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venerdì 7 febbraio 2014

I segreti di Amber House - Kelly Moore, Larkin Reed, Tucker Reed

"Avevo quasi sedici anni la prima volta che mia nonna morì."
Sin dalla prima frase, il romanzo mette in chiaro diverse cose: per esempio che si tratta di un romanzo al femminile dove il rapporto generazionale è molto importante e dove il tempo scorre a modo suo, con effetti insoliti - perché,normalmente, nonni e nonne muoiono una volta sola e sotto questo aspetto non concedono repliche.

Amber House è la casa dove si svolge la vicenda. Siamo negli USA, una volta tanto, e non in Inghilterra. Per qualche settimana la protagonista abita nella casa di famiglia, che sua madre odia e da cui l'ha sempre tenuta lontana. Alla ragazza invece la casa piace molto, e si diverte ad esplorarla.
Amber House è la casa del ricordo: al suo interno i ricordi ai accumulano e si aggrovigliano e il passato è ancora... molto vivo. Tanto da rivivere, a volte - diciamo che non ci sono fantasmi, ma ricordi molto tenaci. E siccome è una casa al femminile, i ricordi più vivi sono quelli della sofferenza, amorevolmente custodita e conservata. La nonna aveva scelto di immergercisi coltivandola con voluttà, la madre era scappata - ma quando ormai era troppo tardi per liberarsi davvero, e ha lasciato che il ricordo della sofferenza avvelenasse la sua vita, il suo matrimonio e anche il rapporto con la figlia, che pure ama teneramente.
La protagonista indaga con pazienza, un po' alla cieca, ma rischia di restare impigliata nella stessa trappola che si è chiusa sulla madre e sulla nonna.

La sofferenza, dicevo, e l'arte di coltivarla e imbalsamarla e farne un totem cui inginocchiarsi ogni giorno è tipicamente femminile. Per rompere la gabbia e liberare le prigioniere occorreranno l'innocenza, la saggezza e l'empatia di due giovani uomini (uno, in particolare, davvero molto giovane) che aiuteranno la protagonista a riavvolgere il filo del destino fermandosi al momento giusto. E alla fine arriverà la libertà per tutti, al di là di ogni ragionevole speranza.

Ufficialmente il romanzo appartiene al filone young adult al femminile con vaghe venature fantasy, ma c'è molto più realismo di quel che sembra ed è adatto per signore di ogni età al di sopra dei quattordici anni. Il tema portante è il rapporto madre-figlia, cruciale per ogni donna. L'effetto della lettura, più che consolante, è curativo.
Da qualche parte ho letto che è il primo volume di una trilogia, ma secondo me sta benissimo da solo.

Con questo post partecipo al Venerdì del libro di Homemademamma e auguro felici letture a tutti per questo fine settimana.

3 commenti:

la povna ha detto...

Da un lato l'etichetta "young adult con venature femminili" me ne respinge quasi fosse un'orticaria. Dall'altro viceversa certe tue descrizioni mi spingono a provare. Vediamo.

Stefania ha detto...

Come genere non mi attira molto ma visto che mi piace variare nelle mie letture non lo escludo in partenza... dopo la tua recensione, poi... mi hai quasi convinta... Togliamo il quasi?

Murasaki ha detto...

@ povna e Stefania

"Venature femminili" nel senso che affronta temi mooolto tipicamente femminili in letteratura come il rapporto madre/figlia, l'elaborazione del dolore,il culto della sofferenza e la casa come Custode del Ricordo (e del Dolore, si capisce). Ci sono gli stilemi di un genere e anche diversi rimandi consapevoli, ma sono inseriti con naturalezza, tanto che ci ho fatto caso solo dopo la fine della lettura, mentre meditavo se farci o no la scheda per il Venerdì.
Com'è noto per me è un genere abbastanza gradito, però l'ho preso solo per vedere che effetto mi piaceva, e invece è stata una piacevole sorpresa.