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lunedì 12 ottobre 2015

Lunedì film - Quando c'era Marnie (Film per le medie)


Per motivi che sfuggono alla mia debole mente, lo Studio Ghibli ha preso l'abitudine di far uscire i suoi film pochissimi giorni per poi toglierli di circolazione e, immagino, metterli in seguito in vendita ai pochi eletti che ne hanno sentito parlare. Se lo fa avrà senz'altro la sua convenienza economica, non discuto, ma resta il fatto che in questo modo questi film non hanno poi una gran diffusione al di fuori del cerchio degli appassionati - ed è un peccato perché si tratta di prodotti di ottima qualità, assai gradevoli e non concepiti come pellicole di elite per pochi eletti.
D'accordo, per chi insegna c'è il vantaggio che può farli vedere alle sue classi senza rischiare di tediare i suoi alunni con roba ormai troppo conosciuta; resta il fatto che in sala, quando sono andata a vedere il film che vado adesso a presentare, nella sala piuttosto piena c'erano a malapena cinque spettatori sotto i venti anni, mentre il target per cui sono stati progettati è, ad occhio, tra i dieci e i quindici anni. Non che un  adulto non possa trarne grandissimo piacere - e infatti eravamo tutti decisamente soddisfatti - ma in fine non sarebbe male che anche i ragazzi che non sono nati e cresciuti in una famiglia appassionata di animazione giapponese avessero la ragionevole possibilità di accostare queste produzioni.

Andiamo per ordine. Il film NON è un film di Hayao Miyazaki, sacro totem dell'animazione giapponese e spirito portante dello Studio Ghibli, anzi è il primo uscito dallo Studio Ghibli dopo uno dei molti ritiri dalle scene di costui, però l'impronta di Miyazaki si sente con forza (per le cronache, la regia è opera dello stimato regista Hiromasa Yonebayashi); guarda caso il, soggetto è preso dal romanzo di Joan J. Robinson When Marnie Was There (1967) che a suo tempo Miyazaki lesse e apprezzò, tanto da includerlo in una lista di libri per ragazzi da lui raccomandati. 
Esiste in italiano?
Sì, esiste. Edizione Kappalab, ovvero una casa editrice specializzata in questi repechage di classici adattati dall'animazione giapponese e mai arrivati in Italia.


Quindi, oltre al film uscito di soppiatto abbiamo anche un romanzo tradotto di soppiatto.
Mi sfugge questa gran necessità di restare nei circuiti di nicchia ma insomma facciano un po' loro. 

Il libro, ci dicono, è stato adattato fedelissimamente, salvo piccoli dettagli quali spostare l'ambientazione in Giappone ai giorni nostri e tagliare parecchio nella seconda parte. Siccome la storia è fuori del tempo, nel senso che è sempre attuale e sempre lo sarà, il fatto che sia ambientata in Giappone non stona in alcun modo.

