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giovedì 23 marzo 2017

Di slave e slavine

Durante la convalescenza sto passando molto tempo in rete, particolarmente su Facebook, grazie al mio amato tablet che mi tiene comodamente compagnia a letto. 
Ho così potuto seguire le curiose vicende della trasmissione televisiva di Rai1 Parliamone sabato, che nel giro di poche ore è stata prima messa sotto accusa e poi chiusa in gran fretta, sepolta sotto una valanga* di biasimo e disapprovazione collettiva nonché sotto molti e molti strati di gelido sarcasmo da parte dei social.
Per quanto ho capito (no, non l'ho vista. Non sapevo nemmeno che esistesse) è una di quelle trasmissioni a base di dibattito spicciolo tra pubblico e ospiti, più o meno gestita dai presentatori, dove non sempre i temi trattati sono di livello eccezionalmente elevato.
Parlavano, mi sembra di aver capito, di matrimoni misti, o meglio di italiani che sposavano donne straniere**. Ad un certo punto la presentatrice ha detto di aver trovato in rete questo:
ne è seguito un lungo dibattito su questi sei punti - il quale dibattito ha lasciato alquanto perplessi molti spettatori e spettatrici che, invece di fare una telefonata di protesta ai centralini RAI, come usava quando ero ragazzina, han preferito postare questo curioso frutto dell'ingegno umano sui social, corredandolo con abbondanti commenti e considerazioni, dal che è seguita grande contrizione pubblica da parte della dirigenza RAI e la precipitosa chiusura della trasmissione. 
Ammettiamolo: la tabella non si raccomanda né per originalità né per rispetto verso le persone che descrive: le "fidanzate dell'Est" più che esseri umani sembrano pelouche, secondo l'eccellente definizione della presidente(ssa?) della Camera Laura Boldrini.
Ma da dove salta fuori cotal tabella?
Dalla rete, ha detto la conduttrice del programma, senza perdersi in dettagli che pure avrebbero forse avuto un loro perché.
Beh, adesso in rete c'è senz'altro, insieme a svariate decine di variazioni e parodie, come questa di Feudalesimo e Libertà:
Ma prima della trasmissione c'era, in rete?

Sì e no. Prima della trasmissione c'era, sul sito oltreuomo.com, specializzato in, diciamo così, tematiche giovanili (sia maschili che femminili) e che non brilla per seriosità di argomentazioni né per eccesso di autoreferenzialità, un elenco di 20 motivi per farsi una ragazza dell'Est, redatti dopo essere stati invitati a San Pietroburgo al raduno mondiale dei morti di figa
L'elenco di questi venti punti è piuttosto divertente; certamente non rende giustizia a tutte le varie sfumature di carattere e sentimenti che ogni donna dell'Est (così come ogni essere umano, del resto) si porta dentro, ma ne viene fuori un ritratto vivace e ricco di colore;  e infatti il testo originale ha richiesto un lungo e complesso lavoro di editing (in parte analizzato da Isolaria Pacifico in un articolo che ho trovato molto interessante) nonché la drastica eliminazione di  parecchi elementi per poter essere utilizzato in trasmissione - ad esempio l'ultimo, il numero venti, ovvero il fatto che le ragazze dell'Est sono le uniche che sanno leggere Dostoevskij in lingua originale.

Cosa descrive la tabellina azzurra in sei punti? 
Non le donne dell'Est, o del Sud o di qualsiasi altro punto cardinale del pianeta, né tantomeno donne in carne e ossa; no, descrive il modello femminile che ha infelicitato la vita delle nostre madri, nonne e bisnonne che tante volte se lo sono viste porre come buon esempio di moglie: la donna paziente, che non si lamenta e sopporta i tradimenti ma non rinuncia a curarsi anche dopo il parto, che tiene bene la casa ma riesce ad essere anche sexy, che lascia comandare l'uomo e non fa i capricci - modello rigorosamente mediterraneo perché sorvolare benevolmente sui tradimenti dell'uomo-cacciatore non è affatto approvato in tutte le culture, anche se da noi è sempre stato ritenuto in passato gran segno di saggezza.
Per trovare un elenco così non importa scomodare la rete, qualsiasi settantenne è in grado di ripetere a memoria a semplice richiesta questa lagna che la perseguita da prima della nascita (anche se ha tanto sperato di vedersene infine liberata negli anni Settanta); e ritrovarselo in televisione sotto mentite sembianze di attualità quando la definizione giusta sarebbe stata piccolo antiquariato è stata probabilmente la molla che ha fatto scattare le ire degli spettatori: ma sul serio, ci fate pagare il canone per descriverci questa roba come il sogno dell'immaginario del maschio italiano contemporaneo? Cento euro all'anno nella bolletta della luce per  rifilarci 'sta lagna? E ci tocca pure guardarvi mentre discutete sulle grandi verità contenute in questa tabella? Cosa vi siete fumati, e in che dosi?

