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lunedì 28 novembre 2016

Lunedì film - Anna and the King (Film per le medie)


Nel 1862 l'inglese Ann Leonowens raggiunse il Siam, dove era stata chiamata dal re Mongkut per fare da insegnante ai suoi figli (oltre 60) e alle sue mogli (una trentina). L'idea del sovrano era di sprovincializzare il Siam e dare anche un educazione inglese e una perfetta padronanza della lingua inglese al suo successore, oltre che a tutta la sua numerosa famiglia.
Ann Leonowens rimase in Siam per sei anni per poi pubblicare due libri dedicati a questa esperienza. 
Nel 1944 Margaret Landon trasse un romanzo da questi due libri e lo intitolò Anna e il re.
Dal libro, assai fortunato (e ristampato in Italia proprio in occasione dell'uscita del presente film) furono tratti un musical - da cui fu tratto a sua volta anche un celebre film con Yul Brinner - una serie televisiva e altro.
Nel 1999 infine Andy Tennant ne trasse un nuovo film, girato in prevalenza in Malesia, interpretato da Jodie Foster, Chow Yun-Fat e Tom Felton nella parte del figlio di Ann (quest'ultimo in seguito diventò più noto per il ruolo di Draco Malfoy).
Il film dura due ore e mezzo ed è splendido e assai colorato: oltre agli attori che svolgono assai degnamente i loro ruoli recitano assai bene anche i paesaggi, i numerosi elefanti

un gran numero di scimmiette e molte bellissime imbarcazioni.



A quanto ho capito la storia d'amore tra il re e Ann è stata ideata dai vari sceneggiatori per meglio condurre il film e i vari spettacoli, ma non ha molto riscontro nella realtà; in compenso serve molto bene per descrivere l'incontro di due culture molto diverse e per tirare avanti la storia, ma è vero che tra Ann e il re venne formandosi un rapporto di stima e anche di amicizia, nonostante svariati contrasti. Quel che è certo è che l'influsso di Ann si fece sentire con gran forza anche sull'erede al trono, Chulalongkorn, che riuscì a mantenere l'indipendenza del Siam e proseguì le riforme del padre, abolendo anche la schiavitù.

Ad ogni modo non c'è dubbio che il film è anche una bella storia d'amore, segnata da un leggero e garbato corteggiamento dove il re si mostra assai più raffinato e cortese del gruppo di inglesi decisamente beceri che compaiono occasionalmente nella vicenda. I due mondi arrivano a sfiorarsi e balleranno anche due volte insieme, ma per quanto forte sia il legame che li unisce, non sfocerà in quella che comunemente viene definita "una relazione", restando qualcosa di meno e nello stesso tempo qualcosa di più.

Il film è sempre molto apprezzato dai ragazzi: paesaggi, battelli (e che battelli!), parchi reali e cerimonie per il raccolto gli danno un tono colorato e arioso, e le scene di vita scolastica sono brillanti e assai gradite mentre seguono con coinvolgimento crescente la storia d'amore per poi scoprire che non approderà a niente - mi sono fatta l'idea che anzi uno dei punti di forza del film sia avere una storia d'amore ma non una scena d'amore propriamente detta.
In effetti le storie d'amore sono due, e con mia grande sorpresa leggendo il libro ho scoperto che sì, la storia di Tuptim e Khun Phra Balat si svolse esattamente nel pazzo modo con cui viene raccontata nel film e non è solo un riempitivo ideato dagli sceneggiatori dopo abbondanti libagioni per creare un contrappeso alla storia principale.
Completamente inventata è invece la sottotrama politica, che comprende comunque una bellissima scena finale sul ponte dove il re gioca d'azzardo e d'astuzia riuscendo ad evitare un colpo di stato con grande maestria.
Non ci sono scene cruente, anzi la decapitazione dei due infelici innamorati è a modo suo impressionante, ma girata con singolare grazia.
Si passano due ore e mezzo vedendo splendidi paesaggi e bellissimi costumi e seguendo una storia assai piacevole, impostata su due personaggi molto simpatici, imparando molto sull'estremo Oriente e sul colonialismo inglese. Inoltre, visto all'inizio della Terza, funziona sia per storia che per geografia, oltre che per impostare un qualche tipo di discorso sull'incontro tra culture diverse.
C'è anche una bella e abbondante citazione de La capanna dello zio Tom, utilissima per introdurre il tema della schiavitù, e una graziosa scena sul fumo dove scopriamo che, laggiù, almeno nell'alta società, si dava il primo sigaro ai bambini intorno ai sei anni. Il figlio di Ann decide di provare, naturalmente sentendosi malissimo.
Nel complesso, tre ore decisamente spese bene.

