lunedì 31 ottobre 2011

Felice Halloween a tutti!

...che le vostre zucche siano morbide e gustose, le vostre scope più veloci di una Nimbus 2000, le vostre pozioni di grande efficaciae i vostri gatti (neri e non solo) in prospera salute, né vi manchino i pipistrelli di liquirizia ^__^

venerdì 28 ottobre 2011

Quadretto di maniera

Uno dei Sostegni su Cristaccecami è improvvisamente mancato per qualche giorno a causa di un improvviso ricovero in ospedale di sua madre. La sua mancanza si è fatta assai sentire e tutti abbiamo accolto con gran sollievo il suo ritorno. Onde mostrargli il nostro sincero e disinteressato attaccamento, ci siamo premurati di chiedere innanzitutto notizie della genitrice.
Che ma, sì, insomma... la TAC è risultata negativa, ma c'è una forte anemia e non si sa bene da dove venga.
Pronta e inevitabile interviene, a voce forte e chiara, la prof. Casini: "Eh, se è quello che aveva mia madre, non te lo dico cos'era sennò ti prendi un accidente, ma è stata una cosa tremenda, non ti dico cos'era ma poi è morta, per assisterla era una tragedia, era un cancro all'intestino, figurati, quindi ti lascio immaginare".
E' stata così rapida e il discorso è stato fatto in maniera talmente continuativa che nessuno ha avuto il tempo materiale di infilare una parola per cercare di attenuare un minimo il suo abominevole intervento.
"...veramente la TAC sarebbe negativa..." mormora mitemente lo sventurato, preso forse troppo di sorpresa per trovare la forza di mandare la Casini direttamente a Fanculo.
"Mah, se lo dici tu... comunque la TAC non è sempre indicativa. Non è per dirtelo che poi ci rimani male, ma se è quello non se ne esce".
Il poveretto è senza parole, esattamente come me - che alla fine riesco comunque a intervenire riciclando la storia su un'anemia grave che dipendeva dal fegato ed è stata poi brillantemente curata, che attribuisco a mia madre, e provvidamente qualcuno chiama la Casini per parlare di qualcos'altro.

Sì, lo so, in qualsiasi ufficio o scuola o luogo di lavoro si trova qualcuno pronto a predirti le più lugubri disgrazie financo se hai un giradito, ma l'intervento della Casini è stato davvero notevole per la sua fulminea brevità. Di solito i Malauguranti infilano nei loro discorsi qualche pausa, se dicono "ah, non voglio dirti cos'aveva in realtà" maturalmente hanno cura di dirtelo al più presto, ma lasciano qualche secondo di pausa, aspettano una domanda, infilano una frase di circostanza, lasciano capire che... la Casini invece non ha avuto la minima esitazione e nel giro di una cinquantina di parole scarse racchiuse praticamente in un'unica frase è riuscita a includere i preliminari di circostanza e la certezza di un esito negativo - ed è assolutamente possibile che la sua non fosse una consueta frase maligna di malaugurio travestita con parole di circostanza, ma solo una reazione istintiva alle parole chiave "anemia" e "madre ammalata" che le hanno riportato alla mente la sua personale vicenda - perché lei, delle sue personali vicende, da sempre, trova indispensabile fare partecipe chiunque si trovi nelle sue vicinanze, indipendentemente dal fatto che sia amico, nemico o indifferente.
Insomma, è possibile che non abbia nemmeno la parziale scusante di essere un avvoltoio.

Come nota aggiuntiva preciso che la Casini è una collega insopportabile, una compagnia irritante, una persona acida e corrosiva in sommo grado... ma in classe si mostra un'insegnante abile e preparata. Piuttosto apprezzata dai ragazzi, anche - che sono infatti gli unici dei quali non sempre dice male.
Invero, molti sono i Misteri Insondabili del nostro strano lavoro.

Va da sé che il Sostegno, dopo quell'abile tirata, non aveva l'aria particolarmente contenta.

mercoledì 26 ottobre 2011

Dislessia, dislessia, per piccina che tu sia...

