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sabato 22 aprile 2017

Come preparare poco e male per l'esame una classe assai studiosa e interessata

La prof. Murasaki racconta ai suoi adorabili cuccioli  di terza la storia dell'attentato di Sarajevo

Ho fatto supplenze brevi per cinque anni - talvolta brevi davvero, talvolta di un quadrimestre - durante le quali ho imparato che secondo la legge e il buonsenso il timone lo deve tenere una persona per volta e che anche pochi giorni bastano per instaurare un proficuo e piacevole rapporto con una classe, se appena appena la classe collabora un po'.
Sostituire insegnanti di Lettere è sempre un esperienza formativa, perché sono una razza infida che tende a dirti cosa fare, cosa pensare e financo come respirare; tuttavia, persino tra loro si annidano persone di grande equilibrio e garbo istituzionale, capaci di limitarsi a qualche scarna spiegazione di dov'erano arrivati col programma senza dar l'aria di volere imporre niente né mostrando   alcuna inclinazione a trattarti come una servetta in fase di apprendistato.
Mi ripromisi di fare come loro, se mai un giorno mi fosse capitato di avere una supplente.
E, in modo del tutto imprevisto, a Gennaio di quest'anno quel giorno arrivò.
"Qui è Rodi, qui salta" mi dissi severamente prima di telefonare alla collega che avrebbe preso il mio posto.
Vuoi per la saldezza dei miei principi morali, vuoi perché anestetici e medicine varie mi avevano sbattuto in un limbo da dove la scuola sembrava incredibilmente lontana, non mi costò molto mantenere fede al proponimento. Diedi alla mia sostituta la mia più completa benedizione perché facesse assolutamente quel che meglio le sembrava MA con una sola, semplice e banalissima istruzione: il programma di storia della Terza Effervescente - che a storia non era troppo indietro ma, ad essere onesti, nemmeno troppo avanti.
"Abbiamo appena concluso l'Ottocento sul libro di seconda" spiegai "Il terzo volume inizia con quattro capitoli che secondo me sono facilmente sintetizzabili. Facci su una ricognizione molto rapida e attacca la prima guerra mondiale appena possibile".
E la collega mi assicurò che sì, certamente.

Nelle mie intenzioni, sulla scorta dei grandiosi complimenti che avevo raccolto da medici e infermieri per il mio eccellente decorso e di una innata tendenza all'ottimismo, ero convinta che sarei tornata a scuola ben ristabilita all'inizio di Marzo, e contavo di trovare concluse almeno la prima guerra mondiale e la rivoluzione russa.
La realtà è stata abbastanza diversa perché, giunta a casa, il decorso si è mostrato meno eccellente delle previsioni. Intorno al 20 Marzo tuttavia, per quanto ancora malandata, cominciavo ad avvertire i sintomi di un esasperazione che mi faceva pensare che in qualche modo il processo di guarigione fosse ormai ben avviato. Così un bel pomeriggio aprii il registro elettronico, desiderosa si informarmi su dove fossero arrivate le classi per prepararmi un po' di programmazione.
Scoprii così che l'ultima lezione che la Terza Effervescente aveva studiato era l'età giolittiana. 
Sul finire di Marzo.
L'età giolittiana.
"L'ETA' GIOLITTIANA?!?!" urlai in una casa provvidenzialmente vuota. Ci sono però un paio di ragni sul soffitto che sono ancora traumatizzati per colpa dell'onda sonora.
Ma, insomma, chi se ne frega dell'età giolittiana? Da quando in qua si perde tempo con l'età giolittiana con tutto quel che c'è da fare di interessante nel programma di terza di storia? E chi mai ha visto una classe delle medie coinvolta dai temi dell'età giolittiana?
Insomma, se non si fosse capito le mie classi non hanno mai dovuto subire un surplus di informazioni su Giolitti, al più sono state vagamente informate che era esistito; né ho notizia di alcun alunno delle medie che abbia mostrato un particolare interesse per Giolitti, né con me né con altri e più meritevoli insegnanti. Ricordo gran copia di laboratori e approfondimenti sui migranti italiani, sulle condizioni di vita dei contadini italiani a inizio del secolo, sui tentativi colonialistici in Libia... ma sull'età giolittiana?

