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sabato 31 dicembre 2016

Guerre Stellari

La fine dell'anno ci ha privati dell'attrice, scrittrice  e sceneggiatrice Carrie Fisher,
che da giovane è stata un adorabile principessa Leila (o Leia, per il resto del mondo)

Oltre ai film dedicati al Natale per me  esiste anche la vasta categoria dei Film Che Ho Visto A Natale e che nel mio cuore sono indissolubilmente legati al periodo natalizio - ad esempio la trilogia dello Hobbit, i primi Harry Potter... e Guerre Stellari.
Quando arrivò in Italia, nel lontano Dicembre 1977, se ne era fatto un gran parlare per il gran successo che aveva riscosso l'anno prima negli USA.
Il 26 Dicembre, dopo un pranzo di Santo Stefano che chiudeva una seduta piuttosto pesante con taluni parenti, mio padre suggerì di andare al cinema. 
L'idea piacque molto perché, anche se andare negli affollatissimi cinema nei giorni delle feste non era mai stata nostra abitudine, la famiglia Shikibu desiderava ardentemente un po' di svago dopo due giorni in trincea, e un po' di fantascienza d'avventura sembrava proprio quel che ci voleva.
Trovammo miracolosamente posto in una sala piena come un uovo e partì la celebre fanfara mirabilmente eseguita dalla London Symphony Orchestra (e il fatto che una grande orchestra avesse eseguito la colonna sonora all'epoca aveva fatto assai notizia).
Si chiamava Guerre Stellari, in italiano, anche se il titolo originale lo conoscevamo tutti; e non si parlava minimamente di Quarto Episodio (la cosa venne fuori solo con i film successivi) né alcun sottotitolo annunciava "una nuova speranza": anche quello arrivò parecchio dopo.
Alla fine la platea applaudì - cosa che, fino a quel momento, al cinema non aveva mai visto fare.
Il film fu per noi come pioggia vivificante dopo una lunga siccità e ce lo bevemmo con entusiasmo. Dietro l'apparenza di una scenografia nuovissima di cui nessuno ci spiegava niente c'era in realtà una storia molto semplice e conosciuta da tutti: una Principessa da salvare, un Eroe che ancora non sapeva di essere un eroe, un Avventuriero che era anche lui un eroe ma non voleva farlo sapere troppo in giro perché aveva una reputazione di avventuriero da difendere*, e una fortezza indistruttibile (che nessuno spettatore ha mai dubitato che sarebbe stata distrutta) più un Cattivo di grandissima abilità paludato con grandi paludamenti neri e un Saggio Maestro in abiti francescani. E le spade laser. Vedere le spade laser e riconoscerle come qualcosa che in cuor tuo hai sempre saputo che esiste fu tutt'uno. Come contorno alcuni Fedeli Servitori dalle grandi capacità: uno in pelliccia dai tratti vagamente leonini, e due meccanici; il più bravo naturalmente era il più piccolo, una specie di simpatico botoletto che, a ben guardare, era quello che risolveva sempre le situazioni più critiche.
Una fiaba, in pratica, ambientata nel futuro. In effetti era fantasy, ma nessuno la chiamava così perché in italiano ancora la parola non esisteva.
Il Saggio Maestro muore combattendo un elegante duello contro il Cattivo dopo averlo avvisato: "Se mi distruggi, io tornerò più forte di prima". Per me, che mi ero già letto quattro volte Il Signore degli Anelli la cosa era più che normale, e solo qualche anno dopo realizzai che mi ero aspettata di veder risorgere Obi Wan Kenobi il Bianco - il che in effetti non avvenne mai. Comunque il concetto base lo capivo.
Ancor meno mi sorprese che la Morte Nera venisse distrutta dall'interno, centrando l'unico punto vulnerabile. Mancava l'Anello, ma anche lì il concetto base era lo stesso. E trovai assolutamente squisiti i duelli aerei.
Due giorni dopo mi precipitai a rivederlo con l'amica del cuore, sempre in un cinema decisamente strapieno, e nel pomeriggio del 31 Dicembre tornai a vedermelo per la terza volta (raccattando fortunosamente un posto in fondo alla fila) ripromettendomi comunque di rivederlo ogni volta che me ne fosse stata data l'occasione - cosa che da allora ho sempre fatto.
Il film finisce con una grandiosa premiazione dei tre eroi (anche il Servitore Leone viene ben medagliato, e a buon merito).

