| Questo bel micio tigrato è stato disegnato da Piotr Pietruszewski |
Oggi si festeggia una delle tantissime giornate del gatto (quella internazionale, mi sembra) e ho pensato di approfittarne per presentare la mia nuova gatta - che poi tanto nuova ormai non è.
A metà Novembre in casa è arrivata una nuova gattina. Non proprio tigrata come quella del disegno, che è una tigrata vera. Lei, scoprii guardando le varie classificazioni, è una tabby ma del tipo spotted: non è tigrata bensì a macchie, e infatti quando era piccola sembrava molto leopardata. Crescendo le macchie si sono dilatate e insomma adesso sembra una tigrata anche lei, tranne quando scopre la sua bella pancia - perché è una gatta che adora farsi accarezzare sulla pancia.
Abituata come sono a gatti che dopo un quarto d'ora che stanno in casa mia mi si spalmano sopra manco fossi una fetta di pane, lei mi ha fatto molto penare.
Prima di tutto, per la prima volta ho fatto un preaffido in piena regola: la volontaria che me l'ha portata ha fatto prima una visita preliminare per ispezionare la casa. Avevo fatto molto conto sulle varie decorazioni a gatti, sulla rastrelliera piena di bustine e crocchi di varie tipologie e di fascia medio-alta, sui cuscini a gatti, sulle varie postazioni per il cibo e la lettiera e soprattutto sull'aria generalmente soddisfatta della vita che hanno i gatti di casa mia (all'epoca due) ma la signora sembrava preoccupata soprattutto delle varie possibilità di uscita - che ai miei occhi sono un titolo di vanto ma che al giorno d'oggi sono considerate alla guisa di pericolose insidie, e insomma pareva proprio che non fossi all'altezza. Il té con pasticcini e focaccine che avevo allestito non era bastata a scioglierla e temevo proprio di non aver passato l'esame. Invece il Gran Consiglio delle Gattare di Lungacque aveva dato peso alla mia esperienza e alla fine si era deciso al Grande Passo; così la micetta mi venne alfine consegnata, con tanto di Fiori di Bach per facilitarne l'adattamento.
La gattina però è risultata davvero diffidente. D'accordo, era di origine un po' selvatica ma insomma ha passato intere settimane rintanata negli angoli più nascosti. Usciva solo per mangiare - ma molto di soppiatto, e giocava solo di notte rincorrendo i vari topolini di pezza e i nastri che spuntavano qua e là. Però giocava, e ha legato quasi subito con le gatte adulte. In particolare Miele l'ha praticamente adottata e le due han cominciato a giocare e a rincorrersi già dal secondo giorno, leccandosi con molto impegno.
Lentamente ha cominciato a mangiare anche in mia presenza, e con mio gran piacere ha mostrato anche una certa predilezione per quello che io chiamo "cibo vero", ovvero pollo, manzo e pesce. Cibo vero sì ma non crudo, così ho imparato a scottare tutto. O meglio ho re-imparato, perché anche la prima gatta non ha mai toccato il pesce crudo.
Nel frattempo le avevo finalmente trovato il nome: Henrietta, da un romanzo di Georgette Heyer. Ho poi scoperto con una certa sorpresa che la protagonista del romanzo si chiamava Horry (da Horatia) e che in effetti non c'è nessuna protagonista di Georgette Heyer che si chiamasse Henrietta. Pensa che ti ripensa, mi sono ricordata che la seconda protagonista di Emma di Jane Austen si chiama Harriet - che comunque non è Henrietta. Ma non c'è nessunissimo dubbio che, indipendentemente da qualsiasi ascendenza letteraria, Henrietta è il nome perfetto per lei né potrei dargliene un altro.
A Febbraio ha cominciato a venire ogni tanto sul letto, e perfino a farsi accarezzare - talvolta. Infine arrivarono le prime, preziosissime fusa. Poi ho scoperto perché si era fatta più affettuosa: era in calore.
