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mercoledì 15 febbraio 2017

Del perché ci si dimentica di aggiornare il blog


Passano i giorni, ma la convalescenza è piuttosto statica: ho allargato il numero dei cibi consentiti, ma continuò a ingoiare dosi minuscole, salvo poi meravigliarmi se non ho molta forza e mi stanco subito.
Di una cosa almeno non mi stanco più, ed è leggere. Così una cara amica ha stabilito che potrei dedicare utilmente il mio tempo alla preparazione di ben DUE  conferenze: una su Harry Potter è un altra su Tolkien perché "quella dell'anno scorso è piaciuta tanto e mi hanno chiesto in tanti di farne un altra".
Naturalmente non ho niente in contrario (se mai riuscirò ad alzarmi da questo letto di moderati piacer) a fare due conferenze su due argomenti che amo tanto. L'unica cosa che mi inquieta è l'idea di rivivere l'agghiacciante momento, davanti alla pur contenuta platea, che precede il "Buonasera a tutti", momento in cui un anello o un mantello che rendono invisibili permettendo una rapida fuga sarebbero davvero assai graditi.
Ad ogni modo, per parlare di Harry Potter prima di tutto si impone una Rilettura Completa dei sette volumi, ovvero qualcosa che non ho mai fatto - anzi, era dall'anno dell'uscita in italiano* dell'ultimo volume che non avevo più toccato quei magnifici sette libri.
"Molto bene, il tempo non mi manca. Ripartiamo" mi sono detta una settimana fa.
Come sempre l'incantesimo di J.K. Rowling ha fatto il suo effetto e tutto, ma proprio TUTTO, è passato in secondo piano. Al momento sono nello studio tappezzato di diabeticissimi gattini vittoriani della perfidissima Umbridge.
Chissà se stanotte riesco ad arrivare all'ospedale di San Mungo?

*Naturalmente mi ero precipitata vari mesi prima a comprare il libro in inglese e a leggerlo due volte con grandissima solerzia e cura...

16 commenti:

acquaforte ha detto...

La tua cara amica ha pensato MOOOOOLTO BENE: e niente anelli o mantelli per scappare!
Ultimamente ho riletto "I doni della morte" con estremo piacere e, partendo dalle "Case di Guarigione", ho riletto anche l'ultima parte di ISDA. Quindi, come vedi, sono in tema e preparata. Come per l'anno scorso, spero che ci racconterai tutto e con dovizia di particolari.

Rileggere libri amati è un doppio piacere: sai già come andrà a finire e ti godi la scrittura, notando particolari che erano sfuggiti, e ti accorgi una volta di più del bel lavoro fatto dagli autori.
Penso di lasciarti in buone mani stanotte. ..... goditi il viaggio......😄

Senzapre7ese ha detto...

Felice di rlieggerti, e buona maratona di HP! :-) Ti auguro di rimetterti presto in forze e tornare con i tuoi racconti di scuola, che mi mancano tanto...

Bridigala ha detto...

Ciao cara! Stasera dirigo una discussione su "l'amore ai tempi del colera", ed ho tutta l'intenzione di ricorrere ad una citazione potteriana quando si parla della fuga dalle lettere d'amore. Mentre leggevo non potevo non identificare il padre di Fermina Daza con zio Vernon... Sono malata, sono! In realtà il parallelo da fare sarebbe stato con i promessi sposi, ma ho avuto il nipotino più piccolo in ospedale e non ho avuto tempo di prepararmi anche sul Manzoni, vediamo se oggi trovò una copia sul lavoro da cui estrarre un paio di passaggi.
Buona guarigione, e mi piacerebbe tanto essere più vicina per poter assistere alle tue conferenze, anche solo per trovare persone con i miei stessi gusti letterari con cui parlare senza rendermi conto dopo un attimo che fanno riferimento ai film e non ai libri.

dolcezzedimamma ha detto...

Qui ti ho battuta! Non ho contato le riletture integrali di HP e conosco benissimo la sensazione di astrazione e di perdita di contatto co la realtà he la caratterizza.
Visto che mi verrà un po' difficile ascoltarti di pirsona personalmente,potresti beare me e gli altri tuoi fedeli lettori con un'adeguata relazione blogghesca.

Pellegrina ha detto...

Se quella della foto è quella schifezza della Umbridge è fin troppo edulcorata. Pare una zitella sperduta anziché la fascistaccia nazista repressiva feroce sadica ed ottusa che è.
Quando i film si decideranno a non tradire lo spirito dei libri...
Dumbledore's army for ever.

Buona lettura.

Eva ha detto...

Straconcordo!!!Adoro rileggere i miei amati libri...e la cosa che amo di più è che ognuno appartiene ad uno stato d'animo:
ad esempio quando ero superstressata "Anna dai capelli rossi"era un toccasana ed ogni pagina mi ricorda che me le leggevo godendomi un cornetto alla crema appena sfornato e sorseggiando un buon cappuccino...quasi ogni mattina in ufficio..mezz'ora prima di iniziare a lavorare.....ED ASSOLUTAMENTE MAI nell'orario lavorativo s'intende....
Brava Murasaki,attendiamo notizie😘Buona rilettura!!!