7 commenti:

acquaforte ha detto...

Non ho visto Anna and the King, ma "Il re ed io ". Yul Brinner era un gran bel vedere, e già dal titolo si vedeva che il protagonista era lui. Nel nuovo film la protagonista sembra essere Jodie Foster, forse più aderente al romanzo? Il film deve essere molto bello, con quei paesaggi straordinari....A me piace molto Chow Yun-Fat nei 2 suoi film che ho visto (La tigre e il dragone - Il monaco). Forse perché sono affascinata dal contesto, monaco buddista in entrambi. Jodie Foster mi piace meno, la trovo fredda, molto controllata. È certamente un giudizio legato alla mia ignoranza cinematografica. @ Eva mi bacchettera' sulle dita dei piedi ^__^.

E per cambiare: Tolkien! Ho letto che è uscito il libro "J.R.R.Tolkien, il Signore del Metallo" (tsunami edizioni)di Stefano Giorgianni, in cui viene sistematizzato per la prima volta l'immaginario tolkeniano in musica. E sembra che il primo a mettere in musica Tolkien fu Leonard Nimoy, il nostro Spock. Ho trovato in internet la sua The Ballad of Bilbo Baggins, del 1968. Lo sapevi? Io no. È carina, buffa. Certo il testo non è Tolkien, ma ... che siano state le orecchie a punta a unire Spock e Bilbo?
Se ti mancassero argomenti per i tuoi prossimi post, potresti scriverne uno sul perché elfi, hobbit e vulcaniani hanno le orecchie a punta ^__^.

Linda_chi? ha detto...

Lo ricordo come un film molto bello e pieno di poesia, con una splendida fotografia, bei dialoghi ed ottimi attori. In pratica, quasi perfetto.

Eva ha detto...

Visti entrambi i film...concordo su Yul Brinner e devo dire che vederlo danzare, vestito cosi splendidamente, mi "cancellò"il trauma infantile causato dalla visione di lui implacabile, cattivissimo automa ne"il mondo dei robot"😀
Jodie Foster è bravissima ma non è Maureen O'Hara😀concordo
Un saluto,scappo al lavoro

Eva ha detto...

.....infatti è Deborah Kerr....😂😂😂😂

Murasaki ha detto...

@Acquaforte:
le orecchie a punta dei vulcaniani sono cosa nota e ufficiale, ma le orecchie a punta di hobbit ed elfi non sono così universalmente riconosciute: nei romanzi non se ne parla, e infatti io le ho scoperte con i film, quando Cate Blanchett disse che aveva accettato il ruolo di Galadriel anche perché così, finalmente, avrebbe avuto le orecchie a punta (anche se qua e là nelle lettere sembra che ci sia qualche vago accenno).
Conoscevo la ballata di Bilbo Baggins, alla morte di Nimoy circolò parecchio su FB, anche se molti si domandavano che diamine gli fosse preso al buon Leonard per fare una roba così... come dire, ILLOGICA ^__^
"Il signore del metallo" è nella mia lunga lista di desideri, ma sto aspettando nella speranza che arrivi in biblioteca...

@Eva, Acquaforte e Linda:
Del film con Yul Brinner ho visto solo la parte finale, e non mi ha entusiasmato tanto da farmi cercare il film completo. Aveva un tocco troppo americano, per i miei gusti, sia da parte di lei che da parte di lui. Qui i due attori disegnano due personaggi più sfumati, e insomma a me piace troppissimo di più il Mongkut di Chow Yun-Fat. Per quanto riguarda la parte storica, Ann partì dopo la morte del re, come nel primo film, mentre nel secondo parte per altre considerazioni, lasciando il re ben vivo e in ottima salute, per quanto dispiaciuto, e la storia è in buona parte raccontata attraverso gli occhi dell'erede al trono (a sua volta contrapposto al figlio di Ann, con cui sviluppa un rapporto di contrasto, amicizia e stima simile a quello dei loro genitori.

melchisedec mel ha detto...

L'ho visto un sacco di volte e mi piace rivederlo sempre. Il fascino deriva anche da questo amore inventato, tanto forte quanto etereo. ☺

Murasaki ha detto...

Ricordo infatti che ne avevi parlato sul tuo blog ^__^