La protagonista è una ragazzina di nome Anna, o meglio Anna-chan, perché il folle adattamento ha lasciato i cosiddetti onorifici, ovvero quei suffissi che i giapponesi mettono sempre ai nomi e che servono a trasformarli in vezzeggiativi, o a dare un tocco di rispetto o di familiarità oppure... insomma una roba molto giapponese di cui la gran parte dei lettori e spettatori italiani è beatamente ignara; per fare un esempio, gli amici mi chiamano Murachan, mentre chi vuole rivolgersi a me con gran rispetto mi chiama Murasama. In questo film gli onorifici servono mirabilmente a confondere le idee allo spettatore italiano, che si convince che Anna-chan sia un nome giapponese esattamente come Midori o Fujiko. Invece è proprio il nome Anna, tutt'altro che giapponese.
Anna è stata adottata e ha dei genitori adottivi molto preoccuposi. Soffre di asma e si sente molto isolata dai coetanei, e di conseguenza i coetanei finiscono per tenerla un po' a distanza, non per malanimo ma perché non sanno come maneggiarla. Ha anche un notevole talento per il disegno, di cui è abbastanza ignara, in base al principio che essendo ella un piccolo vermetto strisciante, non è materialmente possibile che qualcosa le riesca bene.
Dopo un attacco di asma piuttosto grave, dietro consiglio medico, i genitori decidono di mandarla per un po' dalla (mi sembra) sorella della madre adottiva, che abita in un simpatico paesello dove l'aria è particolarmente buona. Costei è molto contenta di accogliere Anna-chan perché la sua figlia maggiore da tempo è andata in città a lavorare e la sua stanza è rimasta libera.
Gli zii (perché la zia ha anche un marito, simpatico e gentile quanto lei) maneggiano senza difficoltà questa giovane ostrica che parla pochissimo, e avviano la convivenza sulla base del "Fai un po' quel che vuoi, e vedi di mangiare". Un tentativo di inserire Anna-chan tra la gioventù del luogo non sorte grandi risultati, ma in compenso Anna (che è alloggiata in una splendida e ariosa camera che le ho invidiato con tutte le mie forze per l'intera durata del film) prova una grande attrazione per un suggestivo lago, che proprio un lago non deve essere, visto che sale e scende di livello a seconda delle maree e a volte si può guadare, mentre altre volte per traversarlo è necessaria una barca, non sempre disponibile.
Dall'altra parte del simil-lago c'è una grande villa abbandonata


ovvero il più perfetto esemplare di Grande Villa Abbandonata mai disegnato in un cartone animato. Anna-chan ne rimane incantata, com'è giusto, e scopre che la villa in realtà è abitata. Prima vede delle sagome alle finestre illuminate, poi incontra la giovane abitante della villa - Marnie, appunto.
Le due diventano subito amiche, organizzano pic-nic, Marnie le insegna a remare (arte che padroneggia a meraviglia) e una sera la ospita anche a uno dei ricevimenti che i suoi genitori organizzano lì, quando ci sono (il che avviene abbastanza raramente).
Marnie è un sogno? E' reale? E' un fantasma ritornato dal passato?
Anne-chan non si fa troppe domande, si addormenta spesso, qualche volta si sveglia e trova che la villa è vuota e scrostata, qualche volta arriva e la trova animata da tante persone; e c'è anche un misterioso sylos dove rifugiarsi nei giorni di pioggia e dove ambientare prove di coraggio...


Nel frattempo la villa viene acquistata e arrivano gli operai a sistemarla, insieme alla famiglia dei nuovi proprietari, che hanno anche una figlia, un po' più piccola di Anna-chan ma che si lega subito a lei con grande amicizia. Insieme le due trovano anche un diario, tenuto da Marnie qualche decennio prima...
Tra sogni, indagini sul passato, incidenti di percorso, battibecchi e giochi con Marnie, la storia si snoda in una piacevole atmosfera di mistero e finisce per chiarirsi grazie al racconto di una pittrice che viene spesso in zona per dipingere la villa e che apprezza il talento di Anna-chan, oltre a raccontarle la storia della villa e di Marnie. Infine tutto si chiude nel migliore dei modi e Anna-chan, che tornerà l'estate prossima a trovare la sua nuova amica (ovvero la nuova proprietaria della villa),  esce dalla conturbante esperienza molto meno paurosa e introversa di com'era all'inizio del film, e più affettuosa anche verso i genitori adottivi.

Il film è insieme favola, racconto di formazione, storia di una bellissima amicizia (anzi di due), caccia al mistero e racconto di un sogno che non è solo un sogno; incantevole, suggestivo, affascinante, magico, romantico e insieme cronaca fedele degli stati d'animo di un adolescente, presta inoltre lo spunto a diverse considerazioni sui piani temporali sovrapposti e incrociati. Può piacere a chiunque, indipendentemente dall'età, ma è davvero perfetto per i giovani fanciulli in crescita. E i disegni sono bellissimi e davvero suggestivi.
Quando uscirà sul mercato? Ah, saperlo, saperlo...
Il mio vendi-film di fiducia ha azzardato una previsione per questa primavera.