Il primo risultato di questa drammatica scoperta fu che chiamai una collega e le annunciai che allo scadere del certificato in corso, se appena ci riuscivo, sarei tornata a scuola.
Il secondo risultato fu che, nel felice giorno del mio rientro, fra un fiore e l'altro, rifilai allo sventurata Terza Effervescente una brillante sintesi della prima guerra mondiale. Cioè, non so se era brillante, ma di sicuro era sintetica.
Il terzo risultato è che la migliore classe che abbia mai avuto a storia arriverà all'esame con un programma decisamente ridotto e farà con i piedi la parte più avvincente del programma.

No, non ho protestato con la collega, anzi le ho mandato un paio di messaggi assai sdilinquosi congratulandomi con lei per l'eccellente lavoro che aveva svolto. Tanto, quel che è fatto è fatto. Il problema, caso mai, riguarda il molto che non è stato fatto.
D'accordo, di lei disapprovo molte altre cose; ma è chiaro che si tratta di una persona che lavora in modo molto diverso da me, e non è detto che ciò sia un male.
I ragazzi si sono lamentati molto per questo e per quello e per quell'altro, e li ho lasciati lamentare per qualche minuto per poi tagliare corto, salvo mostrare una certa disapprovazione per il fatto che leggeva il manuale in terza. Cioè, con quella classe il manuale non lo leggevamo nemmeno in prima media, perché erano già in grado di lavorarci in modo autonomo. Hai a disposizione una Ferrari e ci viaggi a trenta chilometri all'ora? Non ti rendi conto che una classe di quel livello si annoia se ti limiti a leggergli il manuale, a storia come in qualsiasi altra materia?
Pare che non se ne sia resa conto.

Io invece mi rendo conto benissimo che cominciare la prima guerra mondiale in una terza media il primo d'Aprile è uno dei più surreali pesci che si possano immaginare. 
Per fortuna ho un blog dove in perfetto anonimato posso lamentarmene assai.

12 commenti:

dolcezzedimamma ha detto...

Avevo in bozza un post affine al tuo, ma poi l'ho cancellato, perché mi era sembrato troppo severo, ma ora tu mi inviti a nozze...e devo parlare x forza. Io faccio parte dell' orribile genia dei professori di lettere che vogliono guidare i supplenti. Per questo, insieme con i libri che la collega mi aveva subito richiesto, le avevo mandato un bel foglietto con indicati gli argomenti, i brani antologici e financo le versioni da fare. Soprattutto, e a caratteri cubitali, avevo scritto FARE COMPITO DI ITALIANO IN QUINTA. A voce le avevo aggiunto che , se preferiva, li avrei corretti io e le avevo raccomandato di andare avanti in tutto. Il giorno prima del mio rientro mi ha chiamato e mi ha detto di aver fatto tutto. Quando le ho chiesto del compito, con candore mi ha detto che non l'aveva fatto perché non aveva capito come doveva fare e non voleva disturbarmi, non aveva interrogato nessuno perché non voleva interferire nel mio giudizio et similia. Quando sono rientrata ho scoperto che aveva fatto IN UN MESE solo 4/5 pagine x materia, LEGGENDO il libro in classe e riassumendolo x capoversi. Persino i più sfaticati hanno gioito x il mio rientro...

Murasaki ha detto...

Solidarietà completa e totale su tutta la linea!
Alle superiori, dove i programmi sono molto più vincolanti, non mi sembra strano lasciare delle istruzioni dettagliate, soprattutto per le classi che a fine anno fanno l'esame - e comunque le istruzioni che mi davano le ho sempre seguite, anche se a volte con un certo tocco creativo.
Però vedo che le nostre esperienze sono state davvero molto simili, perché quando ho scorso il registro sono rimasta sorpresa anch'io di quanto poco avessero fatto un po' dappertutto. Pensare che una delle prime cose che ho scoperto stando in cattedra era che più lavoravamo e più la classe stava buona ed era facile da gestire perché era impegnata...

dolcezzedimamma ha detto...