La classe che ho quest'anno è una terza di 16 alunni. Pochi ma notevoli, ognuno a modo suo. Una Terza Variegata.
Prima di tutto c'è Cristaccecami. Di solito sta con l'insegnante di sostegno (a forza di insistere nel corso di tre anni son riusciti ad ottenere 18 ore di sostegno più qualcuna con l'educatore. Appena possibile gli insegnanti scappano senza lasciare recapito e perfino l'educatore, che è un fulmine di guerra, ogni tanto mostra qualche traccia di cedimento, ma insomma quest'anno si riesce a sopravvivere quasi sempre).
Ufficialmente Cristaccecami fa parte della classe, ma in realtà la classe riesce ad esistere solo se lui è fuori dall'aula oppure dorme - nel qual caso tutti abbassano la voce ed evitano rumori inutili.
In assenza di Cristaccecami abbiamo ancora:
- un secondo Certificato, che è un ragazzo calmo, equilibrato, insicuro ma ragionevolmente studioso, che lavora piuttosto benino; e meno male che è così perché il suo proprio e legittimo insegnante di sostegno spesso è occupato a potare fuori dalla classe Cristaccecami onde permetterci di fare lezione
-un DA, ovvero Disturbo generico di Apprendimento, che non si sa bene cosa sia ma da quando gliel'hanno individuato il ragazzo lavora molto meglio anche perché è seguito da un'addetto ai lavori.
-ben due dislessici, ovverso DSA, il secondo dei quali individuato ad anno ormai iniziato e senza che gli insegnanti ne sapessero nulla, né della visita per stabilire se lo era né, e soprattutto, dell'esito positivo della visita in questione.
Siccome in quella classe tutto è un po' particolare, lo sono anche i nostri due dislessici che, tanto per cominciare, leggono bene, in particolare Mimolus, il dislessico a tutto campo (l'altro, Riccio, ci han spiegato che è dislessico solo per la matematica, mentre per lettura e scrittura ha compensato da solo).
Mimolus, quello che legge particolarmente bene, fa anche una barcata di errori di ortografia, di quelli semicanonici da disgrafici, ma non è disgrafico bensì dislessico, così almeno ci hanno assicurato. Comunque studia con profitto sui libri, in particolare storia che gli piace molto, ma si interessa anche alla letteratura e simili. Perde un po' di colpi in grammatica, va detto. E ha una scrittura... come dire... non sempre facilissima da decifrare - ma in realtà ho visto ben di peggio, nei miei undici anni di pratica.
Riccio, quello che sarebbe dislessico solo per la matematica, legge decorosamente, scrive piuttosto correttamente, non si ammazza sui libri ma quando studia (e di solito un po' studia) se la cava rispettabilmente.
"Puoi usare la calcolatrice" gli ha spiegato Matematica.
"Perché? Ho sempre fatto i calcoli a mente, mi riescono". E in effetti gli riescono e a tutt'oggi non usa calcolatrice.
Quello che, unico in tutta la classe, legge male è il DA; e legge male, ci ha spiegato la dottoressa che lo segue, perché se legge ad alta voce non capisce quel che legge. In effetti ha un pessimo rapporto con i testi scritti e gran difficoltà a studiarli se non glieli leggono. Insomma, sembrerebbe un dislessico da manuale. Ma non è dislessico, ci han spiegato. Tra l'altro scrive piuttosto bene.

Io non capisco ma mi adeguo, in fondo l'importante non è come li chiamano ma che trovino un buon modus convivendi con la scuola e dalla scuola suddetta cavino il massimo dell'utile, loro come gli altri.
Ad ogni modo per la prima volta mi sono letta da capo a piè la legge sulla dislessia e pure il protocollo della regione Toscana. Ho così scoperto che alcune delle facilitazioni cui i dislessici hanno diritto vengono da sempre da me consentite a tutti, senza distinzioni.
Dice di autorizzarli a scrivere in stampatello? E io da sempre faccio scrivere in stampatello chiunque lo desideri: la mia teoria è che l'ortografia è una forma di espressione, e se un alunno si sente più rilassato può concentrare la sua attenzione su quel che scrive e, soprattutto, su come lo scrive. E' vero? Onestamente non lo so.
Tra l'altro Riccio scrive in corsivo, ed è anche un corsivo molto chiaro da leggere.
Dice anche che vanno autorizzati a usare il computer col correttore per fare i compiti a casa, ma io ho sempre autorizzato chiunque lo desiderasse a fare i compiti a casa col computer. La Terza Variegata comunque non mi ha ancora scritto niente al computer, nonostante la mia formale autorizzazione. Facciano loro.
Inoltre ci raccomandano di consentire l'utilizzo di apposite tabelle da consultare per gli errori ortografici più comuni - e già l'anno scorso avevo imposto ad alcuni di tenere sul banco durante i compiti scritti cartelli decorati con fiori, farfalline e cuoricini* da utilizzare per alcuni errori cui erano singolarmente attaccati. L'idea mi venne solo verso la scorsa primavera, ma portò a risultati molto positivi, come constatai con piacere all'esame (dove il cartello non lo tenevano. Ma avevano, come sempre, il dizionario, di cui la tabella è solo una versione accorciata).

