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venerdì 31 agosto 2012

Storie della storia del mondo - Laura Orvieto


Quando ero bambina questo libro era un must: non c'era biblioteca di classe che non lo avesse, spesso e volentieri era letto a scuola alle elementari e molti di noi lo avevano anche a casa, nella libreria personale - almeno, così avveniva a Firenze e dintorni (va detto però che l'autrice era a lungo vissuta a Firenze e che la casa editrice era fiorentina).
Ho poi scoperto che Storie della storia del mondo era in realtà una serie di libri, non completata dall'autrice, e che quel che la mia generazione ha conosciuto con questo titolo aveva anche un sottotitolo Greche e barbare che nelle edizioni successive è ricomparso; che Laura era Orvieto da sposata e che il suo vero cognome era Cantoni; e infine che il libro che per anni ho letto, riletto e praticamente consumato era praticamente un pezzo d'epoca, essendo stato pubblicato nel 1911. Era però scritto in un bell'italiano (italiano, non toscano) fresco e scorrevole, che non ha mai creato problemi di comprensione in nessuno di noi, e il modo con cui l'autrice si rivolgeva ai giovani lettori non era irritante (e quello sì che era un tratto insolito!).
Anzi, i giovani lettori proprio non c'erano: c'erano due bambini che giocavano e la loro mamma che, chiacchierando del più e del meno, ad un certo punto parte con la storia di Laomedonte, il primo re di Troia - la quale mamma si dimostra una degna erede di Sherezade: i bambini chiedono il seguito e il seguito si snoda per tutta la storia di Troia fino alla sua caduta, con qualche finestra sui vari ritorni degli eroi e sul viaggio di Enea. 

E già questo, che qualcuno sia riuscito a raccontare con chiarezza e precisione la storia di Troia più buona parte degli annessi e connessi ha del prodigioso. Ancor più prodigioso è il fatto che le illustrazioni fossero belle e utili: ispirate alla pittura vascolare, chiarivano a meraviglia come fossero fatti elmi, armature e vestiti e come si vestiva quella gente.
La vicenda non è espurgata: adulteri, assassini, figli bolliti e fatti mangiare al padre, tradimenti di vario tipo venivano raccontati senza infingimenti e senza alterare le motivazioni di base - solo qualche accoppiamento casuale veniva pudicamente etichettato come "matrimonio", ma si evinceva chiaramente che il matrimonio, nella mitologia greca, era una cosa un po' diversa da un matrimonio europeo del XX secolo. Al termine della lettura la vicenda si delineava con chiarezza nella mente del lettore e caratteri e motivazioni che muovevano i vari personaggi, dei compresi, risultavano comprensibili, anche se non sempre del tutto condivisibili.
Era insomma un'eccellente introduzione alla mitologia greca e alla guerra di Troia, e si lasciava ricordare. Arrivati alle medie, nessuno di noi aveva difficoltà a tuffarsi nel rutilante mondo della mitologia e della guerra di Troia: Achille, Patroclo, Elena e Agamennone (quest'ultimo, da sempre, mi ha ispirato un'antipatia mostruosa, al contrario degli altri tre) erano per noi persone note e stranote - che era pure comodo; e ancora oggi rabbrividisco in cuor mio all'idea che esistano persona che non hanno sulla punta della lingua in qualsiasi momento i nomi dei quattro figli di Tindaro e le vicende degli atridi.

Probabilmente il mio grande amore per la mitologia greca è nato da questo libro. Per anni e decenni ho cercato un manuale di mitologia greca che fosse altrettanto chiaro e gradevole, e non l'ho mai trovato. Ho trovato cose diverse, come il manuale di Kerényi, che tutto fa tranne semplificare (e proprio lì sta la sua utilità e anche il suo fascino), ma niente di nemmeno lontanamente paragonabile a questo libro.

Oggi Storie della storia del mondo viene ancora ristampato, corredato nuovamente del suo sottotitolo originario, ma non ha più quella diffusione universale di cui godeva ai tempi della mia infanzia. D'istinto tendo a pensare che questo sia un male, soprattutto perché ci si preoccupa moltissimo di addolcire la mitologia greca ai ragazzi, facendo così di eroi e déi un solo mucchio di perfetti idioti. Si potrebbe discutere se sia così indispensabile fornire ai giovani virgulti in divenire una preparazione di base sui miti classici - e no, non sono convinta che sia poi così indispensabile, ma farlo non recherebbe noia o danno alcuno ai virgulti in questione; ma sono sicura che una mitologia greca in versione friendly, priva di cattiveria e mistero e grandiosità (e sesso e violenza) è, prima ancora che inutile, del tutto dannosa.

Con questo post entro anch'io nel Club del Venerdì del libro.  Arigato, Homemademamma :)


11 commenti:

ellegio ha detto...

Condivido ogni virgola :-)
E' tutt'ora un must, e dato che mia madre non si voleva privare della sua copia l'abbiamo ricomprato (ormai più d'un lustro fa) e letto e riletto decine di volte. Anche regalato agli amichetti.

alessandra ha detto...

Curioso,un libro di storia sulle orme di Mille e una notte, la mamma che incuriosisce i bambini trasformando la storia in un racconto.

A parte il libro che inizierò a cercare in biblioteca (l'anno prossimo iniziamola terza e la storia...) prenderò spunto per invogliare a studiare. Cercherò di "raccontare" quello che studiano.

Mi hai dato un'ottimo suggerimento, grazie!

la povna ha detto...

E' veramente bello. Anche io concordo su ogni virgola. E che bello che sei entrata nel club! Io ancora oggi mi astengo, e probabilmente anche la prossima settimana, causa Neverland. Ma poi mi rimetto in pari!

la povna ha detto...

Rettifico: ecco anche il mio venerdì! http://nemoinslumberland.wordpress.com/2012/08/31/la-libreria-dei-nuovi-inizi/

Murasaki ha detto...

@LGO
mi fa piacere: è bene diffondere i libri di pregio ^__^

@Alessandra
L'arte di raccontare è sempre utile, soprattutto quando si tratta di riunirsi intorno al caminetto per ascoltare una bella storia, e i ragazzi apprezzano molto. Ho visto ottimi docenti universitari che la utilizzavano senza farsi problemi... e con ottimi risultati.

@la 'povna
è un'iniziativa simpatica, utile e i modi di partecipazione sono così liberi che non creano problemi. Io per esempio credo che parteciperò ogni due settimane, ma lurko da parecchio qua e là.
Ad esempio questa settimana le recensioni incrociate (come spade9 sono state molto divertenti ^__^

robdimo ha detto...

Non conoscevo questo libro ma mi hai fatto incuriosire, proverò a cercarlo.. per parte mia di quella bellissima collana della Giunti ho "La leggenda di Enea" di Vaccari e Caporali ed è uno dei libri della mia infanzia che ricordo con più affetto, e che consiglierei a chiunque senza esitazione...

mammozza ha detto...

Mi sa che la biblioteca della mia classe non era dotata di questo volume. La mitologia ha iniziato ad affascinarmi al liceo durante le lezioni di epica, con tutti gli adulteri, guerre, razzie, omicidi e annessi vari. Vado a recuperarlo assolutamente.

Murasaki ha detto...

@Robdimo
era una bellissima collana, e molto ben illustrata. Ce n'era per tutti i gusti: Ulisse, Enea, Roma delle origini, miti germanici.. comprensibilmente, mancava il volume con le vicende della famiglia di Edipo (almeno credo)

@mammozza
credo che fuori da Firenze fosse un po' meno onnipresente (ma comunque abbastanza diffuso)

Anonimo ha detto...

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