E infatti io non sono riuscita a spiegarmi il perché e il percome. In quarta hanno LETTO la vita di Ovidio ( assumendo il corollario che il suddetto ODIAVA le donne. Ovidio?)In quinta hanno LETTO la storia di inizio Novecento E BASTA e la vita di Apuleio (secondo me era una patita di biografie), ma il clou è stata la terza, in cui le poesie di Petrarca sono state bellamente saltate a beneficio degli autori minimi dell'Umanesimo. Capisci perché ho cancellato il mio post...ero troppo furiosa: Petrarca ormai è perduto x sempre e in quinta quest'anno la corsa dell'asino la farò io.

Pellegrina ha detto...

DOLORES Umbridge! Ecco, gli è capitata Dolores Umbridge. La storia è materia pericolosa, figuriamoci quella del secolo scorso. Meglio non uscire dal seminato.
Ah, ma guai parlare male degli insegnanti!
"tende a dirti cosa fare, cosa pensare e financo come respirare; tuttavia, persino tra loro si annidano persone di grande equilibrio e garbo istituzionale"
ecco, appunto. Pensare a quelli che se le devono sorbire come numi indiscutibili per sei ore tutti i giorni per qualche lustro, 'sti soggetti del primo tipo, grondanti autoritarismo, meschinità e nullità pretenziosa.
Di Giolitti mi ricordo poco, ma una cosa sì - spero - il suffragio universale maschile. L'epoca è interessante per le prime lotte socialiste anche in Italia e per la risposta data alle rivendicazioni sociali, una cosa che preoccupò molto i ceti dominanti dell'epoca. Figuriamoci le supplenti di oggi...

Eva ha detto...

Io ricordo una supplente così saccente e acida da far quasi ridere....Odiava il nostro professore di lettere(lei era una di quelle entrate nella scuola x meriti politici di "altri"....il padre cardiologo....e massone )
Appena entrata in classe ci disse che con lei la musica sarebbe cambiata,perché ci conosceva "di fama"(????)e che avremmo fatto bene a non ridere...perché "RISUS ABUNDAT IN ORE STULTORUM"....il giorno dopo il nostro prof.aveva già saputo e risolto...tornando prima dall'influenza.
Fiero 25 Aprile a tutti!

melchisedec mel ha detto...

Non mi è capitato finora di essere sostituito da supplenti, chissà mai se capiterà! Talvolta immagino la situazione, ma sono certo che vorrei conferire con il supplente per mettere in chiaro certi punti fermi. Solidarietà! 😁

Ilaria ha detto...

Scusami ma quando sono arrivata al punto in cui urli "L'età giolittiana?!" in casa da sola (a parte i due ragni) sono scoppiata a ridere... Per il resto invece sono solidale. Allora faceva bene mia madre a essere l'incubo della sua supplente standole costantemente col fiato sul collo... tutti la prendevamo in giro, mia madre era mezza morta dalle sedute di chemio ma risorgeva solo per telefonare alla supplente... in un certo senso un'ancora di salvezza, mai mia madre avrebbe potuto soccombere al male lasciando la classe nella mani della sostituta senza le preziose indicazioni della titolare! ;-) Mi dispiace molto per la tua Terza effervescente, invero...

Murasaki ha detto...

@Dolcezze:
Ovidio come grande odiatore di donne sinceramente mi mancava. Ma, considerando come lavorava costei, tutto sommato ti conviene rallegrarti che non abbia fatto 'sto granché e si sia limitata ai nomi minori dell'Umanesimo...