Coltivavo in cuor mio l'idea di farle fare una cucciolata prima di sterilizzarla, ma certo cinque mesi erano davvero pochi, così c'è stata una sterilizzazione prematura che però ha incassato senza batter ciglio: è tornata a casa dopo l'intervento facendo le fusa ed è diventata una gattina gentile e affettuosa, ma anche molto avventurosa. Un inverno un po' più lungo del solito però mi ha aiutato e quando è arrivata la calda primavera ormai era felicemente sterilizzata, vaccinata e pure richiamata e ha cominciato a prendere confidenza col territorio.
Il tutto è avvenuto per gradi: le ho lasciato la porta aperta e mi sono seduta sul muretto davanti a leggere.
Il primo pomeriggio si è affacciata sulla porta diverse volte, ma poi scappava a rifugiarsi in casa. Il secondo pomeriggio è stata un po' sullo stuoino, poi è venuta avanti fino al cancellino (che è sempre aperto). Il cancellino sembrava inviolabile, fin quando un giorno è uscita e si è messa ad esplorare.
Nel giro di tre giorni ha imparato a uscire dalla finestra, dalla terrazza e naturalmente anche dalla porta (che però adesso le apro solo su richiesta). Miele spesso la accompagnava. Qualche giorno dopo ha passato la sua prima notte fuori per rientrare la mattina con le occhiaie. Ne ho concluso che avesse passato la notte a ballare in discoteca (senza Miele).
All'arrivo dell'estate si è instaurata una tranquilla routine e in questo periodo ritorna solo la mattina e un paio di volte al giorno a mangiare, però viene sempre con Miele a farmi compagnia sul sasso quando vado a scrivere il diario.
Soprattutto, sembra molto soddisfatta della vita:
Le Temibili Gattare non sono più passate a controllare, ma ho mandato loro molti reportage fotografici, anche se ho evitato di insistere sul fatto che Henrietta passa le notti fuori a bagordare.
Auguri a tutti i gatti e ai bravi umani che si prendono cura di loro; e anche ai diversamente gatti. E naturalmente nemmeno l'ombra di un augurio a chi i gatti li maltratta.
12 commenti:
E io che ti credevo la Presidentessa delle Gattare di Lungacque! Come hanno potuto mettere in dubbio la tua dedizione e competenza?
Credo che Heyer abbia un'Henrietta in Una ragazza chiamata Carità, ma ho una vecchia traduzione quindi non garantisco al 100%
Anche la mia Lily la Belle passa parecchio tempo fuori, tutti i nostri tentativi di far diventare lei e sua sorella Rosalina signorine pantofolaie sono falliti, e la conquista del territorio di Rosalina è stato fermato da una rotonda. Poverina. Complimenti per la tua nuova bellissima micetta!
Lurkerella, stordita dal caldo
Conosco una gatta che ha la pelliccia in parte tigrata e in parte leopardata, è veramente un mix particolare. Conosco anche i genitori, il papà è leopardato, molto bello.
Io non ho gatti, ma il mio giardino è possedimento dei gatti dei vicini, pertanto penso di essere una diversamente gatta anche io.
Elena
Le Gattare hanno fatto delle storie a TE? E io che pensavo ti chiamassero in aiuto col Bat-segnale ogni volta che avevano un eccesso di trovatelli! Per adottare la nostra gattina ho evitato l'ispezione, ma non l'interrogatorio... e ci sono volute anche le raccomandazioni. Chiara
@ Pensierini e @ Chiara
Vi ringrazio! Ammetto di essermi sentita molto indinniata visto il mio impeccabile curriculum di gattara ma sono stata molto attenta a non farlo capire. Un colloquio preventivo purtroppo, quando non si conosce l'aspirante al gatto, ha un suo perché visto che al mondo c'è tanta gente strana. Ammetto però che avevo sperato in una ispezione meno inquisitiva visto lo stato di benessere delle due gatte che circolavano per casa e la grandezza e il confort della casa in questione... anche al gattile avevano fatto molte meno storie, ma va detto che mi conoscevano prima di tutto dai contributi che gli mandavo regolarmente da qualche anno. Comunque anche loro mi portarono la gattina a casa e diedero un'occhiata a tutta la situazione. Erano anche meno apprensivi per le uscite, visto che mi raccomandarono solo di non farla uscire di notte. Cautela del tutto inutile perché Astrid di uscire non ne ha mai voluto sapere né di giorno né di notte (la poverina era stata recuperata incidentata ed evidentemente della libertà si era già saziata in abbondanza).