Quest'anno la tabella gliel'ho preparata io, a tre colonne, per i monosillabi da accentare e da non accentare (è una classe dove i sà, gli stò e i quì si sprecano). Mi sono raccomandata che se la guardino con grande attenzione in vista del prossimo dettato ortografico.
"Questo tipo di tabelle sono raccomandate per i dislessici, ma siccome sotto questo aspetto siete tutti un po' dislessici, tanto vale" ho spiegato.

Se non funziona più che bene, naturalmente, si proverà qualche altra cosa.

*così si sentivano un po' più pirla a sbagliare ancora certe parole in terza media, soprattutto i ragazzi

lunedì 17 ottobre 2011

Il Mister e la Costituzione


L'interrogazione di Alice Ford sui problemi dell'Italia postunitaria si è svolta egregiamente. Giusto in conclusione domando:
-Quando venne concessa la costituzione del Regno di Sardegna?
-Nel 1848.
-E come si chiamava?
-Statuto Albertino.
-Come mai?
Il 48 è stato studiato la fine dell'anno precedente, e la classe lo ricorda solo a grandi linee.
Ma Oyster e un paio di ragazzi accanto a lui alzano la mano.
-Perché fu concesso da Carlo Alberto. Ne parlavamo ieri nello spogliatoio di calcio.
Sgrano gli occhioni - Prego?
Oyster spiega - Stavamo parlando appunto di storia e dicevamo che non ricordavamo come si chiamava la costituzione dell'Italia dopo l'unità. Allora il Mister ci ha detto che si chiamava Statuto Albertino perché era stata concessa da Carlo Alberto, e che era rimasta quella fino al i Gennaio 1948. Sapeva tutto sull'argomento, ci ha fatto una tirata.
Ora, già la scena del gruppetto di scolari che dopo l'allenamento di calcio si fanno le pulci a vicenda sull' interrogazione di storia del giorno dopo è decisamente insolita (ma neanche incredibile, considerando la classe). L'idea del Mister che interveniva per colmare le lacune, poi, mi è sembrata vagamente surreale.
A quanto sembra, nonostante i vistosi tentativi di affossare la ricorrenza del 150° anniversario dell'unità d'Italia, una parte della base ha mostrato una certa disponibilità ad informarsi, specie in ambito costituzionale...

sabato 8 ottobre 2011

Nunc et in hora


Una Time-Tuner (Giratempo, nella traduzione italiana) sarebbe senz'altro un regalo gradito da chi ha l'incarico di preparare l'orario scolastico

E' cosa cognita e nota che l'orario scolastico è quella roba che fanno sempre male per te e bene per gli altri, e quindi per forza di cose anche tu, che non ti lamenti mai, questa volta sei proprio costretta/o a far notare che... (un'eccellente descrizione del suddetto processo è disponibile qui).
Ad inquietarmi per il mio non erano state le costanti uscite all'ultima ora (cui corrispondevano comunque entrate tardive con conseguenti dormite mattutine e tranquille colazioni), né quell'unica ora, la quinta, per giunta di approfondimento, di Mercoledì (che risultava dunque un secondo giorno libero) bensì la completa mancanza di prime ore nella Terza con cui in compenso avevo ben tre blocchi di quattro ore consecutive, due dei quali in giorni a loro volta consecutivi; e le mie inquietudini derivavano non tanto da delicate questioni didattiche quanto da angosciosi interrogativi sulle mie possibilità di sopravvivenza a tempi lunghi, anche se la gentilezza e la buona disponibilità della classe avevano fatto sorgere in me un filo di speranza di non finire sbranata in un lampo di comprensibile esasperazione degli sventurati discenti già alla prima settimana di sì barbaro tormento.
Mi era stato spiegato che non c'era verso di cambiare e che ormai l'orario era definito e definitivo. Chi me l'ha spiegato, va riconosciuto, ha sempre avuto un certo gusto per le frasi drastiche e non sempre si è rivelato il massimo dell'attendibilità - ma era anche la persona che aveva fatto l'orario, dunque...
Poi, la mattina del secondo giorno di scuola, la famiglia di una nuova arrivata ha telefonato per spiegare che loro erano avventisti del settimo giorno e dunque il Sabato la figlia non sarebbe venuta a scuola. Da notare che St. Mary Mead è praticamente l'unica scuola che fa lezione su sei giorni in una zona dove tutte le scuole si fanno un punto d'onore di chiudere di Sabato. Loro però avevano trovato casa proprio a St. Mary Mead e lì, giustamente, volevano mandare la figlia, né gli era venuto in mente di avvisare la scuola per tempo di quel piccolo dettaglio confessionale.
Sta di fatto che nell'Orario Definito e Definitivo la classe dell'avventista di Sabato aveva le due ore di Artistica, e dunque l'Orario Definitivamente Definitivo andava cambiato. Di poco, pochissimo, quasi nulla.