All'epoca non usavano i film a puntate, e l'episodio era autoconclusivo. Soltanto più di un anno dopo sentii dire che stavano lavorando al secondo, anzi al quinto perché quello che conoscevamo era in realtà il quarto. Con ancor più grande sorpresa scoprii che la Principessa non era riservata all'Eroe, ma all'Avventuriero.
In effetti, nel primo film sembrava chiarissimo che la coppia sarebbe stata quella della Principessa e dell'Eroe: tanto per cominciare si baciavano due volte, e una volta detto questo non c'era motivo di indagare oltre - ma in verità tutto il film pullulava di indizi in tal senso. A quanto si sa Lucas cambiò idea in proposito solo tra il primo e il secondo film; la teoria della mia fida compagna di banco Sary, anni dopo, fu che dopo un rapido sondaggio tra le spettatrici Lucas si era reso conto che nessuna donna sana di mente si sarebbe posta il problema di una scelta tra Harrison Ford e chiunque altro, e solo qualche ragazzina di non più di sedici anni avrebbe potuto vedere la cosa diversamente.
I tre possibili pretendenti per la principessa Leila. 
Chi avrà scelto, secondo voi?

Così venne deciso che l'Eroe e la Principessa fossero fratelli gemelli divisi alla nascita o quasi.

Ma torniamo alla Principessa da salvare.
Non era la solita Principessa da salvare, si salvava parecchio da sola. Questo era relativamente insolito in quel tipo di intrecci, ma eravamo nella seconda metà degli anni 70 e anche le Principesse stavano cambiando, con l'arrivo del femminismo. La Principessa che affronta impavida i pericoli, usa le armi con destrezza e gestisce importanti incarichi diplomatici oltre ad essere un importante capo della Resistenza non era più tanto fuori dagli schemi
Comunque si trattava di una ragazza molto efficiente e, prima di farsi catturare, tenta di salvare la sua missione mettendo in salvo il Servitore Piccolo, che ha nella memoria tutti i piani della Fortezza Indistruttibile:
aiutata da una buona dose di fortuna, riesce a mandare il Servitore Piccolo dal Saggio Maestro, che riuscirà a salvare lei, i piani della Fortezza e anche a radunare chi distruggerà la Fortezza in questione - ma del resto anche le più fortunate coincidenze della galassia devono ben avere qualcuno o qualcuna che le metta in moto.

Di sicuro Leila (nel resto del mondo era Leia, ma sorvoliamo) aprì la strada a una serie di eroine molto intraprendenti e fornì lo stampo per un tipo di personaggio femminile abbastanza nuovo. Per lei avevano studiato un look molto particolare, con un vestito candidissimo e assai lungo che mette in rilievo dei movimenti molto aggraziati e misurati, una pettinatura assolutamente assurda con delle specie di ciambelle laterali e un trucco apparentemente molto leggero, quasi inesistente.
La pettinatura del primo film passò alla storia, e rese molto facile disegnare la Principessa con pochi tratti
per esempio nei meravigliosi fumetti di Jeffrey Brown, molto successivi.
Già nella scena finale del film optarono per delle trecce raccolte in crocchia, e nei film successivi a volte la tennero perfino con i capelli sciolti. 
Anche se l'immagine più consueta raffigura Leila con i capelli pettinati a girelle sulle orecchie.
Ho guardato volentieri gli altri due film della prima trilogia, ma per me il mondo di Star Wars resta legato soprattutto al primo film; dei primi tre episodi non ho voluto sapere né tanto né poco - anche perché, per forza di cose, mancavano i tre personaggi principali della seconda trilogia (quella cioè che per noi spettatori è stata la prima anche se in realtà era la seconda che però è stata pensata per prima).
E non ho assolutamente capito perché gli sceneggiatori della terza trilogia abbiano dato un seguito così malinconico alle vicende dei due eroi e della Principessa.

Insomma sì, per me l'universo di Star Wars è legato soprattutto alle vicende della distruzione della Morte Nera.

*e che spara per primo per eliminare il sicario di un creditore troppo insistente. Né all'epoca nessuno lo criticò per quello, anche perché il sicario era decisamente antipatico. Ci tengo a precisare che NON sono di quelli che guarda dall'alto in basso al politically correct, ma un avventuriero ha come primo requisito essenziale quello di mantenersi vivo, e pretendere che segua il codice cavalleresco sennò non è un vero eroe e dà il cattivo esempio mi sembra un delirio allo stato puro, anche perché un Eroe senza macchia nel film c'è già, e compie il suo lavoro nel più immacolato dei modi.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Anche per me i veri guerre stellari sono i primi tre ( che sarebbero gli ultimi), ma ho guardato con interesse anche i primi con la storia di Padme e delle sue acconciature che sfidavano la forza di gravità (anche se le ciambelle di Leila sono oggetto di desiderio da parte della mia bimba). Guerre stellari é l'unica saga che riguardo sempre.
Agrimonia

Murasaki ha detto...

