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martedì 9 maggio 2017

In compagnia di un albero o in unione con un albero?


Ad analisi logica non siamo poi molto avanti ma, vivaddio, nemmeno troppo indietro; del resto in terza usa comunque fare un ripasso a inizio anno, e usava già prima che istituissero le prove Invalsi. Insomma, tra tante cose piuttosto insolite che mi trovo a fare questo maggio (ad esempio un bel riepilogo dell'aldilà dantesco, o iniziare il libro di narrativa, per non parlare della marcia su Roma) il Complemento di Compagnia e di Unione non è certo la più strana, né la più difficile.
"In pratica, quando si parla di esseri umani o animali si chiama complemento di compagnia, quando si tratta di oggetti, cioè di qualcosa che non ha un anima, si chiama unione".
Tutti assentono, tranquilli. Ma ecco che Confucio alza la mano "E per le piante?".
Provo a pensarci su. La prima riflessione che mi viene in mente però, e  che non esterno, è che la mentalità è veramente cambiata se a qualcuno viene in mente di farmi una domanda del genere - del tutto sensata, del resto. Nello storico Tantucci dove ho studiato (molto malvolentieri) tanti anni fa, il complemento di unione valeva anche per gli animali, che quando costui aveva redatto il suo insulso libretto erano considerati forme di vita, sì, ma del tutto immeritevoli di essere paragonate a quell'essere superiore che era l'Uomo.
Da quando insegno però non ho mai trovato una grammatica che non specificasse che il complemento di compagnia valeva per uomini e animali - e giustamente, perché nessuno oggi è disposto a considerare il micio o il coniglio di casa alla stregua di un oggetto. 
Delle piante però non mi ricordo si fosse mai preoccupato nessuno; ma non c'è dubbio che le piante siano esseri senzienti, anche se di solito non esci con un albero, caso mai con un mazzo di fiori da portare a qualcuno.
"Se si tratta di una pianta viva, per esempio una sequoia o un azalea, è complemento di compagnia. Se si tratta di fiori recisi, o secchi, o legna da ardere allora è complemento di unione" improvviso "Ma ammetto di non sapere come ci si deve regolare per i bulbi". 
Sembrano piuttosto disponibili a lasciarmi il beneficio del dubbio per i bulbi. Anzi qualcuno alza la mano:
"Che cosa sono i bulbi?".
Una classe molto simpatica ma, ammettiamolo, con un vocabolario piuttosto limitato.

11 commenti:

dolcezzedimamma ha detto...

Difficilmente qualcuno si porrà il problema dei bulbi, a meno che non li porti dal negozio al vaso x piantarli e comunque, ragionevolmente, nonostante siano fiori in potenza, credo che possiamo parlare di complemento di unione. Ammiro la tua capacità di improvvisazione, ma non mi sorprende la sottigliezza degli alunni che sulla grammatica è sempre presentissima

acquaforte ha detto...

Non so se è di compagnia o di unione (e sono contenta di non dover decidere), ma so che un albero così è di una bellezza da togliere il fiato. E da sentirsi piccoli e insufficienti di fronte al tempo che un simile albero ha visto scorrere......

Eva ha detto...

Nel darti il bentornata ti ringrazio per questa bella riflessione e ne approfitto per citare il mio Vate Totò....che non perde mai di attualità:
"Più conosco gli uomini...più amo le bestie"
...che ovviamente hanno più Anima di alcuni di noi....
Poi citerò San Francesco,che chiama Madre la Terra e quindi Fratelli e Sorelle tutte le sue Creature....
....e ricordate il messaggio di Battisti:
"L'arcobaleno è il mio messaggio d'Amore"
Un abbraccio.
Eva

Murasaki ha detto...

@Dolcezze:
Non credere, gli amanti dell'analisi logica sono capaci anche di interrogarsi su radici, tuberi e spore!
Quanto alla sottigliezza, qualcuno si domandava come regolarsi per i funghi... ma non aveva l'aria molto seria, a dire il vero ^_^

@Acquaforte:
Vero che è bello? Secondo me esce pari pari da qualche storia di Tolkien.

@Eva:
Grazie, carissima... ma sei riuscita a liberarti dal Campionario o sei ancora prigioniera?

Eva ha detto...