Ovviamente è stato un ciclone epocale che ha avuto violente ripercussioni su tutte le classi di tutte le sezioni; qualcuno ha borbottato tra i denti che non era giusto che "questi" (gli avventisti) pretendessero di veder rispettate le loro idiosincrasie e fisime, quasi avessero gli stessi diritti degli altri. Con un bel sorriso ho ricordato che sì, quella del settimo giorno per gli avventisti era una convenzione (puoi contare per settimo qualsiasi giorno della settimana, dal Lunedì alla Domenica) ma lo era esattamente come per i cattolici, perché, appunto, anche chiamare Domenica il settimo giorno era una convenzione, e il Concordato tutelava gli avventisti come tutte le altre confessioni.

Dal ciclone era spuntato per me un orario delizioso, con soli due blocchi di quattro ore e ben due prime ore, nonché un'intera mattinata libera - una cosa faraonica.
Tale orario è vissuto per una settimana nei nostri cuori e nel mondo virtuale, e tutti noi abbiamo organizzato la nostra settimana in base ad esso e abbiamo dettato il nostro orario interno alle classi. Poi...
Ebbene sì, si è reso necessario effettuare qualche piccolo e insignificante spostamento, non ho capito il motivo ma sono sicura che un motivo c'era.

E adesso sono qui, con un solo blocco di quattro ore, nessuna mattinata libera, cinque prime ore su cinque e nemmeno un'ora di pomeriggio, proprio io che ho sempre detto che il pomeriggio per me andava benissimo, me ne mettessero pure due se gli tornava comodo; e da qualche parte c'è senz'altro qualcuno che smoccola dopo essersi ritrovato due pomeriggi e mi dispiace per lui. Però stavolta, davvero, non posso lamentarmi, anche se a Giugno avrò delle grandissime occhiaie.

Augurandomi che non salti fuori qualche altro piccolo dettaglio che renda necessario un ulteriore leggero ritocco...

lunedì 3 ottobre 2011

Lunedì Film - Bronte. Cronaca di un massacro (Film per le medie)

Quando i miei mi portarono a vedere Bronte Cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato ero una fanciullina inesperta del viver del mondo, che del risorgimento sapeva solo quel che aveva studiato alle elementari. Le locandine mi entusiasmarono scarsamente e il film non mi piacque (a parte Bixio che era fatto da un attore niente male) ma mi colpì parecchio, tanto che a distanza di decenni me lo ricordo ancora abbastanza bene. Ho avuto modo di capirlo a distanza di anni, un po' per volta. Suppongo che i miei genitori contassero su quello, più che sul mio gradimento immediato.
Da allora non ho più avuto occasione di vederlo. E' scomparso, letteralmente.
Quando ho cominciato a insegnare l'ho cercato, convinta che sarebbe stato un utile supporto didattico etc, etc.
Ma ho sempre dovuto limitarmi alla novella di Verga Libertà, perché il film non era reperibile né ai videonoleggi né nelle biblioteche pubbliche, dove ormai si trova veramente di tutto. Pure, senza voler togliere nulla a Verga che ha scritto un capolavoro, il film ha un'immediatezza e una forza tutta particolare.

Stasera sfogliavo il supplemento del libro di storia Grandangolo, che non mi entusiasma ma non è nemmeno malaccio. Parlava di film storici, presentava una scheda del Gattopardo (film assai più facile da reperire, praticamente basta aprire bocca per chiederlo e qualche collega te lo offre prontamente); suggeriva anche di fare un confronto con Bronte, per presentare due modi diversi di filmare il risorgimento visto dalla prospettiva del Meridione.
Grazie tante, ho pensato chiudendo il libro, se mi dite dove trovarlo volentieri.