All'epoca mi scoraggiarono le recensioni e i commenti che leggevo su internet. Col tempo ho imparato che qualcuno disposto a lamentarsi su internet si trova SEMPRE, e penso che prima o poi andrò a cercarmela in qualche biblioteca .
Ma in effetti, se ci fosse stato un equivalente di Harrison Ford tra gli attori credo che mi sarei mossa di casa, critiche o non critiche :)

Linda_chi? ha detto...

Dici bene: Leila si salvava tranquillamente da sola e già questo fu scioccante. Poi un paesaggio inusuale, magnifici combattimenti tra le stelle, il Bene e il Male cosmico, la semi-divinità degli Jedi, l'umorismo di Han Solo (e il fascino di H.F.), la vita oltre la morte di Obi-Wan, l'immensa saggezza nel minuscolo Yoda, l'ingenuità di Luke, il respiro affannoso di Darth Fener (Vader non l'ho mai usato), il fascino della Morte Nera, gli espedienti, le strategie ... Insomma, per noi adolescenti di quegli anni "Guerre stellari" fu uno spartiacque culturale e meno male. ☺
Tornando a Leila o Leia: non era bellissima, non era pneumatica, aveva delle ciambelle in testa... ma proprio per tutte queste cose era una di noi: aveva spirito, prontezza, indipendenza, iniziativa, intelligenza da vendere e maneggiava le armi con grazia.
Un'eroina da portare sempre nel cuore.

acquaforte ha detto...

Mi ha colpito la tua osservazione sul "seguito così malinconico" dato alle vicende dei nostri eroi nella terza trilogia. Ho consumato le cassette della classica trilogia, mi è piaciuta la prima e anche l'ultimo film. Ma ....pensando bene mi sono accorta che io non ho comperato "La maledizione dell'erede" e non lo leggerò, così come non ho comperato "Delitto a Pemberly " della P.D.James, un seguito di "Orgoglio e pregiudizio" per quanto io ami la scrittrice. In effetti è l'unico suo romanzo che non leggerò.
Per me la storia di H.P. finisce con il 7^ libro e tale deve restare nei miei ricordi. IDEM per Darcy ed Elizabeth. I miei eroi non devono invecchiare, non li voglio vedere affrontare i problemi che affliggono noi, poveri mortali. ^__^

Buon 2017, che il bel drago possa portarti tutto ciò che desideri....

acquaforte ha detto...

Ora il bel Han Solo è morto e dovranno far morire anche Leia nel 3^ (ho letto che il 2^ è già stato girato). Preferivo ricordarli com'erano trent'anni fa.

Pellegrina ha detto...

Mi fa molto ridere perché per la mia mamma GS è un western e non ha mai perdonato Lucas di non essere rimasto quello di American graffiti. In effetti a lui interessava altro che fare il regista, evidentemente, dato che ha poi fatto altro per venti anni. Il primo episodio mi piace tuttora molto e lo rivedo sempre volentieri, perciò ho guardato con crescente delusa frustrazione lo scadere stilistico, di sceneggiatura e di dialoghi dei due successivi. Quando uscì la seconda serie fui trascinata a vederla, sperando nel ritorno di Lucas in prima fila, ma trovai un brutto videogioco al posto di un film, tutti i difetti del secondo e del terzo, più personaggi inesistenti e un sacco di cartapesta - digitale vabbe' - fine a sé stessa. Nel complesso un'assoluta mancanza di fantasia a favore di una formula supposta garantire il successo perché sperimentata, laddove il colpo di Lucas I era stato proprio inventare del nuovo. Doppiamente triste perché uno come lui avrebbe avuto la forza e la grana per fare dell'altro!
Questione Luke/Han anche lì il secondo banalizza una situazione lasciata aperta e ambigua, quindi più interessante, dal primo. Un uomo mi disse una volta che per lui la cosa bella del primo episodio era anche che la bella non scegliesse fra i pretendenti...
Per una ragazzina comunque il biondino era senz'altro più piacevole dell'antipaticissimo Han. Mi sono sempre chiesta il perché del cambiamento nel secondo episodio e di un cambiamento così radicale da arrivare al tabù dell'incesto. Consumato tra l'altro, perché nel secondo per me, come per tutti, credo, era scontato che i due stessero insieme anche se non lo si vede esplicitamente, però lei lo guarda fare la doccia ecc.
Feudalesimo e libertà è sempre grandioso, lo imperatore sta tornando - ma quale?