@ Lurkerella:
Evviva! Hai ragione! Mi ero completamente dimenticata della Charity Girl - a suo tempo avevo letto anche quello ma non è mai stato tra i miei preferiti. Henrietta però ha il classico carattere delle protagoniste di Heyer: un pochino impertinente ma dolce, testarda eccetera eccetera, insomma è proprio lei!
Mi dispiace molto per Rosalina. Purtroppo a volte arriva la sfortuna.
@ Elena:
sì, sei diversamente gatta a tutti gli effetti ^__^
Bellissima gatta! Ma allora è una cosa comune che queste signore che affidano gatti siano così solerti e perfin "sospettose" nelle loro indagini sui potenziali nuovi proprietari? Da una parte capisco, ma dall'altra mi sembra che esagerino un tantino, se perfino con un'esperta e amante come te hanno avuto qualche indugio.
Mi hai fatto ritornare alla mente Georgette Heyer, a cui ogni tanto penso perché ho letto alcuni suoi libri anni fa e mi piacerebbe ritornarci sopra. Mi ricordo con particolare affetto "L'anello" con protagonisti molto piacevoli.
@ Kukuviza
Purtroppo ci sono tristi motivi per spiegare la sospettosità di queste signore - per esempio il triste fenomeno degli accumulatori seriali dei gatti, o anche semplicemente gente che li prende, si scoccia quasi subito e pianta i gatti in giro quasi fossero carciofi - e va detto che nel mondo delle gattare di Lungacque prima di questa storia non mi conosceva nessuno: in fondo i miei gatti sono quasi sempre arrivati da gente che me li offriva ma che mi conosceva, e il passaparola funziona piuttosto bene). Inoltre alcune gattare sono molto sospettose e vogliono il gatto "in sicurezza", cioè impossibilitato ad andarsene in giro per i fatti suoi.mentre io ospito gatti APPUNTO perché poissano andarsene in giro per i fatti loro sicuri di trovare sempre riparo, comodità di ogni tipo e abbondante vitto di buona qualità quando gli gira di tornare. Sotto questo aspetto per me Henrietta è una gatta perfetta: avventurosa ma socievole. Anche se non fosse stata mai socievole però l'avrei tenuta senza pormi il problema, perché a me piace avere dei gatti ma per servirli e riverirli ma mi va benissimo che ognuno di loro viva la sua vita come preferisce, dopo adeguata dose di vaccini e magari una cucciolata di gattini all'età giusta.
"L'anello" di Georgette Heyer mi manca - a suo tempo lessi a scrocco tutti i libri pubblicati dalla Mondadori, poi ho anche comprato qualcosa ma al momento sembra che abbiano smesso di pubblicarla. Cercherò in biblioteca.
Astoria Edizioni sta ripubblicando vari romanzi della Heyer, integrali, a volte con nuove traduzioni, a volte con una spolveratina a quelle della Zazo. Prezzi altini per edizioni molli e con copertine brutte, siamo sui 18/20€ di media, ma su libraccio si trovano spesso usati. Hanno ripubblicato anche L'anello, un giallo rosa molto bellino, che sembra già un film con James Mason e Greer Garson, con quel bel bianco e nero splendente degli anni '40. Come nessuno abbia sfruttato i romanzi della Heyer per il cinema o la tv è un mistero. Ah, ne ho visto un paio ri-ripubblicati dalla Tartaruga, a prezzi inferiori e con graziose copertine floreali, ma non ne ho mai avuto uno in mano
L'ancora inebetita Lurkerella
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