Eva ha detto...

....ed ovviamente il mio commento era fuori-tema....
Buona riletturaaaa e...POSTACI LA CONFERENZAAA😘
Grazie mille

melchisedec mel ha detto...

Almeno tu non lo aggiorni per nobili motivi di lettura-studio, io per partirei mentale. 😂

melchisedec mel ha detto...

Paresi

Murasaki ha detto...

@Acquaforte:
La rilettura è sempre un piacere, specie per un opera costruita con tanta cura come la saga di Harry Potter ^_^
E naturalmente la futura conferenza nascerà prima sul blog, quindi potrete intervenire con le vostre belle osservazioni come l'anno scorso.
Estote parati!

@Senzapre7ese:
Grazie! I racconti di scuola mancano molto anche a me, e non vedo l'ora di riaverne qualcuno a disposizione, possibilmente DAL VIVO.

@Bridigala:
Spero tu abbia trovato il tempo, perché secondo me citare HP e Manzoni con nonchalance nello stesso tempo è il massimo dell'eleganza e della spocchieria. Adoravo farlo un tempo, quando frequentavo un sacco di Intellettuali Molto Seri. A scuola, dove siamo tutti molto più concreti e sempre a caccia di paragoni comprensibili ai ragazzi, si finisce per citare quasi solo HP, probabilmente sbagliando in senso opposto perché alla fine dovrebbero venire a scuola ANCHE per imparare quel che non sanno, oltre che per mettere a frutto quel che già sanno ^_^

@Dolcezze:
Oh, anche tu nel club? Molto bene, aspetto anche i tuoi commenti: l'anno scorso quelli sui boschi di Tolkien mi furono utilissimi 😊

@Pellegrina:
Dei film di HP non penso bene, a parte i primi due, anche perché hanno stroncato tutte le tematiche sociali e politiche - e ce n'erano parecchie, a partire dagli elfi. Ma di tutto l'Ordine della Fenice, che personalmente manderei al macero per Manifesta Indegnità, ammetto che salverei volentieri la Umbridge: certo, ha perso quel tocco da rospo che sì bene la caratterizzava, ma lei e il suo ufficio trovo che siano resi molto bene, mantenendo quel tocco lezioso e agghiacciante che costituisce la nota dominante del personaggio... Solo una perfetta e totale carogna può sopravvivere più di tre minuti in quello zuccherume di gattini infiocchettati!

Murasaki ha detto...

@Eva:
Ma tu guarda un po'... Hai ragione, Anna dai capelli rossi è un gran libro, anzi una grande serie di libri, con quell'incanto da vita domestica che aiuta moltissimo contro lo stress. Bella la colazione anti stress leggendo! (Per i miei bioritmi, sarebbe stata la sera, probabilmente con tisana e pasticcini).
Quanto alla conferenza, come l'anno scorso verrà prima di tutto postata qui^_^

@Mel:
Sappiamo bene, noi che facciamo questo lavoro, che in certi periodi manda letteralmente il cervello in pappa (o in paresi, come scrivi tu). E inevitabilmente uno di questi periodi è il cambio di quadrimestre. Solidarietà, dal mio bel lettino riposante 😊

Eva ha detto...

@Murasaki:
GRANDEEE che conosci "Anne with an E"
...ecco io mi sono sentita lei per tanto tempo😊
Ciao

Pellegrina ha detto...

@Murasaki
Il punto è se il messaggio zucchero vs carogna riesce a passare o invece finisce per inzuccherare la medesima rendendo lo spettatore complice, comprensivo o solidale. Non mi esprimo oltre perché il film in questione non l'ho visto. Di tutta le serie ho visto solo i primi due, appunto. L'ordine della Fenice è il solo libro di HP che per me è andato oltre la lettura scorrevole e che consiglierei spassionatamente, come libro in sé, a prescindere dai suoi destinatari specifici (una serie che può andare bene per alcuni ragazzini o per evasione, o per professione ecc.).

Trovo che abbia bellissime atmosfere in entrambe le parti, quella della comunità familiare allargata nella grande casa (gli affetti che si scelgono) e quella della rivolta studentesca (il gruppo che si identifica e si struttura danvanti a una situazione sociale oppressiva) e trovo anche che abbia una dimensione più collettiva e meno ossessiva e autocentrata degli altri (l'ultimo ad esempio non mi è piaciuto affatto per quanto ben dipanato) il che personalmente me lo rende più interessante. Frose un po' lunga la storia dell'elfo ma appunto interessante. Interessante lo spunto di ribellione collettiva dei "normali", non dei poveracci più sfigati e contraddittori perché appunto deprivati di tutto anche di sé stessi, e delle alleanze che intorno a loro si creano. Perché è facile commuoversi sugli ultimi, almeno a parole, molto più in crisi mette quando sono i prossimi a te, quelli che vivono una situazione quasi uguale, a ribellarsi all'ordine dato - ma come disobbedisci alle regole? ti alleni alla "violenza"? cioè metti in pratica "il programma"... - quando obbedire e confromarsi diventa ingiusto e dannoso.

