anno  come diavolo farà a rientrare in quello stranissimo mondo dove tutto è  incredibilmente scolastico e dove il calendario e l'orologio hanno una parte  tanto importante nella costruzione della giornata. Mettere la sveglia, ripassare la spedizione dei Mille, preparare il compito di grammatica sui complementi di tempo, trascrivere i voti delle comprensioni del testo... Ma davvero è esistita una vita in cui lo facevo?
Eppure, già nella tardissima mattinata del 16 Agosto (perché nella prima e seconda mattinata dormo, e se il telefono squilla lo lascio fare, guardandolo con benevola indulgenza prima di voltarmi dall'altra parte e riprendere qualche improbabile sogno) qualcosa comincia a strisciare dalle fessure.
E pigramente si riaffacciano strani interrogativi.
Che si fa con l'Europa, quest'anno? La mia futura seconda non è classe da interessarsi più di tanto ai problemi dell'Unione Europea. Se cominciassi con un bel giretto di assaggio sugli stati piccolissimi, tutti insieme?
Già, ma avrò ancora quella classe? E l'avrò per tre ore o per quattro?
Quest'anno è rimasta una sola classe a tempo prolungato, dunque Lettere ha perso cinque ore e vanno ristrutturate le cattedre. Inoltre, per nostra grande perversione (di cui sono innocentissima perché quell'anno non ero a St. Mary Mead) nelle classi a tempo normale finora abbiamo, anzi hanno, avuto tre ore per fare storia e geografia - che è un idiozia completa e totale. Tutte le scuole sennate hanno da tempo accorpato la demenziale ora di Approfondimento a Storia e Geografia, noi ancora no. Finora avevo ottenuto di fare tutte le dieci ore in una classe, più Storia e Geografia per sei ore al Prolungato (ma un ora era di mensa) più due Approfondimenti dove facevo quel che voleva la titolare senza intromettermi. Quest'anno non si sa. Ma se davvero mi ritrovo a fare Storia e Geografia in tre ore dovrò arrangiarmi in qualche modo.
L'unica cosa che sembrerebbe sicura è che riavrò la Nuova Arrivata (non più tanto nuova, ormai) come partner per la ex-Prima ormai diventata Seconda, e al sol pensiero sento il latte scorrere possente verso le ginocchia e anche più in basso, e mi assale anche una gran voglia di litigarci (con la collega, non col latte); ma certo occasioni non ne mancheranno.
Dovrei scegliere i film da vedere, almeno quelli di apertura dell'anno. Per due classi o per tre?
E poi c'è la Gran Riforma Costituzionale, che se passa al referendum dovrò ben spiegargli nel dettaglio, ma per spiegargliela io per prima dovrò saperla per benino. Vabbe' che per votarla dovrò ben imparare di che si tratta, ma la futura Terza, se non è parecchio cambiata durante l'estate, spaccherà il capello in quattro e le palle in sedici. 
Il Senato... ah, l'incubo del Senato. Com'è, come sarà, come dovrebbe essere? E che dire del malefico Titolo Quinto?
Se quelle bestiacce inconcludenti avessero tenuto fede alla prima idea, cioè votare a Settembre, avrei avuto subito il risultato e quindi saputo come regolarmi, mentre così rischio di ritrovarmi sotto l'albero, col nastro argentato in una mano e il nuovo testo della Costituzione nell'altra. 
Che palle, davvero. Magari appendo anche quelle all'albero.
Seguire le discussioni sul referendum non tanto prossimo venturo su Facebook è un vero strazio, solo frasi fatte e luoghi comuni, e nessuno che si preoccupi di spiegare in modo semplice, chiaro e gradevole la questione del titolo quinto.
Proprio vero, gli insegnanti sono trascurati e nessuno si occupa di loro. 
Che faccio, salto lo Statuto Albertino? Perché se parlo dello Statuto Albertino certe cose sulla Costituzione devo dirle... a fine Settembre.
Uffa.
Non so che classi avrò, non so su che libri devo prepararmi (salvo che per la Terza) e non so come fare ad arrivare alla Seconda Guerra Mondiale prima di Maggio.

