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venerdì 12 aprile 2013

Vincere di cortesia? O non vincere affatto?

Non c'è solo la piramide di Maslow, a questo mondo.

Nella Seconda Effervescente un nuovo cartellone si offre al mio sguardo. Il titolo, scritto ben grande, è "I nostri bisogni".
"Oh, la piramide di Maslow" mi dico. Ma in effetti non somiglia affatto a una piramide, bensì ad un reticolato.
"Scusate, quel cartellone?".
"Ce l'ha fatto fare la prof. Ghirlandai. Sostiene che andiamo troppo spesso in bagno e allora così teniamo il conto di quante volte alla settimana e al mese ci va ognuno di noi".
Il cartellone, infatti, è calcolato per contenere tutti i giorni del mese e tutti gli alunni della classe.

Ci tengo a precisare che la prof. Ghirlandai non si è mai segnalata per particolare stupidità, e anzi tutti noi nutriamo verso di lei stima e fiducia; tuttavia, non c'è poeta cui non manchi un verso e non c'è insegnante cui non manchi come minimo un'intera strofa.

L'intento della collega, senza dubbio, era di indurre i ragazzi ad una salutare riflessione sulla scorta dell'esame di dati oggettivi - e in verità, indurre alla riflessione attraverso l'analisi di dati oggettivi è operazione didatticamente assai valida, specie con una classe caotica ma sveglia.
Di fatto, però, le cose non sono andate esattamente come auspicato dalla Ghirlandai.

"Prof. Murasaki, posso andare in bagno?"

"Certamente"
"Ehi, Crodegango, c'è Rudperto che va in bagno"
Crodegango, assorto nei suoi pensieri (o forse nella mia spiegazione, tutto può essere a questo mondo) non sente.
"Crodegango! Ti decidi a muoverti? C'è Rudperto che va in bagno"
"Ma oggi non tocca a me"
"Sì che tocca a te"
"Ah già, è vero. Rosvita, mi dai il pennarello?"
Rosvita smette di scrivere sul diario e gli porge il pennarello.
Crodegango prende la sedia, la porta al tabellone e ci sale sopra (Rudperto è uno dei primi nomi della lista).
"No, non lì, oggi è il 12"gli ricorda Ermengarda.
Crodegango si corregge, poi chiede "Che ore sono?"
"Le undici e sette" lo informa Adalberta.
Crodegango segna l'ora esatta, scende dalla sedia, la riporta a posto, si siede, tappa il pennarello, lo restituisce a Rosvita e la lezione può infine continuare.
Nel frattempo Rudberto non è andato e pure tornato dal bagno, come chiunque sarebbe portato a pensare, bensì ha aspettato che tutte le formalità burocratiche fossero espletate nel più rigoroso dei modi. Solo a quel punto, quando la registrazione dell'evento è completa in tutti i dettagli, esce dalla classe.

Poiché la natura mi ha dotato di un'ammirevole pazienza ho sopportato tutta la trafila per diversi giorni, sperando che le procedure si sveltissero. Infine un giorno ho dichiarato, con voce forte e chiara, che se non avessero imparato a gestire tutta la faccenda nel più rapido e silenzioso dei modi avrei risolto la questione a modo mio non mandando più nessuno in bagno, per la prima volta in tredici anni di servizio prestato senza demerito; e la classe si è infine data una regolata.


"No, non è stata una buona idea" ammette senza esitazione la prof Ghirlandai.

"Beh, ci hai provato" cerco di confortarla.

Alla fine del mese il cartellone viene rimosso.

Non per questo la Seconda ha smesso di essere Effervescente.

8 commenti:

La prof ha detto...

Quando ho letto dei loro bisogni, ho pensato ai BES.
Vedo che era ben altro... ;-)

Linda ha detto...

se perdere tempo è una cosa che i ragazzini adorano fare, dico che sì, non è stata una buona idea.

inoltre, detto tra noi, deve essere proprio sotto gli occhi di tutti quante volte va al bagno chi? non potrebbe diventare, oltre a tutto il resto, spunto per sfottere chi già di suo viene esposto a pubblica vergogna? quelli più vulnerabili, per intenderci? magari no, ma è la prima cosa che mi è venuta in mente, leggendo.
Buon weekend Murasaki. :)

Murasaki ha detto...

@Linda
Per quel che ho capito delle dinamiche di classe no, non dovrebbe esserci stato questo problema - e la prof. Ghirlandai li conosce molto meglio di me. Ma naturalmente non si può mai dire con sicurezza.
E in ffetti, da qualsiasi parte la rigiri, non mi è sembrata una grande idea. I ragazzi però davano l'aria di divertirsi moltissimo (...alle nostre spalle).
Felice weekend anche a te ^__^

Aliceland ha detto...

:-D

minnelisapolis ha detto...

ohssantapolenta.

la povna ha detto...

Io, da brava incontinente, sono piuttosto tollerante. Ciò detto, credo che per esempio gli Anatri abbiamo problemi di prostata evidente e seri! :-)

cautelosa ha detto...

Eheheh, l'universale problema del bagno!!
Povera prof. Ghirlandai, un po' la capisco...
A me, una volta, successe che una fanciulla adducesse la giustificazione, per non aver fatto i compiti, che li avevo assegnati mentre lei... era al bagno. Penso di non aver reagito con particolare gentilezza...

Murasaki ha detto...

Ebbene, una dei primi colpi che ho messo a segno una volta finita in cattedra è stata l'istituzione di una tecnica silenziosa a gesti per chiedere (e ottenere, sempre) di uscire a semplice richiesta. Insomma, per quel che mi riguarda gli Effervescenti porebbero pure farci il solco, dalla classe ai bagni della scuola. Anzi, è forse l'attività più silenziosa che praticano (chi non ha sentito un Effervescente girare le pagine di un libro o cercare una penna non può capire).