In generale quando penso a un film che tenta di coniugare la complessità di una stuazione con un linguaggio cinematografico anche in senso spettacolare mi viene in mente ad esempio questo però va detto che non lavora su un testo letterario preesistente. Ma la regia mi sembra molto migliore dei due HP che ho visto.

Murasaki ha detto...

D'accordissimo con te per tutto quel che riguarda l'Ordine della Fenice. E temo assai di avertela segnalata, ma a suo tempo feci una recensione del libro dal punto di vista scolastico, descrivendo Hogwarts come un entità autonoma e dotata di giudizio proprio:
http://ildiariodimurasaki.blogspot.it/2009/08/harry-potter-e-lordine-della-fenice.html

Il film della fenice era talmente tagliato e sforbiciato di TUTTO che finiva col risultare difficile anche da seguire come senso. La Umbridge non risultava in tutta la sua perversa complessità, ma NON per colpa dell'attrice e della rappresentazione del personaggio, che anzi era una delle poche cose salvabili di tutto il pacco.

Pellegrina ha detto...

No, non lo conoscevo il post che segnali che è bellissimo e rivela grande amore per la scuola ma nessuna esagerazione secondo me, anzi la conoscenza dell'ambiente aiuta parecchio la comprensione. Concordo sull'importanza data alla scuola dall'autrice. Del resto è ciò che è nella vita dei quindicenni: tutto ruota attorno alla scuola che a sua volta, per quanto stretta stia (a me faceva soffocare! ma non era Hogwarts era una scuola bene cattocrociana sob e senza Silente - arisob!!!!) è la prima istituzione esterna con cui più o meno tutti si confrontano e nelle cui pieghe cercano di costruire il proprio ruolo e posto nel mondo, subendo il suo modo di regolare i conflitti.

Non a caso arriva un'ispettrice per tenerli buoni. Di fatto Umbridge non è né insegnante né "ispettrice" vale a dire tradisce entrambi i ruoli; è mandata per reprimere, tagliando tutte le principali teste, non per accertare. In questo svolge perfettamente il suo ruolo, perché riesce a dividere e a danneggiare per un certo tempo tutti, usando il senso di colpa e un'interpretazione formalistica quando non unilaterale delle regole. L'episodio dell'alzata di mano cui lei risponde voltando ostentatamente la testa mi ha fatto sempre venire voglia di uccidere! McGrannit è un osso duro, ma non potrà essere lì per fare scene a ogni allievo preso di mira e prima o poi finirebbe con l'essere sconfitta.

Quello che vince è l'unione che si riesce a coagulare contro Umbridge (peraltro non toale, perché molti fanno gli ignavi e non tutti gli studenti si allenano con Harry o si lasciano trascinare da Hermione) e il fatto di rimanere senza referenti politici, sempre perché la ribellione glieli sottrae. Una ribellione però che parte dagli studenti, non dai profperché gli è stata sottratta la LORO scuola, quella che riescono a percepire come loro (Il dovere di rivolta della Costituzione del'93!) Ma questo fa parte del lieto fine del romanzo, perché in genere personaggi simili escono vincitori, almeno sul medio periodo. Che è quello in cui alcuni individui possono patire più male, anche se le istituzioni riescono sia pure un po' malconce a resistere - ma non all'infinito.

Interessantissimo invece che siano i meno abili nel cazzeggio quotidiano superficiale, diciamo così, quindi i meno considerati nella gerarchia di socializzazione della scuola, ma non necessariamente i più stupidi, a rispondere e a rispondere bene nella circostanza eccezionale, prendendosi la responsabilità del bene della comunità. Saranno loro che risponderanno subito anche nel libro successivo (credo) contro i mangiamorte, mentre gli altri saranno scomparsi.
Insomma tra una Luna e una Cho&affini facile capire chi abbia di più la mia considerazione :-).

Infine una nota sull'importanza della presidenza come ambiente, quella presidenza murata da Silente: è azzecatissima in effetti un luogo di autorità che nel caso di Silente sprigiona anche autorevolezza cosa molto molto molto rara...

Sai a chi mi ha fatto pensare spesso Silente? A Alexander Neill! Di cui ovviamente ho ADORATO il libro antologico tradotto in italiano... tra l'altro poco prima c'era stato un attaco del ministero contro la sua scuola, in cui alla fine si era trovato un accordo, ma per il rotto della cuffia e una lunga ribellione di insegnanti, allievi e famiglie.

Murasaki ha detto...

Silente come Alexander Neill non l'avevo mai pensato, ma non c'è dubbio che dietro la sua aria paludata e cortese sia rimasto in fondo al cuore un rivoluzionario al quale regolamenti e convenzioni scolastiche vanno stretti, anche se evita di dirlo.
Una cosa che mi ha colpito durante la rilettura è che la Presidenza, che rimane sigillata con aperta insubordinazione davanti alla Umbridge, accetti Piton senza fare problemi. Questo avrebbe dovuto mettere sull'avviso molti lettori, ma anche qualche insegnante, perché sta a significare che Piton è stato accettato come legittimo preside, il che non credo sarebbe mai potuto avvenire se avesse assassinato a tradimento il suo predecessore.