Speriamo almeno che le classi me le dicano il primo Settembre, e non il 14 come l'anno scorso.
E poi chi ce le dovrebbe dire?
Non solo non abbiamo le classi, non sappiamo nemmeno che preside avremo.

Quindi avrei tutto il diritto di continuare col mio beato letargo estivo.
Perché il mio subconscio è così refrattario a capirlo?

12 commenti:

melchisedec mel ha detto...

Alcune tue perplessità e "preoccupazioni" sono anche le mie; fino a qualche anno fa, a fine agosto, cercavo di carpire informazioni da chi sa sempre tutto sull'organizzazione delle classi, ma quest'anno lascio al "destino" la scelta. So che almeno una classe, a cui tengo, una seconda, l'avrò, il resto non m'importa.
Buon letargo agostano! :-)

acquaforte ha detto...

La via prosegue senza fine....... (con noi o senza) ed è l'unica certezza della vita. E i cambiamenti hanno un loro perché, ma soprattutto sono inevitabili.
(Non ho trovato un proverbio cinese adatto, ma oggi mi sento moderatamente saggia e un po triste ... ��)

acquaforte ha detto...

(Ho cercato di mettere una faccina, comunque anche il punto interrogativo rende l'idea)

dolcezzedimamma ha detto...

Ieri, a scuola per gli esami di riparazione, ho cercato informazioni...nulla. Come ogni anno l'assegnazione delle classi è il quarto segreto di Fatima. Il problema è che, sapendolo per tempo, si potrebbe programmare e pianificare con maggior cura. Questo, però, sarebbe troppo intelligente, lo capisco.

Murasaki ha detto...

@Mel e @Dolcezze:
Sono nella vostra stessa situazione (anzi, non ho nemmeno la certezza di una determinata classe, anche se sarei molto sorpresa se due delle tre classi non me le rendessero. E sì, sarebbe più comodo saperlo prima... soprattutto, visto che tanto prima o poi si devono decidere, tanto varrebbe che si decidessero a Giugno. Ma così non è stato e amen.

@Acquaforte:
In questi giorni siamo tutti un po' tristi (ma NON tutti saggi, devo dire).
I cambiamenti ci sono e van pigliati. Va detto che, da quando insegno, ho ridotto la mia totale avversione per i cambiamenti e li accetto con un po' più di buona grazia.
Quanto al proverbio, non è cinese ma viene dal Falstaff: Chi schivare non può la propria noja, l'accetti di buon grado. Insomma, si piglia quel che c'è e si cerca di farselo andar bene...

Eva ha detto...

@Murasaki
...io conoscevo un altro proverbio, stavolta, mi pare, Zen(corrigEtemi se sbaglio):
"se c'è rimedio perché t'inquieti? Se NON c'è rimedio perché t'inquieti?"
...ad ogni modo questo articolo mi ha ricordato che qualche anno fà avevo un incubo ricorrente:
"non avevo terminato la tesi ed avevo pochi mesi per completarla poiché, addirittura, dovevo riscriverla tutta da capo"....oh mamma mia che risvegli ansiogeni al mattino..e nonostante avessi una brutta situazione al lavoro (la titolare pazza) mi consolavo dicendo tra me e me:
"ah com'è bella la realtà"
(chi ha visto il film comico "Top Secret" ha capito la frase 2 volte ahahahahaahahh)

Senzapre7ese ha detto...

Buon inizio!

Ecco questo intendevo nel mio post: anche l'estate, durante le sacrosante vacanze, tra un bagno a mare e l'altro, tra una scampagnata e una partita a taboo col primogenito, mentre leggo quel libro che mi sono conservato per "quando sarò libero", persino di fronte a una bella granita al pistacchio, il pensiero della scuola si affaccia al momento meno opportuno con tutti i relativi interrogativi su "cosa farò il prossimo anno?"

p.s. il referendum è un altro discorso che non sopporto: ci chiedono di votare non per la riforma, ma pro o contro Renzi. Ma siccome Renzi (prima o poi) va e la Costituzione resta, sono veramente in crisi sul da farsi.