Ma dicevo dell'editing che il testo originale ha richiesto, e che è stato così lungo e laborioso da convincere gli autori del programma a sorvolare pudicamente sui veri autori della fonte di partenza (anche perché costoro non avrebbero molto gradito, visto che chiudono sempre i loro post con l'avvertenza Non usare questo articolo fuori dal contesto di questo blog, i nostri lettori sono allenati a comprendere un linguaggio che altrove potrebbe venire frainteso). 
Ma in fondo si tratta solo di roba in rete, cioè a disposizione di tutti, giusto? Possiamo prendere, saccheggiare, alterare, travisare, inventare e insomma farne quel che vogliamo, no? Siamo solo la prima rete del servizio pubblico, abbiamo diritto di fare quel che vogliamo con i testi altrui - compreso lasciar credere a chi lo vuole che la tabella sia il risultato di un sondaggio sullo spinoso tema "Perché gli uomini italiani preferiscono le straniere alle connazionali?".
L'aspetto più grave di tutta questa vicenda che rischia di mettere in discussione la qualità dell'intrattenimento Rai - se non di tutta, certo di quella mattutina e pomeridiana - settore che assorbe una quantità non indifferente di denaro pubblico, sta nell'aver presentato come autentico un cartellone blu, copiato da Internet, peggio copiato probabilmente da un sito trash.
Ma forse ancor più grave è che il sito trash non solo non venga minimamente citato, ma sia stato anche pesantemente manipolato.
Proviamo a esaminare i punti 3 e 4, sul tradimento e la sottomissione (il grassetto è mio):  si spiega che queste ragazze dell'Est
8 Prima si allenano molto, ma quando trovano l'uomo giusto sono fedelissime. Perdonano persino il tradimento.
18 Se l'uomo che scelgono è sincero e fedele con loro sono disposte a farlo comandare.
Insomma, la sottomissione delle donne dell'Est va guadagnata, è comunque una loro concessione e non fa parte di una inclinazione innata a disposizione del primo che passa; e la fedeltà è una delle monete con cui ti guadagni questa disponibilità verso la sottomissione - forse perché il tradimento non è poi preso così alla leggera.
Infatti queste ragazze
7 Hanno il carattere forte e orgoglioso dei cosacchi del Volga. Quindi non si appiccicano.
17 Non fanno nulla che non abbiano voglia di fare, ma quando lo fanno ci mettono tanta di quella passione da costringere i vicini di casa a chiamare l'esorcista.
1 Non fanno scenate in pubblico. Se devono tagliarti le palle lo fanno nell'intimità di casa.
Dalla descrizione insomma sembrano creature a sangue assai caldo, che decidono le regole del rapporto: se sarai all'altezza delle richieste potrai anche tenere le redini, ma ricordati di fare molta attenzione: perché, tra l'altro, non si appiccicano. E quindi, sembra di capire, non si fanno troppi problemi a chiudere la storia, se non ti trovano adeguato.
Stereotipi o meno (c'è tutta una letteratura sul carattere fiero delle donne russe, ma a parte che la Russia non è tutto l'Est, anche la letteratura vive di stereotipi e ogni donna è fatta a modo suo) il rapporto con le ragazze dell'Est viene descritto come forte e passionale, tutt'altro che riposante; sono donne sconsigliate per gli amanti delle tutone da interno:  tutt'altro che dei pelouche, e con un eccellente rapporto con la loro aggressività.
Eppure, alla fine del restyling del brano, sembrano proprio dei pelouche che dove li metti stanno, tutti paciosi e morbidosi.

E dunque: gli autori del programma volevano mettere in scena la consueta lagna del maschietto italiano spaventato dall'aggressività della femmina italiana emancipata, ormai del tutto dimentica delle belle doti che impreziosivano la sua femminilità nei bei tempi andati, e a tal scopo hanno invitato ospiti acconci e tormentato e maltrattato un povero testo (che avrebbero potuto comodamente scriversi da soli, a quel punto) che puntava in tutt'altra direzione fino a ridurlo in modo che servisse ai loro deplorevoli scopi.
A sorpresa, il pubblico di casa ha mostrato, apertamente e senza infingimenti, di non gradire affatto e ha fatto polpette della tabella azzurra, con esiti anche molto divertenti. Ciò nonostante i commentatori e gli opinionisti  (che hanno commentato e opinato numerosissimi due giorni fa) si sono soffermati soprattutto su questa tabella azzurra come se fosse uscita da qualche sondaggio condotto nel più scrupoloso dei modi, e basandosi su quelle righe han disquisito in lungo e in largo sul maschio italiano e l'arduo cammino della donna italiana verso la liberazione dagli stereotipi, come se quella tabella avesse dignità di prova di alcunché oltre che della cialtroneria degli addetti alla trasmissione.