@Pellegrina:
Appunto: di tendenza non mi piace dire male degli insegnanti - anche perché ho scoperto che è molto banale farlo
http://ildiariodimurasaki.blogspot.it/2015/09/la-banalita-dellinsegnante-ovvero.html ^_^
Comunque la mia personale Umbridge amava molto leggere dal libro ma NON li faceva scrivere col proprio sangue. Anzi, da quanto ho visto non li ha fatti praticamente scrivere, né col sangue loro o altrui né con l'inchiostro o il gel. Sembra però che con l'analisi logica le cose non siano andate malaccio, anche se naturalmente non hanno fatto MOLTISSIMI complementi...

@Eva:
Ce ne ho avuta anch'io una di quelle che "risus abundat" eccetera. Mai capito perché qualcuno trovi brillante usare una frase così insulta.
Misteri degli insegnanti di Lettere, davvero!

@Mel:
Ma spero proprio che non ti capiti mai, visto che l'unica possibilità piacevole - un bel congedo per maternità - ti è irrimediabilmente preclusa dalla natura ^_^
Non so se avrei ottenuto di più da costei assillandola. Il punto è che non credo che sarei mai riuscita ad assillarla, perché in cuor mio sarei stata convinta di non averne il diritto; tanto vale quindi accettare le cose come sono andate... (un tigre ruggisce in sottofondo)

@Ilaria:
Oh sì, queste cose sono davvero divertenti quando capitano ad altri ^_^
Capisco benissimo tua madre: non so se ha fatto bene a tormentare la poveretta che la sostituiva (e che magari avrebbe lavorato benissimo anche senza essere tampinata in quel modo) ma sono convinta anch'io che fare così l'ha aiutata.

Pellegrina ha detto...

Umbridge deve azzerare il sapere, soprattutto il sapere che permette di acquisire potere e dà fiducia in sé stessi. Leggere pedissequamente il libro di testo fa un po' questo: addormenta e mette al riparo da tutto, anche se non si è particolarmente svegli.
Gli insegnanti hanno questo di pessimo: intanto, a leggere i loro blog, salvo rare eccezioni, sono di un autoritarismo soffocante e cieco, come se avessero preso quel mestiere per potersi liberamente sfogare su chi non potrà mai essere loro eguale, con punte sadiche, magari con la scusa del cameratismo, o semplicemente ottuse e decisamente un sacco di parole di troppo, ma proprio tante, per decidere della minima cosa e il più spesso possibile decidere di non muovere foglia ché tanto va bene così. Nella mia esperienza personale poi, ne ho trovati di meravigliosi che hanno sicuramente plasmato la mia vita in senso positivo, diciamo tre, uno che mi ha immensamente aiutato, persone di cui ho sempre avuto nostalgia, poi una pletora di mediocri dalle conoscenze arretrate (il mondo che mi si è spalancato all'università rendendo brillante ciò che era coperto da un velo di noiosa e smorta polvere come un quadro rifatto nel XIX secolo lo attesta meglio di ogni riflessione personale), ma soprattutto ho dovuto constatare che se imbrocchi male le loro fisime, non c'è modo di difendersi. O ti schiantano o nel migliore dei casi non impari assolutamente più nulla, come sotto il potere delle Umbridge. E questo potere illimitato e cieco di fatto su dei minori mi sembra molto grave.

acquaforte ha detto...

@EVA
Tutto bene ? Avrai certamente ricevuto l'ultima Newsletter dell'Associazione Italiana Studi Tolkeniani. C'è un interessante dibattito sul saggio di Elisabetta Marchi "La Contea di Saruman", uno studio sul capitolo 'Percorrendo la Contea' di ISDA.
Non oso chiedere a Murasaki di fare un post su ISDA, non in questo indaffaratissimo periodo, certamente... ma .....😊

Eva ha detto...

@acquaforte:
Ciao☺
Mannaggia non riesco ad uscire dal vortice del campionario....e sto trascurando tutto....sarà un mese che non apro il pc,manco per rilassassarmi guardando film e telefilm in streaming....vado avanti con la connessione del cellulare😂😂😂
Sono certa che la nostra cara dama Murasaki ci farà un pensierino...

Eva ha detto...

RILASSASSARMI....ipse dixit😂