Caldamente consigliato per le classi prime e seconde, ma anche le quinte elementari potrebbero trarne gran piacere.

Postilla sull'adattamento: attualmente tutti gli adattamenti dei film dello Studio Ghibli sono gestiti con criteri piuttosto strampalati e molto, molto discussi tra gli appassionati di animazione giapponese (che tra l'altro non sono mai e poi mai contenti di niente, a prescindere). A parte la curiosa scelta dell'uso degli onorifici, ci sono passaggi piuttosto legnosi e frasi di costruzione piuttosto ardita oltre ad un atroce "Gliene prego!" (che mi ha fatto sobbalzare dalla comoda poltroncina del cinema) quando le due ragazze insistono perché la pittrice racconti loro la storia di Marnie. Tuttavia, considerato quel che si sente raccontare dell'adattamento degli altri film Ghibli, non c'è nel complesso troppo di cui lamentarsi e i dialoghi scorrono abbastanza bene.

9 commenti:

acquaforte ha detto...

Sì, i disegni sono bellissimi. SKY trasmette spesso film d'animazione dei maestri giapponesi. Sono davvero belli e suggestivi. Li guardo sempre, perche le storie sono affascinanti e i disegni stupendi, risultato di un antico amore per la pittura. Poiché sono molto ignorante del mondo giapponese, come del resto di molto altro, non riesco a memorizzare nomi e titoli. Però una cosa mi sembra di aver capito: anche se la storia si svolge in Giappone, le persone sembrano occidentali, non orientali. Questo, se vedo bene, ha un significato?

Murasaki ha detto...

La risposta è bifida: qui le due protagoniste, Anna e Marnie, che sono le uniche che vedi nelle illustrazioni che ho scelto, non hanno sangue giapponese nelle vene. D'altra parte molti cartoni animati giapponesi hanno protagonisti con tratti abbastanza occidentali, anche quando sono giapponesissimi e si chiamano Hiroshi e Kyoko. D'altra parte ancora alcuni disegnatori o alcune categorie di fumetti e cartoni animati hanno personaggi con tratti più orientali, spesso per un target più adulto. Alla base della produzione giapponese degli anni 50 e 60 poi c'è stato un grande amore per i disegni di Disney e i loro grandi occhioni, e questi fondatori hanno fatto scuola. Insomma dipende ^__^

ellegio ha detto...

Uno dei miei grandi rimpianti, lo scorso agosto, è non essere riuscita a visitare il museo Ghibli :-( Questo film l'ho perso, me lo segno (in compenso sto seguendo la serie di Yasujiro Ozu, con una certa soddisfazione).

la povna ha detto...

Mi ispirano molto tanto il film quanto il libro, grazie, dunque!

EVA ha detto...

@acquaforte:
sono io Eva e ti scrivo pure qui perché un'impostora ;-) ha scritto un messaggio a mio nome, il 3 ottobre, sul blog che tu sai.....
Tutto qua ed ora torno in-topic:
io, "disneiana" convinta ho amato tantissimo i film animati del grandissimo Hayao Miyazaki

Eva ha detto...

....ps per @acquaforte: per adesso non vedrai la foto del mio avatar perchè ho avuto problemi di accesso ad internet....

Eva ha detto...

ah no eccolo.... scusatemi tutte soprattutto murasaki per questo mio off-topic!!!!PERDONOOOO!!
(dannato windows 10)

Murasaki ha detto...

Ma figurati! Piuttosto spero che i problemi di internet si siano risolti. Quanto a me, in questi giorni ho una specie di connessione che va a lumache... :(

Eva ha detto...

GRAZIE!!
....il "mordorissimo" windows 10 continua a mietere vittime...ieri ho però vinto la mia seconda battaglia!
Un saluto