Dover prendere atto che la prima rete nazionale prepara i suoi programmi lavorando come un qualsiasi fabbricante di bufale non è di grande conforto al contribuente italiano; in compenso, vedere gli apprendisti stregoni di turno incastrati a sorpresa in un giochino che normalmente funzionava senza problemi e stavolta gli ha improvvisamente preso fuoco in mano è stato molto divertente e lascia pensare che i tanto deprecati social (che pure con le bufale pascolano assai volentieri) sono entità difficili da gestire se non si sa bene come prenderli, più o meno come le ragazze dell'Est descritte da Oltreuomo.

E la donna ideale degli uomini italiani? 
Ah, non ho idea. Magari, se provate a chiedergliela, ve la descrivono anche.
Però prima di farci sopra un dibattito converrebbe almeno ascoltare le risposte.

*sinonimo di slavina, come ognun sa.
**com'è noto ci sono anche un sacco di italiane che sposano stranieri, ma mi sembra di capire che la trtasmissione non si sia soffermata su questo aspetto della questione.

5 commenti:

Bridigala ha detto...

Interessante conoscere l'origine e la manipolazione che hanno portato alla tanto vituperata (giustissimamente) tabella. E, tra l'altro, temo che sarebbero da chiudere tutti i programmi giornalieri delle reti generaliste, Rai o concorrenza non importa. Razzismo, qualunquismo, stupidità varie ed eventuali, ci tirano su come polli in batteria.

acquaforte ha detto...

Guardo pochissimo la RAI, anche se obbligata a pagare il canone e ho seguito la faccenda solo dai titoli del giornale. Il tuo ottimo post mi ha chiarito le idee.
Ogni tempo ha i suoi luoghi comuni che vengono adattati ai nuovi "stranieri". Sono nata nell'estremo est del Veneto, era Italia, non lo è più. Sono cresciuta a Torino, nel periodo dell'arrivo dei "terun", come cantava il grande Jannacci in milanese "vignii giò cun la piena". Questo bel elenco di luoghi comuni (punti 3, 4, 5, 6) era adattato alle "donne meridionali", perché era proprio l'ideale femminile dei maschietti. Del sesso ovviamente non si parlava, al massimo, nei discorsi da bar, scattava il gesto da intenditori!. Mezzo secolo è passato, molte cose sono cambiate, ma non abbastanza. Coloro che dovrebbero informare/formare continuano a parlare per luoghi comuni (l'ideale femminile come badante, ma con taglia 6 di reggiseno, annessi e connessi). Vuoi per convinzione o pigrizia mentale o, peggio, per solleticare il peggio, che fa audience.
No, la RAI non è la BBC.

melchisedec mel ha detto...

Un altro caso di spazzatura. Credo che siano immagini altrettanto lesive di gruppi umani, a vario titolo, solitamente mandate in onda nella tv pubblica, ma il politicamente corretto ha voluto, questa volta e per questa occasione, farsi sentire.

Murasaki ha detto...

@Bridigala:
Ah, il giornalismo spazzatura è assai diffuso, e sappiamo anche quali televisioni lo hanno inventato e con che risultati. Per la televisione di stato comunque ci dovrebbero essere dei limiti, e adesso che una determinata era politica è tramontata forse ci sarà un lavoretto di ripulitura.

@Acquaforte:
NO, la Rai proprio non è la BBC. Ogni italiano (e ogni italiana) ha il diritto di preferire la compagnia di chi vuole e per i motivi che più gli sembrano validi, ma non si può fare una trasmissione basata sui luoghi comuni che secondo quel che pensi gli altri dovrebbero coltivare, il tutto senza interessarti minimamente di quel che effettivamente vogliono.

@Mel:
corre voce che, oltre al politicamente corretto, sia stato deciso di prendere la palla al balzo per togliere di mezzo un programma che andava singolarmente male. Del resto, se era condotto e preparato con tanta cialtroneria, era comprensibile che andasse così male...

Sary ha detto...

comunque io conosco anche una donna italiana che ha sposato un Masai. Non credo ci siano tabelle azzurre in giro sui matrimoni afro-italici, nel caso mostracela e commentala con l'abituale arguzia che ti contraddistingue...