Ciao☺Diciamo di si....Oggi spedito ultimo pacchetto tramite wetransfer e venerdì il collega vola a Dakka per controllare i primi campioni...Speriamo vada tutto liscio....
....ad ogni modo...fossero questi i problemi...☺
Buon proseguimento, è sempre una gioia leggerti/leggervi☺Ciao

pensierini ha detto...

Fantastico approfondimento, con attualizzazione inedita. Ai miei tempi, effettivamente, ci si ponevano molti meno problemi sull'anima/animo degli animali, secondo lo stile antico e contadino (i miei suoceri hanno sempre dato un nome proprio al loro cane ma mai ai loro numerosi gatti). Ammetto che mi ha sempre appassionato l'analisi logica e del periodo, molto meno quella grammaticale: induce a riflettere, che è un'attività altamente consigliabile, e non abbastanza praticata.

dolcezzedimamma ha detto...

OT: Arrivato?

Murasaki ha detto...

@dolcezze:
Sì, ti ho scritto ieri. Fruga nella spam 😝(è davvero carinissima & molto miciosa ❤️)

melchisedec mel ha detto...

Con questi dilemmi tutti conviviamo. In effetti l'analisi logica non può essere sganciata dal contesto e dal cambiamento della sensibilità collettiva. La possibilità che un appassionato di fiori possa ascoltare una sinfonia con la propria orchidea preferita dovrebbe indurre i grammatici a qualche ripensamento nella formulazione delle definizioni.
Tantucci insulso? No, ti prego. È un cimelio. 😂😂😂

Ilaria ha detto...

E' vero, è interessante notare come anche l'analisi logica si evolva assieme alla società. Personalmente non mi sono mai posta il problema durante le lezioni di italiano ma non ho dubbi sul fatto che le piante non siano per me dei meri "oggetti". In particolare gli alberi, per i quali ho una vera attrazione. Da ragazzina avevo il "mio" albero, un rusticano dai rami larghi e accoglienti sui quali era facile arrampicarsi e sostare. Mi ci arrampicavo sia da sola, per riposarmi un po' lassù nascosta al mondo, sia con la mia migliore amica per chiacchierare indisturbate mangiando anche direttamente qualche frutto (senza lavarlo, eppur non siamo morte) gentilmente offerto dal nostro generoso ospite. Ma i vegani in tutto questo?

Murasaki ha detto...

@Eva, Acquaforte, Pellegrina, Dolcezze:
Lassù, nelle alte sfere informatiche, Qualcuno ha deciso che le mie lettere sono spam. Se aspettate una mail da me è lì che dovete guardare, ahimé.

@Pensierini:
io in effetti farei a meno di tutta la grammatica di qualsiasi tipo, visto che l'ho imparata a istinto. Purtroppo non per tutti è così, e quindi finisce che sulla grammatica lavoro parecchio. Sempre scansando come la peste l'analisi grammaticale, che è un attività di una noia atroce per tutti, o almeno non facendogliela fare mai a casa (salvo casi in cui è assolutamente impossibile fare altrimenti), al più qualche vago accenno in classe. L'analisi logica invece ha i suoi fan, appunto perché fa pensare - un attività che piace molto ai ragazzi, di solito ^_^

@Mel:
Lo so che il Tantucci è un cimelio, e sono anche disposta a firmare per farne un bene protetto dall'Unesco; ma quando ci facevo analisi logica mi sentivo sbalzata in un altra dimensione temporale - quella della fine del diciannovesimo secolo, in effetti.

@Ilaria:
Credo funzioni così: oggi hanno fatto la domanda sulle piante, tra qualche anno uscirà la prima grammatica che si porrà il problema, tra dieci anni nessuno metterà in dubbio che i fiori pensano. Quanto ai vegani, se non vorranno ripiegare sul cibo sintetizzato dalle macchine, dovranno fare qualche concessione perché di sola aria e luce vive soltanto l'ippogrifo di Ariosto.
Comunque sappi che ti invidio moltissimo l'albero dove rifugiarti con l'amica: io sono cresciuta in un bel viale di città bordato da grossi alberi, ma il ramo più basso era ben sopra i due metri, e ci salivano solo i giardinieri del Comune negli anni di potatura...