Murasaki ha detto...

@Eva:
Anch'io ho avuto per molti anni un incubo ricorrente: dovevo sostenere un interrogazione di matematica che comprendeva il programma di tutto l'anno, e non ricordavo niente del programma.
Mai capito cosa volesse dire, perché non avevo niente di particolare in sospeso, in quegli anni. Però, se il mio inconscio continuava a ripropormelo, un significato avrebbe dovuto esserci.

@Senzapre7ese:
E' vero, sono rare le estati in cui si stacca davvero.
Ma per la Costituzione, davvero non vedo il problema: ci chiedono di votare una riforma, perché ci spetta di votarla. Fa parte dei nostri diritti e doveri. Invece mandare a casa Renzi spetta al parlamento, o allo stesso Renzi, se crede. Così dice la Costituzione.
Io voto la riforma, poi con Renzi si arrangeranno loro.

Senzapre7ese ha detto...

Il problema è che, tolte le strategie politiche, rimane ben poca informazione affidabile che entri nel merito della riforma e aiuti a fare una scelta consapevole.
Ma è lo stesso problema della scuola e di ogni altro ambito che viene toccato la politica: lo slogan elettorale sostituisce l'informazione e l'analisi.

Eva ha detto...

Cara Murasaki posso lanciare un "appello"?
Chi ha fatto lo stesso angoscioso sogno, quello dell'esame e sa cosa significa ce lo può dire?
Sono curiosissima!!!!
Ciao

Murasaki ha detto...

@Eva:
Ottima idea. Speriamo che qualcuno sappia la risposta, perché sono molto curiosa anch'io ^__^

Murasaki ha detto...

@Senzapre7ese:
In realtà spulciando in rete si trova parecchio, basta scansare il sito del PD e quello del Comitato per il No, che sciorinano una gran quantità di sciocchezze.

Per esempio qui c'è un santo che ha ricostruito la Costituzione prima e dopo la riforma, con i due testi a confronto
https://github.com/pmontrasio/costituzione
e qui c'è la riforma in sintesi
http://www.ilpost.it/2016/05/23/referendum-ottobre/
mentre qui rispondono in modo abbastanza attendibile a una serie di domande:
http://www.ilpost.it/2016/06/01/domande-riforma-costituzione/

Ma il mio vero faro illuminante, come sempre, è Radio Radicale
http://www.radioradicale.it/
dove c'è un ampia scelta di interviste a politici e costituzionalisti vari e dibattiti un po' di tutte le parti ion causa, compresi quelli che farebbero gran bene a starsene zitti.
Personalmente ho trovato molto interessante il dibattito che hanno fatto al congresso di Rimini (legato soprattutto alla storia del Senato e del Senato delle Regioni) e una fluviale discussione all'università della Sapienza (più di tre ore altamente tecniche sulle possibili conseguenze dell'abolizione del titolo V e sui compiti del Senato delle Regioni). Considera che in questo periodo avevo una ENORME pila di panni da stirare e otto sedie e tre librerie nuove da montare. In questi casi accendo Radio Radicale, cerco un dibattito su qualche argomento che mi interessa e parto col lavoro, così mi aggiorno anche per le lezioni da fare a scuola.
Se vuoi disgustarti completamente del fronte del NO leggi i 30 motivi per votare NO pubblicati da Micromega, e se desideri allontanare dal tuo cuore ogni tentazione di votare Sì prendi qualche discussione della Festa dell'Unità, ma senza la Boschi (che parla in modo molto chiaro e gradevole); per esempio un paio di giorni fa ne hanno fatta una a Firenze con il sindaco Nardella come guest star che fa *veramente* venire voglia di strozzarli uno con le budella dell'altro: credo che il progetto sia stato fatto con criterio e buone intenzioni, ma è chiaro che una buona parte del PD della nuova leva ne ha capito veramente il giusto, a parte la propaganda - e questo non è molto incoraggiante, comunque vada a finire.